Stimatore Scope 3: Sud Africa | ciferi

La stima delle emissioni Scope 3 per entità operanti in Sud Africa richiede una comprensione precisa del contesto normativo locale, delle fonti di...

Introduzione

La stima delle emissioni Scope 3 per entità operanti in Sud Africa richiede una comprensione precisa del contesto normativo locale, delle fonti di fattori di conversione disponibili e delle aspettative dei revisori che operano nel mercato sudafricano.
Il Sud Africa si posiziona come economia industriale critica nel continente africano, con presenze significative nei settori estrattivo, manifatturiero, agricolo e energetico. Le emissioni Scope 3 delle entità sudafricane riflettono questa struttura economica: le catene di approvvigionamento delle materie prime (Categoria 1, beni e servizi acquistati) generano volumi di emissioni considerevoli, mentre la distribuzione via mare verso i mercati globali (Categorie 4 e 9) contribuisce in modo significativo al profilo complessivo.
L'Autorità per gli Standard Internazionali di Revisione (International Standard-Setting Board, ISSB) e il Global Reporting Initiative (GRI) forniscono il quadro normativo di riferimento. L'Indaba Agricultural Policy Research Institute (IAPRI) e il Council for Scientific and Industrial Research (CSIR) della Sud Africa producono fattori di emissione specifici per il contesto locale, in particolare per i settori agricolo e forestale.

Contesto normativo

L'Independent Regulatory Board for Auditors (IRBA), l'organo di supervisione della revisione sud africana, ha adottato gli ISA (International Standards on Auditing) con aggiunte specifiche sudafricane (SAAPS, South African Auditing Practice Statements). Sebbene l'IRBA non prescriva specificamente la metodologia per la stima delle emissioni Scope 3, gli enti che forniscono assurance sui dati di sostenibilità operano secondo ISAE 3410 (Assurance Engagements on Greenhouse Gas Statements) o ISAE 3000 (Revised) (Assurance Engagements Other than Audits or Reviews of Historical Financial Information).
Il Department of Forestry, Fisheries and the Environment (DFFE) del Sud Africa pubblica il National Greenhouse Gas Inventory Report annuale, che fornisce fattori di emissione nazionali per combustibili, trasporti e processi industriali. Il National Energy Regulator of South Africa (NERSA) regola la produzione di energia, con implicazioni dirette per i fattori di emissione della rete elettrica sudafricana.
L'entità sudafricana che intraprende stime di Scope 3 deve consultare il Database dei Fattori di Emissione della Comunità per l'Africa Australe (Southern African Energy and Environmental Action Group database) come fonte secondaria qualora i dati CSIR non siano disponibili per categorie specifiche.

Linee guida pratiche

Le entità sudafricane che stimano Scope 3 devono applicare un approccio a tre livelli:
Livello 1: Dati specifici aziendali. Quando disponibili, i dati di attività reali (kilowattora consumati, tonnellate trasportate, metri quadri locati) devono essere utilizzati con fattori di emissione sudafricani o africani. Per l'elettricità, il fattore di emissione della rete nazionale sudafricana è di circa 0,95 kg CO2e per kWh (basato sulla location, 2023, NERSA e CSIR), riflettendo l'alta dipendenza dal carbone. Questo è significativamente superiore alla media europea ed è il driver principale degli impatti Scope 3 per le categorie che coinvolgono il consumo di energia.
Livello 2: Fattori di spesa medi settoriali. Per le categorie dove i dati di attività non sono disponibili (in particolare Categoria 1, beni e servizi acquistati), le entità sudafricane possono utilizzare i fattori basati sulla spesa derivati da EXIOBASE o dai dati del modello Input-Output della Banca Mondiale, calibrati per il contesto africano. Il fattore medio di spesa sudafricano è di circa 0,38 kg CO2e per euro di spesa, inferiore alla media globale a causa della minore intensità di emissioni nei servizi e nella lavorazione primaria.
Livello 3: Benchmarking internazionale. Qualora nessuno dei metodi precedenti fosse applicabile, le entità possono utilizzare i fattori di emissione globali dal Protocollo GHG o dal database DEFRA del Regno Unito, con una documentazione chiara della giustificazione per il ricorso a fonti internazionali.
Per i trasporti, il Sud Africa non pubblica fattori specifici per i modi di trasporto disaggregati (strada, ferrovia, mare, aria). In questo caso, applicare i fattori DEFRA o del Protocollo GHG, verificando che la velocità di carico medio dei veicoli sia coerente con le pratiche sudafricane.
Per i rifiuti, il DFFE fornisce fattori per lo smaltimento in discarica (con e senza cattura del metano), incenerimento e compostaggio. Le discariche sudafricane hanno tassi di cattura del metano variabili; documentare il tasso assunto nei calcoli.

