Definition

Quasi tutti i fascicoli che vediamo applicano il cost model di default. IAS 16.29 e IAS 38.72 lasciano la scelta all'entità, ma in pratica la scelta avviene per omissione: nessuno propone il modello di rivalutazione perché richiede un valutatore esterno, una frequenza definita, e un tracking della riserva di rivalutazione che pochi sistemi gestiscono nativamente. La tesi di questa pagina è semplice: la scelta tra cost e revaluation model non è una scelta tecnica IFRS, è una scelta operativa che dipende da quanto valutatore esterno e quanto tracking della riserva il cliente è disposto a sostenere.

Come funzionano i due modelli

Secondo lo IAS 16.29, il costo rappresenta il prezzo di acquisizione al netto dell'ammortamento accumulato. Si procede tracciando data di acquisizione, prezzo pagato, vita utile stimata e ammortamento (lineare o accelerato) a ogni esercizio. Il modello è prevedibile, documentabile, e non richiede giudizi complessi sulla valutazione di mercato.

La rivalutazione richiede invece che a ogni data di bilancio (o periodicamente, in forma circoscritta) si proceda a una stima del valore corrente di mercato del cespite. Lo IAS 16.31 ammette due percorsi. Se il cespite è negoziato attivamente in un mercato, il prezzo di mercato è la base. Se il mercato è illiquido o assente, si ricorre a perizie di valutazione esterne. Una volta rivalutato, il nuovo valore diventa il costo storico del cespite ai fini dei futuri ammortamenti.

La scelta non è neutra. Un edificio industriale acquistato per EUR 2 milioni vent'anni fa e ammortizzato linearmente avrà un valore contabile lordo di EUR 2 milioni e netto di circa EUR 400.000 secondo il modello del costo. Lo stesso edificio, se rivalutato al valore di mercato corrente di EUR 3,8 milioni secondo il modello di rivalutazione, genera un plusvalore in bilancio di EUR 3,4 milioni al netto dell'imposta differita. La differenza non è contabile, è economica, e diventa visibile nel rapporto tra equity e patrimonio netto.

Lo IAS 16.36 impone che la rivalutazione si applichi a tutta la classe di cespiti, non a cespiti selezionati. Se si rivalutano gli edifici, non si possono rivalutare solo quelli in centro città e tenere al costo quelli periferici. Questo principio di coerenza è quello che gli ispettori verificano per primo.

Cosa succede in pratica

Sui clienti reali, la scelta arriva quasi sempre da fuori dalla contabilità. Una banca chiede una valutazione esterna per la concessione di un mutuo, il management vede i numeri e si chiede perché non riportarli a bilancio. Si parte da lì, non dal principio. Riteniamo, sulla base degli incarichi che vediamo, che la conversazione si chiuda nel 70-80% dei casi non appena qualcuno calcola il costo ricorrente del perito e il vincolo di non distribuzione della riserva.

Dove inizia il giudizio

Nel modello di rivalutazione, il revisore deve testare la frequenza delle rivalutazioni (IAS 16.34) e la coerenza con il fair value alla data di bilancio. Nel modello del costo, basta testare il piano di ammortamento e l'eventuale impairment. Lo sforzo audit cresce di un ordine di grandezza, e in molti casi il fascicolo dovrebbe raccontare una storia che lega ogni rivalutazione alla sua giustificazione di mercato — cosa che, quando le carte erano leggere, ha portato a rilievi ispettivi documentati pubblicamente.

Il punto in cui la scelta cambia davvero il lavoro è la data di bilancio. Sotto cost model, si tickano ammortamento, vita utile, e impairment indicators. Sotto revaluation model, si testa l'indipendenza del perito, la metodologia, la coerenza tra perizia e data contabile, e la corretta movimentazione tra OCI (Other Comprehensive Income) e riserva di rivalutazione.

Quando la scelta conta davvero su un incarico

Un'entità che opera nel settore immobiliare e possiede portafogli di proprietà commerciali e residenziali si trova frequentemente di fronte a questa decisione. Se il bilancio presenta le proprietà al modello del costo, gli investitori vedono cespiti sottoesposti. Se si applica la rivalutazione, il bilancio riflette i valori di mercato correnti e gli equity holder vedono una rappresentazione più fedele del patrimonio netto reale.

La scelta però obbliga l'entità a: 1. Determinare il valore di mercato a ogni esercizio (costi di perizia ricorrenti) 2. Registrare i movimenti di rivalutazione attraverso il conto economico o l'OCI a seconda che si tratti di un utile o di una perdita di valore 3. Mantenere la coerenza nel tempo: non si passa dal costo alla rivalutazione per un cespite e poi si torna al costo quando il valore scende

Se l'entità non dispone di mercati attivi per i cespiti in questione, la rivalutazione non è un'opzione. Lo IAS 16.31 è esplicito: la rivalutazione è ammessa solo se è possibile determinare il fair value in modo attendibile. Se il cespite è unico (un macchinario altamente specializzato, una struttura leggera costruita su misura), il modello del costo rimane l'unica scelta difendibile.

