Definition

La maggior parte dei piani di transizione climatica mescola i due approcci senza dichiararlo, e nei fascicoli che si vedono in revisione il problema emerge solo quando i numeri non quadrano nei calcoli baseline. La tesi di questa voce è semplice: un obiettivo di intensità raggiunto durante una fase di crescita produttiva non significa nulla per l'impatto ambientale dell'entità, e il revisore CSRD che non lo distingue nelle proprie carte di lavoro firma una comunicazione tecnicamente corretta ma sostanzialmente fuorviante. Dove inizia il giudizio: quando la direzione presenta come "raggiunto" un target di intensità mentre le emissioni assolute stanno salendo per effetto di volumi, e il fascicolo deve dire se questo conta come progresso climatico oppure no.

Punti chiave

- Un obiettivo assoluto riduce il volume totale di emissioni Scope 1, 2 e 3 in termini fisici (tonnellate di CO₂e). Un obiettivo di intensità riduce le emissioni per unità di attività economica (tonnellate di CO₂e per milione di euro di ricavi, per tonnellata di prodotto, per metro quadrato di edificio). - L'ESRS E1-6 richiede obiettivi specifici e misurabili. La maggior parte degli obiettivi dichiarati dalle mid-market europee sono ancora basati su intensità, anche dove gli impegni climatici internazionali (Accordo di Parigi, allineamento net-zero) presuppongano riduzioni assolute. - Qualora la direzione dichiari il raggiungimento di un obiettivo di intensità mentre la produzione e il fatturato calino, le emissioni totali potrebbero non essere diminuite affatto. Il revisore che non comprende la differenza segnala un target raggiunto quando in realtà l'impatto ambientale dell'entità è invariato, e il fascicolo non racconta questa distorsione.

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Come funzionano i due approcci

Obiettivi di emissioni assolute. Si fissa un target di riduzione del volume fisico totale di emissioni entro una data futura. Esempio: "Si ridurranno le emissioni Scope 1 e 2 da 12.000 tonnellate di CO₂e nel 2024 a 9.000 tonnellate nel 2030" (riduzione del 25% in volume). Il target è raggiunto solo se il totale fisico scende effettivamente a 9.000 tonnellate, indipendentemente dalla produzione, dal fatturato o da altri driver di scala. Qualora nel 2030 la produzione fosse dimezzata ma le emissioni fossero ancora 10.000 tonnellate, il target non sarebbe raggiunto. L'ESRS E1-6.36 richiede che gli obiettivi assoluti includano le emissioni Scope 3 laddove pertinenti al business model.

Obiettivi di emissioni relative (intensità). Si fissa un target di riduzione per unità di attività. Esempi: "si ridurrà l'intensità di carbonio a 0,80 tonnellate di CO₂e per euro di ricavi entro il 2030" (contro una baseline di 1,20 tonnellate per euro nel 2024) oppure "si ridurranno le emissioni per tonnellata di prodotto del 30% entro il 2035". Questo tipo di obiettivo può essere raggiunto anche qualora il volume assoluto di emissioni salga, purché il rapporto fra emissioni e unità di attività scenda. Se una fabbrica produce il doppio con lo stesso volume di emissioni Scope 1 e 2, l'intensità si dimezza e l'obiettivo è raggiunto, anche quando le emissioni totali in valore assoluto risultino invariate.

L'ESRS E1-6.40 consente gli obiettivi di intensità, ma prescrive che siano accompagnati da un percorso credibile verso la riduzione assoluta nel medio-lungo termine, in mancanza del quale non possono dirsi coerenti con l'allineamento net-zero. Le rilevazioni del MEF e della CONSOB sui primi rendiconti CSRD italiani indicano che la quota prevalente di obiettivi dichiarati dalle società quotate europee è ancora basata su intensità, mentre gli impegni net-zero presuppongono una transizione verso obiettivi assoluti entro il 2030.

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Quando la distinzione incide sulla revisione

Un'entità manifatturiera chimica, Chimicasud S.p.A., dichiara un obiettivo CSRD: "Ridurre l'intensità di emissioni del 40% entro il 2030." Nel 2024, la baseline è 8,5 tonnellate di CO₂e per milione di euro di ricavi. Nel 2030 previsto, l'entità stima di raggiungere 5,1 tonnellate per milione di euro.

