Come funziona
L'allineamento alla tassonomia è una questione di fattualità, non di interpretazione soggettiva. Il Regolamento stabilisce criteri tecnici specifici per ogni attività economica. Un'impresa che opera nel settore della produzione di energia non può dichiarare che la sua centrale a carbone non è allineata alla tassonomia basandosi su una scelta interna di strategia. I criteri tecnici nel Regolamento definiscono se una centrale a carbone soddisfa le condizioni per essere considerata allineata a uno degli obiettivi ambientali. Se non le soddisfa, l'attività non è allineata, indipendentemente da quanto l'impresa preferisca non comunicarla.
La valutazione richiede tre passaggi. Primo: identificare quale obiettivo ambientale (su un massimo di sei: mitigazione dei cambiamenti climatici, adattamento, uso sostenibile dell'acqua, economia circolare, prevenzione dell'inquinamento, protezione della biodiversità) l'attività mira a contribuire. Secondo: recuperare i criteri tecnici pubblicati nella delegated act della Commissione europea per quell'attività economica e quell'obiettivo. Terzo: verificare se l'attività soddisfa oggettivamente i criteri. Il criterio potrebbe specificare una soglia di emissioni, un requisito tecnologico, una certificazione esterna obbligatoria, o una combinazione di questi. Un'attività di lavorazione dei rifiuti potrebbe essere allineata all'economia circolare solo se sottoposta a certificazione ISO 14001 e se raggiunge una percentuale minima di recupero di materia. Se manca una delle condizioni, l'attività non è allineata.
La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) richiede alle imprese di grandi dimensioni di comunicare la quota di ricavi, capex e opex allineata alla tassonomia. L'impresa deve quindi classificare ogni linea di attività in base ai criteri tecnici. La revisore, durante la revisione limitata della relazione di sostenibilità, verifica se l'impresa ha applicato correttamente i criteri tecnici alla sua situazione specifica.
Esempio pratico: Karthäl Manufacturing A.B.
Cliente: società svedese produttrice di componenti metallici, ricavi 2024 EUR 58 milioni, soggetta alla CSRD (dimensione > EUR 50 milioni).
Passaggio 1: Identificazione delle attività
Kartähl opera in tre aree: (a) produzione di componenti in acciaio inossidabile per applicazioni industriali, (b) riciclaggio dei rifiuti metallici interni, (c) imballaggio e logistica. La relazione di sostenibilità classifica tutte e tre come attività allineate alla tassonomia, con un'incidenza totale del 65% sui ricavi.
Nota di documentazione: creata una tabella di tracciamento che mappa ogni attività al codice NACE, all'obiettivo ambientale dichiarato e ai criteri tecnici applicabili secondo la delegated act. Verificare se gli stessi criteri figurano nella documentazione dell'impresa.
Passaggio 2: Verifica della produzione di componenti in acciaio (attività a)
Kartähl sostiene che la produzione di acciaio inossidabile è allineata all'obiettivo "mitigazione dei cambiamenti climatici" perché utilizza il 30% di scorie da impianti di fusione adiacenti anziché materia prima vergine. Il criterio tecnico nel Regolamento per la produzione di acciaio speciale è: l'emissione diretta di gas a effetto serra prodotta dall'attività deve essere inferiore a 1,5 tonnellate di CO2 equivalente per tonnellata di acciaio finito. Il revisore ha richiesto le fatture di acquisto dell'energia elettrica e i dati di consumo del carburante per gli ultimi 12 mesi.
Nota di documentazione: calcolato il consumo totale di energia in unità fisiche (MWh, m³ di gas naturale), convertito in emissioni dirette utilizzando i fattori di conversione dell'Agenzia ambientale svedese, diviso per le tonnellate di acciaio prodotte. Risultato: 0,92 t CO2e/t acciaio. Soddisfa il criterio. Attività allineata.
Passaggio 3: Verifica del riciclaggio dei rifiuti metallici (attività b)
Kartähl dichiara che il riciclaggio dei propri rifiuti interni è allineato all'economia circolare. Il criterio tecnico richiede che l'attività sia sottoposta a certificazione ISO 14001 e raggiunga almeno il 70% di tasso di recupero di materia. Kartähl ha una certificazione ISO 14001 valida (rinnovata a maggio 2024) e documenta un tasso di recupero del 68% sulla base della misurazione in peso annuale degli input rispetto ai rifiuti destinati a discarica.
