Come funziona

Un Obiettivo Basato su Scienza inizia con un inventario delle emissioni di gas serra (Scope 1, 2 e talvolta 3) per un anno di baseline. L'azienda calcola poi la riduzione percentuale necessaria per allinearsi agli scenari climatici 1,5°C o 2°C secondo le linee guida dell'International Carbon Disclosure Project (CDP) e della Science Based Targets initiative. La SBTi verifica che il metodo di calcolo soddisfi i criteri di "rigore scientifico" richiesti.
In fase di revisione, il ruolo dell'auditor non è certificare il raggiungimento futuro (impossibile), bensì valutare se il management ha applicato metodologie coerenti con i criteri SBTi pubblicati, se gli input di baseline sono correttamente documentati, e se le azioni comunicative relative agli SBT contengono affermazioni future supportate da piani concreti. L'ISA 240.A1 richiede che il revisore valuti il rischio di errori significativi nelle informazioni di sostenibilità, incluse le affermazioni sugli Obiettivi Basati su Scienza. L'ISA 330.1 estende questa valutazione alle procedure di validazione eseguita dal management sui dati sottostanti.
Gli SBT si distinguono dagli obiettivi generici di "riduzione del carbonio" perché ancorati a metodologie peer-reviewed e a limiti di riscaldamento globale specifici. Una azienda che dichiara "ridurremo le emissioni del 30% entro il 2030" senza riferimento a criteri SBTi non sta comunicando un vero Obiettivo Basato su Scienza: sta comunicando un impegno generico.

Esempio pratico: Manufatti Stelletti S.p.A.

Cliente: Azienda manifatturiera italiana, fatturato €58M, IFRS reporter, assunto entro perimetro CSRD.
Anno di baseline (2021): Inventario delle emissioni verificato da team interno. Emissioni totali: 2.840 tonnellate di CO2 equivalenti (Scope 1 impianti produttivi: 1.200 tCO2e; Scope 2 energia: 1.640 tCO2e; Scope 3 catena di fornitura: non quantificato nel 2021).
Passo 1: Calcolo dell'obiettivo con metodologia SBTi:
Il management applica la metodologia "Sectoral Decarbonization Approach" (SDA) per il settore manifatturiero. Secondo SBTi, per mantenere il riscaldamento a 1,5°C, il settore deve ridurre l'intensità di carbonio dell'8,5% annuo. Manufatti Stelletti calcola: 1,5°C pathway richiede una riduzione del 68% dell'intensità di carbonio entro il 2035 rispetto al 2021.
Nota di documentazione: file di calcolo sottoposto al controllo del CFO, con righe di input (baseline tCO2e, fattore di crescita ricavi previsto, riduzione annuale target). Verifica interna rispetto alla tabella SBTi pubblica confermata.
Passo 2: Azioni concrete a supporto:
Il management sottopone un piano di investimento: EUR 3,2M in efficientamento energetico impianti (atteso: riduzione Scope 2 di 420 tCO2e entro 2025); sostituzione del 60% della flotta di trasporto aziendale con veicoli elettrici (atteso: riduzione Scope 1 di 180 tCO2e entro 2027); programma di qualificazione della supply chain (atteso: 300 tCO2e Scope 3 entro 2028).
Nota di documentazione: lettere di impegno dai fornitori di impianti, calendari di installazione allegati a contratti, piani di formazione della supply chain archiviati.
Passo 3: Verifica revisionale:
L'auditor esegue:
Conclusione: Manufatti Stelletti ha documentato l'SBT secondo metodologia SBTi, calcolato con rigore per il settore, e supportato da piani di investimento in corso d'opera. L'affermazione "obiettivo conforme SBTi 2035, 1,5°C pathway" è defensibile dal punto di vista della conformità metodologica. Il rischio residuale è il raggiungimento effettivo: i piani potrebbero slittare, i costi potrebbero aumentare, le tecnologie potrebbero rivelarsi meno efficaci. Questi rischi vanno documentati nella relazione di limitazioni dell'affidabilità della sostenibilità.

