Definition

La rendicontazione paese per paese nasce dall'Action 13 dell'OCSE Base Erosion and Profit Shifting (BEPS), implementata nelle direttive EU 2016/881 e rettificata successivamente. Secondo le norme, ogni gruppo multinazionale con ricavi consolidati superiori a EUR 750 milioni nel periodo di rendicontazione deve fornire un rapporto che mostra, per ogni giurisdizione: ricavi totali, utili prima di imposte, imposte sul reddito pagate (correnti), capitale proprio, numero di dipendenti, e descrizione delle attività economiche significative.

Come funziona

La rendicontazione paese per paese nasce dall'Action 13 dell'OCSE Base Erosion and Profit Shifting (BEPS), implementata nelle direttive EU 2016/881 e rettificata successivamente. Secondo le norme, ogni gruppo multinazionale con ricavi consolidati superiori a EUR 750 milioni nel periodo di rendicontazione deve fornire un rapporto che mostra, per ogni giurisdizione: ricavi totali, utili prima di imposte, imposte sul reddito pagate (correnti), capitale proprio, numero di dipendenti, e descrizione delle attività economiche significative.
In Italia, la CBCR è disciplinata dall'articolo 1, commi 136-138 del decreto-legge 28 giugno 2013, n. 76 (convertito nella legge 9 agosto 2013, n. 99), integrato dalle istruzioni dell'Agenzia delle Entrate. La Direzione centrale Antifrode dell'Agenzia raccoglie i file CBCR e li utilizza per analisi di conformità fiscale. A livello internazionale, lo scambio automatico di informazioni CBCR tra autorità fiscali è disciplinato dalla direttiva 2016/881, nota come "DAC6" (ora DAC7, DAC8).
Il ruolo dell'auditor è verificare che il gruppo abbia identificato correttamente tutte le entità in scope (quelle controllate direttamente o indirettamente), che i dati di ricavo, utile, imposte e capitale siano coerenti con i registri contabili consolidati, e che l'allocazione tra giurisdizioni sia coerente con le politiche di transfer pricing documentate. Questa verifica non è tipicamente parte dell'audit della relazione di revisione (ISA 570 e ISA 330 disciplinano l'audit di bilancio), ma sempre più spesso viene richiesta dai clienti multinazionali come incarico separato di assurance limitata o revisione speciale.

Esempio pratico: Gruppo Industriale Toscano S.r.l.

Cliente: Holding industriale italiana, FY2024, ricavi consolidati EUR 840M, IFRS reporter, con filiali in Spagna, Germania, Paesi Bassi e Lussemburgo.
Passaggio 1: Identificazione delle entità in scope
Il team auditor raccoglie l'organigramma del gruppo e verifica che tutte le entità controllate (direttamente e indirettamente) siano identificate. Gruppo Industriale Toscano S.r.l. ha tre filiali operative (Talleres Manufactureros de Barcelona S.L., Fabrik GmbH, Producción Amsterdam B.V.) e una holding lussemburghese (Toscano Finance S.à r.l., utilizzata per finanziamenti intercompany). Tutte e quattro devono comparire nel file CBCR, anche se Toscano Finance non genera ricavi operativi (è in scope perché controllata al 100%). Documentazione: elenco delle entità in scope allegato al memorandum di pianificazione CBCR, con data di acquisizione e percentuale di controllo.
Passaggio 2: Riconciliazione ricavi e utili per paese
Il controller ha preparato un prospetto CBCR preliminare. Il team verifica che i ricavi totali per paese (EUR 290M Italia + EUR 280M Spagna + EUR 160M Germania + EUR 85M Paesi Bassi + EUR 25M Lussemburgo) coincidano con i ricavi consolidati nel bilancio d'esercizio (EUR 840M, confermato nel prospetto di consolidamento). Gli utili prima di imposte per paese vengono riconciliati con i risultati gestionali delle singole entità nel sistema contabile. Si evidenzia uno scostamento: Toscano Finance riporta una perdita di EUR 4,2M da interessi su prestiti intercompany, correttamente allocata al Lussemburgo. Documentazione: prospetto di riconciliazione file CBCR vs. rendiconto di consolidamento, con note su scostamenti significativi.
Passaggio 3: Verifica delle imposte pagate per paese
Per ogni giurisdizione, si confrontano le imposte sul reddito pagate (o accantonate) secondo il prospetto CBCR con le dichiarazioni fiscali e i registri di pagamento. L'Italia: EUR 62M di utili ante-imposte, EUR 15,5M di imposte (aliquota effettiva 25%). Spagna: EUR 71M di utili, EUR 19,8M di imposte (aliquota 27,9%, coerente con l'aliquota spagnola). Paesi Bassi: EUR 38M di utili, EUR 9,12M di imposte (aliquota 24%). Questi dati sono coerenti con le aliquote nominali delle diverse giurisdizioni, il che suggerisce che il transfer pricing non ha generato distorsioni significative. Documentazione: tabella di riconciliazione imposte per paese, con rimando agli allegati delle dichiarazioni fiscali di ogni entità.
Passaggio 4: Analisi della documentazione transfer pricing
Poiché i ricavi sono significativamente concentrati in Spagna (33% del totale) e i margini operativi variano tra il 22% (Italia) e il 18% (Germania), il team esamina se la politica di transfer pricing documentata giustifica questa allocazione. Gruppo Industriale Toscano utilizza il metodo del comparable uncontrolled price (CUP) per le vendite tra filiali: la filiale spagnola agisce da distributore per il mercato iberico e applica un markup del 18% sui costi di acquisto dalla casa madre (Italia). Questa politica è documentata in una relazione transfer pricing risalente a FY2022, non ancora aggiornata per FY2024. Il team ha richiesto un aggiornamento della documentazione prima della firma della CBCR. Documentazione: copia della politica transfer pricing vigente, con nota sulla data dell'ultimo aggiornamento e sulla necessità di revisione.
Conclusione: la CBCR di Gruppo Industriale Toscano per FY2024 è stata verificata, riconciliata ai registri contabili consolidati, e risulta conforme ai requisiti OCSE Action 13 e alla normativa italiana (decreto-legge 76/2013). I dati sono stati depositati presso l'Agenzia delle Entrate entro il 30 giugno 2025, come richiesto. Nessun rischio di erosione della base imponibile segnalato; il transfer pricing è coerente con la documentazione vigente.