Nota di documentazione: verificato il certificato ISO 14001 presso l'organismo di certificazione. Ricalcolato il tasso di recupero utilizzando i dati di tracciamento dei rifiuti interni per gennaio-dicembre 2024. Risultato: 68%. Non soddisfa il criterio del 70%. Attività non allineata, nonostante la certificazione ISO.
Passo 4: Verifica dell'imballaggio e logistica (attività c)
Kartähl classifica l'imballaggio e la logistica come attività ausiliarie non allineate alla tassonomia, poiché non rientrano tra le attività economiche coperte dalla delegated act. Questa classificazione è corretta. L'attività non è soggetta ai criteri tecnici della tassonomia.
Nota di documentazione: l'imballaggio e la logistica sono funzioni di supporto, non attività principali. Verificato che non figurano come attività economiche separate nella delegated act. Confermato che non richiedono una valutazione di allineamento.
Conclusione: dei ricavi di EUR 58 milioni, EUR 34,8 milioni (60%) sono allineati alla tassonomia. L'impresa aveva dichiarato 65%, errore di EUR 2,9 milioni. La causa: l'attività di riciclaggio non raggiunge il tasso di recupero richiesto, pur avendo la certificazione ISO. Kartähl dovrà correggere la relazione di sostenibilità per il 2024 e avviare un piano per raggiungere il 70% di recupero entro il 2025.
Cosa i revisori e i professionisti comprendono male
- Confondere la certificazione ISO 14001 con l'allineamento alla tassonomia. ISO 14001 è un requisito previsto dai criteri tecnici per alcune attività (es. riciclaggio), ma non è sufficiente da sola. L'attività deve soddisfare TUTTI i criteri cumulativi: certificazione ISO 14001 E tasso di recupero minimo E altri requisiti tecnici specifici. Nel 2024, i dati non pubblicamente accessibili dalle ispezioni EU suggeriscono che questo sia il rilievo più comune: imprese che citano ISO 14001 come prova di allineamento, quando il Regolamento sulla tassonomia, articolo 3, richiede il soddisfacimento simultaneo di tutti i criteri tecnici elencati.
- Interpretare i criteri tecnici in base alla "pratica migliore" dell'industria anziché alla definizione scritta nel Regolamento. Il criterio tecnico per la produzione di acciaio specifica una soglia di emissioni dirette di 1,5 t CO2e per tonnellata di acciaio. Se un'attività raggiunge 1,49 t CO2e, è allineata. Se raggiunge 1,51 t CO2e, non lo è. Non esiste una zona grigia di "circa conforme" o "industrialmente ragionevole." Molte imprese chiedono al revisore se possono arrotondare o applicare una tolleranza di settore. La risposta è no. I criteri tecnici sono binari.
- Omettere di rivalutare l'allineamento quando cambiano i dati sottostanti. Un'attività che soddisfa il criterio nel primo trimestre potrebbe non soddisfarlo nel quarto trimestre se il consumo energetico aumenta o le fonti di energia cambiano. La CSRD prevede la comunicazione a livello di esercizio, quindi il revisore deve verificare i dati aggregati annuali, non uno snapshot trimestrale. Molte relazioni sostengono l'allineamento sulla base di dati storici o piani futuri senza verificare i dati effettivi dell'anno in corso.
Confronto: attività allineata alla tassonomia vs. attività sostenibile
Una distinzione pratica spesso confusa è quella tra "allineata alla tassonomia" e "sostenibile" o "responsabile dal punto di vista ambientale."
| Dimensione | Allineata alla tassonomia | Attività sostenibile (definizione larga) |
|---|---|---|
| Definizione | Soddisfa i criteri tecnici specifici della delegated act UE per uno degli obiettivi ambientali | Migliora l'impronta ambientale o sociale dell'impresa, senza una definizione normativa precisa |
| Autorità governativa | Regolamento (UE) 2020/852; Commissione europea pubblica i criteri tecnici | Nessun organismo sovranazionale; ogni impresa o framework definisce "sostenibile" |
| Verifica | Binaria: l'attività soddisfa tutti i criteri tecnici oppure no | Soggettiva: basata su metriche di impresa, certificazioni volontarie, rapporti GRI/SASB |
| Comunicazione obbligatoria | Sì, per le imprese CSRD sopra determinate soglie (EUR 50M+ ricavi) | No, salvo dove richiesta da regolamenti specifici (es. direttiva sulla disclosure della sostenibilità) |
| Tasso di difformità nelle ispezioni | Criteri tecnici non soddisfatti pur essendo dichiarati allineati (dato internazionale AFM/FRC non disponibile per l'UE centralizzato, ma i dati nazionali suggeriscono un tasso di errore tra il 10% e il 20% nelle prime relazioni) | Nessun tasso di difformità standard; ogni regolatore valuta la conformità ai propri standard di disclosure |
Un'impresa potrebbe comunicare un'attività come "sostenibile" secondo il suo framework GRI senza che sia allineata alla tassonomia. Viceversa, un'attività allineata alla tassonomia secondo i criteri tecnici (es. produzione di energia eolica) è per definizione sostenibile nel contesto della mitigazione dei cambiamenti climatici, ma potrebbe non esserlo in altri ambiti (es. uso dell'acqua, biodiversità) se i criteri tecnici per tali obiettivi non sono soddisfatti.
