Calcolatore delle Emissioni Scope | ciferi
Gli studi di servizi professionali generano emissioni Scope 3 da molteplici fonti: lavoro fatturabile in corso (unbilled WIP), ricavi accrued, fondi...
Introduzione
Gli studi di servizi professionali generano emissioni Scope 3 da molteplici fonti: lavoro fatturabile in corso (unbilled WIP), ricavi accrued, fondi per sinistri derivanti da responsabilità civile professionale, obbligazioni pensionistiche a prestazione definita, e viaggi di lavoro per missioni presso clienti. Questo calcolatore indirizza specificamente queste differenze temporanee secondo i principi contabili internazionali.
I professionisti dello studio di revisione italiano operano in un contesto dove la misurazione delle emissioni Scope 3 non è ancora un obbligo normativo per gran parte delle entità. Tuttavia, gli studi con sede in Italia che fanno parte di gruppi internazionali soggetti a standard di rendicontazione di sostenibilità (come il CSRD per i gruppi europei) sono sempre più spesso tenuti a stimare le emissioni della catena di fornitura, incluse quelle dai servizi terziarizzati e dai consumi energetici correlati alle operazioni.
Il calcolatore che segue segue la metodologia del GHG Protocol e integra fattori di emissione localizzati per il contesto italiano ed europeo.
Come funziona il calcolatore
Lo strumento consente di stimare le emissioni Scope 3 per una società di servizi professionali inserendo dati di spesa, volume di attività, o intensità energetica per ciascuna categoria GHG Protocol rilevante.
Flusso di utilizzo
1. Selezionare il paese e la valuta
Il calcolatore è preconfigurato per l'Italia con EUR come valuta. È possibile modificare il paese e la valuta utilizzando il selettore in alto. La selezione del paese regola automaticamente i fattori di emissione locali (per esempio, il fattore di emissione della rete elettrica italiana si basa sul data mix pubblicato da Terna; fattori di trasporto si basano su DEFRA e ProBas a seconda della modalità).
2. Completare i dati di spesa per categoria
Per le categorie basate su spesa (Categoria 1: beni e servizi acquistati, Categoria 2: beni capitali, Categoria 14: franchise), inserire la spesa totale in EUR per l'anno di rendicontazione. Il calcolatore applicherà il fattore di emissione standard (misurato in kg CO₂e per euro speso). È possibile personalizzare il fattore se si dispone di dati specifici della supply chain.
3. Inserire dati di attività
Per le categorie basate su attività (Categoria 3: attività correlate a carburanti ed energia, Categoria 4/9: trasporto, Categoria 5: rifiuti generati, Categoria 6/7: viaggi di lavoro e pendolarismo), inserire il volume di attività (kWh, tonne-km, tonnellate, dipendenti, km di viaggio) e il calcolatore calcolerà le emissioni stimate.
4. Selezionare sottocategorie di trasporto e rifiuti
Per il trasporto (Categoria 4 monte, Categoria 9 valle) e lo smaltimento dei rifiuti (Categoria 5, Categoria 12), scegliere la modalità di trasporto (strada, ferrovia, mare, aria) o il metodo di trattamento (discarica, incenerimento, riciclaggio, compostaggio). Il calcolatore applicherà il fattore appropriato per quella sottocategoria.
5. Esportare i risultati
Una volta completati tutti i dati, fare clic su "Esporta risultati" per scaricare un foglio di lavoro che mostra il dettaglio delle emissioni per categoria, le note sulla metodologia, e le fonti dei fattori di emissione utilizzati. Questo foglio di lavoro è idoneo per l'inclusione nei fascicoli di revisione o per la documentazione interna della sostenibilità.
Contesto normativo italiano
Quadro di rendicontazione della sostenibilità
L'Italia non ha ancora introdotto un obbligo domestico specifico di rendicontazione Scope 3. Tuttavia, le entità italiane che rientrano nel perimetro CSRD (Direttiva sulla comunicazione della sostenibilità aziendale), come le società per azioni quotate in borsa o le società di grandi dimensioni con più di 500 dipendenti, sono tenute a divulgare le emissioni Scope 3 secondo gli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) a partire dal 2025 per i dati 2024.
La CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) supervisiona l'adeguatezza della divulgazione per le entità quotate sulla Borsa Italiana. Gli standard di quotazione della Borsa Italiana richiedono alle entità ammesse la coerenza con i criteri di sostenibilità della Borsa (segmento EGM (Euronext Growth Milan) include una traccia di sostenibilità opzionale).
Fattori di emissione italiani ed europei
Fattore di emissione della rete elettrica italiana
La rete elettrica italiana, secondo i dati di Terna (Rete Nazionale di Trasmissione dell'Energia Elettrica) per il 2023, ha un'intensità di emissione di circa 0,310 kg CO₂e per kWh su base territoriale (location-based). Questo valore include la generazione da fonti fossili (gas naturale, carbone, petrolio) e la generazione da fonti rinnovabili (eolico, solare, idroelettrico, geotermico). Il valore è superiore alla media europea a causa della ridotta penetrazione del nucleare (non presente in Italia) e della dipendenza dal gas naturale per la generazione di picco.
Per le stime Scope 3 relative al consumo di energia elettrica a monte (Categoria 3), è possibile utilizzare il fattore di emissione della rete italiana. Per le stime relative ai prodotti che consumano elettricità in uso (Categoria 11), il fattore deve essere allineato al contesto geografico di consumo (per esempio, se il cliente è tedesco, utilizzare il fattore tedesco; se italiano, il fattore italiano).
Fattori di trasporto
Per le stime di trasporto monte (Categoria 4) e valle (Categoria 9), il calcolatore utilizza fattori DEFRA 2024 per il trasporto su strada (HGV), ferrovia, mare e aria. Questi fattori sono applicabili a livello europeo. Per il trasporto su strada in Italia e nell'UE, il fattore per un HGV (Heavy Goods Vehicle) è circa 0,107 kg CO₂e per tonne-km. Per la ferrovia, il fattore è di circa 0,028 kg CO₂e per tonne-km, riflettendo il mix di generazione della rete europea (inclusa una percentuale maggiore di nucleare rispetto all'Italia).
Per i viaggi di lavoro (Categoria 6), il calcolatore fornisce fattori specifici per voli nazionali, voli a corto raggio (< 3.700 km, tipicamente entro Europa), voli a lungo raggio, ferrovia e auto. I fattori di volo includono il forcing radiativo (RFI. Radiative Forcing Index), che contabilizza l'impatto climatico amplificato dovuto alle emissioni in altitudine.
Pendolarismo dei dipendenti (Categoria 7)
Il calcolatore utilizza un fattore medio di 1,28 kg CO₂e per dipendente per giorno lavorativo, calcolato come media ponderata dei modi di trasporto (auto privata, trasporto pubblico, bicicletta, a piedi) sulla base dei dati di mobilità europei. Per le entità italiane con dati specifici sulla composizione dei modi di trasporto del proprio organico (per esempio, percentuale in auto versus trasporto pubblico), è possibile personalizzare questo fattore.
Applicazione pratica per studi di servizi professionali in Italia
Caso di studio: Studio Revisione Adriatico S.r.l., Bologna
Studio Revisione Adriatico S.r.l. è uno studio di revisione con sede a Bologna, con 45 dipendenti impegnati in incarichi di revisione contabile, attestazioni ISAE 3402, e consulenza di conformità normativa per PMI manifatturiere nell'Emilia-Romagna.