Partner A vs Partner B

Sui clienti immobiliari, la conversazione tra partner di firma raramente converge. Il Partner A consiglia il modello del costo di default ai clienti che chiedono semplicità, perché riduce il rischio di rilievo CONSOB sulla frequenza delle rivalutazioni e perché chiude la pianificazione dell'incarico in metà del tempo. Il Partner B sostiene che, per immobili strumentali ad alto valore, il modello del costo nasconde una distanza crescente tra valore contabile e valore di mercato che si manifesta solo in caso di vendita o impairment, perché il management eredita un bilancio meno informativo per le decisioni di finanziamento. Entrambe le posizioni sono difendibili, e la differenza è nell'orientamento del cliente.

L'incentivo strutturale

L'incentivo che spinge al modello del costo è duplice. Il valutatore esterno necessario per il modello di rivalutazione ha un compenso ricorrente, di norma annuale o triennale a seconda della classe di cespiti, e il management deve gestire una riserva di rivalutazione non distribuibile (IAS 16.41 prevede il trasferimento a riserve di utili man mano che il cespite si ammortizza) che riduce la flessibilità sui dividendi. Per molte SRL e SPA non quotate, questo basta a chiudere la conversazione prima che inizi.

Confronto: costo vs rivalutazione

DimensioneModello del costoModello di rivalutazione
Frequenza di misurazioneUna volta al momento dell'acquisizione; successivamente ammortamento annualeRivalutazione a ogni data di bilancio (o periodicamente)
Base di misurazionePrezzo di acquisizione meno ammortamento accumulatoValore equo corrente o valore di mercato stimato
Requisito del mercato attivoNon richiestoRichiesto: deve esistere un mercato liquido o un fair value attendibile
Applicazione per classePuò variare tra cespiti della stessa classeDeve essere uniforme per tutta la classe (IAS 16.36)
Registrazione dei movimentiAmmortamento ordinarioUtili/perdite di rivalutazione via OCI (plusvalori) o conto economico (minusvalori)
Cambiamento nel tempoPossibile mantenere il costoCambio da costo a rivalutazione è di norma irreversibile fino a dismissione
DocumentazioneSemplice: fattura e tabella ammortamentiComplessa: perizia indipendente e giustificazione del valore stimato

Quando la distinzione conta davvero: uno scenario di engagement reale

Si consideri una società di gestione immobiliare italiana, Immobiliare Tuscolana S.r.l., con sede a Roma e un portafoglio di 15 proprietà commerciali (negozi e uffici) in tre città: Roma, Milano e Firenze. Al 31 dicembre 2023, il portafoglio è registrato al costo storico per un valore lordo di EUR 18 milioni. L'ammortamento accumulato è di EUR 4,2 milioni. Valore netto contabile: EUR 13,8 milioni.

Durante la pianificazione dell'incarico di revisione, il management comunica al revisore l'intenzione di passare dal modello del costo al modello di rivalutazione a partire dall'esercizio 2024. La ragione: il management vuole che il bilancio rifletta i valori di mercato correnti, poiché gli immobili sono stati oggetto di valutazioni esterne per scopi di finanziamento bancario.

Passo 1: Verificare se il mercato attivo esiste. Il revisore esamina i comparables disponibili per le tre città. Per Roma e Milano esistono transazioni frequenti di negozi e uffici, e il mercato è sufficientemente liquido per applicare i prezzi unitari al metro quadrato. Per Firenze le transazioni sono meno frequenti, ma il mercato è ancora considerato attivo. Nota di documentazione: allegare al fascicolo di revisione un'analisi dei comparables per città e una dichiarazione del management su quali classi di proprietà saranno rivalutate.

Passo 2: Ottenere o predisporre una valutazione indipendente. Il management ha commissionato una perizia a un perito indipendente. Il perito ha stimato il valore corrente del portafoglio a EUR 22 milioni (EUR 7,2 milioni in più rispetto al valore contabile netto). Il revisore verifica: - Se il perito è indipendente (non affiliato con il management) - Se la metodologia è ragionevole (confronti di mercato, approccio reddituale se applicabile) - Se i valori unitari per metro quadrato sono congruenti con i comparables di mercato Nota di documentazione: copiare il report del perito nel fascicolo e documentare i check di ragionevolezza dei valori stimati rispetto ai prezzi di transazione recenti noti.

Passo 3: Verificare l'applicazione uniforme alla classe. Il revisore esamina se il management intende rivalutare tutte le proprietà commerciali o solo alcune. La risposta corretta è: tutte le proprietà della stessa classe. Se il management intende rivalutare Roma e Milano ma mantenere Firenze al costo (perché Firenze è meno redditizia), il revisore deve segnalare la violazione dello IAS 16.36. Nota di documentazione: tracciare una tabella che mostri, per ogni proprietà, se è stata rivalutata o mantenuta al costo, e la giustificazione commerciale.

