Stimatore emissioni Scope 3 | ciferi
Lo Scope 3 rappresenta circa l'85% delle emissioni totali di gas serra per la maggior parte delle organizzazioni. Nel settore immobiliare italiano,...
Introduzione
Lo Scope 3 rappresenta circa l'85% delle emissioni totali di gas serra per la maggior parte delle organizzazioni. Nel settore immobiliare italiano, dove la maggior parte dei portafogli immobiliari è gestita come investimenti a lungo termine, la misurazione accurata dello Scope 3 consente ai revisori di valutare se le società di gestione immobiliare hanno identificato correttamente i rischi climatici nelle loro dichiarazioni di sostenibilità.
Le aziende italiane soggette alla Direttiva sulla comunicazione della sostenibilità aziendale (CSRD), implementata tramite modifiche al codice civile italiano, devono segnalare le loro emissioni Scope 1, Scope 2 e Scope 3 secondo i Principi di informativa sulla sostenibilità (ESRS) E1-6. Per le società di gestione immobiliare, lo Scope 3 include emissioni dall'utilizzo dei beni immobili affittati (Categoria 13) e dalle emissioni incorporate nei materiali da costruzione e nelle ristrutturazioni (Categoria 1).
Questo strumento calcola le emissioni Scope 3 in conformità al GHG Protocol utilizzando i fattori di emissione europei e italiani pubblicati da ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) e da DESNZ nel Regno Unito.
Come funziona lo strumento
Lo stimatore Scope 3 consente di:
Non è necessario un login. I dati inseriti rimangono sul vostro dispositivo.
- Inserire i dati di attività per qualsiasi Categoria Scope 3 dal GHG Protocol
- Selezionare i fattori di emissione locali in base al vostro Paese di attività
- Esportare i risultati calcolati in un formato che supporta le carte di lavoro di revisione
Contesto normativo italiano
La CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) supervede la qualità della comunicazione sulla sostenibilità per le società quotate italiane e ha iniziato a verificare la completezza e l'accuratezza delle relazioni di sostenibilità a partire dal 2024. L'ISPRA pubblica i fattori di emissione italiani per le categorie di energia, trasporto e rifiuti sulla base dell'inventario nazionale di gas serra dell'Italia, che è aggiornato annualmente secondo le linee guida IPCC.
La norma ISA Italia 320 (Significatività nella revisione) rimane applicabile quando il revisore valuta se le dichiarazioni di Scope 3 contengono errori significativi. Per l'assicurazione limitata sulle emissioni di gas serra secondo lo standard ISAE 3410, il revisore deve verificare che l'entità abbia applicato una metodologia coerente nell'identificazione delle fonti di emissione, nella selezione dei fattori di emissione e nell'aggregazione dei risultati.
Applicazione pratica per le società immobiliari italiane
Una società di gestione immobiliare con sede a Milano che gestisce 12 edifici residenziali su territorio italiano dovrebbe:
Nota sulla documentazione: Nel fascicolo di revisione della società immobiliare, il revisore deve conservare il foglio di calcolo delle emissioni Scope 3, i fattori di emissione utilizzati con la loro fonte, e una riconciliazione tra i dati di attività inseriti nello stimatore e i registri gestionali della società.
- Identificare tutte le 15 categorie Scope 3 applicabili ai beni immobili
- Raccogliere i dati di attività per ogni categoria (kWh di energia consumata, volumi di rifiuti, km di trasporto per materiali di manutenzione)
- Applicare i fattori di emissione forniti da ISPRA per il mix energetico italiano e per le modalità di trasporto locale
- Documentare le assunzioni adottate nel calcolo (per esempio, se l'energia è stata stimata da dati storici anziché da misure effettive)
- Conservare la documentazione di supporto nel fascicolo di revisione
Categorie Scope 3 applicabili agli immobili
Categoria 1: Beni e servizi acquistati
Per le società immobiliari, questa categoria include cemento, acciaio, isolanti e altri materiali da costruzione utilizzati per la manutenzione e la ristrutturazione dei portfolio immobiliari. Il fattore di emissione medio per la categoria di spesa "Materiali da costruzione" è di circa 0,58 kg CO2e per euro speso, secondo i dati EXIOBASE. Una società che investe EUR 2,5 milioni all'anno in ristrutturazioni dovrebbe stimare circa 1.450 tonnellate di CO2e per questa categoria.
