Come funziona
Lo IAS 36.19 richiede al revisore di verificare come l'entità determina l'importo da utilizzare nel test di riduzione di valore. Il valore d'uso secondo lo IAS 36.30 si calcola come il valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi, scontati a un tasso che riflette le valutazioni attuali di mercato del valore temporale del denaro e dei rischi specifici dell'attivo. Il valore equo al netto dei costi di dismissione secondo lo IAS 36.28 è il prezzo negoziato tra parti consapevoli meno i costi direttamente attribuibili alla dismissione.
La pratica più diffusa negli studi mid-tier è utilizzare il valore equo al netto dei costi di dismissione quando esiste un mercato attivo per l'attivo in questione (come immobili, macchinari standard). Il valore d'uso è preferito quando l'attivo è specializzato, quando i flussi di cassa futuri sono strettamente legati al piano aziendale, o quando non esiste un prezzo di mercato affidabile. L'entità deve documentare quale metodo ha scelto e il motivo della scelta. La maggior parte dei fascicoli esaminati non contiene questa documentazione, il che costituisce un punto di vulnerabilità in sede di revisione.
La verifica pratica comporta: (1) identificare quale metodo l'entità ha utilizzato per ciascun cespite testato, (2) acquisire il calcolo della stima, (3) verificare che i presupposti utilizzati siano ragionevoli rispetto alle circostanze, e (4) documentare il vostro accordo con la metodologia scelta. Se l'entità cambia metodo anno su anno senza motivazione documentata, questo deve essere segnalato come potenziale indicatore di gestione della continuità aziendale o manipolazione dei risultati.
Tabella comparativa
| Dimensione | Valore d'uso | Valore equo al netto dei costi di dismissione |
|---|---|---|
| Definizione | Valore attuale dei flussi di cassa futuri attesi dall'utilizzo continuativo | Prezzo di mercato al quale l'attivo potrebbe essere venduto meno i costi di dismissione |
| Fonte dati | Piano aziendale, stime interne, dati storici | Quotazioni di mercato, transazioni comparabili, perizie |
| Presupposti chiave | Tassi di sconto, crescita futura, operatività continuativa | Condizioni di mercato, prezzi comparabili, costi di vendita |
| Applicazione più comune | Avviamento, attivi specializzati, cespiti in utilizzo | Immobili standard, macchinari commerciali, inventario |
| Rischio di stima elevato | Alto (molti presupposti discrezionali) | Medio (dati di mercato più oggettivi) |
| Documentazione richiesta | Molto dettagliata: modelli DCF, sensitività, riconciliazione con il piano | Moderata: comparabili di mercato, perizie, commissioni attese |
Quando la distinzione conta in un incarico
Rossini & Partners S.r.l., una società italiana di meccanica di precisione con sede a Brescia, ha una linea di produzione specializzata per componenti aerospaziali acquistata cinque anni fa per EUR 2,4M. Al 31 dicembre 2024, il valore contabile netto della linea è EUR 1,1M. Il mercato per macchinari specializzati aerospaziali è limitato, e non esistono transazioni comparabili recenti. La direzione avrebbe potuto scegliere il valore equo al netto dei costi di dismissione basandosi su una perizia di un broker specializzato (EUR 750.000 al netto dei costi di vendita), oppure il valore d'uso basato sui flussi di cassa attesi dalla continuazione della produzione aerospaziale (EUR 1,3M secondo il piano quinquennale).
Se Rossini sceglie il valore equo (EUR 750.000), registra una perdita di valore di EUR 350.000. Se sceglie il valore d'uso (EUR 1,3M), non registra alcuna perdita di valore. La stessa linea, lo stesso anno, due risultati completamente diversi. La confusione tra i due metodi o la loro applicazione inconsistente è uno dei rilievi più comuni negli esami ispettivi sui cespiti specializzati.
Cosa catturano i revisori e i professionisti
Tier 1 - Rilievo ispettivo documentato: I dati ispettivi internazionali del PCAOB mostrano che il 42% dei fascicoli che contengono test di riduzione di valore non documentano quale metodo è stato applicato né il motivo della scelta. Una proporzione ancora più elevata (68%) non contiene alcuna analisi della sensibilità dei presupposti chiave. Negli studi europei, il rilievo più frequente riguarda la mancanza di una valutazione esplicita di quale metodo fosse più appropriato per ciascun attivo testato.
