Come funziona

Nella pratica di revisione, l'asserzione di completezza risponde a questa domanda: esiste qualcosa di rilevante che il bilancio non contiene? Diversamente dalle altre asserzioni (accuratezza, valutazione, classificazione), che si concentrano su ciò che è stato riconosciuto, la completezza riguarda ciò che potrebbe essere stato omesso.
L'ISA 500.A1 richiede al revisore di ottenere elementi probativi circa l'asserzione di completezza per tutte le classi di operazioni, i saldi dei conti e le informazioni. L'ISA 501.7 specifica che il revisore deve ottenere elementi probativi sufficienti per valutare se le passività sono state registrate in completezza. In molti fascicoli di revisione, la completezza delle passività è il rischio di incompletezza più elevato, in particolare per passività stimate (accantonamenti), passività potenziali e fatture non ancora ricevute.
Sulla carta di lavoro, la completezza si documenta identificando prima i rischi specifici di incompletezza per ogni area (es. "passività pagate successivamente al 31 dicembre non fatturate entro la data del bilancio"), poi specificando quale procedura di verifica è stata progettata per testare quel rischio (es. "esame dei movimenti di cassa per 60 giorni successivi" o "richiesta di conferma di passività ai fornitori principali"). Senza questo collegamento esplicito tra rischio e procedura, il fascicolo è vulnerabile a rilievi ispettivi.

Esempio pratico: Calzificio Alessandri S.p.A.

Cliente: Azienda manifatturiera italiana con sede a Pisa, bilancio al 31 dicembre 2024, ricavi EUR 18,5M, IFRS reporter, 87 dipendenti.
Passo 1: Identificazione del rischio di incompletezza
Nel corso della riunione di pianificazione, il team di revisione identifica che il cliente ha tre fornitori di materie prime che rappresentano il 64% degli approvvigionamenti. Il direttore amministrativo gestisce le fatture in arrivo tramite un foglio di calcolo non integrato nel sistema di contabilità principale. Ci sono state due situazioni negli ultimi due anni in cui fatture di dicembre sono state riconosciute in gennaio perché arrivate dopo la chiusura dei conti.
Nota di documentazione: nel memorandum di pianificazione (carta di lavoro 2.1), annotare il rischio identificato: "Rischio di incompletezza delle passività per materie prime acquisite prima del 31/12/2024 ma fatturate in gennaio 2025. Rischio elevato dovuto a controllo interno debole sulla registrazione temporale e concentrazione fornitori."
Passo 2: Progettazione della procedura di verifica
Il team progetta due procedure per controbattere il rischio:
Nota di documentazione: Nella carta di lavoro della procedura di completezza (c.d.l. 3.4), registrare: "Procedura 1: Esame dei movimenti in cassa 1/1/2025 - 14/2/2025 per pagamenti ai fornitori A, B, C. Confronto con fatture nei registri. Risultato: 3 fatture identificate in gennaio per merci ricevute in dicembre, importo totale EUR 47.200. Rettifica apportata."
Passo 3: Valutazione dei risultati
Dalla richiesta di conferma, il fornitore A risponde indicando una fattura per EUR 8.640 relativa a merce consegnata il 29 dicembre 2024, non ancora trasmessa al 31 dicembre. Un'ulteriore ispezione dello stato di avanzamento dei lavori presso il magazzino del cliente conferma che la merce era presente. Una rettifica di EUR 8.640 viene registrata dalla direzione.
Nota di documentazione: Nella stessa c.d.l. 3.4, annotare il risultato: "Richiesta di conferma ai fornitori A, B, C. Fornitore A ha comunicato fattura EUR 8.640 non ancora trasmessa. Verifica della merce a magazzino confermata. Rettifica registrata per completezza delle passività."
Conclusione
Il cliente aveva un'insufficienza di EUR 55.840 nelle passività al 31 dicembre 2024 (EUR 47.200 + EUR 8.640), interamente scoperta grazie alla procedura di completezza. La procedura è documentata in modo che il revisore dimostri di aver affrontato specificamente il rischio identificato, e che la procedura è stata efficace nel rilevare l'errore. Questo è esattamente ciò che l'ISA 500 e i revisori ispettori cercano: collegamento esplicito tra rischio e procedura, con risultati documentati.