Profilo di spesa annuale (anno 2023):
Calcolo Scope 3:
Categoria 1 (Beni e servizi acquistati):
Categoria 2 (Beni capitali):
Categoria 3 (Attività correlate a energia):
Categoria 5 (Rifiuti generati):
Categoria 6 (Viaggi di lavoro):
Categoria 7 (Pendolarismo):
Totale Scope 3 stimato: 194.426 kg CO₂e (194,4 tonne CO₂e)
Note sulla documentazione:
- Spesa per servizi terziarizzati (consulenza IT, servizi di facility management, software cloud): EUR 180.000
- Spesa per beni capitali (computer, arredi, attrezzature per ufficio): EUR 65.000
- Consumo energetico: 120.000 kWh (riscaldamento, raffreddamento, illuminazione, attrezzature ufficio)
- Viaggi di lavoro per missioni presso clienti: 580 voli nazionali/europei, 180.000 km in auto privata
- Pendolarismo dipendenti: 45 dipendenti, 230 giorni lavorativi per anno
- Rifiuti generati: 12 tonnellate (carta/cartone per riciclaggio, rifiuti generici per discarica)
- Spesa EUR 180.000 × fattore di emissione 0,42 kg CO₂e/EUR = 75.600 kg CO₂e
- Spesa EUR 65.000 × fattore di emissione 0,50 kg CO₂e/EUR = 32.500 kg CO₂e
- 120.000 kWh × fattore di emissione 0,025 kg CO₂e/kWh (monte + perdite di trasmissione) = 3.000 kg CO₂e
- 8 tonnellate per riciclaggio × 21,3 kg CO₂e/tonnellata = 170 kg CO₂e
- 4 tonnellate per discarica × 586 kg CO₂e/tonnellata = 2.344 kg CO₂e
- Totale Categoria 5: 2.514 kg CO₂e
- 580 voli nazionali a 0,156 kg CO₂e/km passeggero, lunghezza media 400 km per volo = 36.192 kg CO₂e
- 180.000 km in auto a 0,171 kg CO₂e/km = 30.780 kg CO₂e
- Totale Categoria 6: 66.972 kg CO₂e
- 45 dipendenti × 230 giorni lavorativi × 1,28 kg CO₂e per giorno = 13.248 kg CO₂e
- Fattore di emissione Categoria 1: confermato tramite EXIOBASE e dati medi di settore per servizi professionali
- Fattore di emissione della rete italiana: Terna 2023, location-based
- Fattori di trasporto: DEFRA 2024, applicabili a livello europeo
- Dati di volo: lunghezza media stimata sulla base di itinerari tipici entro Europa
- Rifiuti: composizione stimata sulla base di benchmarking di studi simili; raccomandato eseguire un audit dei rifiuti effettivi per il prossimo anno
Considerazioni specifiche per studi professionali
Lavoro in corso (WIP) e ricavi accrued
Gli studi di servizi professionali generano una parte significativa delle loro emissioni dalle attività di lavoro fatturabile che non sono state ancora fatturate al cliente (WIP). Questa attività comporta:
Le emissioni associate al WIP sono già parzialmente contabilizzate nelle categorie Scope 3 esistenti (Categoria 6 per i viaggi verso il cliente, Categoria 7 per il pendolarismo dei dipendenti verso l'ufficio dello studio, Categoria 5 per i rifiuti di carta generati). Tuttavia, non esiste una categoria GHG Protocol specifica per il "lavoro di consulenza in corso non fatturato come emissioni di prodotto intermediario."
Se uno studio desidera rendicontare le emissioni associate al WIP come una voce distinta, l'approccio corretto è allocare una parte proporzionale delle emissioni Scope 1 e Scope 2 dello studio (per esempio, il consumo energetico dell'ufficio) ai progetti di WIP, sulla base della percentuale di ore fatturabili allocate a WIP rispetto al totale. Questo non rientra nella Scope 3, ma nella Scope 1 e 2.
Per le stime Scope 3 dello studio, il WIP non viene contabilizzato separatamente come "prodotto in corso" in quanto non è ancora un servizio consegnato a un terzo. Si raccomanda di documentare questa scelta metodologica nel rapporto di sostenibilità.
Viaggi di lavoro e missioni sul campo
Gli studi di revisione in Italia conducono una quota significativa del lavoro presso i locali del cliente. Questo comporta un numero elevato di spostamenti, sia in auto privata che in treno o aereo.