Scenario A (produzione stabile). Nel 2030, Chimicasud genera 450 milioni di euro di ricavi e 2.295 tonnellate di CO₂e totali (5,1 × 450). L'obiettivo è raggiunto. Le emissioni assolute sono scese di circa il 15% dalle 2.720 tonnellate del 2024.

Scenario B (produzione dimezzata). Nel 2030, Chimicasud genera 225 milioni di euro di ricavi (a causa di una contrazione di mercato) e 1.148 tonnellate di CO₂e totali (5,1 × 225). L'obiettivo di intensità è raggiunto. Le emissioni assolute scendono da 2.720 a 1.148 tonnellate, una riduzione del 58% che non era stata pianificata: il driver è la contrazione, non la decarbonizzazione.

Scenario C (produzione raddoppiata). Nel 2030, Chimicasud genera 900 milioni di euro di ricavi (due nuovi stabilimenti avviati) e 4.590 tonnellate di CO₂e totali (5,1 × 900). L'obiettivo di intensità è raggiunto. Le emissioni assolute salgono da 2.720 a 4.590 tonnellate, un aumento del 69%.

Il revisore che esamina il raggiungimento dell'obiettivo nello Scenario C registra il target come raggiunto e verifica che il calcolo dell'intensità sia corretto (5,1 tonnellate/milione). Tuttavia, qualora le comunicazioni della direzione agli stakeholder omettessero le emissioni assolute (4.590 vs 2.720), la segnalazione non sarebbe ingannevole sul piano tecnico (l'intensità è davvero calata del 40%), eppure produrrebbe un'impressione falsa di progresso ambientale. L'ESRS E1-6.44 richiede una riconciliazione esplicita fra obiettivi di intensità e percorso net-zero atteso. Se tale riconciliazione manca o non è credibile (ad esempio quando la proiezione di riduzione assoluta non sia supportata da piani di decarbonizzazione concreti), la comunicazione resta incompleta secondo l'ESRS.

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Cosa i revisori e i praticanti interpretano male

- Confondere il raggiungimento dell'obiettivo con il progresso ambientale. Un'entità che raggiunga un obiettivo di intensità del 40% in un periodo di raddoppio della produzione ha ottenuto il target dichiarato senza avere contribuito a una riduzione assoluta del proprio footprint. Se il revisore non lo distingue chiaramente nelle carte di lavoro e nella relazione finale, la comunicazione CSRD rischia di non essere conforme all'ESRS E1-6.44 (riconciliazione con net-zero). Nei fascicoli che si vedono, è la finding che genera più note di review.

- Mancata tracciatura del driver di riduzione. L'ESRS E1-6.A2 richiede che la direzione documenti quale fattore abbia guidato la riduzione: efficienza operativa, sostituzione di combustibili fossili, compressione della produzione, alienazione di attività, acquisizione di aziende a basso carbonio. Un revisore che verifichi solo che l'intensità calcolata sia matematicamente corretta, senza tracciare il driver, non produce assicurazione sulla credibilità dell'obiettivo. Qualora il driver principale sia una contrazione produttiva imposta dal mercato e non una scelta strategica di decarbonizzazione, il target perde significato.

- Mancata verifica della coerenza con l'ambizione net-zero dichiarata. Un'entità che dichiari l'allineamento con l'Accordo di Parigi e obiettivi net-zero al 2050, ma fissi nel medio termine solo target di intensità senza un percorso di riduzione assoluta, è incoerente secondo le linee CONSOB. Il revisore che non esamini questa coerenza (ESRS E1-6.44) può certificare una comunicazione climatica che non soddisfa i criteri di completezza.

- Non distinguere fra Scope 1+2 e Scope 3 nelle metriche di intensità. L'intensità per euro di ricavi di un'impresa di servizi (basse Scope 1 e 2, alte Scope 3 in filiera) può calare anche solo perché i consumi di energia si riducono, oppure perché gli stessi ricavi derivano da una composizione diversa (più servizi a basso impatto). Il revisore deve verificare quale scope sia incluso nella metrica dichiarata, altrimenti i confronti con competitor o con baseline storiche risulteranno fuorvianti.

