Stimatore Emissioni Scope 3 | ciferi
In Italia, la rendicontazione delle emissioni di gas serra segue un duplice percorso normativo. Le società quotate su mercati regolamentati e le grandi...
Contesto normativo italiano per le emissioni Scope 3
In Italia, la rendicontazione delle emissioni di gas serra segue un duplice percorso normativo. Le società quotate su mercati regolamentati e le grandi imprese di pubblica utilità rientrano nell'ambito della Direttiva sulla Comunicazione di Informazioni Non Finanziarie (NFRD), in vigore fino al 2024. A partire dal 2025, la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) sostituirà la NFRD, ampliando significativamente il perimetro dei soggetti obbligati. La CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) supervisiona il rispetto delle norme sulla rendicontazione di sostenibilità per le società quotate italiane.
Nel contesto australiano, gli standard di emissione locali si sovrappongono alle aspettative dei group internazionali. Le società italiane con filiali australiane o partnership strategiche in Australia devono spesso riconciliare i dati di emissione Scope 3 tra il quadro normativo australiano e le aspettative dei genitori italiani. L'Australian Accounting Standards Board (AASB) e il National Greenhouse and Energy Reporting (NGER) Scheme stabiliscono gli standard locali per la rendicontazione delle emissioni in Australia.
Quadro normativo australiano
L'Australia adotta il GHG Protocol come standard di base per la quantificazione delle emissioni Scope 3. Il NGER Scheme, gestito dal Department of Climate Change, Energy, Environment and Water (DCCEEW), richiede alle imprese di grandi dimensioni di comunicare le proprie emissioni dirette (Scope 1) e indirette di energia (Scope 2). Le emissioni Scope 3 non sono attualmente obbligatorie in base al NGER, ma le società quotate su ASX (Australian Securities Exchange) e le imprese multinazionali affrontano crescenti pressioni degli investitori per la divulgazione volontaria delle emissioni Scope 3.
Lo standard australiano di sostenibilità, allineato ai principi ISSB (International Sustainability Standards Board), prevede che le società comunichino le emissioni Scope 3 quando sono finanziariamente significative. Ciò rende la quantificazione accurata delle categorie Scope 3 un elemento critico per le imprese australiane che riferiscono ai propri stakeholder internazionali.
Fattori di emissione locali australiani
Il Department of Climate Change, Energy, Environment and Water pubblica i fattori di emissione australiani (National Greenhouse Accounts Factors) con cadenza annuale. Questi fattori coprono:
Il fattore di emissione della rete elettrica australiana nel 2023 era di circa 0,72 kg CO2e per kWh (location-based), significativamente superiore ai livelli del Regno Unito o della Germania a causa della continua dipendenza dal carbone nella generazione di energia. Tuttavia, l'Australia sta accelerando la transizione verso le energie rinnovabili, e i fattori di emissione riflettono questa tendenza decrescente.
- Combustibili fossili per Scope 1 (carbone, gas naturale, olio combustibile)
- Fattori di emissione della rete elettrica per Scope 2 (con variazioni per regione: il Nuovo Galles del Sud, il Queensland e il Victoria hanno profili di generazione diversi)
- Fattori upstream per combustibili e energia per Scope 3 Categoria 3
- Fattori di trasporto per ferrovia, strada e nave specifici al contesto australiano
Contesto della revisione contabile
I revisori contabili italiani e internazionali che assistono società italiane con operazioni in Australia devono affrontare sfide specifiche nella verifica dei dati di emissione Scope 3. I dati relativi alla catena di fornitura australiana devono essere riconciliati con i dati di emissione Scope 3 per il perimetro consolidato della società italiana. Le metodologie di stima delle emissioni per i fornitori australiani possono divergere dai fattori di emissione italiani o europei, creando difetti di discontinuità nei dati consolidati.
Constatazioni comuni nelle verifiche ispettive
Le verifiche internazionali hanno identificato una serie di carenze ricorrenti nelle procedure di quantificazione delle emissioni Scope 3:
Mancanza di documentazione dei fattori di emissione applicati. Molte società non documentano chiaramente quale versione dei fattori di emissione nazionali è stata utilizzata per il calcolo, creando incertezza sulla metodologia sottostante. La FRC ha riscontrato che il 40% delle società verificate non specifica quale categoria della Scope 3 è inclusa o esclusa dalla cifra comunicata.