Per le stime di viaggio (Categoria 6), si consiglia:
Responsabilità civile professionale e sconti di sinistri
Gli studi di servizi professionali in Italia devono mantenere una copertura assicurativa di responsabilità civile professionale (RC professionale) in linea con i requisiti del CNDCEC (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili). I sinistri pagati su questa assicurazione non generano emissioni Scope 3 dirette; tuttavia, le spese amministrative per la gestione dei rischi (per esempio, consulenza legale, procedimenti arbitrali) possono essere incluse nella Categoria 1 (servizi professionali acquistati) se si desidera quantificarne l'impronta.
Per i fondi rischi contabilizzati in bilancio secondo i Principi Contabili OIC (per entità non quotate) o IFRS (per entità quotate), non esiste una "emissione Scope 3" associata al fondo stesso. Il fondo è una stima contabile del valore probabile di esborsi futuri, non un'attività o un processo che genera direttamente emissioni. Tuttavia, gli esborsi effettivi che si realizzano dalle riserve (per esempio, il pagamento di un sinistro) comportano transazioni che possono generare Scope 3 (per esempio, se il pagamento comporta consultazioni legali aggiuntive).
- Consultazione e pianificazione presso i locali dell'ufficio dello studio
- Riunioni presso i locali del cliente
- Lavoro amministrativo e di reportistica
- Tracciamento dei dati di viaggio reali: mantenere un registro delle missioni di audit includendo la destinazione, la modalità di trasporto, la distanza percorsa e il numero di partecipanti. Questo consente stime più precise rispetto ai fattori medi.
- Fattori di emissione specifici per la modalità: per i voli, utilizzare fattori distinti per voli nazionali (breve distanza entro 3.700 km) e voli internazionali (lungo raggio). Il calcolatore fornisce entrambi.
- Riduzione tramite telelavoro: quantificare l'impatto di riunioni in teleconferenza rispetto a missioni fisiche. Uno studio che ha ridotto le missioni del 15% ha riscontrato una riduzione proporzionale nelle emissioni Scope 3 per questa categoria.
Panorama normativo e attese di revisione
Standard di comunicazione della sostenibilità
Le entità italiane soggette al CSRD devono redigere una dichiarazione di sostenibilità conforme agli ESRS (European Sustainability Reporting Standards) entro la data di approvazione del bilancio. Lo standard ESRS E1 (Cambiamenti climatici) richiede la divulgazione delle emissioni Scope 3 se materiali, con dettaglio per categoria GHG Protocol.
Per gli studi di revisione che assistono i clienti nella preparazione della dichiarazione di sostenibilità CSRD, la stima corretta dello Scope 3 del cliente è critica. La CONSOB, in sede di controllo della compliance normativa, ha segnalato che diverse entità hanno sottovalutato le emissioni Scope 3 omettendo categorie rilevanti (per esempio, il trasporto a monte di beni e materie prime per aziende manifatturiere) o utilizzando fattori di emissione non idonei al contesto geografico o settoriale.
Aspettative di revisione limitata secondo ISAE 3410
Gli studi di revisione che eseguono assicurazioni limitate sulla comunicazione delle emissioni di gas serra in conformità a ISAE 3410 (Attestazioni su comunicazioni di gas serra) devono documentare:
Dati di controllo italiano e europeo
Gli organismi di sorveglianza europei hanno identificato errori comuni nelle stime Scope 3:
Per gli studi di revisione italiani, il controllo della CONSOB e i rilievi della FRC (Financial Reporting Council, come organismo europeo di sorveglianza) suggeriscono di mantenere una documentazione robusta sulla metodologia scelta e di riconciliare le figure divulgate con i dati sottostanti nel fascicolo di revisione.
- Completezza delle categorie: verificare che l'entità abbia identificato tutte le categorie Scope 3 materiali in base al suo profilo operativo e alla catena di fornitura.
