Definition

In molti fascicoli la base imponibile compare come un numero solo, già lavorato dal commercialista del cliente, che il revisore prende per buono e ricalcola applicando l'aliquota. Le carte sono leggere: una pagina con il prospetto, una firma, l'imposta dovuta. Quello che manca è il pezzo di lavoro che lo IAS 12 e l'ISA 540 chiedono per primi: la riconciliazione documentata fra risultato contabile e base imponibile, articolo del TUIR per articolo. È la sezione che il MEF apre per prima quando entra in un fascicolo, ed è la sezione che genera più rilievi nei controlli qualitativi.

Cosa va storto prima del calcolo

L'IFRIC 23 (Posizioni fiscali incerte) è entrato in vigore nel 2019 e ha cambiato il modo in cui si valuta la base imponibile. Non è più sufficiente partire dal risultato contabile, applicare le rettifiche del TUIR e moltiplicare per l'aliquota. Il revisore deve domandarsi: l'Agenzia delle Entrate accetterebbe questa posizione se la verificasse? Se la risposta è probabilmente no, la base imponibile dichiarata è inferiore a quella effettiva e va rilevata una passività aggiuntiva.

Cosa succede davvero. Il commercialista del cliente predispone la dichiarazione, il responsabile fiscale interno controlla i numeri, il revisore arriva alla fine del processo e riceve un foglio Excel pulito. La tentazione, sotto pressione di forfait e budget tempo, è ricalcolare l'aliquota e tickare la riga. Il fascicolo chiude con tre pagine di documentazione: il calcolo, la riconciliazione di riga, la firma. Non c'è traccia della valutazione IFRIC 23 perché nessuno la richiede esplicitamente, e il software del fascicolo non ha una sezione dedicata.

Il punto sta qui. Il TUIR articolo 109 elenca le spese non deducibili, l'articolo 87 disciplina la PEX, l'articolo 102 governa l'ammortamento. Il revisore italiano conosce bene questi articoli. Ma le incertezze non vivono nei numeri, vivono nelle interpretazioni: una sponsorizzazione dedotta come spesa di pubblicità potrebbe essere riqualificata come spesa di rappresentanza con limite di deducibilità del 75%; un costo intercompany potrebbe essere contestato per congruità sui prezzi di trasferimento; un'agevolazione fiscale potrebbe non rispettare il requisito sostanziale. Sono i punti dove la base imponibile potrebbe muoversi al rialzo dopo una verifica.

Disaccordo legittimo nel mestiere. Partner A include nel fascicolo una valutazione IFRIC 23 standard per ogni posizione fiscale interpretativa, con accantonamento se la probabilità di contestazione supera il 50%. Si fida del giudizio del fiscalista interno solo dopo aver visto la motivazione scritta. Partner B applica una soglia più alta: accantonamento solo se esiste un precedente specifico (sentenza CTR sfavorevole, atto di accertamento dell'Agenzia per fattispecie analoga). Crede che il primo approccio gonfi le passività con paranoie. Entrambe le posizioni sono difendibili sotto IFRIC 23, che usa il concetto di "probabile" senza fissare la soglia. La differenza si vede nei rilievi MEF: il Partner A non riceve quasi mai un rilievo su tax provision; il Partner B riceve un rilievo se la motivazione del non-accantonamento è scritta in modo generico.

Esempio pratico: Mobilifera Toscana S.p.A.

Cliente: produttore italiano di mobili su misura, esercizio chiuso al 31 dicembre 2024, ricavi EUR 28M, soggetto a IRES e IRAP, principi IFRS.

Passaggio 1: Risultato contabile come punto di partenza. Il revisore parte dal risultato d'esercizio di EUR 3.250.000 pubblicato nel conto economico. Lo IAS 12.24 richiede di partire da qui per applicare le rettifiche del TUIR. Si verifica che il dato corrisponda al bilancio approvato dal Consiglio di Amministrazione e firmato dal collegio sindacale.

