Definition

La maggior parte delle aziende che dichiara un Science Based Target lo costruisce su un foglio Excel non versionato, controllato male dal CFO e mai sottoposto a verifica esterna SBTi. Il dato CSRD Implementation Support Working Group 2025: 62% dei casi nel campione. Nei dossier ESG che riapriamo per il secondo anno, il fattore di crescita dei ricavi previsto è quasi sempre stato modificato senza un memo che ne spieghi il motivo. La conformità formale resta dichiarata. La conformità sostanziale, no.

Come funziona

Cosa va storto nella pratica, prima della norma. Nei fascicoli che vediamo, il calcolo dell'SBT è quasi sempre rifatto ogni anno senza che il foglio Excel abbia un controllo di versione. I driver economici (fattore di crescita dei ricavi, intensità di carbonio per unità di output) vengono modificati senza un memo che dichiari l'aggiornamento. Lo Scope 3 della catena di fornitura, che spesso pesa più del 70% delle emissioni totali, è stimato con coefficienti di settore mai riconciliati con i dati dei fornitori effettivi. Il calcolo continua a "tickare" sui criteri SBTi alla data di pubblicazione, ma la base di partenza è cambiata.

Cosa richiede invece la norma. Un Obiettivo Basato su Scienza inizia con un inventario delle emissioni di gas serra (Scope 1, 2 e talvolta 3) per un anno di baseline. L'azienda calcola poi la riduzione percentuale necessaria per allinearsi agli scenari climatici 1,5°C o 2°C secondo le linee guida del Carbon Disclosure Project (CDP) e della SBTi. La SBTi verifica che il metodo di calcolo soddisfi i criteri di "rigore scientifico" pubblicati. L'ISA 240.A1 richiede che il revisore valuti il rischio di errori significativi nelle informazioni di sostenibilità, incluse le affermazioni sugli SBT. L'ISA 330.1 estende la valutazione alle procedure di validazione eseguite dalla direzione sui dati sottostanti.

Nei dossier ESG che esaminiamo, la zona grigia non è il calcolo iniziale. Il calcolo iniziale, quasi sempre, è defendibile. Il problema è la riapertura: dopo dodici mesi, il modello viene aggiornato con nuove proiezioni di vendita, nuovi mix di prodotto, nuovi fornitori. Si pone allora un giudizio difficile. Una modifica del growth factor da +2% a +0,5% (apparentemente più conservativa) è un affinamento di un'assunzione interna o una riclassificazione metodologica che invalida la conformità SBTi originaria? I criteri SBTi 2024 non tracciano una linea netta. Riteniamo che il rischio non sia il calcolo, ma la modifica silenziosa dei driver, perché ogni rifacimento è un'occasione per spostare i parametri senza dichiararlo.

Gli SBT si distinguono dagli obiettivi generici di "riduzione del carbonio" perché ancorati a metodologie peer-reviewed e a limiti di riscaldamento globale specifici. Una azienda che dichiara "ridurremo le emissioni del 30% entro il 2030" senza riferimento ai criteri SBTi non sta comunicando un vero SBT: sta comunicando un impegno generico.

Esempio pratico: Manufatti Stelletti S.p.A.

Cliente: Azienda manifatturiera italiana, fatturato EUR 58M, IFRS reporter, assunto entro perimetro CSRD.

Anno di baseline (2021): Inventario delle emissioni verificato da team interno. Emissioni totali: 2.840 tonnellate di CO2 equivalenti (Scope 1 impianti produttivi: 1.200 tCO2e; Scope 2 energia: 1.640 tCO2e; Scope 3 catena di fornitura: non quantificato nel 2021).

Passo 1: Calcolo dell'obiettivo con metodologia SBTi La direzione applica la metodologia "Sectoral Decarbonization Approach" (SDA) per il settore manifatturiero. Secondo SBTi, per mantenere il riscaldamento a 1,5°C, il settore deve ridurre l'intensità di carbonio dell'8,5% annuo. Manufatti Stelletti calcola: 1,5°C pathway richiede una riduzione del 68% dell'intensità di carbonio entro il 2035 rispetto al 2021. Fattore di crescita dei ricavi assunto al momento del calcolo: +2%, in linea con le proiezioni di settore SBTi. Nota di documentazione: file di calcolo sottoposto al controllo del CFO, con righe di input (baseline tCO2e, fattore di crescita ricavi previsto, riduzione annuale target). Verifica interna rispetto alla tabella SBTi pubblica confermata.

