Calcolatore Scope 3: Assicurazioni | ciferi
Le emissioni Scope 3 nel settore assicurativo rappresentano una sfida di misurazione unica rispetto ad altri settori. A differenza di un'azienda...
Introduzione
Le emissioni Scope 3 nel settore assicurativo rappresentano una sfida di misurazione unica rispetto ad altri settori. A differenza di un'azienda manifatturiera che misura direttamente le emissioni delle proprie linee di produzione, un'impresa di assicurazione genera emissioni prevalentemente attraverso le sue decisioni di finanziamento e investimento. Quando un assicuratore sottoscrive una polizza di responsabilità civile per un'azienda chimica, o investe in un portafoglio di immobili commerciali, le emissioni operative di quell'azienda o di quegli immobili diventano parte delle emissioni finanziate dell'assicuratore, anche se l'assicuratore stesso non possiede né gestisce gli asset.
In Italia, la CONSOB e il Ministero dell'Economia e delle Finanze (attraverso la Ragioneria dello Stato) vigilano sulla comunicazione di sostenibilità delle imprese di assicurazione quotate. Le banche dati e le metodologie per stimare le emissioni finanziate sono ancora in fase di standardizzazione, ma le aspettative normative stanno accelerando. Il presente calcolatore fornisce una struttura per stimare le emissioni Scope 3 rilevanti per le imprese di assicurazione secondo il GHG Protocol, utilizzando fattori di emissione adattati al contesto italiano ed europeo.
Contesto normativo italiano
La Banca d'Italia e la CONSOB hanno intensificato le aspettative sui rischi climatici attraverso la Vigilanza Prudenziale sulla stabilità finanziaria. Sebbene non esista ancora un obbligo esplicito di divulgazione delle emissioni finanziate con lo stesso livello di dettaglio della CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) per le imprese non quotate, le assicurazioni quotate e i gruppi finanziari devono già fornire informazioni sui rischi climatici allineate alle raccomandazioni TCFD (Task Force on Climate-related Financial Disclosures).
La trasposizione della CSRD in Italia attraverso il decreto legislativo di prossima approvazione porterà obblighi di divulgazione Scope 3 anche per le assicurazioni sopra i soglia di revisione legale obbligatoria. Le emissioni rilevanti per un'assicurazione includono:
La Categoria 15 è tipicamente dominante per le assicurazioni, poiché rappresenta le emissioni delle attività finanziate attraverso i premi raccolti.
- Categoria 1 (Beni e servizi acquistati): Emissioni dalle attività di ufficio, acquisti di servizi professionali, hardware IT
- Categoria 3 (Attività correlate a combustibili ed energia): Upstream e perdite di distribuzione per l'energia acquistata dai siti assicurativi
- Categoria 4 (Trasporto a monte e distribuzione): Trasporto di premi, documenti, e gestione della logistica
- Categoria 6 (Viaggi di lavoro): Trasferte dei dipendenti, visite in loco per ispezioni di polizza
- Categoria 7 (Pendolarismo dei dipendenti): Commuting dei dipendenti verso sedi assicurative
- Categoria 9 (Trasporto a valle e distribuzione): Consegna di polizze e documenti ai clienti
- Categoria 13 (Attività immobiliari in leasing): Se applicabile, immobili in leasing per filiali assicurative
- Categoria 15 (Investimenti): Emissioni finanziate dagli investimenti di portafoglio e dai premi assicurativi sottoscritti
Metodologia di stima per il settore assicurativo
Scope 1 e Scope 2 (panorama operativo)
Prima di stimare Scope 3, è essenziale disporre di dati solidi su Scope 1 e Scope 2. Per un'assicurazione italiana con uffici distribuiti, Scope 1 include tipicamente il riscaldamento dei locali (gas naturale), i generatori di emergenza (gasolio), e il carburante per i veicoli aziendali se presenti. Scope 2 copre l'elettricità acquistata per le sedi. Il fattore di emissione della rete elettrica italiana (2024) è approssimativamente 0,257 kg CO2e per kWh (location-based), secondo i dati dell'ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
Scope 3: Categorie rilevanti e approcci di stima
Categoria 1: Beni e servizi acquistati
Una compagnia assicurativa di medie dimensioni con uffici a Milano, Roma e Napoli potrebbe acquistare servizi di consulenza legale, IT, outsourcing di processi, e forniture di ufficio per un importo totale di circa EUR 2,5 milioni annui. Utilizzando il fattore di emissione medio per le spese di fornitura (0,42 kg CO2e per EUR speso, derivato da EXIOBASE e adattato al contesto europeo), questo comporterebbe circa 1.050 tonnellate CO2e l'anno. In realtà, le assicurazioni dovrebbero identificare i principali fornitori e richiedere i dati di emissione specifici se disponibili, riducendo la dipendenza da fattori generici.