Per il revisore, la rilevanza è questa: la CSRD richiede la comunicazione dell'allineamento alla tassonomia, non della sostenibilità generale. La revisione deve quindi verificare il soddisfacimento dei criteri tecnici della tassonomia, non la coerenza con il framework di sostenibilità dell'impresa.
Termini correlati
- [Criterio tecnico della tassonomia]: la definizione quantitativa e qualitativa che un'attività economica deve soddisfare per essere considerata allineata a un obiettivo ambientale della tassonomia UE
- [Obiettivi ambientali della tassonomia]: le sei categorie di risultati ambientali definiti dal Regolamento sulla tassonomia: mitigazione dei cambiamenti climatici, adattamento, uso sostenibile dell'acqua, economia circolare, prevenzione dell'inquinamento, protezione della biodiversità
- [Delegated act della Commissione europea]: il documento normativo che specifica i criteri tecnici per ogni attività economica e ogni obiettivo ambientale
- [CSRD]: Corporate Sustainability Reporting Directive, la direttiva UE che obbliga le imprese di grandi dimensioni a comunicare l'allineamento della tassonomia nelle loro relazioni di sostenibilità
- [Revisione limitata della relazione di sostenibilità]: l'assurance service che il revisore fornisce sulla conformità della comunicazione della tassonomia ai criteri tecnici e ai requisiti di disclosure della CSRD
- [Double materiality]: il framework utilizzato dalla CSRD per identificare quali temi di sostenibilità sono significativi sia dal punto di vista finanziario che ambientale, spesso sovrapposto alla tassonomia
Strumento di tassonomia
La [Calcolatrice di allineamento alla tassonomia] ciferi consente alle imprese di mappare le proprie attività economiche ai codici NACE, verificare i criteri tecnici applicabili per ogni obiettivo ambientale e tracciare le evidenze di conformità. Lo strumento produce una matrice di allineamento strutturata secondo il Regolamento sulla tassonomia e predispone i dati per la revisione limitata della relazione di sostenibilità.
Note sulla ricerca approfondita
Questa voce affronta un termine dalla Category C (regolamenti in evoluzione / recentemente creati). La tassonomia UE è stata pubblicata nel giugno 2020 (Regolamento 2020/852). La delegated act per il primo set di attività è entrata in vigore il 1° gennaio 2022. La delegated act secondaria (attività nucleari e gas naturale) è stata oggetto di controversia politica e pubblicate nel 2022. La CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive, 2022/2464) è stata approvata il 10 novembre 2022 e applicabile a partire dal 5 gennaio 2023 con decorrenza di rendicontazione dal 1° gennaio 2024 per determinate classi di imprese (obbligatoria dal 2025 per le grandi imprese > EUR 250M ricavi).
La classificazione "allineata alla tassonomia" è ancora in evoluzione per quanto riguarda l'interpretazione dei criteri tecnici. La Commissione europea pubblica regolarmente linee guida di chiarimento (es. FAQ sulla tassonomia). Le ispezioni nazionali su relazioni CSRD inizieranno nel 2025-2026 negli stati membri UE. Non sono disponibili dati pubblici consolidati su frequenze di difformità per l'UE intera, ma i riferimenti internazionali della FRC (UK) e dell'AFM (Paesi Bassi) durante il pilotaggio della revisione limitata (2023-2024) hanno segnalato errori frequenti nell'applicazione dei criteri tecnici, in particolare per quanto riguarda soglie di emissioni, percentuali di recupero e certificazioni volontarie scambiate per criteri normativi.
La voce utilizza esempi e prospettive allineate alla pratica UE e non applica il framework di revisione PCAOB o gli standard di tassonomia US.
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