Come funziona
Le emissioni Scope 2 rappresentano la quota di emissioni indirette più significativa per la maggior parte delle organizzazioni, in particolare per le imprese manifatturiere e i servizi. A differenza delle emissioni Scope 1 (generate direttamente dall'organizzazione) e delle emissioni Scope 3 (generate dalla catena di approvvigionamento e dai clienti), lo Scope 2 copre specificamente l'energia acquistata.
Il Protocollo GHG prevede due metodi di calcolo. Il metodo location-based utilizza i fattori di emissione medi della rete elettrica nazionale o regionale: se Manifatture Lombarde S.p.A. consuma 500 MWh dalla rete italiana, si applica il fattore di emissione medio italiano (circa 235 g CO₂e per kWh nel 2024). Il metodo market-based, invece, utilizza i fattori specifici dei contratti di fornitura energetica: se l'azienda sottoscrive un contratto con un fornitore di energia rinnovabile certificata, si applicano i fattori di emissione di quella fonte specifica, spesso significativamente inferiori.
La GRI 305 paragrafo 305-2 richiede che l'organizzazione dichiari quale metodo è stato utilizzato e fornisca entrambi i risultati quando disponibili. Il revisore esterno di una relazione di sostenibilità deve verificare non solo la correttezza dei calcoli aritmetici, ma anche che i fattori di emissione utilizzati siano appropriati, tracciabili e coerenti con il periodo di rendicontazione.
Esempio pratico: Rossini Packaging S.r.l.
Client: azienda italiana di produzione di imballaggi in cartone, FY2024, sede a Torino, ricavi EUR 18M, IFRS reporter con comunicazione CSRD.
Passo 1: Identificare il consumo energetico:
Rossini Packaging consuma 400 MWh di energia elettrica fornita da Enel nel 2024. Il revisore verifica i dodici estratti conto mensili da Enel e riconcilia il totale (EUR 92.000 di costi energetici identificati nel registro contabile).
Nota di documentazione: inserire i 12 estratti conto nel fascicolo, con la riconciliazione al totale di bilancio in un prospetto di lavoro.
Passo 2: Selezionare il metodo di calcolo:
Rossini Packaging applica il metodo location-based perché non ha sottoscritto contratti specifici di energia rinnovabile. Il fattore di emissione della rete italiana per il 2024 è 235 g CO₂e per kWh (fonte: ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale).
Nota di documentazione: allegare il documento ISPRA al fascicolo di sostenibilità. Verificare che il fattore sia relativo all'anno di rendicontazione, non all'anno precedente.
Passo 3: Calcolare le emissioni:
400 MWh × 235 g CO₂e/kWh = 94.000 kg CO₂e = 94 tCO₂e (tonellate di CO₂ equivalente).
Se Rossini Packaging avesse sottoscritto un contratto con un fornitore di energia idroelettrica (fattore di emissione: 10 g CO₂e per kWh), il risultato sarebbe 400 MWh × 10 g CO₂e/kWh = 4.000 kg CO₂e = 4 tCO₂e. La differenza è materiale (90 tCO₂e) e il metodo scelto incide direttamente sulla comunicazione di sostenibilità.
Nota di documentazione: in un foglio di lavoro separato, calcolare entrambi i metodi (location-based e market-based) per documentare che la scelta è consapevole e giustificata.
Passo 4: Verificare la completezza:
Il revisore verifica che tutte le sedi di Rossini Packaging (impianto principale a Torino, magazzino a Milano) siano incluse nel perimetro di misurazione. Conferma che non esiste consumo di vapore o calore acquistato presso altre sedi.
Nota di documentazione: allegare una checklist di completezza per ciascuna sede, con indicazione di quale sito contribuisce a quale voce dello Scope 2.
Conclusione: Le emissioni Scope 2 comunicate di 94 tCO₂e sono corrette aritmeticamente, supportate da dati di fonte, applicate con il metodo appropriato. Un revisore che non verificasse il fattore di emissione, oppure che considerasse identici i due metodi, rischierebbe di non individuare errori di comunicazione significativi nella relazione di sostenibilità.