Nota di documentazione: Conservare nel fascicolo di revisione l'elenco dei fornitori principali, gli importi spesi per categoria merceologica (servizi legali, IT, energia, logistica), e i fattori di emissione applicati con le relative fonti. Se il fornitore fornisce dati di emissione verificati (per esempio, uno studio legale che ha condotto un inventario GHG interno), usare quei dati al posto dei fattori generici.
Categoria 3: Attività correlate a combustibili ed energia
Questa categoria cattura le emissioni di estrazione, elaborazione e trasporto dei combustibili e dell'energia acquistati per operazioni proprie. Per un'assicurazione che acquista 800.000 kWh di elettricità l'anno, il fattore di emissione upstream e perdite di distribuzione è di circa 0,025 kg CO2e per kWh (secondo i dati DESNZ 2024 e simili per l'Italia). Questo comporterebbe circa 20 tonnellate CO2e aggiuntive oltre alle emissioni dirette della Categoria 2.
Categoria 4 e Categoria 9: Trasporto a monte e a valle
Se l'assicurazione gestisce in outsourcing la logistica di distribuzione delle polizze e dei documenti a clienti sparsi in Italia, il trasporto su strada per un anno potrebbe ammontare a circa 150.000 tonne-km. Utilizzando il fattore di emissione per trasporto su autocarro (0,107 kg CO2e per tonne-km, secondo DESNZ), questo comporterebbe circa 16 tonnellate CO2e. Se la gestione è centralizzata presso un hub logistico con spedizioni per corriere, i dati del corriere dovrebbero essere preferibilmente utilizzati ai fattori standard.
Categoria 6 e Categoria 7: Viaggi di lavoro e pendolarismo
Una compagnia assicurativa con 350 dipendenti distribuiti in tre principali sedi potrebbe avere circa 180 dipendenti che viaggiano con aerei per ispezioni di sinistri, visita a clienti, e partecipazione a conferenze. Supponendo in media 8 voli per dipendente l'anno, principalmente domestici (Roma-Milano, EUR 200-300 per viaggio), a circa 1.000 km per volo medio, si otterrebbe circa 1.440 passeggeri-km di volo domestico. Utilizzando il fattore di emissione per volo domestico (0,156 kg CO2e per passeggero-km, secondo DESNZ), questo comporterebbe circa 225 tonnellate CO2e. Il pendolarismo dei 350 dipendenti, supponendo una distanza media di 15 km per tragitto e modalità mista (auto 60%, trasporto pubblico 40%), comporterebbe circa 500 tonnellate CO2e l'anno.
Nota di documentazione: Conservare i dati di viaggio aggregati per dipendente (numero di voli, distanza media, classe cabina), i dati di spesa per categoria di trasporto (aéreo, ferroviario, auto a noleggio), e le distanze di pendolarismo per sede. Qualora disponibili, utilizzare i dati verificati dei fornitori di prenotazioni di viaggio e dei servizi di mobilità aziendali.