Passo 2: Azioni concrete a supporto La direzione sottopone un piano di investimento: EUR 3,2M in efficientamento energetico impianti (atteso: riduzione Scope 2 di 420 tCO2e entro 2025); sostituzione del 60% della flotta di trasporto aziendale con veicoli elettrici (atteso: riduzione Scope 1 di 180 tCO2e entro 2027); programma di qualificazione della supply chain (atteso: 300 tCO2e Scope 3 entro 2028); programma di formazione interna sulla rendicontazione GHG. Nota di documentazione: lettere di impegno dai fornitori di impianti, calendari di installazione allegati a contratti, piani di formazione della supply chain archiviati.

Passo 3: La complicazione (anno 2) Il fascicolo viene riaperto nel 2024. La direzione ha rivisto il fattore di crescita dei ricavi da +2% a +0,5%, motivando la modifica come "ipotesi più conservativa e prudente" alla luce del rallentamento del settore. Il ricalcolo abbassa il target di riduzione richiesto dal 68% al 61%. Nessun memo metodologico accompagna la modifica. Sul foglio compare solo il nuovo numero. La direzione argomenta che +0,5% è prudenziale e quindi rafforza, non indebolisce, l'impegno. Si pone allora un giudizio: si tratta di un affinamento di assunzione interna (che non invalida la conformità SBTi) oppure di una riclassificazione metodologica (che richiederebbe una nuova submission SBTi)? Alcuni team trattano la modifica del growth factor come affinamento (ammissibile, da documentare in nota); altri come riclassificazione che invalida la conformità formale finché non rivalidata. Entrambe le posizioni hanno appiglio nei criteri SBTi 2024. Solo la seconda regge a una verifica limitata stringente.

Passo 4: Verifica revisionale Negli studi che applicano l'interpretazione restrittiva, il revisore esegue: - Riconciliazione dell'inventario di baseline 2021 con i dati del rapporto di sostenibilità pubblicato e il fascicolo di traccia della metodologia GHG Protocol utilizzata. - Confronto della riduzione calcolata (61% entro 2035) con i criteri SBTi per il settore manifatturiero, includendo la verifica del fattore di crescita applicato e della sua coerenza con la submission originaria. - Test dei piani di investimento: verifica contrattuale dei costi presunti, riscontro con il budget aziendale approvato, valutazione della fattibilità sulla base della cronologia storica di progetti simili, valutazione del calendario di esecuzione. - Valutazione qualitativa: la direzione comunica l'SBT come "raggiunto in parte" nel bilancio di sostenibilità 2024? Se il piano dice 2030 ma il management afferma 2028, l'incoerenza va documentata. Se la modifica del growth factor non è accompagnata da memo metodologico, va sollevata come carenza di documentazione ai sensi dell'ISA 230.

Conclusione: L'affermazione "obiettivo conforme SBTi 2035, 1,5°C pathway" è defendibile dal punto di vista del calcolo originario. La modifica silenziosa del fattore di crescita nel 2024 apre invece un giudizio professionale. Nei dossier che esaminiamo, la prudenza suggerisce di chiedere alla direzione la rivalidazione SBTi o di qualificare l'informativa come "obiettivo SBTi originariamente certificato, parametri aggiornati nel 2024 con assunzioni interne". Il rischio residuale resta il raggiungimento effettivo: i piani potrebbero slittare, i costi potrebbero aumentare, le tecnologie potrebbero rivelarsi meno efficaci. Si dovrebbero documentare nella relazione di limitazioni dell'affidabilità della sostenibilità.

Cosa i revisori e i professionisti interpretano male

Tier 1 (dato ispettivo). La CSRD Implementation Support Working Group (2025) ha evidenziato che il 62% delle aziende nel campione ha dichiarato SBT senza aver sottoposto il calcolo a revisione interna strutturata. Le affermazioni si basavano su modelli di Excel non versionati e non controllati dal CFO. Si tratta di un gap documentale che anticipa potenziali rilievi di sostenibilità nelle prossime ispezioni CONSOB.

Tier 2 (errore standard-riferito). Le aziende confondono frequentemente gli SBT con i target di riduzione percentuale generici. "Ridurremo del 40%" non è un SBT finché non è ancorato a una metodologia riconosciuta (SDA, absolute contraction, per-capita allocation). L'ISA 330.1 richiede che il revisore valuti se le affermazioni sul raggiungimento degli SBT usino il linguaggio corretto. Un'affermazione imprecisa ("il nostro obiettivo è scientifico") senza metodologia documentata è un indicatore di errore.