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Obiettivo assoluto vs Obiettivo di intensità: tabella comparativa

DimensioneObiettivo assolutoObiettivo di intensità
Unità di misuraTonnellate totali di CO₂eCO₂e per unità (ricavi, prodotto, energia consumata, FTE)
Raggiunto seVolume fisico totale di emissioni scendeRapporto tra emissioni e unità driver cala
Effetto di crescita della produzioneRende l'obiettivo più difficileLo facilita (diluisce le emissioni pro-unità)
Coerenza net-zeroPreferibile; traduce direttamente in riduzioni assoluteAccettato come passaggio intermedio se accompagnato da cronoprogramma di riduzione assoluta
ESRS E1-6 requisitiParagrafi 36-38; Scope 1, 2, 3 pertinenti; anno base; anno targetParagrafi 39-40; metrica driver; anno base; anno target; riconciliazione con percorso assoluto (par. 44)
Rischio di auditBasso se la baseline è stata verificata e l'entità non ha acquisito nuove attivitàAlto se la crescita della produzione non è stata pianificata al momento del fissaggio dell'obiettivo

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Dove i soci non vanno d'accordo: l'incentivo che muove la scelta

Sullo stesso fascicolo Chimicasud, due soci esperti esprimerebbero giudizi divergenti. Socio A sostiene che lo Scenario C non sia un raggiungimento sostanziale e che il revisore debba richiedere una disclosure esplicita delle emissioni assolute crescenti, perché altrimenti la rendicontazione viola la sostanza del paragrafo E1-6.44. Socio B, formato sulla logica SBTi, ribatte che se la metrica scelta dalla direzione è dichiarata, calcolata correttamente e accompagnata da una nota sul perimetro, il revisore non può sostituirsi al management nella scelta del target: si verifica ciò che è stato dichiarato, non ciò che si vorrebbe fosse dichiarato. Entrambi hanno ragione su un piano. Il primo difende la sostanza dell'informativa; il secondo difende il confine fra revisione e governance. Si è visto che dove il fascicolo non documenta esplicitamente questa tensione, la nota di review arriva sempre in chiusura, quando rifare la disclosure costa il triplo.

L'incentivo perverso è strutturale e spiega perché si vedano così pochi obiettivi assoluti nel mid-market italiano. La direzione che pianifica crescita produttiva (nuovi stabilimenti, nuove linee, M&A in arrivo) sa benissimo che un target assoluto diventa quasi irraggiungibile in fase espansiva: l'intensità invece si "diluisce" naturalmente con i volumi, e il KPI ESG resta bello da mostrare in assemblea. Ne consegue che la scelta della metrica non è quasi mai climatica, è di comunicazione: si sceglie l'intensità non perché sia metodologicamente più appropriata, ma perché protegge il management da una promessa che la dinamica del business renderebbe imbarazzante. Il revisore che non lo nomini nel fascicolo lascia carte leggere su una scelta che è in realtà la più carica di giudizio di tutto il piano di transizione.

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Quando la distinzione incide in una revisione reale

Caso aziendale: Tessiture Venete S.r.l., area tessile, Veneto.

Tessiture Venete dichiara nel rapporto CSRD 2024 un obiettivo vincolante: "Ridurre l'intensità di emissioni Scope 1 e 2 del 35% entro il 2030 rispetto alla baseline 2023."

Baseline 2023: 1.850 tonnellate di CO₂e Scope 1 e 2, su 92 milioni di euro di fatturato. Intensità: 2,01 tonnellate per milione di euro.

Target 2030: intensità di 1,31 tonnellate per milione di euro (riduzione del 35%).

Passo 1. Verifica del calcolo dell'intensità baseline. Working paper CSRD-3.1: riconciliazione emissioni Scope 1 e 2 vs fatturato 2023. Verificare che le emissioni siano state quantificate secondo GHG Protocol Scope, con inclusione di tutte le fonti significative (combustibili, gas refrigeranti, elettricità). Verificare che il denominatore sia il fatturato consolidato per le scope geografiche rilevanti.

