Definition

Le ispezioni CONSOB sui fascicoli di società quotate (rapporto 2024) hanno rilevato che il 31% delle valutazioni Level 1 esaminate riguardava strumenti quotati su mercati secondari con attività di trading insufficiente. Il revisore aveva trovato la quotazione e l'aveva accettata. Ma la quotazione, da sola, non basta. Lo IAS 13.B5 chiede che il mercato sia attivo, e attivo non vuol dire "esistono prezzi." Vuol dire volume genuino, frequenza costante, spread bid-ask contenuto.

Cosa va storto, e poi cosa richiede la norma

Il problema arriva dalla combinazione di due pressioni. La direzione preferisce il level 1 perché evita il fascicolo voluminoso di calcoli e modelli che richiede il level 2. Il revisore, in busy season, accetta la classificazione perché contestarla apre una conversazione lunga sul metodo di valutazione alternativo. La quotazione c'è, il prezzo è stampato in fascicolo, e si chiude la riga.

L'ispettore CONSOB apre il fascicolo e fa una sola domanda: avete verificato che il mercato era attivo? La risposta tipica è "la quotazione c'era." A quel punto il fascicolo fallisce. Il revisore avrebbe dovuto raccogliere dati di volume, frequenza e spread, e documentare che il mercato soddisfa i criteri dello IAS 13.B5. Le carte sono leggere proprio qui: una stampa del prezzo senza la verifica dell'attività di mercato.

Cosa chiede la norma. Il fair value hierarchy level 1 raccoglie le valutazioni basate su quotazioni di mercato non aggiustate per strumenti identici. Lo IFRS 13.77 chiede di accettare i prezzi level 1 come rappresentativi del fair value senza ulteriori aggiustamenti, salvo che il mercato sia chiaramente non attivo o l'entità detenga una posizione così grande da influenzare il prezzo (block size).

La definizione di "mercato attivo" secondo lo IFRS 13 (e IAS 13.B5) è la pietra miliare: il mercato deve contenere partecipanti disposti e capaci di scambiare regolarmente, con sufficiente liquidità e frequenza di quotazioni. Non basta che esistano alcuni scambi. L'attività deve essere genuina e costante.

Cosa succede davvero in fase di test

Il revisore raccoglie tre dati per ogni strumento classificato level 1: volume medio giornaliero (in valore e in numero di scambi), frequenza delle quotazioni (giornate con scambio nell'ultimo trimestre), spread bid-ask medio. Senza queste tre voci, la classificazione level 1 non regge in ispezione.

Il punto sottile è che lo IFRS 13.B37 indica anche segnali di mercato non attivo: pochi scambi recenti, prezzi non correnti, grandi divergenze tra prezzi quotati e prezzi di transazioni recenti, scarsità di informazioni pubbliche. Questi indicatori vanno verificati anche quando la quotazione esiste e sembra normale a prima vista.

Esempio pratico: Estathé Beverage Holding S.p.A.

Cliente: società italiana di bevande, bilancio 2024, IFRS. Attività a fair value: portafoglio di titoli azionari quotati su Borsa Italiana e su Euronext Growth Milan (ex AIM Italia).

Passaggio 1 — Identificare le quotazioni disponibili

Estathé detiene 850.000 azioni Prysmian (ticker: PRY), quotate su Borsa Italiana (Euronext Milan), e 200.000 azioni di una piccola società di tecnologia quotata su Euronext Growth Milan (mercato secondario, trading irregolare). La direzione propone di classificare entrambe nel level 1.

Nota: si verifica la lista dei mercati di quotazione e si conferma che il mercato soddisfa i criteri di attività. Per Prysmian, Euronext Milan è un mercato attivo. Per Euronext Growth Milan (la piccola società tech), si controllano volume medio giornaliero degli ultimi 12 mesi, frequenza degli scambi e spread bid-ask.

Passaggio 2 — Verificare l'attività del mercato e la complicazione

Il revisore raccoglie i dati. Prysmian: volume medio giornaliero 2,3 milioni di euro, spread bid-ask medio 0,08%, quotazioni costanti. Mercato attivo, livello 1 confermato.