Categoria 15: Investimenti e sottoscrizioni assicurative
Questa è la Categoria più importante per le assicurazioni e generalmente la più difficile da stimare con precisione. Un'assicurazione italiana con premi lordi annui di EUR 150 milioni genera emissioni finanziate attraverso:
In totale, la Categoria 15 per questa assicurazione raggiungerebbe circa 13.200 tonnellate CO2e, rappresentando circa l'80-90% delle emissioni Scope 3 totali.
Nota di documentazione: Mantenere nel fascicolo di revisione la metodologia di calcolo delle emissioni finanziate, inclusi i fattori di emissione utilizzati, le fonti, la ripartizione del portafoglio per settore, e la giustificazione dei parametri di default. La revisione limitata secondo ISAE 3410 (o ISAE 3000 Revisione) dovrebbe verificare che la metodologia sia coerente con le guidance del GHG Protocol e PCAF, e che i fattori scelti siano appropriati per il contesto italiano.
- Investimenti di portafoglio: Una compagnia assicurativa tipicamente investe i premi raccolti in obbligazioni, azioni, immobili. Se il 60% dei premi (EUR 90 milioni) è investito, il fattore di emissione medio (0,10 kg CO2e per EUR investito, secondo PCAF Framework), comporterebbe circa 9.000 tonnellate CO2e finanziate.
- Sottoscrizioni assicurative: Le polizze sottoscritte finanziano le operazioni delle imprese assicurate. Se il 40% dei premi (EUR 60 milioni) proviene da polizze di responsabilità civile e incendio verso imprese manifatturiere, il fattore di emissione mediano per il manifatturiero italiano è di circa 0,35 kg CO2e per EUR di fatturato dell'impresa assicurata. Ipotizzando che le imprese assicurate abbiano in media EUR 20 milioni di fatturato l'anno (rapporto premio/fatturato tipico nel settore: 0,2-0,5%), le emissioni finanziate comporterebbero circa 4.200 tonnellate CO2e.
Aspettative di revisione
I revisori che conducono una revisione limitata delle emissioni Scope 3 di un'assicurazione secondo ISAE 3410 dovrebbero verificare:
- Completezza della Categoria 15: Tutte le emissioni finanziate attraverso investimenti e sottoscrizioni sono incluse? Ci sono lacune significative nei dati di portafoglio o nei dati dell'impresa assicurata?
- Coerenza metodologica: La metodologia di stima è coerente con il GHG Protocol Corporate Standard e il PCAF Framework? I fattori di emissione sono appropriati per il contesto italiano ed europeo?
- Qualità dei dati: La Categoria 15 è stimata in gran parte con dati reali (data disclosure dai gestori patrimoniali, dati di bilancio delle imprese assicurate) o è eccessivamente dipendente da fattori di default?
- Riconciliazione anno su anno: Se la relazione di sostenibilità mostra riduzioni significative di emissioni Scope 3 anno su anno, le riduzioni sono dovute a riduzioni reali di attività (minor volume di premi, riallocazione del portafoglio) o a cambiamenti metodologici (cambio dei fattori di emissione, cambio dello screening dei dati)?
- Conformità CSRD/ESRS: Qualora applicabile, la divulgazione delle emissioni Scope 3 soddisfa i criteri di doppia materialità di ESRS E1? Il tema è materiale sia per l'assicuratore (rischi finanziari dal cambiamento climatico) che per i stakeholder (impatto dell'assicuratore su persone e ambiente)?
Errori comuni riscontrati
Negli esercizi di assurance su emissioni assicurative, gli errori più frequenti includono:
Errore 1: Esclusione totale della Categoria 15
Alcune assicurazioni omettono completamente la Categoria 15 (Investimenti e sottoscrizioni) dalla relazione Scope 3, oppure la calcolano esclusivamente per i portafogli di investimento escludendo le emissioni finanziate dalle sottoscrizioni assicurative. Questo comporta una sottostima sistematica del 60-80% delle emissioni Scope 3 totali. La CONSOB e la Banca d'Italia si aspettano che le assicurazioni divulghino entrambi i flussi di finanziamento.