Aspettative di revisione

I revisori che operano in Sud Africa e forniscono assurance su dati di sostenibilità si attengono a ISAE 3410 e alle Guidance Notes dell'IRBA on Sustainability Assurance Engagements. L'IRBA richiede che il revisore:
Un rilievo comune nei fascicoli sudafricani è la scarsa tracciabilità dei fattori di emissione selezionati, specialmente quando le entità passano da una fonte all'altra (ad esempio da CSIR a DEFRA) senza spiegare l'impatto sulla comparabilità anno su anno.

  • Stabilisca chiaramente quali categorie Scope 3 sono incluse o escluse dalla cifra segnalata.
  • Documenti la selezione dei fattori di emissione e giustifichi le deviazioni dai fattori sudafricani raccomandati.
  • Verifichi che i dati di attività sottostanti siano stati controllati per accuratezza e completezza mediante procedure oltre la semplice richiesta di informazioni alla direzione.
  • Consideri se i movimenti anno su anno negli stessi calcoli Scope 3 siano imputabili a cambiamenti di metodologia, cambiamenti di spesa effettiva, o cambiamenti nei fattori di emissione sottostanti. Le entità devono divulgare il motivo delle variazioni significative.
  • Ottiene prove corroboranti indipendenti per le stime di attività critiche, come i consumi di energia ricavati dai dati fatturati o dagli estratti dei sistemi di monitoraggio.

Elementi specifici per il paese

La rete elettrica del Sud Africa è alimentata dal carbone per il 50-60% della produzione, rispetto al 15-25% dell'Europa occidentale. Questa struttura comporta un significativo differenziale di fattori di emissione che le entità sudafricane devono considerare quando pianificano i loro interventi di decarbonizzazione:

  • Categoria 3 (Attività relative a carburante ed energia). Il fattore di emissione sudafricano è di circa 0,095 kg CO2e per kWh (upstream e perdite di trasmissione). Questo è 3,8 volte il fattore del Regno Unito.
  • Investimenti nei fornitori di energia rinnovabile. Il Sud Africa sta espandendo la capacità eolica e solare. Se un'entità ha una quota in un impianto rinnovabile, la quantificazione delle emissioni evitate richiede una baseline controffattuale (emissioni che sarebbero state generate se l'energia fosse stata fornita dalla rete mediana). Documentare la baseline assunta.
  • Trasporto marittimo da/verso i porti sudafricani. Il Porto di Durban e il Porto di Città del Capo sono hub regionali. Le emissioni dai trasporti di merci esportate rientrano in Categoria 9 (trasporto e distribuzione a valle). Il DFFE non pubblica fattori specifici per le rotte marittime sudafricane; utilizzare i fattori internazionali e documentare la rotta geografica e la distanza.
  • Agricoltura e silvicoltura (Categorie 1, 4, 9, 11). Il Sud Africa è un importante esportatore di prodotti agricoli e forestali. La Categoria 1 avrà un'importanza significativa per le aziende agricole e le società di lavorazione alimentare. L'IAPRI pubblica fattori specifici per le colture principali (mais, grano, frutta). Per i rifiuti agricoli e la gestione forestale, il CSIR fornisce fattori basati su studi locali che incorporano il tasso di putrefazione in climi subtropicali e tropicali.
  • Sicurezza energetica e crisi di carico. Il Sud Africa ha storicamente sperimentato interruzioni programmate della fornitura di energia elettrica. Se un'entità ha generazione diesel di emergenza (generatori), questa rientra in Scope 1 (combustione diretta), non Scope 3. Documentare separatamente le emissioni da generazione di emergenza rispetto alle emissioni da rete acquistata, poiché i fattori di emissione differiscono significativamente (il diesel ha circa 2,67 kg CO2e per litro).