Per la società tech su Euronext Growth Milan: volume medio 45.000 euro al mese (concentrato in 2-3 giorni), spread bid-ask 4%, assenza di quotazioni per 8 giorni feriali consecutivi in alcuni periodi dell'anno. La classificazione level 1 non regge. Si dovrebbe passare al level 2 con un metodo di valutazione alternativo (multipli di società comparabili, prezzo dell'ultimo scambio significativo aggiustato per illiquidità).

A questo punto arriva la complicazione che il fascicolo deve risolvere. Il 18 dicembre 2024, una settimana prima del closing, la stessa azione tech viene oggetto di un'OPA volontaria da parte di un gruppo industriale francese. Nei dieci giorni successivi all'annuncio, il volume sale a EUR 380.000 al giorno e lo spread scende a 0,3%. Al 31 dicembre, lo strumento sembra ora in mercato attivo.

Ma la quotazione del 31 dicembre riflette l'OPA, non il valore intrinseco dello strumento al di fuori della transazione straordinaria. Lo IFRS 13.B37 e B38 indicano che, in presenza di transazioni di questo tipo, la quotazione potrebbe non rappresentare il fair value in un mercato ordinato. Il revisore deve valutare se la quotazione del 31 dicembre, pur formalmente level 1, sia effettivamente rappresentativa.

Dove vive il giudizio. Si analizza il volume della giornata di chiusura: EUR 280.000 in transazioni, di cui EUR 240.000 da un singolo blocco riconducibile all'offerente (verificato dal Bollettino di Borsa Italiana). Senza quel blocco, il volume sarebbe stato EUR 40.000, in linea con i livelli pre-OPA. Si conclude che il prezzo del 31 dicembre non riflette transazioni ordinate tra partecipanti indipendenti del mercato. Si riclassifica al level 2 con metodologia di valutazione alternativa, e si documenta la decisione con riferimento a IFRS 13.B37(a).

Passaggio 3 — Aggiustamenti e quote contabili

Estathé riceve la quotazione per Prysmian alla data di bilancio: 35,42 euro per azione. Per le 850.000 azioni, il fair value è EUR 30.107.000. Entra nel level 1 senza aggiustamenti.

Per la società tech, si applica il level 2 utilizzando il prezzo medio ponderato delle transazioni indipendenti dei 30 giorni precedenti l'annuncio dell'OPA, aggiustato per il fattore di illiquidità calcolato sui titoli simili.

Nota: nel prospetto di valutazione si documenta l'assegnazione al level 1 per Prysmian con riferimento alla quotazione del 31 dicembre 2024 e il numero di unità. Per la società tech, si documenta il trasferimento al level 2 con la spiegazione della transazione straordinaria che ha distorto il prezzo di chiusura.

Conclusione

La classificazione corretta separa gli strumenti veramente quotati su mercati attivi (Prysmian: level 1) da quelli con prezzi formalmente disponibili ma distorti da circostanze straordinarie (società tech: level 2). L'errore di classificazione nel level 1 avrebbe prodotto una valutazione non difendibile in ispezione, anche se la quotazione del 31 dicembre era tecnicamente disponibile.

Dove i partner divergono: aggressività della verifica

Sui dossier che vediamo, due posizioni convivono.

Il Partner A richiede la verifica formale di volume, frequenza e spread per ogni strumento level 1 in fascicolo, indipendentemente dal mercato di quotazione. Anche per blue chip su Euronext Milan o Frankfurt si raccolgono i dati. Posizione conservativa: il rilievo CONSOB sul level 1 è il più frequente, e una procedura standardizzata costa poco e protegge il fascicolo. Si documenta una volta sola con un foglio Excel e si replica.

Il Partner B verifica formalmente solo gli strumenti su mercati secondari o con segnali pre-identificati di scarsa liquidità. Per i titoli FTSE MIB, DAX 40 o CAC 40 si accetta il level 1 senza ulteriore documentazione, citando la natura del mercato come fattore noto. Posizione operativa: l'ispettore CONSOB raramente contesta titoli blue chip, e il tempo recuperato si reinveste su strumenti effettivamente a rischio.