Passo 4: Contabilizzare il movimento di rivalutazione. Al passaggio dal costo (EUR 13,8 milioni netti) al valore rivalutato (EUR 22 milioni), nasce un plusvalore di EUR 8,2 milioni. Secondo lo IAS 16.39, questo plusvalore si registra nell'OCI e trasla in una riserva di rivalutazione nel patrimonio netto, al netto dell'effetto fiscale. Se la rivalutazione fosse stata una minusvalenza, lo IAS 16.40 richiederebbe che fosse registrata nel conto economico, salvo per la quota che riduce un precedente surplus di rivalutazione sullo stesso cespite (in tal caso passa per OCI fino a quel limite). Nota di documentazione: preparare il prospetto di contabilizzazione del movimento, con le voci di conto economico e OCI, e la giustificazione dell'allocazione tra OCI e P&L.

Passo 5: Verificare la coerenza prospettica. Il revisore documenta che, una volta adottato il modello di rivalutazione, esso rimane in vigore fino a quando le proprietà non vengono dismesse o reclassificate. Non è consentito tornare al modello del costo semplicemente perché il mercato è calato. Se il valore dovesse scendere l'anno successivo, lo IAS 16.40 richiede una minusvalenza che transita in OCI (fino al livello del precedente plusvalore sul medesimo cespite) o nel conto economico (per le eccedenze). Nota di documentazione: allegare al fascicolo una dichiarazione del management in cui si conferma l'intenzione di mantenere il modello di rivalutazione in prospettiva e si riconoscano gli obblighi di misurazione annuale.

Conclusione del worked example: la distinzione tra costo e rivalutazione non è solo una scelta contabile tecnica. Per una società di gestione immobiliare è una scelta di trasparenza: il bilancio mostra il valore economico del portafoglio (EUR 22 milioni rivalutati) o il costo storico netto (EUR 13,8 milioni al costo). Il revisore ha documentato la transizione, verificato la ragionevolezza della valutazione indipendente, assicurato l'uniformità della classe, e tracciato l'impatto sulla riserva di rivalutazione.

Cosa gli ispettori e i professionisti non colgono

- Applicazione incoerente della rivalutazione. Gli ispettori OIC hanno segnalato ripetutamente fascicoli in cui alcune proprietà della stessa classe sono rivalutate e altre mantenute al costo, spesso sulla base di criteri non dichiarati (redditività, posizione geografica, intenzione di vendita). Lo IAS 16.36 vieta questo: la scelta deve valere per tutta la classe.

- Assenza di documentazione del valore stimato. Molte entità applicano la rivalutazione usando valori stimati dal management interno, senza una perizia indipendente o un'analisi di comparables. Lo IAS 16.31 permette questo solo se è possibile determinare il fair value in modo attendibile. Se il revisore non verifica l'attendibilità della stima e l'esistenza di input osservabili di mercato, il fascicolo è debole su questo punto.

- Confusione sul trattamento della minusvalenza. Quando il valore cala l'anno successivo alla rivalutazione iniziale, molti team registrano la minusvalenza interamente nel conto economico. Lo IAS 16.40 richiede invece che la minusvalenza sia registrata nell'OCI fino al livello del precedente plusvalore sullo stesso cespite, e solo l'eccedenza nel conto economico. Un fascicolo che registra tutte le minusvalenze nel P&L senza considerare la plusvalenza precedente non è conforme.

Termini correlati

- Valore equo — il prezzo al quale un'attività verrebbe scambiata tra parti consenzienti in una transazione ordinaria. È il parametro di fondo per la rivalutazione secondo lo IAS 16.31. - Mercato attivo — un mercato in cui transazioni frequenti e in volume permettono di osservare i prezzi. Requisito necessario per la rivalutazione di cespiti con fair value osservabile. - Ammortamento — l'allocazione sistematica del costo di un cespite lungo la sua vita utile. È l'elemento che riduce il valore contabile nel modello del costo. - Riserva di rivalutazione — la componente del patrimonio netto in cui si accumulano i plusvalori di rivalutazione al netto dell'effetto fiscale. - Perizia indipendente — la valutazione esterna predisposta da un perito qualificato per stimare il valore di mercato corrente di un cespite quando il mercato attivo non esiste. - Cespite immateriale — applicazione dello stesso principio di costo vs rivalutazione anche ai beni immateriali secondo lo IAS 38.72-75.

---

Ricevi approfondimenti pratici sulla revisione, ogni settimana.

Niente teoria d'esame. Solo ciò che rende le revisioni più efficienti.

Oltre 290 guide pubblicate20 strumenti gratuitiCreato da un revisore in esercizio

Niente spam. Siamo revisori, non venditori.