Categoria 3: Attività correlate a combustibile ed energia
Le società immobiliari generalmente non producono energia in loco, ma acquistano elettricità dalla rete e gas naturale per il riscaldamento. Questa categoria copre le emissioni upstream dei combustibili e dell'energia acquistati, non già contabilizzate in Scope 1 o Scope 2. Il fattore di emissione per l'energia elettrica non inclusa in Scope 2 (distribuzione e trasporto) è di circa 0,025 kg CO2e per kWh secondo i dati DESNZ 2024. Per il gas naturale, le emissioni upstream (estrazione, raffinazione, trasporto) ammontano a circa 0,20 kg CO2e per metro cubo.
Categoria 5: Rifiuti generati nelle operazioni
I rifiuti da demolizione, ristrutturazione e gestione ordinaria degli immobili rappresentano una fonte significativa di Scope 3. Una ristrutturazione di 5.000 metri quadrati di superficie immobiliare può generare circa 1.000 tonnellate di rifiuti misti (calcestruzzo, laterizi, legno, metalli). Se destinati a discarica, le emissioni ammontano a 586 kg CO2e per tonnellata. Se indirizzati verso il riciclaggio (opzione preferita per i materiali inerti), le emissioni si riducono a circa 21,3 kg CO2e per tonnellata.
Categoria 9: Trasporto e distribuzione a valle
Per le società immobiliari, questa categoria è meno significativa, in quanto non vendono immobili come prodotti tangibili. Tuttavia, se effettuano spedizioni di materiali di scarto o di equipaggiamenti rimossi dagli immobili, il trasporto via camion genera circa 0,107 kg CO2e per tonnellata-chilometro.
Categoria 13: Beni immobili affittati a valle
Questa è la categoria Scope 3 più significativa per le società immobiliari. Copre le emissioni generate dall'uso degli immobili affittati da inquilini. Se una società di gestione immobiliare possiede un edificio di 50.000 metri quadri affittato a uso ufficio, e il consumo di energia medio degli uffici è di 180 kWh per metro quadro per anno, il consumo annuale totale è 9 milioni di kWh. Applicando il fattore di emissione della rete elettrica italiana (location-based) di circa 0,25 kg CO2e per kWh, l'edificio genera circa 2.250 tonnellate di CO2e per Scope 3 Categoria 13.
Nota sulla documentazione: Il revisore deve verificare che la società di gestione immobiliare abbia identificato correttamente il confine di rendicontazione secondo lo standard ESRS E1. Se la società dichiara di includere Categoria 13, deve documentare come ha ottenuto i dati di consumo energetico dagli inquilini (letture contatori, fatture dei fornitori di energia, stime). Se la società non ha accesso ai dati effettivi, deve dichiarare quale metodologia di stima ha adottato e documentare le assunzioni.
Fattori di emissione per il contesto italiano
L'ISPRA pubblica fattori di emissione specifici per:
Lo strumento consente di sostituire questi fattori predefiniti con fattori specifici della vostra organizzazione, se disponibili da fornitori o da letteratura tecnica più aggiornata.
- Mix energetico italiano (grid location-based): circa 0,25 kg CO2e per kWh
- Gas naturale combustione diretta: circa 2,04 kg CO2e per metro cubo
- Trasporto su strada (autocarri): 0,107 kg CO2e per tonnellata-chilometro
- Trasporto ferroviario: 0,028 kg CO2e per tonnellata-chilometro
- Rifiuti in discarica: 586 kg CO2e per tonnellata
- Rifiuti in incenerimento: 21,3 kg CO2e per tonnellata
- Rifiuti in riciclaggio: 21,3 kg CO2e per tonnellata
Aspettative di revisione secondo ISAE 3410
Gli assicuratori limitati che valutano le dichiarazioni Scope 3 secondo lo standard ISAE 3410 devono verificare:
- Identificazione della fonte di emissione: Lo strumento consente alla società di selezionare quali categorie di Scope 3 si applicano al suo business model. Il revisore deve verificare che la lista sia completa e che nessuna categoria materiale sia stata omessa per errore o per mancanza di dato disponibile.