Passaggio 2: Rettifiche permanenti. Si verificano le rettifiche permanenti articolo per articolo: - Sanzioni amministrative non deducibili EUR 85.000 (art. 109.4 TUIR — riprendiamo a tassazione) - Plusvalenze in regime PEX EUR 120.000 (art. 87 TUIR — esenzione 95%, ripresa effettiva di EUR 6.000) - Maggior ammortamento fiscale rispetto al contabile EUR 65.000 (art. 102 TUIR — variazione in diminuzione)

Base imponibile IRES provvisoria = 3.250.000 + 85.000 + 6.000 - 65.000 = EUR 3.276.000.

(Nota: il prospetto originario aveva calcolato la PEX al 100% di esenzione, riprendendo l'intera plusvalenza. La normativa italiana prevede esenzione del 95%, quindi la ripresa è solo di EUR 6.000, non EUR 120.000. Il fascicolo si è corretto in fase di review.)

Passaggio 3: Differenze temporanee. Si verifica il prospetto delle imposte differite. Accantonamenti per rischi: nessuno significativo nell'esercizio. Crediti dubbi: la svalutazione contabile eccede il limite dello 0,5% previsto dall'art. 106 TUIR per EUR 12.000; si rileva un'imposta anticipata sulla differenza. Si tickano le voci, si firma il prospetto.

Passaggio 4: La complicazione IFRIC 23. Nell'esercizio 2024, Mobilifera Toscana ha dedotto come spesa di pubblicità EUR 180.000 di sponsorizzazione di una squadra di calcio locale. La direzione sostiene la deducibilità integrale ai sensi dell'art. 90 della L. 289/2002 (sponsorizzazioni dilettantistiche). L'Agenzia delle Entrate ha contestato fattispecie analoghe a clienti del medesimo studio negli ultimi due anni, riqualificandole come spese di rappresentanza con deducibilità limitata. Il revisore valuta la probabilità di contestazione come superiore al 50% in base al precedente. IFRIC 23 paragrafo 11 richiede di rilevare la passività al "valore più probabile." Si propone un accantonamento per imposta aggiuntiva di EUR 32.400 (24% × 75% di EUR 180.000). Il responsabile fiscale resiste: "le altre verifiche le abbiamo vinte." Il revisore documenta l'analisi, le sentenze di riferimento e la posizione della direzione, e propone l'accantonamento. La direzione lo accetta.

Passaggio 5: Calcolo dell'imposta e riconciliazione. IRES corrente: 3.276.000 × 24% = EUR 786.240. Imposta differita attiva (crediti dubbi): EUR 12.000 × 24% = EUR 2.880. Passività IFRIC 23 (sponsorizzazione): EUR 32.400. Totale tax expense in conto economico: EUR 786.240 - 2.880 + 32.400 = EUR 815.760.

Il prospetto di riconciliazione viene firmato dal responsabile fiscale e dal CFO, e archiviato nel fascicolo come documento primario per l'ISA 501.5. La nota integrativa al bilancio espone la riconciliazione tra aliquota teorica (24%) e aliquota effettiva, e descrive la passività IFRIC 23.

Cosa rilevano i revisori e cosa viene spesso sbagliato

Riconciliazione fiscale assente. Si verifica l'aliquota e si firma. Manca il foglio che mostra come si arriva dalla riga "Risultato d'esercizio" del conto economico alla base imponibile dichiarata. È il rilievo standard del MEF nei controlli sulle PMI revisionate ai sensi del D.Lgs. 39/2010: "non emergono dal fascicolo evidenze sufficienti sulla determinazione della base imponibile."

Citazione normativa generica. Le rettifiche sono elencate ma non riferite all'articolo del TUIR. "Spese non deducibili EUR 85.000" non è documentazione: la documentazione è "Spese sanzionatorie ai sensi dell'art. 109.4 TUIR." Le sanzioni amministrative pecuniarie e le multe condividono lo stesso trattamento, ma fattispecie diverse del TUIR portano a riprese diverse. Senza l'articolo, il fascicolo non si difende.

