Calcolatore Emissioni Scope 3 | ciferi
Le organizzazioni no profit con attività commerciali tassabili o partecipazioni immobiliari possono comunque registrare saldi di imposte differite...
Contesto normativo italiano
Le organizzazioni no profit con attività commerciali tassabili o partecipazioni immobiliari possono comunque registrare saldi di imposte differite secondo i Principi Contabili Internazionali (IFRS). Il calcolatore che segue affronta le differenze temporanee che emergono quando si applicano esenzioni fiscali parziali, comprese le operazioni estere.
Per le organizzazioni no profit in Italia, la misurazione delle emissioni di carbonio (Scope 1, 2 e 3) non rappresenta un obbligo normativo diretto sotto i Principi Contabili OIC o IFRS. Tuttavia, le organizzazioni che operano come filiali di enti genitori soggetti alla Direttiva CSRD (Direttiva Sostenibilità d'Impresa) devono fornire dati Scope 3 consolidati secondo gli ESRS (Standard Europei di Rendicontazione della Sostenibilità). Le organizzazioni no profit italiane di maggiori dimensioni che ricevono finanziamenti pubblici sono sottoposte a crescenti pressioni per dimostrare la gestione ambientale responsabile, in linea con gli impegni climatici dell'Italia (Protocollo di Kyoto, Accordo di Parigi, Piano Nazionale Integrato Energia e Clima).
Quando le emissioni Scope 3 richiedono attenzione nelle organizzazioni no profit
Una fondazione che gestisce una rete di cliniche mediche ha tre sorgenti di Scope 3:
Documentazione: Ogni categoria di Scope 3 deve essere tracciata separatamente nel file di lavoro di sostenibilità, con la metodologia di calcolo e la fonte dei fattori di emissione annotate nel memorandum di pianificazione della revisione di sostenibilità.
Il totale di questo esempio (1.176 + 15.408 + 42.500 = 59.084 tonnellate CO2e) rappresenta un ambito materiale che avrebbe dovuto essere quantificato e divulgato se la fondazione stesse preparando una relazione di sostenibilità o fosse soggetta a assicurazione sulla rendicontazione ambientale.
- Acquisto di beni e servizi medici (Categoria 1): approvvigionamento di attrezzature diagnostiche, farmaci, materiali chirurgici da fornitori specializzati. Una clinica con budget di acquisti per EUR 2,8M può registrare emissioni stimate di EUR 2,8M × 0,42 kg CO2e/EUR = 1.176 tonnellate CO2e annue, se basata su fattori medi di spesa.
- Trasporto a monte verso i siti clinici (Categoria 4): trasporto di forniture da hub di distribuzione. Se la fondazione coordina 450 tonnellate di materiali trasportati via strada per una distanza media di 320 km, ciò equivale a 144.000 tonne-km. A 0,107 kg CO2e per tonna-km per il trasporto su strada HGV, questo produce 15.408 tonnellate CO2e.
- Emissioni da strutture date in locazione a monte (Categoria 8): se la fondazione occupa uffici amministrativi in immobili affittati (non sotto il controllo operativo), una superficie di 850 m² a 50 kg CO2e per m² per anno produce 42.500 tonnellate CO2e.
Applicazione pratica: Metodologie di stima per le organizzazioni no profit italiane
Categoria 1: Acquisto di beni e servizi
Utilizzare i fattori di emissione basati sulla spesa secondo il GHG Protocol e EXIOBASE. Per un'organizzazione che non dispone di dati di emissione verificati dai fornitori, applicare il fattore medio di 0,42 kg CO2e per euro di spesa. Se disponibili dati più specifici (per settore di fornitura secondo il codice SIC italiano), applicare fattori per categoria merceologica:
Categoria 3: Emissioni relative a carburanti ed energia
Per le attività a monte dell'energia elettrica acquistata (perdite di trasmissione e distribuzione), applicare il fattore di 0,025 kg CO2e per kWh. Se l'organizzazione ha dati sul mix energetico (percentuale da fonti rinnovabili rispetto a fonti fossili), regolare questo fattore di conseguenza. Per l'Italia, il fattore di emissione della rete elettrica del 2023 è approssimativamente 0,288 kg CO2e per kWh (ubicazione-based), secondo i dati di TERNA e dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
Categoria 4: Trasporto a monte e distribuzione
Differenziare per modalità di trasporto:
Se l'organizzazione finanzia il trasporto, registrare il peso totale movimentato (tonnellate) e la distanza (km) separatamente per ogni modalità, poi moltiplicare.