- Selezione del fattore di emissione: Il revisore deve controllare che i fattori utilizzati provengono da una fonte riconosciuta (ISPRA, GHG Protocol, DESNZ) e che il fattore è appropriato per la geografia (fattore locale per l'Italia, non fattore generico globale).
- Raccolta dei dati di attività: Lo strumento richiede all'utente di inserire il volume di attività (kWh, tonnellate, km) per ogni categoria. Il revisore deve verificare che i dati di attività siano supportati da documentazione gestionale (letture contatori, fatture, registri di trasporto, rendiconti di rifiuti).
- Aggregazione e riconciliazione: Lo strumento calcola automaticamente le emissioni totali Scope 3. Il revisore deve verificare che l'importo calcolato sia stato riconciliato con le cifre dichiarate nella relazione di sostenibilità della società.
Errori comuni riscontrati in incarichi precedenti
La letteratura internazionale di assicurazione (PCAOB, FRC) segnala che le società spesso commettono i seguenti errori nel calcolo di Scope 3:
Tier 1: Esperienza diretta di assicuratori: L'omissione di Categoria 13 (beni immobili affittati) quando questa è la componente più significativa delle emissioni di una società di gestione immobiliare. La società non dichiara Categoria 13 perché ritiene che "non è responsabile" dell'uso di energia degli inquilini, pur avendo l'obbligo ESRS E1 di includerla nel bilancio delle emissioni controllate.
Tier 2: Pratica documentata: L'applicazione di un fattore di emissione globale generico (ad esempio, 0,35 kg CO2e per kWh) anziché del fattore specifico dell'Italia (0,25 kg CO2e per kWh location-based). Questo comporta una sovrastima del 40% circa dell'impronta di carbonio.
Tier 3: Pratica nota del settore: L'inclusione di Scope 1 e Scope 2 nel calcolo totale di Scope 3, creando doppi conteggi. Lo Scope 3 deve essere calcolato separatamente dai Scope 1 e 2.
Passaggi per completare una valutazione di Scope 3
- Selezionare il Paese: Il tool adatta automaticamente i fattori di emissione in base al Paese selezionato. Per entità italiane, selezionare Italia.
- Inserire i dati di attività: Per ogni categoria applicabile, inserire il volume di attività (kWh, tonnellate, km, numero di dipendenti, area in m²).
- Esaminare i fattori di emissione proposti: Lo strumento visualizza il fattore di emissione predefinito. Se la vostra organizzazione dispone di dati più specifici (ad esempio, un'indagine energetica che documenta 170 kWh per m² per anno anziché il valore medio), potete modificare il fattore.
- Ricalcolare e verificare: Ogni volta che modificate un dato di attività o un fattore, lo strumento ricalcola immediatamente le emissioni totali.
- Esportare i risultati: Fate clic su "Esporta" per scaricare il foglio di calcolo con i dati inseriti, i fattori utilizzati e le emissioni calcolate. Conservate questa esportazione nel fascicolo di revisione come evidenza della metodologia adottata.
Domande frequenti
D: Come dovremmo trattare i dati stimati rispetto ai dati effettivi?
R: Secondo l'ESRS E1.A6, l'entità deve segnalare la percentuale di emissioni Scope 3 basata su dati effettivi rispetto a stime. Se il 60% delle vostre emissioni Scope 3 è basato su consumi energetici misurati da contatori e il 40% è stimato tramite modelli di consumo, dichiarate questa proporzione nella relazione di sostenibilità. Il revisore dovrà verificare la qualità delle stime.
D: Quale fattore di emissione dovremmo utilizzare per il mix energetico italiano?
R: Utilizzate il fattore location-based pubblicato da ISPRA per l'anno di rendicontazione. Per il 2023, il fattore era circa 0,25 kg CO2e per kWh. Questo riflette il mix di generazione dell'Italia, che include una quota crescente di energia rinnovabile (eolico, solare) e una quota decrescente di carbone. Non utilizzate il fattore generico europeo (circa 0,30 kg CO2e per kWh), che è meno accurato per il contesto italiano.