Tier 3 (gap di pratica). Molti team di revisione non valutano i dati di input sottostanti, soprattutto le emissioni di Scope 3. Il calcolo è corretto dal punto di vista della formula, ma i dati della catena di fornitura sono spesso stimati e non verificati. Se Scope 3 rappresenta il 70% delle emissioni totali e non è tracciato, il rischio di errore sull'SBT dichiarato è elevato. Va documentato. La preoccupazione anticipatoria è concreta: una verifica limitata CSRD nel 2026 che evidenzi un growth factor modificato senza memo o uno Scope 3 mai riconciliato potrebbe costringere a una rettifica pubblica del bilancio di sostenibilità, con effetti reputazionali superiori al rilievo tecnico stesso.

Perché la pratica diverge

Il problema non è il metodo SBTi. Il problema è che il calcolo viene rifatto ogni anno, e ogni rifacimento è un'opportunità per spostare i parametri senza dichiararlo. Le pressioni che alimentano il gap sono note: pressione di marketing per dichiararsi "1,5°C aligned" prima dei concorrenti, costo della verifica esterna SBTi (che molte PMI italiane non sostengono), time-budget del fascicolo ESG compresso fra le altre attività di chiusura. Nei dossier che vediamo, lo studio che ha firmato l'incarico ESG raramente ha le ore per ricostruire il foglio di calcolo dalla baseline. Si tratta dunque di una conformità che si erode silenziosamente.

Obiettivi Basati su Scienza vs. impegni generici di sostenibilità

DimensioneSBT (Science Based Targets)Impegno generico di sostenibilità
MetodologiaAncorata a linee guida SBTi, CDP, o Sectoral DecarbonizationAutodefinito, non verificato esternamente
CalcoloFormula quantitativa basata su scenari climatici (1,5°C, 2°C)Percentuale o valore assoluto senza riferimento scientifico
VerificaSubmission a SBTi per validazione formaleNessuna validazione di terze parti
Comunicazione"Obiettivo conforme SBTi" + metodologia allegata"Ridurremo le emissioni" senza parametri quantitativi
Obblighi CSRDIncluso in informativa obbligatoria su transizione climaticaConsiderato divulgazione volontaria

La distinzione importa in revisione: un SBT richiede valutazione della metodologia; un impegno generico richiede solo valutazione della fattibilità e della comunicazione onesta. Se un'azienda dichiara "obiettivo SBT" ma utilizza una formula propria non validata da SBTi, la classificazione è errata e va corretta nella relazione di sostenibilità.

Quando la distinzione conta in un incarico di revisione

Manufatti Stelletti ha presentato il proprio SBT al board e lo ha comunicato al pubblico come "conforme ai criteri SBTi 2035, scenario 1,5°C". Lo studio ottiene il file di calcolo e scopre che la direzione ha modificato il fattore di crescita dei ricavi previsti da +2% (scenario iniziale SBTi) a +0,5% (scenario conservativo interno). Il target di riduzione richiesto scende dal 68% al 61%. Si tratta ancora di un SBT valido?

Secondo l'interpretazione restrittiva dei criteri SBTi, la modifica dei driver economici invalida la conformità formale finché non rivalidata. L'affermazione comunicata al pubblico ("conforme SBTi") sarebbe allora errata, e l'errore significativo nella sostenibilità richiederebbe correzione. Secondo l'interpretazione metodologica più estensiva, la modifica del fattore di crescita è un affinamento di assunzione interna, ammissibile se documentato in nota. Il giudizio professionale sceglie tra le due interpretazioni in base alla materialità della modifica e alla coerenza con la submission originaria. Se la direzione avesse dichiarato semplicemente "impegno di sostenibilità di riduzione del 61% entro il 2035", la modifica del fattore di crescita sarebbe un'assunzione gestionale interna, non una violazione di metodologia. La distinzione determina il trattamento revisionale.

Termini correlati

- Emissioni Scope 1, 2, 3: Classificazione delle emissioni dirette e indirette usate nel calcolo degli SBT. - Baseline delle Emissioni: L'anno di riferimento rispetto al quale si misura la riduzione. - Tracciamento della Catena di Fornitura (Scope 3): Metodologie di stima e verifica delle emissioni indirette della supply chain. - Assurance Limitata su Sostenibilità: Standard di revisione applicato alle affermazioni su SBT e target climatici. - Conformità CSRD: Obbligo di comunicazione degli SBT per le imprese in ambito UE. - Carbon Intensity Reduction: Metodo di calcolo della riduzione di carbonio per unità di output.

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