IFRIC 23 mai aperta. È la lacuna sistematica più recente. Lo standard è in vigore dal 2019, ma nei fascicoli di revisione delle PMI italiane la valutazione delle posizioni fiscali incerte appare raramente come passo separato. Si tratta come se valesse solo per le multinazionali, ma l'IFRIC 23 si applica a chiunque rediga il bilancio secondo IFRS. Per le società che usano OIC, l'OIC 25 paragrafo 65 ha logica analoga: le passività per imposte probabili sono fondi rischi.

Affidamento integrale al fiscalista esterno. Il commercialista del cliente prepara la dichiarazione, il revisore non rilegge le posizioni interpretative. È legittimo basarsi sul lavoro del fiscalista, ma l'ISA 500 paragrafo 8 richiede di valutarne la competenza, l'oggettività e l'applicazione del lavoro. Una lettera generica di conferma del fiscalista, senza il dettaglio delle posizioni assunte, non soddisfa il requisito.

Base imponibile vs. risultato contabile

AspettoBase imponibileRisultato contabile
Standard di riferimentoTUIR per IRES e IRAP italianeIFRS o OIC
Sanzioni amministrativeNon deducibili (art. 109.4 TUIR)Contabilizzate in conto economico
Plusvalenze in PEXEsenti al 95% (art. 87 TUIR)Incluse interamente nel risultato lordo
Differenze temporaneeGenerano imposte differite (IAS 12 / OIC 25)Influenzano solo il risultato dell'esercizio
Posizioni incerteValutazione IFRIC 23 sul valore probabileNessun corrispettivo diretto
RiconciliazioneNecessaria per la dichiarazione e per il fascicolo di revisioneNecessaria nella nota integrativa al bilancio

Nel caso di Mobilifera Toscana, il risultato contabile (EUR 3.250.000) e la base imponibile IRES (EUR 3.276.000) divergono per le rettifiche permanenti. La differenza non è grande in valore assoluto, ma la sostanza sta nel ragionamento documentato: per ogni rettifica esiste un articolo del TUIR citato, una verifica della corretta classificazione, e (per la sponsorizzazione) una valutazione IFRIC 23 esplicita. Senza questo livello di dettaglio, il fascicolo è ricalcolo, non revisione.

Termini correlati

- IAS 12 (Imposte sul reddito): il principio che disciplina la rilevazione e la misurazione delle imposte correnti e differite; la base imponibile è il punto di partenza per il calcolo dell'imposta corrente. - IFRIC 23 (Posizioni fiscali incerte): l'interpretazione che richiede al redattore di bilancio di valutare se l'Agenzia delle Entrate accetterebbe la posizione fiscale dichiarata e di rilevare le incertezze al valore probabile. - Imposta corrente: l'importo dovuto all'Agenzia delle Entrate per l'esercizio, calcolato applicando l'aliquota alla base imponibile. - Imposte differite: le imposte future che derivano da differenze temporanee fra valore contabile e base imponibile di attivi e passività. - Rettifiche fiscali: le variazioni in aumento o in diminuzione applicate al risultato contabile per determinare la base imponibile, ciascuna ancorata a un articolo del TUIR. - Riconciliazione fiscale: il prospetto documentato che collega risultato contabile e base imponibile rendendo esplicita ogni variazione e l'articolo normativo di riferimento.

Metadati per lo schema HowTo

Una checklist di revisione della base imponibile può seguire questa sequenza:

1. Risultato contabile dal bilancio approvato e firmato 2. Rettifiche permanenti articolo per articolo del TUIR 3. Differenze temporanee e calcolo delle imposte differite (IAS 12 / OIC 25) 4. Valutazione IFRIC 23 delle posizioni fiscali interpretative 5. Riconciliazione finale risultato contabile / base imponibile 6. Calcolo dell'imposta corrente con aliquota IRES e IRAP applicabili 7. Lettera di attestazione dal fiscalista esterno o dal responsabile fiscale interno

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