Domande frequenti

Il Sud Africa richiede la divulgazione obbligatoria di Scope 3?
No. A partire dal 2024, il Sud Africa non ha una norma obbligatoria di sostenibilità che richieda specificamente la divulgazione di Scope 3. Tuttavia, le società quotate in borsa devono divulgare informazioni su rischi e opportunità legati al clima in conformità alle Listing Requirements della Borsa di Johannesburg (JSE). La JSE si aspetta che le società quotate divulghino emissioni Scope 1 e Scope 2 come minimo e, dove materiale, Scope 3. Le società multinazionali con una casa madre soggetta a CSRD o UK SECR devono fornire dati Scope 3 alla casa madre a fini di consolidamento.
Quale fonte di fattori di emissione dovremmo utilizzare per prima?
Consultare i dati CSIR prima di ricorrere a fonti internazionali. Se il CSIR non copre una categoria specifica, utilizzare DEFRA (Regno Unito) o il database GHG Protocol. In tutti i casi, documentare la fonte e la data di emissione dei fattori utilizzati. Se due fonti forniscono fattori significativamente diversi per la stessa categoria (ad esempio, trasporto su strada), segnalare entrambi e utilizzare il fattore più conservativo (più elevato) in assenza di giustificazione tecnica per uno rispetto all'altro.
Come la dipendenza dal carbone della Sud Africa influisce sulla Categoria 3?
La Categoria 3 (Attività relative a carburante ed energia) copre le emissioni upstream dalla produzione e dal trasporto del carburante. Per il Sud Africa, dove il carbone e il gas naturale sono fonti primarie, il fattore upstream del carbone è circa 0,040 kg CO2e per kWh (coltivazione, trasporto miniera-centrale). Aggiungendo le perdite di trasmissione e distribuzione (circa 0,055 kg CO2e per kWh), il fattore totale Categoria 3 è circa 0,095 kg CO2e per kWh. Questo è documentato nel National Greenhouse Gas Inventory Report del DFFE.
Se forniamo energia elettrica ai nostri clienti, dove rientrano le loro emissioni nel nostro Scope 3?
Se la vostra entità è un generatore o distributore di energia, le emissioni dalla combustione che genera energia rientrano in Scope 1 (combustione diretta) o Scope 2 (energia acquistata utilizzata per la fornitura). Le emissioni che i vostri clienti poi generano utilizzando quell'energia rientrano nella Categoria 11 (uso dei prodotti venduti) del vostro Scope 3, non nel loro Scope 2. Questa distinzione è critica: assicuratevi che i confini tra il vostro Scope 2 e la Categoria 11 Scope 3 non si sovrappongano.
Come trattiamo gli impianti solari ed eolici nella stima di Categoria 11?
Se vendete energia da un impianto di vostra proprietà (solare, eolico, idroelettrico), la Categoria 11 copre le emissioni evitate durante l'uso del vostro prodotto da parte del cliente. Le emissioni evitate sono la differenza tra il fattore di emissione della rete di riferimento e le emissioni zero dell'energia rinnovabile. Per il Sud Africa, il fattore di rete di riferimento è il fattore medio della rete sudafricana (circa 0,95 kg CO2e per kWh, location-based). Qualora l'energia rinnovabile sostituisca direttamente una centrale a carbone specifica, è possibile utilizzare il fattore specifico di quella centrale se documentato. Per evitare il doppio conteggio, escludete le emissioni evitate dalla Categoria 11 se sono già conteggiate in Scope 1 o 2 della vostra stessa entità.
I rilievi ispettivi da parte dell'IRBA mostrano lacune comuni nelle stime di Scope 3 sudafricane?
L'IRBA ha segnalato che le entità sudafricane presentano frequentemente stime di Scope 3 senza specificare quali dei 15 ambiti di categoria GHG Protocol siano inclusi o esclusi. Un secondo rilievo ricorrente è la mancanza di tracciabilità dei fattori di emissione: le entità cambiano da una fonte all'altra (ad esempio, CSIR a DEFRA) senza documentare l'impatto sulla comparabilità anno su anno. Terzo, le stime di consumo energetico per la Categoria 3 a volte sottostimano le perdite di trasmissione e distribuzione sudafricane, che sono superiori alla media globale a causa dell'infrastruttura della rete.

Strumenti ciferi correlati

Il Calcolatore di Materialità per ISA Italia 320 consente ai revisori di fissare e documentare le soglie quantitative e qualitative di significatività per gli incarichi che coinvolgono divulgazioni di sostenibilità. Utilizzare questo strumento per stabilire quale livello di precisione nelle stime di Scope 3 è materialle nel contesto dell'incarico complessivo.
Il Workbook ISAE 3410 di ciferi per l'assurance su affermazioni di emissioni di gas a effetto serra fornisce carte di lavoro strutturate per testare l'accuratezza dei fattori di emissione, la completezza della raccolta dati di attività e la conformità ai boundary del Protocollo GHG.

Contatti e risorse

Per domande sulla metodologia del GHG Protocol, consultare il sito web del World Resources Institute (WRI) all'indirizzo ghgprotocol.org.
Per fattori di emissione specifici della Sud Africa, consultare il DFFE (dffe.gov.za) per il National Greenhouse Gas Inventory Report e i dati NERSA (nersa.org.za) per i fattori di emissione della rete elettrica.
Per verificare se la vostra entità è soggetta a obblighi di divulgazione attraverso una casa madre internazionale, consultare i requisiti CSRD e UK SECR in base alla giurisdizione della casa madre.
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