Mancato aggiornamento dei fattori di emissione da un anno all'altro. I fattori di emissione della rete elettrica cambiano annualmente per riflettere il mutamento della composizione della generazione energetica. Se una società utilizza i fattori del 2022 per la rendicontazione del 2024 senza alcuna giustificazione, le emissioni comunicate saranno sistematicamente distorte.
Inclusione incompleta delle emissioni well-to-tank (WTT). Per i combustibili, i fattori di emissione devono includere le emissioni upstream (estrazione, raffinazione, trasporto del carburante fino al punto di uso). Molte società in Australia includono solo le emissioni di combustione dirette, sottostimando le emissioni Scope 3 Categoria 3 dal 10% al 20%.
Mancanza di riconciliazione tra dati locali e consolidati. Le filiali australiane spesso calcolano le emissioni secondo i fattori nazionali australiani, ma la società madre italiana consolidate i dati secondo i fattori europei, senza controllare le discrepanze metodologiche. Una società manifatturiera italiana con una filiale in Australia a Sydney può riportare la Scope 3 utilizzando fattori di emissione della rete australiana per il Queensland (dove opera la filiale) senza riconoscere che il profilo di emissione della rete nel Queensland (con una percentuale più elevata di carbone) differisce significativamente da quello nazionale.
Applicazione pratica: Esempio di calcolo
Consideriamo Industrie Tessili Adriatiche S.p.A., una società italiana di medie dimensioni con sede a Bologna che produce tessuti tecnici. La società ha una filiale di assemblaggio e controllo qualità a Sydneyche riceve componenti da fornitori locali australiani e rimanda i prodotti finiti in Italia per la distribuzione europea.
Nel 2023, la filiale australiana ha acquistato materie prime e componenti per un valore complessivo di AUD 2.850.000 (circa EUR 1.900.000 al tasso di cambio medio annuale). Secondo i dati forniti dai fornitori australiani, le emissioni incorporate in questi acquisti (Scope 3 Categoria 1 upstream) sono state stimate utilizzando il fattore di spesa generico EXIOBASE di 0,42 kg CO2e per EUR speso:
Emissioni Scope 3 Categoria 1 (calcolate): EUR 1.900.000 × 0,42 kg CO2e/EUR = 798.000 kg CO2e (798 tonnellate di CO2e).
Tuttavia, la società non ha verificato se i fornitori locali australiani avevano già incluso le emissioni di trasporto dal fornitore al magazzino della filiale. Se il trasporto era già stato contato nel dato fornito dal fornitore, un'ulteriore aggiunta di emissioni di trasporto a monte per la Categoria 4 avrebbe comportato doppio conteggio.
Nota di documentazione (per la carta di lavoro): Verificare con i fornitori se le quote di emissione comunicate includono o escludono i costi di trasporto alla porta del cliente. Se incluse, registrare il dato come Categoria 1 senza aggiungere la Categoria 4. Se escluse, quantificare separatamente le emissioni di trasporto in tonnellate-km.
La filiale ha inoltre ricevuto energia elettrica dal grid del Nuovo Galles del Sud per EUR 185.000 nel 2023. Utilizzando il fattore di emissione della rete del NSW del 2023 (0,72 kg CO2e per kWh) e convertendo la spesa energetica in kWh sulla base del costo medio dell'energia nel NSW (circa EUR 0,25 per kWh):
Equivalente kWh: EUR 185.000 / EUR 0,25 per kWh = 740.000 kWh
Emissioni Scope 3 Categoria 3 (fuel- and energy-related activities): 740.000 kWh × 0,025 kg CO2e/kWh (fattore upstream + transmission losses) = 18.500 kg CO2e (18,5 tonnellate di CO2e).
Nota di documentazione: Il fattore di 0,025 kg CO2e/kWh copre le emissioni upstream e le perdite di trasmissione e distribuzione per i combustibili fossili utilizzati nella generazione australiana. Non includere il fattore di combustione della rete (0,72 kg CO2e/kWh) in questa categoria, poiché la combustione diretta è già contabilizzata nella Scope 1 della filiale australiana per le operazioni in-house.