Cosa sbagliano i revisori e i professionisti

Tier 1: Risultati ispettivi regolamentari.
L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato nel rapporto di analisi sulla compliance CBCR 2023 che il 18% dei gruppi multinazionali italiani che depositano CBCR includono errori nell'identificazione delle entità in scope (omettono una filiale minoritaria o una holding secondaria) e il 24% presenta discrepanze tra i dati CBCR e i dati del bilancio consolidato. Questi errori non costituiscono violazioni formali del deposit (il file viene accettato), ma generano flag nelle analisi di conformità fiscale successive.
Tier 2: Errore di transfer pricing non documentato.
Molti team auditor verificano che i ricavi siano stati correttamente allocati per paese, ma non esaminano se la politica di transfer pricing supporti quella allocazione. La CBCR non richiede di esporre la metodologia transfer pricing (è una questione transfer pricing, non CBCR pura), ma l'Agenzia delle Entrate utilizza i dati CBCR per identificare gruppi che potrebbero essere sottoposti a scrutinio transfer pricing. Se un'entità mostra margini operativi significativamente diversi dalle pari-paese e la documentazione transfer pricing è carente o obsoleta, il rischio di accertamento aumenta. L'auditor dovrebbe verificare che la documentazione esista e sia aggiornata, anche se non fa formalmente parte della revisione CBCR.
Tier 3: Gap pratico nella riconciliazione.
La maggior parte dei team reconcilia i ricavi consolidati CBCR al rendiconto consolidato, ma non sempre verifica la coerenza dei dati di bilancio (capitale proprio per paese, numero di dipendenti). Il numero di dipendenti, in particolare, è raramente tracciato a livello di entità contabile e deve essere ricostruito da dati payroll o risorse umane. Questo crea frizioni e spesso genera rettifiche tardive al file CBCR depositato.

Quando la CBCR diviene obbligatoria: il ruolo dell'ISA 250

La CBCR non è un'asserzione di bilancio (come in ISA 330, Asserzioni sui cicli di affari), ma è una divulgazione normativa sulla quale l'auditor deve acquisire competenza ai sensi dell'ISA 250 (Considerazione delle norme). In particolare, ISA 250.13 richiede che l'auditor comprenda il quadro normativo applicabile all'entità revisionata e identifichi le norme sulla rendicontazione che potrebbero influenzare la preparazione corretta del bilancio. Per i gruppi multinazionali, la CBCR è una di queste norme. Se la CBCR è obbligatoria per il gruppo ma non viene depositata entro il termine, il bilancio consolidato potrebbe contenere una lacuna di comunicazione che incide sulla completezza della disclosure. L'auditor deve valutare se questa omissione costituisce un errore rilevante secondo ISA 320.

Relazione con la trasparenza fiscale internazionale (Pillar 2 OCSE)

La CBCR fornisce i dati base per il calcolo dell'imposta minima globale (Pillar 2) dell'OCSE, entrata in vigore nel gennaio 2024. Secondo le regole Pillar 2, un gruppo multinazionale soggetto alla global minimum tax del 15% deve calcolare, per ogni giurisdizione, l'aliquota effettiva di imposta (imposte pagate divise per utili ante-imposte). Se l'aliquota effettiva scende sotto il 15%, una country-by-country top-up tax viene riscossa dalla giurisdizione della holding. I dati CBCR sono la fonte primaria di questa verifica. Anche se non fa parte della revisione di bilancio tradizionale, l'auditor dovrebbe verificare che il cliente multinazionale abbia compreso l'impatto potenziale di Pillar 2 sulla sua posizione fiscale, in particolare se opera in giurisdizioni a bassa tassazione (Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi).

Termini correlati

  • Transfer pricing: la metodologia utilizzata per allocare i ricavi tra entità del gruppo; è il fondamento della credibilità CBCR.
  • Documentazione transfer pricing: il master file e il local file su cui si appoggia la difesa dell'allocazione per giurisdizione; aggiornata annualmente per evitare presunzioni di non conformità.
  • Pillar Two (imposta minima globale): il regime OCSE che utilizza i dati CBCR come punto di partenza per il calcolo del top-up tax al 15% per giurisdizione.
  • Informativa di settore (IFRS 8): il principio contabile che disciplina la comunicazione per segmento geografico; complementare alla CBCR.
  • DAC6: il regime di divulgazione dei meccanismi transfrontalieri che interagisce con la lettura dei dati CBCR da parte delle autorità fiscali.
  • DAC7: l'estensione dello scambio automatico alle piattaforme digitali; condivide con la CBCR la logica di reporting paese per paese.

Calcolatore di allocazione CBCR

Il Calcolatore di allocazione CBCR ti consente di inserire i ricavi grezzi per paese e filiale, applicare automaticamente le regole di transfer pricing preset, e generare il prospetto di riconciliazione finale per il file CBCR. Lo strumento produce anche un checklist di completezza per verificare che tutte le entità in scope siano state incluse.
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