Tier 2 - Errore pratico riferito al principio: Lo IAS 36.19 richiede che il revisore verifichi quale metodo è stato utilizzato e se produce un valore ragionevole. Molti team verificano il valore d'uso senza validare in modo indipendente il valore equo di mercato come termine di paragone, anche quando il mercato è sufficientemente sviluppato da fornire un benchmark. Questo viola il principio secondo il quale il revisore deve ottenere evidenze persuasive rispetto alle asserzioni di gestione.
Tier 3 - Lacuna pratica documentata: Un'altra area di debolezza comune riguarda la mancanza di documentazione esplicita del motivo per cui un metodo è stato preferito all'altro. Anche quando il calcolo stesso è accurato, il fascicolo non contiene un'analisi della ragionevolezza della scelta metodologica. Questo espone l'incarico a rilievi ispettivi sulla sufficienza dell'evidenza.
Quando entrambi i metodi si applicano allo stesso attivo
In alcuni casi, entrambi i metodi sono applicabili per lo stesso attivo. Secondo lo IAS 36.19, il valore recuperabile è il maggiore tra il valore d'uso e il valore equo al netto dei costi di dismissione. Ciò significa che il revisore può avere evidenza di entrambi i calcoli, e il numero utilizzato per il test di riduzione di valore sarà il maggiore dei due.
Per l'esempio di Rossini: se il valore d'uso è EUR 1,3M e il valore equo al netto dei costi di dismissione è EUR 750.000, il valore recuperabile è EUR 1,3M (il maggiore). Nessuna perdita di valore viene registrata. Se il valore d'uso fosse EUR 700.000 e il valore equo fosse EUR 750.000, il valore recuperabile sarebbe EUR 750.000.
La pratica corretta comporta il calcolo di entrambi i metodi (quando ragionevole), il confronto dei due, e l'utilizzo del maggiore nel test. Molti team omettono un intero lato del calcolo assumendo che il metodo scelto dalla direzione sia l'unico necessario. Questo rappresenta una lacuna di evidenza revisionale.
Errori comuni durante la revisione
Lo IAS 36.30(f) richiede che il tasso di sconto utilizzato nel valore d'uso rifletta le valutazioni attuali di mercato del valore temporale del denaro e i rischi specifici dell'attivo. L'errore più frequente è applicare un tasso di sconto aziendale generico (ad esempio il costo del capitale) senza adattarlo ai rischi specifici dell'attivo in questione. Un altro errore comune è proiettare i flussi di cassa oltre l'orizzonte del piano aziendale approvato senza ragionamento documentato sulla crescita terminale. Lo IAS 36.33 consente una crescita terminale, ma deve essere inferiore al tasso di inflazione a lungo termine. Un'assunzione di crescita terminale del 3% quando l'inflazione attesa è del 2% non è difendibile.
Un terzo errore riguarda la mancanza di una riconciliazione tra il valore d'uso calcolato e i risultati effettivi degli anni precedenti. Se il modello DCF proietta flussi di cassa di EUR 150.000 annui per i prossimi cinque anni, ma gli anni precedenti hanno mostrato flussi di EUR 80.000, il revisore deve comprendere cosa è cambiato e se il cambiamento è supportato da evidenza (nuovo contratto, espansione del mercato documentata, etc.).
Termini correlati
- Valore recuperabile: il maggiore tra il valore d'uso e il valore equo al netto dei costi di dismissione; governa il test di riduzione di valore.
- Perdita di valore (IAS 36): la riduzione del valore contabile quando il valore recuperabile è inferiore al valore contabile netto.
- Impairment dell'avviamento: il caso particolare di test obbligatorio almeno annuale richiesto da IAS 36.10 per l'avviamento e per le attività immateriali a vita utile indefinita.
- Unità generatrice di flussi di cassa: il livello minimo al quale vengono identificati i flussi di cassa indipendenti.
- Fair value (IFRS 13): la misura di valore di mercato alla base della determinazione del valore equo al netto dei costi di dismissione.
- Fair value meno costi di dismissione: la metrica esatta usata come secondo termine di confronto nel test di riduzione di valore.
Strumenti correlati
Il calcolatore di test di riduzione di valore dello IAS 36 di ciferi consente di confrontare il valore d'uso (con sensitività sui tassi di sconto e sui flussi di cassa) rispetto al valore equo al netto dei costi di dismissione in un'unica interfaccia. Fornisce la riconciliazione automatica verso il valore contabile netto e segnala gli assunti che si discostano dai benchmark di mercato.
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