Categoria 8: Attività di leasing a monte
Per immobili affittati non rientranti nella Categoria 2 (Scope 2 per utilità), applicare 50 kg CO2e per metro quadrato per anno come stima media per uffici italiani. Questa stima riflette il consumo energetico per climatizzazione, illuminazione e gestione delle strutture. Se l'edificio è certificato energeticamente (Attestato di Prestazione Energetica, APE), regolare il fattore in base alla classe energetica dichiarata.
- Forniture mediche e farmaceutiche: ~0,35 kg CO2e/EUR
- Attrezzature e macchinari: ~0,50 kg CO2e/EUR
- Servizi logistici: ~0,55 kg CO2e/EUR
- Trasporto su strada (autocarri pesanti): 0,107 kg CO2e per tonna-km
- Trasporto ferroviario: 0,028 kg CO2e per tonna-km
- Trasporto marittimo: 0,016 kg CO2e per tonna-km
- Trasporto aereo: 0,602 kg CO2e per tonna-km
Verifiche attese dai professionisti della revisione
I professionisti che conducono verifiche limitate su rendicontazioni di GHG secondo l'ISAE 3410 o l'ISAE 3000 (Revised) attenzionano le seguenti aree per le organizzazioni no profit:
- Completezza della definizione di confini: L'organizzazione ha identificato tutte le entità operative sotto il suo controllo finanziario o operativo? Per una fondazione con filiali cliniche, ogni sito deve essere incluso, non solo la sede centrale.
- Coerenza della metodologia: Lo stesso fattore di emissione è stato applicato coerentemente a tutte le transazioni della medesima categoria nell'arco dell'esercizio? Un passaggio dalla metodologia di spesa alla metodologia basata su attività durante l'anno deve essere rivelato e giustificato.
- Tracciabilità della fonte dei fattori: Ogni fattore di emissione citato (0,42 kg CO2e/EUR, 0,107 kg CO2e per tonna-km) deve essere ricollegato a una fonte pubblicata (GHG Protocol, DEFRA, EXIOBASE, database TERNA). Fattori inventati o fonti non citate sono rilievi diretti.
- Riconciliazione anno su anno: Se le emissioni Scope 3 di un'organizzazione diminuiscono significativamente (per esempio, del 20% da un anno all'altro), il revisore deve verificare se questa riduzione riflette cambiamenti reali nelle attività o semplicemente cambiamenti metodologici (cambio di fattore di emissione, cambio di perimetro). Le due dovranno essere riconciliate nella relazione di sostenibilità.
- Stima versus dati verificati: L'organizzazione deve rivelare la percentuale di Scope 3 basata su dati effettivi rispetto a stime. Se oltre il 70% del Scope 3 è stimato mediante fattori di spesa generici, il revisore di sostenibilità può emettere un rilievo sulla qualità dei dati.
Rilievi ispezioni internazionali su Scope 3 nelle organizzazioni no profit
L'FRC (Financial Reporting Council, UK) ha condotto una revisione tematica nel 2023 su rendicontazioni TCFD (Task Force on Climate-related Financial Disclosures). Ha riscontrato che il 40% delle organizzazioni revisionate divulgava cifre di Scope 3 senza specificare quali delle 15 categorie del GHG Protocol erano incluse o escluse dalla cifra segnalata. Per una fondazione europea, questo significa che una lettura della relazione di sostenibilità non consente al revisore di determinare se Categoria 1, Categoria 4 e Categoria 8 fossero tutte comprese o solo alcune.
Allo stesso modo, i fornitori di assicurazione secondo ISAE 3410 hanno notato che le organizzazioni spesso omettono deliberatamente (o per negligenza) la Categoria 3 (emissioni da attività relative a carburanti ed energia), sottostimando il Scope 3 complessivo del 10-20%. Questa omissione è una voce di rilievo comune.