  • Riconciliazione dell'inventario di baseline 2021 con i dati del rapporto di sostenibilità pubblicato e il fascicolo di traccia della metodologia GHG Protocol utilizzata.
  • Confronto della riduzione calcolata (68% entro 2035) con i criteri SBTi per il settore manifatturiero (download della tabella SBTi, conferma della formula applicata).
  • Test dei piani di investimento: verifica contrattuale dei costi presunti, riscontro con il budget aziendale approvato, valutazione della fattibilità sulla base della cronologia storica di progetti simili.
  • Valutazione qualitativa: il management comunica l'SBT come "raggiunto in parte" nel bilancio di sostenibilità 2024? Se il piano dice 2030 ma il management afferma 2028, l'incoerenza deve essere documentata. Se il management non ha ancora formalizzato il piano con il board, il rischio di affermazione futura non supportata è significativo.

Cosa i revisori e i professionisti interpretano male

  • Tier 1 (dato ispettivo): La CSRD Implementation Support Working Group (2025) ha evidenziato che il 62% delle aziende nel campione ha dichiarato SBT senza aver sottoposto il calcolo a revisione interna strutturata. Le affermazioni si basavano su modelli di Excel non versionati e non controllati dal CFO. Questo è un gap documentale che anticipa potenziali rilievi di sostenibilità nelle prossime ispezioni AFM/FRC.
  • Tier 2 (errore standard-riferito): Le aziende confondono frequentemente gli Obiettivi Basati su Scienza con i target di riduzione percentuale generici. "Ridurremo del 40%" non è un SBT finché non è ancorato a una metodologia riconosciuta (SDA, absolute contraction, per-capita allocation). L'ISA 330.1 richiede che il revisore valuti se le affermazioni sul raggiungimento degli SBT utilizzino il linguaggio corretto. Un'affermazione imprecisa ("il nostro obiettivo è scientifico") senza metodologia documentata è un indicatore di errore.
  • Tier 3 (gap di pratica): Molti team di revisione citano la conformità metodologica dell'SBT ma non valutano i dati di input sottostanti (soprattutto le emissioni di Scope 3). Il calcolo è corretto dal punto di vista della formula, ma i dati della catena di fornitura sono spesso stimati, non verificati. L'ISA 240.A1 richiede una valutazione del rischio di errori significativi. Se Scope 3 rappresenta il 70% delle emissioni totali e non è tracciato, il rischio di errore sull'SBT dichiarato è elevato e deve essere documentato.

Obiettivi Basati su Scienza vs. Impegni Generici di Sostenibilità

| Dimensione | SBT (Science Based Targets) | Impegno Generico di Sostenibilità |
|---|---|---|
| Metodologia | Ancorata a linee guida SBTi, CDP, o Sectoral Decarbonization | Autodefinito, non verificato esternamente |
| Calcolo | Formula quantitativa basata su scenari climatici (1,5°C, 2°C) | Percentuale o valore assoluto senza riferimento scientifico |
| Verifica | Submission a SBTi per validazione formale | Nessuna validazione di terze parti |
| Comunicazione | "Obiettivo conforme SBTi" + metodologia allegata | "Ridurremo le emissioni" senza parametri quantitativi |
| Obblighi CSRD | Incluso in informativa obbligatoria su transizione climatica | Considerato divulgazione volontaria |
La distinzione importa in revisione: un SBT richiede valutazione della metodologia; un impegno generico richiede solo valutazione della fattibilità e della comunicazione onesta. Se un'azienda dichiara "obiettivo SBT" ma utilizza una formula propria non validata da SBTi, la classificazione è errata e deve essere corretta nella relazione di sostenibilità.

Quando la distinzione conta in un incarico di revisione

Manufatti Stelletti ha presentato il proprio SBT al board e lo ha comunicato al pubblico come "conforme ai criteri SBTi 2035, scenario 1,5°C". L'auditor ottiene il file di calcolo e scopre che il management ha modificato il fattore di crescita dei ricavi previsti da +2% (scenario iniziale SBTi) a +0,5% (scenario conservativo interno). Questo abbassa il target di riduzione richiesto dal 68% al 61%. È ancora un SBT valido? Secondo i criteri SBTi, no: la modifica dei driver economici invalida la conformità formale. L'affermazione comunicata al pubblico ("conforme SBTi") è errata. Questo è un errore significativo nella sostenibilità che richiede correzione.
Se il management avesse dichiarato semplicemente "impegno di sostenibilità di riduzione del 61% entro il 2035", allora la modifica del fattore di crescita sarebbe un'assunzione gestionale interna, non una violazione di metodologia. La distinzione determina il trattamento revisionale.

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