Personalmente, su dossier soggetti a controllo CONSOB la posizione del Partner A è quella che chiude più rilievi. La domanda dell'ispettore è "avete verificato?", non "era necessario verificare?" La verifica documentata anche su un blue chip costa 30 minuti per fascicolo, e protegge dal rilievo formale. Su dossier di studi medi senza esposizione PIE, il Partner B è proporzionato.

Cosa gli auditor e i reviewer interpretano male

- Esistenza della quotazione confusa con attività di mercato. Le ispezioni CONSOB hanno rilevato che il 31% dei fascicoli classificava nel level 1 strumenti quotati su mercati secondari con trading insufficiente. La confusione nasce dal fatto che una quotazione esiste, ma non basta per il level 1.

- Aggiustamenti vietati applicati ai prezzi level 1. Lo IFRS 13.77 chiede di accettare i prezzi level 1 senza aggiustamenti. Molti revisori, tuttavia, aggiustano quotazioni level 1 per "fattori di controllo" (illiquidità, posizioni grandi) anche quando il mercato è attivo. L'aggiustamento è una violazione dello standard. Eccezione limitata: il block size discount per posizioni che rappresentano una porzione significativa del flottante quotidiano, ma anche in quel caso lo IFRS 13.69 chiede una giustificazione documentata e specifica.

- Documentazione passiva. Si registra in fascicolo "quotazione level 1 accettata" senza alcuna verifica dell'attività di mercato. Il revisore ha accettato la classificazione della direzione senza controllo indipendente. È il pattern che le ispezioni CONSOB trovano per primo.

Level 1 vs level 2

AspettoLevel 1Level 2
Base di valutazioneQuotazione su mercato attivo, non aggiustataPrezzi osservabili indiretti (comparabili, tassi di mercato, modelli con input osservabili)
Mercato attivo richiestoSì, con volume e frequenza regolariNo, mercato può essere secondario o frammentato
AggiustamentiVietati salvo block size documentatoAmmessi per fattori non osservabili locali
Evidenza nella CdLStampa del prezzo quotato + verifica attività di mercato (volume, frequenza, spread)Documenti di valutazione (comparabili, tassi, modelli)
Frequenza di errore nella praticaClassificazione errata del level 1 quando sarebbe level 2Uso di input non osservabili spacciati per "secondari"

Quando la distinzione conta in un incarico

Su un incarico di revisione di una società quotata, la classificazione level 1 vs level 2 determina il livello di sforzo di audit. Se si accettano automaticamente tutte le quotazioni disponibili come level 1, non si verifica mai se il mercato è attivo. Questo è il punto in cui i fascicoli falliscono in ispezione. L'ispettore chiede: "Avete verificato che il mercato era attivo?" Se la risposta è "la quotazione c'era," il fascicolo fallisce. Bisognava raccogliere dati di volume, frequenza e spread, e documentare la conformità ai criteri dello IFRS 13.

Per una società con titoli quotati su mercato secondario o con posizioni concentrate, questa verifica è dirimente. La mancanza di verifica dell'attività di mercato è la causa più frequente di rettifiche dopo ispezione.

Il punto da portare a casa: il level 1 sembra il livello più semplice, ma è quello in cui l'ispezione trova più rilievi. La quotazione esiste, il prezzo è disponibile, il fascicolo sembra chiuso. Ma il revisore deve dimostrare attivamente che il mercato era attivo nel periodo, non semplicemente che esistevano prezzi. La verifica costa poco. La sua assenza costa il rilievo.

Termini correlati

- Fair value hierarchy: panoramica dei tre livelli e come decidere quale applicare. - Fair value hierarchy level 2: valutazioni basate su input osservabili secondari per strumenti senza quotazioni level 1. - Fair value hierarchy level 3: valutazioni basate su input non osservabili quando i prezzi di mercato non sono disponibili. - IAS 13 fair value measurement: lo standard completo che governa tutte le valutazioni al fair value. - Illiquidity discount: aggiustamento applicato al level 2 e level 3 per riflettere il rischio di liquidità, mai al level 1.

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