D: Come trattiamo i rifiuti da demolizione se vengono riutilizzati in un'altra proprietà?
R: Se i materiali da demolizione sono avviati al riciclaggio con reddito di mercato (ad esempio, l'acciaio viene venduto a un rottamatore), secondo il GHG Protocol non dovete contabilizzarli come rifiuti in Scope 3 Categoria 5. Invece, il rottamatore contabilizzerà le emissioni end-of-life. Se i materiali vengono demoliti e diretti a discarica senza valore economico, applicate il fattore di emissione di discarica (586 kg CO2e per tonnellata).
D: Come dovremmo gestire i beni in leasing (Categoria 8) e gli immobili affittati (Categoria 13)?
R: Categoria 8 riguarda gli immobili che la vostra società prende in leasing dai proprietari (il vostro edificio per uffici è affittato da un proprietario esterno). Categoria 13 riguarda gli immobili di cui siete proprietari e che fate affittare ai vostri inquilini. Sono mutualmente esclusive per la vostra organizzazione, a seconda di chi possiede legalmente l'immobile.
D: Lo strumento calcola anche Scope 1 e Scope 2?
R: No. Questo strumento calcola solo Scope 3. Per Scope 1 (combustione diretta in caldaie della vostra proprietà) e Scope 2 (acquisto di energia dalla rete), utilizzate le metodologie indicate nell'ESRS E1-3 e E1-4 e nel GHG Protocol Scope 1 & 2 Standard. Ensure che i dati di attività per Scope 1 e Scope 2 non vengano duplicati in Scope 3 Categoria 3.
Documentazione consigliata per il fascicolo di revisione
Quando completate una valutazione Scope 3 utilizzando questo strumento, conservate nel fascicolo:
- Foglio di calcolo esportato: La versione scaricata dello strumento con tutti i dati di attività e i fattori di emissione utilizzati
- Fonte dei fattori di emissione: Una dichiarazione del quale database è stato utilizzato per ogni fattore (ISPRA, GHG Protocol, DESNZ)
- Riconciliazione con i dati gestionali: Un documento che correla i dati di attività inseriti nello strumento con i registri di supporto (letture contatori energetici, fatture di trasporto, manifesti di rifiuti)
- Assunzioni di stima: Se alcuni dati di attività non erano disponibili e sono stati stimati, documentate la metodologia di stima e il livello di incertezza
- Comunicazioni con la direzione: Se la società di gestione immobiliare ha ricevuto una comunicazione da CONSOB o da un'altra autorità in merito alle emissioni Scope 3, conservate copia di tale comunicazione
Conformità a ESRS E1
L'ESRS E1 (Standard di informativa sulla sostenibilità per Ambiente, tema Cambiamento climatico) richiede che le aziende italiana soggette a CSRD dichiarino:
Questo strumento supporta il calcolo di Scope 3 assolute per categoria. Il revisore deve verificare che i totali calcolati siano allineati con le cifre dichiarate nella relazione ESRS E1 della società.
- Emissioni Scope 1 assolute
- Emissioni Scope 2 assolute (location-based e market-based)
- Emissioni Scope 3 assolute per categoria
- Intensità di emissioni (ad esempio, tCO2e per EUR di ricavi; tCO2e per m² di spazio immobiliare)
- Variazioni anno su anno con spiegazione delle cause
- Descrizione della metodologia seguita (GHG Protocol, fattori di emissione specifici, perimetro di rendicontazione)
Referenze normativi
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- ESRS E1: Cambiamento climatico. Paragrafi E1.A1 (ambito di applicazione), E1.A4 (definizioni di Scope 1/2/3), E1.A6 (segnalazione della percentuale di stime)
- GHG Protocol Scope 3 Standard: Definizioni delle 15 categorie di Scope 3 e linee guida metodologiche per il calcolo
- ISPRA: Fattori di emissione: Database ufficiale italiano per i fattori di emissione, aggiornato annualmente
- DESNZ 2024 Conversion Factors: Fattori di emissione utilizzati per validare i calcoli europei
- ISAE 3410: Standard di assicurazione su informazioni di sostenibilità