Riconciliazione e audit expectation per i revisori italiani
Quando un revisore italiano assiste Industrie Tessili Adriatiche nella verifica consolidata delle emissioni Scope 3, deve:
I revisori devono inoltre essere consapevoli che l'ISA Italia 500 (Evidenza di revisione) e l'ISA Italia 315 (Identificazione e valutazione dei rischi di errore significativo) si applicano alla verifica delle dichiarazioni di sostenibilità con la stessa rigorosità che si applica alla revisione contabile. Se le emissioni Scope 3 sono comunicate in una relazione sulla sostenibilità che accompagna il bilancio, le procedure di audit devono estendersi a questa informazione supplementare.
- Ottenere documentazione scritta dal fornitore australiano che specifichi quale fattore di emissione è stato applicato e quale versione dello standard di emissione è stata utilizzata.
- Verificare che i fattori di emissione della rete utilizzati corrispondano al profilo di generazione della regione geografica specifica (NSW vs. Victoria vs. Queensland).
- Controllare che non sia stato applicato doppio conteggio tra le categorie Scope 3 (ad esempio, trasporto incluso nella Categoria 1 non deve essere contabilizzato nuovamente nella Categoria 4).
- Riconciliare i dati di emissione in AUD con i dati consolidati in EUR, utilizzando un tasso di cambio coerente e documentato.
- Verificare che le emissioni Scope 3 della filiale australiana siano state correttamente consolidate nelle emissioni Scope 3 del gruppo italiano, utilizzando il metodo di consolidamento appropriato (controllo finanziario vs. controllo operativo).
Errori comuni nella stima delle emissioni australiane
Utilizzo di fattori di emissione generici quando sono disponibili dati specifici. Molte società utilizzano il fattore EXIOBASE generico di 0,42 kg CO2e per EUR per la Categoria 1, anche quando hanno accesso ai dati di emissione specifici dei fornitori australiani. I fornitori locali australiani sono spesso in grado di fornire dati di emissione verificati, che dovrebbero essere prioritizzati rispetto ai fattori generici di spesa.
Confusione tra fattori di emissione location-based e market-based. Il fattore di 0,72 kg CO2e per kWh è il fattore location-based (basato sulla posizione geografica della rete) per il 2023. Se una società ha contratti di energia rinnovabile con fornitori australiani specifici, dovrebbe utilizzare un fattore market-based inferiore. La mancata distinzione tra questi due metodi sottostima o sovrastima sistematicamente le emissioni Scope 3 Categoria 3.
Assenza di controllo di ragionevolezza sulle emissioni Scope 3 rispetto alle emissioni Scope 1 e Scope 2. Se le emissioni Scope 3 di una filiale australiana sono 10 volte superiori alle emissioni Scope 1 e Scope 2 combinate, il dato merita un controllo di correttezza. In alcuni settori, questo rapporto è atteso; in altri, segnala un errore di quantificazione.
Modifica metodologica non comunicata da un anno all'altro. Se una società ha utilizzato fattori di emissione australiani nel 2022 e fattori EXIOBASE generici nel 2023, la variazione anno su anno delle emissioni Scope 3 sarà attribuibile al cambio di metodologia, non a variazioni reali nelle operazioni. Questo deve essere dichiarato nella nota sulla rendicontazione della sostenibilità.
Risorse e riferimenti
Lo strumento Stimatore Emissioni Scope 3 di ciferi è stato sviluppato per assistere i revisori contabili, i consulenti di sostenibilità e i professionisti della compliance nel quantificare le emissioni Scope 3 con fattori di emissione verificati e metodologie coerenti con il GHG Protocol e gli standard australiani locali.
Lo strumento include fattori di emissione per tutte le 15 categorie Scope 3 e consente agli utenti di selezionare il contesto geografico (Australia) per applicare automaticamente i fattori di emissione locali. I fattori sono aggiornati annualmente per riflettere le ultime pubblicazioni del DCCEEW e delle agenzie australiane di rendicontazione dell'energia.
I risultati dello strumento sono esportabili in formato di carta di lavoro compatibile con i software di revisione contabile standard, consentendo un'integrazione immediata nei fascicoli di revisione.
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Domande frequenti
La rendicontazione delle emissioni Scope 3 è obbligatoria in Australia?
No, la rendicontazione delle emissioni Scope 3 non è attualmente obbligatoria secondo il NGER Scheme australiano. Tuttavia, le società quotate su ASX e le filiali di società multinazionali affrontano pressioni crescenti dagli investitori per divulgare volontariamente le emissioni Scope 3 quando sono significative. Con l'adozione dei nuovi standard ISSB, la rendicontazione delle emissioni Scope 3 diventerà obbligatoria per le società sottoposte a supervisione in molti giurisdizioni, compresi i genitori italiani di filiali australiane.