Cosa i revisori e gli operatori fraintendono
- Confondere lo Scope 2 location-based con lo Scope 2 market-based come se fossero sinonimi. La GRI 305 li tratta come due metodi paralleli; l'organizzazione deve scegliere quale riportare come dato principale e fornire l'altro come dato supplementare. Molti audit di sostenibilità riportano solo un metodo senza documentare perché l'altro non è stato utilizzato. Lo standard richiede chiarezza sulla scelta metodologica (GRI 305 paragrafo 305-2).
- Non aggiornare i fattori di emissione da un anno all'altro. I fattori di emissione della rete elettrica cambiano ogni anno in base alla composizione del mix energetico nazionale. Un revisore che applica il fattore del 2023 al consumo del 2024 introduce un errore sistematico. L'ISPRA pubblica i fattori aggiornati a gennaio di ogni anno; il revisore deve verificare che la comunicazione utilizzi i fattori corretti per il periodo di rendicontazione.
- Escludere impianti o sedi dal perimetro di Scope 2 senza documentare il motivo. Alcuni audit includono solo la sede principale dimenticando magazzini, uffici commerciali o stabilimenti secondari. Se l'organizzazione consolidata ha tre sedi, il revisore deve verificare che tutte e tre siano incluse nel calcolo dello Scope 2, o che l'esclusione sia esplicitamente motivata e quantificata.
Scope 2 location-based vs. market-based
| Dimensione | Location-based | Market-based |
|---|---|---|
| Fonte del fattore di emissione | Mix energetico medio nazionale o regionale | Contratto specifico con fornitore energetico |
| Quando usarlo | In assenza di contratti energetici specifici | Quando l'organizzazione sottoscrive accordi di energia rinnovabile certificata |
| Riporto della GRI 305 | Dato principale se non disponibile il market-based | Dato principale se disponibile |
| Variabilità anno su anno | Alta (il mix cambia con i consumi nazionali) | Bassa (dipende dalla fonte contrattuale) |
| Documentazione richiesta | Fonte e anno del fattore ISPRA o equivalente | Copia del contratto energetico e certificati di origine |
Quando la distinzione incide su un incarico
Un'azienda manifatturiera con 1.000 MWh di consumo annuale e un mix energetico location-based al 240 g CO₂e/kWh comunica 240 tCO₂e di Scope 2. Se quella stessa azienda sottoscrive un contratto di energia da fonte eolica (fattore di emissione: 12 g CO₂e/kWh), le emissioni comunicate scendono a 12 tCO₂e. La scelta del metodo incide sulla comunicazione di sostenibilità e sulla credibilità dell'impegno dell'azienda sulla decarbonizzazione. Il revisore deve attestare che il metodo scelto è coerente con le politiche aziendali e correttamente applicato nel periodo di rendicontazione. Un'organizzazione che cambia metodo da un anno all'altro senza dichiararlo crea una discontinuità nella serie storica che il revisore deve evidenziare.
Termini correlati
- Scope 1 Emissions: emissioni di gas serra generate direttamente dall'organizzazione da fonti possedute o controllate
- Scope 3 Emissions: emissioni di gas serra indirette generate da fornitori, clienti e altre parti della catena di valore
- Fattori di emissione: coefficienti utilizzati per convertire dati di consumo energetico in quantità di CO₂ equivalente
- Protocollo GHG: framework internazionale per la quantificazione e la rendicontazione dei gas serra sviluppato dal World Resources Institute
- Emissioni Scope 2 market-based: il metodo alternativo di calcolo dello Scope 2 utilizzando fattori specifici del contratto energetico
Strumenti correlati
Utilizza il Calcolatore CSRD Scope 2 di ciferi per verificare il consumo energetico tracciato, applicare i fattori di emissione corretti per la giurisdizione, e generare un prospetto di riconciliazione tra il metodo location-based e market-based da includere nel fascicolo.
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