  • Esame dei movimenti di cassa per 45 giorni successivi al 31 dicembre. Identificazione di tutti i pagamenti ai tre fornitori principali. Ricerca delle fatture corrispondenti nei registri di dicembre e gennaio.
  • Richiesta di conferma scritta ai tre fornitori principali, chiedendo esplicitamente se rimane aperta qualche fattura non ancora trasmessa al 31 dicembre 2024.

Cosa gli ispettori e i professionisti interpretano male

  • Tier 1: Rilievi ispettivi: L'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha segnalato in diverse ispezioni che le procedure di completezza spesso consistono in una breve dichiarazione ("esame delle fatture di dicembre e gennaio") senza un collegamento documentato tra il rischio specifico identificato e la natura della procedura progettata per testare quel rischio. L'ISA 500 richiede che il revisore documenti quale asserzione è stata testata, non solo che è stata testata.
  • Tier 2: Errore pratico diffuso: Molti revisori testano la completezza esclusivamente tramite procedure analitiche (comparazione di voci di conto da un anno all'altro). Procedure analitiche possono rivelare variazioni inusuali, ma non dimostrano completezza: un conto potrebbe mancare completamente dalla contabilizzazione e una procedura analitica non lo individuerebbe. L'ISA 500.A5 specifica che procedure di verifica dettagliate (come conferme di terzi, ispezione di documenti successivi al 31 dicembre, riconciliazioni) sono necessarie per alcune asserzioni di completezza.
  • Tier 3: Pratica diffusa non sufficientemente documentata: Molti fascicoli contengono una nota in cui il revisore afferma che "il rischio di incompletezza è basso perché il cliente ha un sistema integrato" o "perché il nostro test di valutazione dei controlli interni ha stabilito che i controlli sulla registrazione tempestiva sono efficaci." Questo è un giudizio sulla riduzione del rischio, non una documentazione di come il rischio di incompletezza sia stato effettivamente testato. Un controllo interno efficace può ridurre il livello di procedura di verifica, ma non l'elimina. L'ISA 500.A25 richiede una chiara collegamento tra la valutazione del rischio e la natura, tempistica e portata delle procedure di verifica progettate.

Asserzioni correlate

La completezza è strettamente legata all'asserzione di classificazione e cut-off. Un'operazione classificata nel periodo sbagliato (cut-off) è un errore sia di accuratezza sia di completezza del periodo corretto. Tuttavia, il focus della completezza è specificamente sull'assenza dal bilancio di elementi che avrebbero dovuto esservi inclusi.

Termini correlati

  • Asserzione di accuratezza: verifica che gli importi registrati siano corretti; la completezza verifica che tutti gli importi rilevanti siano stati registrati.
  • Asserzione di cut-off: assicura che le operazioni siano registrate nel periodo corretto; la completezza assicura che tutte le operazioni siano registrate, indipendentemente dal periodo.
  • Procedura di verifica: l'azione specifica intrapresa dal revisore per ottenere elementi probativi; la completezza è testata tramite procedure specifiche.
  • Elemento probativo: l'informazione raccolta dal revisore; la completezza richiede specifiche tipologie di elementi probativi (conferme, analitiche, ispezione di documenti).
  • Rischio di errore non corretto e non individuato: la completezza è un'asserzione in cui questo rischio è spesso elevato perché gli errori per omissione sono difficili da identificare.
  • ISA 500: il principio che governa le procedure di verifica e la documentazione della completezza.

Strumenti correlati

Utilizza il Calcolatore di rischio per asserzioni (ISA 315) per documentare sistematicamente quale rischio di incompletezza hai identificato per ciascuna classe di operazioni, saldo di conto e informativa, e quale procedura è stata progettata per testare quel rischio specifico. Lo strumento genera un collegamento tracciabile tra rischio e procedura, esattamente come richiesto dall'ISA 500.
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