- Appropriatezza dei fattori di emissione: controllare che i fattori scelti siano coerenti con la fonte metodologica (GHG Protocol, IPCC, DEFRA, ProBas, o fattori specifici di fornitori verificati).
- Consistenza anno su anno: identificare eventuali variazioni nei fattori di emissione o nella metodologia di calcolo da un anno all'altro, e verificare che tali variazioni siano documentate come restatement se materiali.
- Reconciliazione con i dati di input: tracciare le figure di spesa, volume di attività, e dati di viaggio dalle fonti (sistema contabile, sistema di CRM, politiche di viaggio) fino ai calcoli delle emissioni finali.
- Omissione della categoria trasporto monte (Categoria 4) per entità manifatturiere e commerciali
- Uso di fattori di emissione obsoleti o non localizzati
- Confusione tra metodologie location-based e market-based per l'energia
- Assenza di documentazione su quali categorie GHG Protocol siano incluse o escluse dal perimetro
Come utilizzare questo calcolatore nella pratica di audit
Fase di pianificazione dell'incarico
Nella fase di pianificazione (ISA Italia 300: Pianificazione di un incarico di revisione contabile), lo studio può utilizzare il calcolatore per:
Fase di esecuzione dell'incarico
Durante l'esecuzione (ISA Italia 500: Elementi probativi), lo studio può:
Fase di completamento e rapporto
Nella fase di completamento (ISA Italia 700: Formazione del giudizio e relazione di revisione), lo studio deve:
- Identificare la materialità delle emissioni Scope 3 per il cliente: se le emissioni Scope 3 stimate superano una soglia di materialità (per esempio, il 2% del risultato operativo), la rendicontazione della sostenibilità diventa un'area di revisione prioritaria.
- Mappare le fonti di dati: utilizzare il calcolatore per identificare le categorie rilevanti e i dati necessari (spesa per categoria, volumi di attività, modalità di trasporto) e verificare che il cliente abbia accesso a questi dati.
- Pianificare il timing: completare una stima preliminare delle emissioni per capire il livello di sforzo di revisione e pianificare di conseguenza i tempi di audit.
- Convalidare i fattori di emissione: ottenere la documentazione del cliente in merito ai fattori scelti (database DEFRA, ProBas, fattori specifici di fornitori) e verificarne l'appropriatezza tramite ricerca indipendente.
- Controllare i calcoli: verificare che i volumi di attività inseriti nei calcoli del cliente (ore di viaggio, tonnellate di rifiuti, EUR di spesa) siano tracciati fino ai dati di origine (sistemi aziendali, ricevute di viaggio, manifesti di rifiuti).
- Testare il campione: selezionare un campione di transazioni e verificare che siano state allocate alla categoria Scope 3 corretta e che i fattori applicati siano quelli documentati dalla metodologia.
- Valutare la disclosure: verificare che il cliente abbia divulgato quali categorie GHG Protocol siano incluse e quali siano escluse dal perimetro Scope 3.
- Documentare le limitazioni metodologiche: controllare che il cliente abbia comunicato i dati utilizzati (percentuale di emissioni stimate versus misurate) e le principali limitazioni (per esempio, dati incompleti da fornitori terzi).
- Riconciliare ai dati sottostan ti: tracciare le figure finali di Scope 3 divulgate nel rapporto di sostenibilità fino al fascicolo di audit per dimostrare la correttezza matematica e la completezza.
Domande frequenti
Il nostro studio è obbligato a rendicontare le emissioni Scope 3?
Se il vostro studio è una società per azioni quotata in Borsa Italiana o una società di grandi dimensioni con più di 500 dipendenti, è soggetto al CSRD e deve divulgare le emissioni Scope 3 secondo gli ESRS a partire da gennaio 2025 (per i dati 2024). Se non rientrate in questi criteri, la rendicontazione è attualmente volontaria in Italia, anche se sempre più studi stanno aderendo agli standard internazionali (GHG Protocol, GRI) su base volontaria.
Come scegliamo i fattori di emissione?