Tessiture Venete presenta un calcolo corretto: 1.850 / 92 = 2,01. ✓

Passo 2. Verifica della coerenza dell'obiettivo con il business plan medio-termine. Working paper CSRD-3.2: scenari di fatturato e di emissioni attesi 2024-2030 secondo il business plan. Identificare gli assunti di crescita produttiva, di efficienza energetica, di sostituzione combustibili.

Tessiture Venete ha fissato l'obiettivo durante una pianificazione strategica nel 2023. Nel business plan della direzione per il periodo 2024-2030, il fatturato cresce da 92 a 155 milioni di euro (crescita del 68%, due nuovi stabilimenti). Le emissioni Scope 1 e 2 sono attese in aumento da 1.850 a 2.100 tonnellate (per effetto dei nuovi impianti), ma l'intensità calerà da 2,01 a 1,35 tonnellate per milione di euro (per la maggiore redditività operativa dei nuovi stabilimenti e per gli investimenti in efficienza energetica). Il target di 1,31 risulta raggiunto. ✓

A questo punto, però, una complicazione concreta: in sede di review interim sul fascicolo, lo stagista che riconcilia le emissioni si accorge che il consumo di gas naturale dichiarato per i nuovi stabilimenti è stato stimato sulla base dei kWh di stabilimenti esistenti meno efficienti, mentre le specifiche tecniche dei nuovi impianti (forniti dal vendor) indicano un consumo del 22% inferiore. Se la stima conservativa fosse corretta, le emissioni 2030 attese scendono a circa 1.640 tonnellate e l'intensità a 1,06 — molto al di sotto del target dichiarato. Domanda di giudizio: il revisore segnala l'incoerenza fra business plan (conservativo) e specifica tecnica (ottimistica)? Non è un errore di calcolo, è un assunto. La scelta è se il fascicolo debba documentare entrambe le proiezioni e lasciare alla direzione l'assunzione di responsabilità della stima, oppure se accettare la versione conservativa "perché tutela meglio la disclosure". Si vedano carte simili in altri rendiconti CSRD del comparto tessile veneto: dove il revisore si limita a tickare la coerenza aritmetica senza nominare la divaricazione, in fase di controllo CONSOB il rilievo arriva proprio lì.

Passo 3. Valutazione della credibilità del progetto di decarbonizzazione. Working paper CSRD-3.3: progetto di efficienza energetica, tempistica, capex, risk factors. Verificare che le riduzioni di intensità derivino da azioni concrete, non solo da crescita della produzione.

Tessiture Venete ha pianificato: - Sostituzione di tutti i motori di pompe di tintura con variatori di frequenza (economia di 180 tonnellate CO₂e/anno entro 2027). Stato: RFQ ricevute, capex quantificato a EUR 580.000, approvazione consiglio del dicembre 2024 (verificare il verbale). - Passaggio del 40% dell'energia elettrica acquistata a contratti rinnovabili entro 2028 (economia di circa 150 tonnellate CO₂e/anno). Stato: tre fornitori contattati, nessun contratto firmato fino a oggi. - Recupero di calore da acque di scarico nei processi di tintura (economia di 70 tonnellate CO₂e/anno entro 2029). Stato: studio di fattibilità in corso, capex stimato in EUR 320.000, completamento maggio 2025.

Economia complessiva attesa: 400 tonnellate CO₂e all'anno. Le emissioni Scope 1 e 2 scenderebbero da 2.100 a 1.700 tonnellate (scenario conservativo senza gli effetti dei due stabilimenti nuovi). L'intensità: 1.700 / 155 = 1,10 (più aggressiva del target 1,31). Tuttavia, due dei tre progetti restano in fase pre-contrattuale. Il completamento di entrambi è critico per il raggiungimento dell'obiettivo. ✓ con avviso.

Passo 4. Verifica della riconciliazione con l'impegno net-zero dichiarato. Working paper CSRD-3.4: coerenza tra obiettivo di intensità 2030 e impegno net-zero. La direzione ha dichiarato l'allineamento con SBTi net-zero 2050?