La Banca d'Italia, pur non avendo un'autorità diretta sulle organizzazioni no profit, ha evidenziato in comunicazioni di vigilanza che le banche italiane che finanziano organizzazioni no profit grandi dovrebbero valutare l'esposizione al rischio climatico della controparte. Ciò ha indotto molte fondazioni a iniziare a misurare il Scope 3 per fornire questa informazione ai finanziatori.
Quando una organizzazione no profit deve stimare Scope 3
Una organizzazione no profit non è obbligata a misuare e rendicontare Scope 3 secondo i Principi Contabili OIC o IFRS base. Tuttavia, la stima diventa necessaria nei seguenti casi:
- Partecipazione in un gruppo soggetto a CSRD: Se la fondazione è filiale di un ente genitore soggetto alla Direttiva CSRD (Direttiva 2022/2464/UE), deve fornire dati Scope 3 consolidati nella relazione di sostenibilità del gruppo secondo gli ESRS.
- Impegni volontari di sostenibilità: Se l'organizzazione ha assunto impegni pubblici di neutralità carbonica o riduzione di emissioni (SDG o Net Zero commitments), la misurazione del Scope 3 è necessaria per dimostrare il progresso.
- Accesso a finanziamenti verdi: Finanziatori che impongono condizionamenti ESG (banche, fondi filantropici) possono richiedere una baseline di Scope 3 come condizione per l'accesso al credito agevolato.
- Verifiche da parte della CONSOB o di enti di controllo: Organizzazioni di maggiori dimensioni registrate presso organismi di vigilanza possono ricevere richieste di riconciliazione tra dati di consumo (fatture energetiche, carburanti) e dati di emissione divulgati.
Caso d'uso: Fondazione Caritas con filiali cliniche in tre regioni
La Fondazione Caritas "San Giuseppe" opera tre cliniche affiliate in Lombardia, Campania e Sicilia, oltre a una sede amministrativa a Milano. La fondazione ha deciso di misurare il Scope 3 volontariamente per:
Raccolta dati:
Documentazione nel fascicolo di revisione di sostenibilità:
Totale Scope 3 stimato: 1.764 + 22.556 + 132.500 = 156.820 tonnellate CO2e
Questo totale è stato incluso nella relazione di sostenibilità volontaria della fondazione per il 2023, con la seguente divulgazione: "Scope 3 stimato al 100% mediante fattori di emissione di spesa e attività. Nessun dato verificato da fornitori terzi. Soggetto a revisione limitata secondo ISAE 3000 (Revised)."
- Supportare le domande di accesso a finanziamenti agevolati dalla Cassa Depositi e Prestiti (finanziamenti per sostenibilità)
- Fornire ai governi locali (Regione Lombardia, Regione Campania, Regione Sicilia) dati di baseline per il loro reporting di sostenibilità consolidato
- Categoria 1 (Acquisti di beni e servizi medici): La fondazione ha estratto dai sistemi contabili EUR 4.200.000 di fatture di acquisto fornitori per il 2023. Applicando il fattore medio di 0,42 kg CO2e/EUR per forniture mediche, risultato: 1.764 tonnellate CO2e.
- Categoria 4 (Trasporto a monte): La fondazione ha tracciato 620 tonnellate di materiali ricevuti dai hub di distribuzione nazionali (Milano, Roma, Bari) verso i tre siti clinici. Distanza media per strada: 340 km a testa. Tonne-km totali: 620 × 340 = 210.800 tonne-km. A 0,107 kg CO2e per tonna-km: 22.556 tonnellate CO2e.
- Categoria 8 (Leasing a monte): La fondazione affitta uffici amministrativi in Milano (1.200 m²) e spazi clinici in locazione in Napoli (850 m²) e Palermo (600 m²). Superficie totale: 2.650 m². A 50 kg CO2e per m² per anno: 132.500 tonnellate CO2e.