Quali fattori di emissione dovremmo utilizzare per la Categoria 1 in Australia?
I fattori di spesa generici (EXIOBASE, 0,42 kg CO2e per EUR) sono appropriati come punto di partenza quando non sono disponibili dati specifici di fornitori. Tuttavia, i fornitori australiani dovrebbero essere incoraggiati a fornire dati di emissione specifici basati su attività (kWh di energia, tonnellate di materiali, km di trasporto). I dati specifici del fornitore sono sempre preferibili ai fattori generici e consentono una stima più accurata. Se si dispone di dati di emissione verificati dal fornitore, utilizzarli esclusivamente e documentare la fonte nella carta di lavoro.
Come riconciliamo i fattori di emissione della rete australiana con i fattori europei per il consolidamento?
Non eseguire una "riconciliazione" del fattore stesso. Piuttosto, applicate il fattore di emissione appropriato per la giurisdizione in cui l'attività si svolge. Se una filiale in Australia consuma energia elettrica dal grid del NSW, applicate il fattore di emissione NSW (0,72 kg CO2e per kWh nel 2023). Poi, consolidate il totale di emissioni Scope 3 calcolate in AUD convertendo a EUR al tasso di cambio documentato. La metodologia deve essere chiaramente comunicata nella nota sulla rendicontazione della sostenibilità, spiegando che le emissioni della filiale australiana sono state calcolate utilizzando fattori di emissione australiani locali e successivamente consolidate nel perimetro di gruppo.
Il trasporto da fornitori australiani a noi è Scope 3 Categoria 1 o Categoria 4?
Scope 3 Categoria 4 (trasporto e distribuzione a monte). Se il fornitore australiano ha già incluso il trasporto nel proprio preventivo di emissione, accertatevi con il fornitore se il costo include la "porta a porta" (cioè fino al vostro stabilimento) o solo fino al magazzino del fornitore. Se include la consegna fino a voi, allora è già Categoria 4 e non deve essere aggiunta nuovamente. Se il trasporto è esclusivo, quantificate il trasporto separatamente in tonnellate-km e applicate il fattore di trasporto appropriato (0,107 kg CO2e per tonnellata-km per il trasporto stradale HGV, 0,028 per la ferrovia, 0,016 per il trasporto marittimo).
Dobbiamo includere le emissioni well-to-tank per i combustibili?
Sì. Il fattore di emissione per i combustibili deve includere l'estrazione upstream, la raffinazione e il trasporto del carburante fino al punto di consumo. Il DCCEEW pubblica fattori WTT separati per i combustibili nei National Greenhouse Accounts Factors. Se state quantificando una categoria Scope 3 che coinvolge combustibili (ad esempio, le emissioni di combustibile per il trasporto di merci), assicuratevi che il fattore di emissione applicato includa sia le emissioni di combustione dirette sia le emissioni WTT. L'omissione di WTT sottostima la Categoria 3 e la Categoria 4 dal 10% al 20%.
Quali procedure di audit consiglia ciferi per la verifica delle emissioni Scope 3 in una filiale australiana?
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- Ottenere documentazione scritta dai fornitori australiani che specifichi i fattori di emissione utilizzati e la versione dello standard di emissione applicato.
- Verificare la versione dei National Greenhouse Accounts Factors utilizzati (devono corrispondere all'anno di rendicontazione).
- Controllare il fattore di emissione della rete specifico per la regione geografica della filiale (NSW, Victoria, Queensland) rispetto alle pubblicazioni del DCCEEW per l'anno rilevante.
- Eseguire un'analisi di ragionevolezza comparando le emissioni Scope 3 della filiale australiana con le metriche di attività (volume di acquisti, consumi energetici, km di trasporto) per identificare outlier o discrepanze.
- Controllare il doppio conteggio tra categorie (ad esempio, trasporto incluso in Categoria 1 vs. quantificato separatamente in Categoria 4).
- Verificare che i dati di emissione della filiale siano correttamente consolidati nel perimetro di gruppo utilizzando il metodo di consolidamento documentato (controllo finanziario vs. operativo).
- Riconciliare le variazioni anno su anno attribuendole a cambiamenti di attività, fattori di emissione aggiornati o cambiamenti metodologici, e documentare le riconciliazioni nella carta di lavoro.