Errore 2: Utilizzo di fattori di default senza giustificazione
Un revisore ha riscontrato che un'assicurazione italiana stimava tutte le Categoria 1-6 utilizzando esclusivamente i fattori di default del GHG Protocol, senza raccogliere dati specifici sui fornitori principali (che rappresentavano il 60% dei costi totali) o dati di viaggio reali. Nel caso della Categoria 6, la stima utilizzava un fattore di emissione medio per volo senza distinguere tra voli domestici (0,156 kg CO2e per passeggero-km) e voli internazionali (0,195 kg CO2e per passeggero-km), comportando un errore di circa EUR 20.000 nelle emissioni segnalate.
Errore 3: Disallineamento tra dati TCFD e dati Scope 3
Una assicurazione grande aveva divulgato nel rapporto TCFD (per finalità di disclosure finanziaria verso la CONSOB) un importo di "financed emissions" dal suo portafoglio di investimenti. Quando ha preparato il rapporto Scope 3 per la CSRD, ha utilizzato una metodologia diversa per calcolare la Categoria 15, producendo due figure diverse per la stessa popolazione di asset. La riconciliazione tra i due importi non era stata documentata, creando confusione negli assurance provider.
Errore 4: Omissione delle well-to-tank (WTT) nella Categoria 3
Diverse assicurazioni calcolavano la Categoria 3 (Fuel and energy-related) utilizzando solamente il fattore per le perdite di trasmissione e distribuzione (T&D), omettendo le emissioni di estrazione e lavorazione dei combustibili (WTT). Per un'assicurazione che acquista elettricità principalmente da fonti rinnovabili ma anche da rete mista, questo comportava una sottostima di circa il 15-20% della Categoria 3.
Errore 5: Errata categorizzazione dei trasporti
Un'assicurazione aveva classificato il trasporto di documenti ai clienti come Categoria 4 (Upstream) anziché Categoria 9 (Downstream). Sebbene i fattori di emissione fossero identici, la presentazione errata confondeva la suddivisione tra emissioni a monte e a valle della catena del valore assicurativa.
Guida pratica per gli auditor
Quando si conduce una revisione limitata delle emissioni Scope 3 di un'assicurazione, il revisore dovrebbe:
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- Ottenere la descrizione della metodologia Scope 3 e verificarla contro il GHG Protocol Corporate Standard e le guidance specifiche del settore assicurativo (PCAF Framework).
- Selezionare le categorie più significative (Categoria 15 è quasi sempre dominante; poi Categoria 1, Categoria 6, Categoria 7) e esaminare un campione di dati di supporto.
- Verificare che i fattori di emissione provengono da fonti affidabili (DESNZ per il contesto europeo, ISPRA per il contesto italiano, PCAF per gli investimenti).
- Riconciliare gli importi di emissioni divulgati tra la relazione TCFD (se applicabile) e la relazione Scope 3 CSRD. Le discrepanze dovrebbero essere spiegate e documentate.
- Verificare che la Categoria 15 includa sia gli investimenti di portafoglio sia le sottoscrizioni assicurative, e che la metodologia sia coerente anno su anno.
- Documentare nel fascicolo di revisione i fattori di emissione applicati, le fonti, le assunzioni sulla qualità dei dati, e il risultato dei test sulla completezza e accuratezza.
Strumenti e risorse
Il presente calcolatore Scope 3 per il settore assicurativo è progettato per supportare revisori e professionisti della sostenibilità nella stima delle emissioni. I dati di default sono basati su:
Per ulteriori dettagli sulla metodologia e sulle ipotesi sottostanti, consultare la documentazione tecnica del calcolatore.
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- GHG Protocol Corporate Standard (2015)
- PCAF Framework versione 4.0 (2023)
- DESNZ 2024 Emission Factors
- ISPRA Fattori di emissione per l'Italia (2023)
- EXIOBASE Spend-based factors (settore medio europeo)