- Foglio di calcolo del bilancio materiale con i tre dati di input (spesa, tonne-km, superficie)
- Fattori di emissione applicati (0,42 per categoria 1, 0,107 per categoria 4, 50 per categoria 8)
- Dichiarazione di completezza: "Incluse tutte le attività entro il perimetro organizzativo della fondazione al 31 dicembre 2023"
- Riconciliazione verso l'anno precedente: Categoria 1 è aumentata del 3,1% (più acquisti), Categoria 4 è rimasta stabile, Categoria 8 è aumentata del 7,8% (nuova locazione a Palermo da novembre 2023)
- Data dei fattori di emissione: EXIOBASE 2023 per Categoria 1, DEFRA 2024 factors per Categoria 4, stime su base italiana per Categoria 8
Controlli sulla significatività degli importi
Sebbene non vi sia una soglia normativa italiana ufficiale per dichiarare il Scope 3 "materiale" in una rendicontazione di sostenibilità, le migliori pratiche internazionali suggeriscono di valutare:
La CONSOB, benché non abbia linee guida specifiche per le organizzazioni no profit, ha indicato nei suoi orientamenti sulla sostenibilità (documento del 2023) che le organizzazioni dovrebbero identificare le categorie di Scope 3 materiali e fornire una giustificazione della loro inclusione o esclusione. Per una fondazione con operazioni cliniche diffuse, Categoria 1, 4 e 8 sono tipicamente materiali; Categoria 6 (business travel) e Categoria 7 (commuting) possono essere immateriali se l'organizzazione ha una forza lavoro piccola e stabile.
- Importanza relativa rispetto al Scope 1 e Scope 2: Se Scope 3 supera il Scope 1 + Scope 2 combinati (come nell'esempio della fondazione clinica), è materiale.
- Rischio di cambiamento di stakeholder: Se i principali stakeholder (finanziatori, governanze locali, enti di vigilanza) hanno dichiarato interesse nel Scope 3, è materiale.
- Variabilità anno su anno: Se il Scope 3 stimato oscilla di oltre il 15% da un anno all'altro senza spiegazione, richiede revisione della metodologia.
Punti pratici da verificare domani
- Consulta il bilancio energetico dell'organizzazione: Fatture di elettricità, gas, carburanti per tutti i siti. Questi dati reali (non stime) devono essere tracciati nel fascicolo per Scope 1 e Scope 2 (non mostrato in questo strumento, ma necessario per contestualizzare Scope 3).
- Estrai la spesa totale di acquisto dal sistema contabile: Categoria 1 si basa su questa. Applica il fattore 0,42 kg CO2e/EUR oppure, se disponibile, disaggrega per tipo di fornitore (farmaceutico, logistica, utilities) e applica fattori più specifici.
- Raccogli dati di trasporto a monte da hub logistici: Tonnellate ricevute, km percorsi per modalità. Se i dati non sono disponibili dalla contabilità, chiedi ai responsabili della supply chain di stimare il tonnellaggio medio per consegna e la distanza media per rotta.
- Identificare tutti gli immobili dati in locazione: Non controllati operativamente (se lo fossero, sarebbero Scope 2). Registrare metri quadri, tipo di struttura (ufficio vs. clinica vs. magazzino). Applicare 50 kg CO2e/m²/anno come stima di base, oppure ottenere il certificato APE per regolare in base alla classe energetica dichiarata.
- Documentare la metodologia: Un memorandum nel fascicolo di revisione spiegando quale fattore è stato usato per ogni categoria, da quale fonte, e perché è stato scelto. Questa documentazione è la prima cosa che un revisore di sostenibilità cercherà.
- Prevedi una rivisitazione annuale: Se l'organizzazione continuerà a rendicontare Scope 3, stabilire un calendario per ricalcolare ogni 31 dicembre usando i fattori più recenti (EXIOBASE viene aggiornato annualmente, DEFRA UK factors anche). Un cambio di fattore da un anno all'altro deve essere segnalato come "cambio metodologico" nella nota di riepilogo.
Collegamento agli strumenti ciferi
Se la tua organizzazione no profit ha anche partecipazioni immobiliari tassabili, utilizza il Calcolatore di Imposte Differite per IFRS (disponibile in questa suite) per registrare gli impatti tributari della rivalutazione immobiliare. Le emissioni Scope 3 derivanti dagli immobili (Categoria 8) e la successiva strategia di sostenibilità possono influenzare le ipotesi di valore dei cespiti e quindi le imposte differite attive/passive.
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