Utilizzare i fattori predefiniti nel calcolatore per un'stima iniziale. Per stime più precise, ottenere fattori specifici dai vostri fornitori (per categorie come il trasporto contrattualizzato) o da database locali come il ProBas tedesco (se lavorate con fornitori tedeschi) o i fattori DEFRA 2024 per attività basate nel Regno Unito. Documentate la fonte e l'anno di pubblicazione di ogni fattore utilizzato.
Come trattiamo i dati incompleti da fornitori terzi?
Il GHG Protocol consente di utilizzare stime quando i dati reali non sono disponibili, a condizione che il tasso di stima sia divulgato nel rapporto. Per esempio, se il 60% delle vostre Scope 3 Categoria 1 è basato su spesa reale e il 40% su stime (perché il fornitore non ha fornito dati), divulgate questa percentuale. Lo stesso vale per i dati di viaggio incompleti o gli impianti di smaltimento che non forniscono ricevute dettagliate di rifiuti.
Dobbiamo rendicontare le emissioni di lavoro in corso (WIP)?
No, il GHG Protocol non ha una categoria per il WIP non fatturato come emissioni di servizio consegnato a terzi. Il lavoro in corso è tracciato nella contabilità del cliente, ma le sue emissioni associate sono già riflesse nelle categorie Scope 1 e 2 dello studio (consumo energetico dell'ufficio) e nelle categorie Scope 3 rilevanti (viaggi di lavoro, pendolarismo). Se desiderate comunicare le emissioni per progetto o per cliente, potete allocare una quota proporzionale delle emissioni totali dello studio ai progetti completati in base alle ore fatturabili.
Quali sono le aspettative dell'organo di vigilanza italiana sulla rendicontazione Scope 3?
La CONSOB non ha ancora emanato linee guida specifiche sulla qualità della rendicontazione Scope 3 per gli studi di revisione italiani. Tuttavia, le comunicazioni della CONSOB sugli ESRS prevedono un'aspettativa di trasparenza metodologica, completezza delle categorie e riconciliabilità dei dati. Se il vostro studio opera come parte di una rete internazionale soggetta a vigilanza da parte della FRC (Regno Unito) o di altri organismi europei, le loro aspettative (come segnalato nei rapporti di ispezione tematica) si applicano ugualmente.
Possiamo utilizzare questo calcolatore per i dati dei clienti, o solo per lo studio?
Il calcolatore è progettato per studi di servizi professionali che calcolano le proprie emissioni Scope 3. Per assistere un cliente nella rendicontazione Scope 3, utilizzate lo strumento per produrre una stima preliminare e una metodologia di riferimento, quindi convalidate i calcoli del cliente tramite le vostre procedure di audit secondo ISAE 3410 (se eseguite un'assicurazione) o tramite le normali procedure di revisione contabile (se il cliente divulga le emissioni nel bilancio consolidato).
Il calcolatore fornisce dati di Scope 1 e Scope 2?
No. Il calcolatore è specificamente per Scope 3. Per Scope 1 (emissioni dirette da fonti controllate, come il riscaldamento e i veicoli di proprietà dello studio) e Scope 2 (emissioni indirette da energia acquistata), misurate direttamente i consumi di carburante e energia e applicate i fattori di emissione specifici (per Scope 1, il fattore di emissione della combustione del gas naturale o del carburante diesel; per Scope 2, il fattore di emissione della rete italiana o del fornitore specifico).
Integrazioni con ciferi
Questo calcolatore funziona in combinazione con altri strumenti ciferi per la revisione della sostenibilità e della conformità:
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- Kit di valutazione del rischio di frode ISA Italia 240: per identificare i rischi di frode legati ai dati di emissioni comunicati
- Foglio di lavoro di completamento ISAE 3410: per documentare le procedure di assicurazione sulle comunicazioni di gas serra
- Calcolatore della materialità ISA Italia 320: per determinare se le emissioni Scope 3 sono materiali rispetto ai principali utenti del bilancio