Tessiture Venete nel rapporto non dichiara un impegno net-zero esplicito, ma scrive "Si aderirà ai target di transizione SBTi entro il 2025 dopo una revisione della roadmap di decarbonizzazione." Tale affermazione è fuori ambito per il 2024, ma incide sulla credibilità dell'obiettivo 2030. Se la direzione non avesse fissato un target assoluto intermedio per il 2040 (ad esempio "ridurre le emissioni assolute Scope 1 e 2 a 1.200 tonnellate entro 2040"), il percorso da intensità 1,31 nel 2030 a net-zero assoluto nel 2050 non risulterebbe documentato. L'ESRS E1-6.44 richiede una "descrizione dei driver di cambiamento che consentiranno il raggiungimento del target" e una "riconciliazione con il net-zero pathway."

Conclusione della revisione: l'obiettivo di intensità del 35% è calcolato correttamente e supportato da investimenti in efficienza energetica. Il 68% della riduzione di intensità attesa, però, è attribuibile alla crescita della produzione (due nuovi stabilimenti), non ad azioni di decarbonizzazione. La metrica di intensità maschera il fatto che le emissioni assolute aumenteranno da 1.850 a 2.100 tonnellate. Qualora Tessiture Venete avesse comunicato l'obiettivo del 35% agli stakeholder come "riduzione delle emissioni," la comunicazione sarebbe fuorviante. La conformità all'ESRS E1-6 si raggiunge solo se il rendiconto include una disclosure esplicita delle emissioni assolute attese (2.100 tonnellate nel 2030) e una riconciliazione fra il target di intensità e la traiettoria assoluta net-zero.

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Cosa i revisori e i praticanti fraintendono

- Errore primo: confusione fra raggiungimento e progresso ambientale. Le rilevazioni CONSOB sui primi rendiconti CSRD italiani (2024-2025) confermano un pattern già osservato dai regolatori europei: una quota rilevante delle entità che dichiarano il raggiungimento di obiettivi di intensità non documenta il contributo assoluto all'impatto ambientale. Qualora la produzione sia cresciuta, le emissioni assolute potrebbero avere accelerato. Il revisore che non distingue una riduzione di intensità da una riduzione di footprint segnala un target raggiunto mentre il progresso verso net-zero è fermo, e nei fascicoli che si vedono questa è la singola voce più ricorrente nelle note di review interna.

- Errore secondo: mancata verifica del driver di riduzione dichiarato. L'ESRS E1-6.A2 richiede esplicitamente che la direzione documenti quale fattore abbia guidato il movimento verso l'obiettivo: efficienza operativa, mix di prodotto, alienazione di attività, variazioni di perimetro di consolidamento. Un revisore che non tracci questo driver non ha evidenza per stabilire se la riduzione sia sostenibile (frutto di decisioni di decarbonizzazione) o transitoria (frutto di una contrazione di mercato che potrebbe invertirsi). Nel caso Tessiture Venete, il 68% della riduzione di intensità deriva da crescita della produzione (driver di consolidamento), non da efficienza. Qualora il business plan cambiasse e gli stabilimenti nuovi non venissero avviati, il target di intensità potrebbe non essere raggiunto.

- Errore terzo: mancanza di una riconciliazione net-zero credibile. Molti studi non hanno ancora incorporato il paragrafo ESRS E1-6.44 nei propri working paper template. Tale paragrafo richiede una riconciliazione fra target di intensità e percorso assoluto net-zero. Se il target di intensità 2030 implica 2.100 tonnellate assolute, ma l'entità ha dichiarato net-zero 2050, allora il percorso dal 2030 al 2050 deve includere una riduzione assoluta di circa 2.090 tonnellate (assumendo net-zero come zero residuale). Qualora la direzione non avesse fissato milestone assolute intermedie (ad esempio -50% assolute entro 2040), il percorso resta incoerente secondo l'ESRS e la comunicazione è incompleta.

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Termini correlati

- Emissioni Scope 1, 2, 3 - Baseline di emissioni - Target di riduzione net-zero - GHG Protocol - Coerenza della strategia di transizione - Impronta di carbonio

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Strumenti correlati

Calcolatore di intensità di emissioni: consente di sviluppare proiezioni di intensità sotto diversi scenari di crescita della produzione e determina il target di riduzione assoluta necessario per mantenere coerenza con i percorsi net-zero.

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