Sommario

- Quadro normativo e requisiti di assurance - Identificazione dei flussi di risorse materiali - Metodologia di misurazione e calcolo - Esempio pratico: valutazione completa - Lista di controllo operativa - Errori comuni e come evitarli - Contenuti correlati

Quadro normativo e requisiti di assurance

Cosa succede davvero quando un'azienda meccanica di Brescia apre il primo fascicolo ESRS: la direzione chiede al CFO di tirare fuori le tonnellate di acciaio consumate nel 2024, e il CFO risponde che quel dato non esiste da nessuna parte. Esiste il costo d'acquisto in contabilità, esiste il peso sulla bolla del fornitore, esiste il dato di magazzino nel gestionale. Tre numeri che non coincidono. Il revisore arriva dopo, quando il report è stato già redatto, e deve tickare le carte di lavoro su un dato che nessuno ha mai riconciliato.

L'ESRS E5 si applica nel contesto del D.Lgs. 125/2024 alle grandi imprese che superano almeno due delle tre soglie: 250 dipendenti, €40 milioni di ricavi, €20 milioni di attivo totale. La prima fase di reporting è iniziata per gli esercizi con decorrenza dal 1° gennaio 2025.

Punti di divulgazione obbligatori

L'ESRS E5.28 richiede informazioni sui flussi di risorse in entrata, e specifica: - Materiali rinnovabili e non rinnovabili consumati, espressi in tonnellate - Percentuale di materiali riciclati o riutilizzati nel processo produttivo - Valutazione dell'impatto dei materiali critici e delle dipendenze da fornitori unici

L'ESRS E5.31 disciplina la divulgazione sui prodotti e servizi, e richiede: - Percentuale di prodotti progettati per durabilità, riparabilità e riciclabilità - Strategie di estensione del ciclo di vita adottate - Indicatori di performance sui servizi di economia circolare offerti

L'ESRS E5.34 governa i flussi di risorse in uscita, e prevede: - Rifiuti totali generati per categoria e metodo di smaltimento - Rifiuti pericolosi e non pericolosi, con divulgazione separata obbligatoria - Tassi di recupero e riciclo conseguiti nei processi di fine vita

Cosa succede davvero a livello operativo: questi tre datapoint sono codificati come E5-1, E5-4 ed E5-5 nell'XBRL taxonomy, e la disclosure deve essere machine-readable. Le aziende che pensano di produrre il report in PDF e farla franca non hanno letto l'art. 8 del D.Lgs. 125/2024.

Livello di assurance richiesto

Per il periodo 2025-2027, l'assurance limitata si applica a tutte le informazioni ESRS. Il revisore deve verificare: - La completezza dei flussi di risorse identificati nella valutazione di materialità - L'accuratezza dei sistemi di misurazione e dei controlli interni sui dati - La coerenza delle informazioni quantitative con i processi operativi documentati

Dal 2028 la transizione verso l'assurance ragionevole richiederà procedure aggiuntive sui controlli di gestione dei dati e sulla tracciabilità lungo la catena del valore. Qui vive la preoccupazione anticipatoria di ogni revisore italiano: un controllo del MEF nel 2026 che rilevi che il fascicolo non documenta come si sia arrivati al 19% di contenuto riciclato potrebbe generare un rilievo grave. La CONSOB, sul versante EIP, ha già aperto due procedimenti su disclosure non finanziarie nel 2025.

Identificazione dei flussi di risorse materiali

Il revisore non deve limitarsi a verificare che i numeri quadrino. Deve contestare la definizione del perimetro quando la direzione ha escluso flussi materiali senza motivazione scritta. Secondo ISA Italia 315, il rischio di errore significativo nasce proprio qui: nella fase di scoping, non in quella di calcolo.

Flussi di risorse in entrata

Cosa va storto nella pratica: il cliente consegna una tabella Excel con i consumi estratti dal gestionale. L'ESRS E5.29 richiede la classificazione tra rinnovabili, non rinnovabili e critici, ma l'Excel contiene solo codici articolo e costi. Nessuna classificazione. Il revisore deve risalire alla scheda tecnica di ogni materiale.

L'ESRS E5.29 richiede: - Materiali rinnovabili: risorse che si rigenerano naturalmente entro un ciclo temporale ragionevole, come legno da foreste gestite, bioplastiche, fibre naturali - Materiali non rinnovabili: risorse estratte che non si rigenerano, come metalli, combustibili fossili, minerali rari - Materiali critici: risorse con alta concentrazione geografica di fornitura e alta vulnerabilità alla disruption

Zona grigia: la lista UE dei materiali critici viene aggiornata ogni tre anni. Un materiale che era critico nel 2023 potrebbe non esserlo più nel 2026. Qualora il cliente abbia usato la lista vecchia, il revisore deve chiedere di riclassificare, e ancorare la decisione al riferimento normativo della versione vigente alla data di reporting.

Nota di documentazione: per ciascuna categoria, documentare il tonnellaggio annuale, il fornitore principale, la percentuale di contenuto riciclato quando disponibile.

Valutazione dei prodotti e servizi

Qui arriva il problema vero. L'ESRS E5.32 richiede di valutare i prodotti secondo i principi di design circolare, ma le PMI manifatturiere italiane non hanno mai misurato questi parametri in modo sistematico. Come dice Sergiacomo in un articolo su LaRevisioneLegale, non sempre i software interni si parlano con i software della contabilità, e questo divario diventa ingestibile quando si passa ai dati tecnici di prodotto.

L'ESRS E5.32 richiede di valutare: - Durabilità: vita utile attesa del prodotto rispetto agli standard di settore - Riparabilità: disponibilità di pezzi di ricambio e servizi di manutenzione - Riciclabilità: percentuale di materiali recuperabili a fine vita

Per i servizi, si valuti il contributo alla circolarità dei clienti: servizi di sharing economy, programmi di take-back, piattaforme di scambio di materiali di scarto.

Cosa succede davvero: il dato di durabilità media viene ricostruito dal dipartimento R&D sulla base delle ore di test di invecchiamento accelerato. Il revisore riceve un PDF firmato dal responsabile tecnico, ma non ha le competenze ingegneristiche per contestare il metodo di prova. Qui si accetta l'evidenza o si chiede un esperto ex ISA Italia 620, ma il budget della limited assurance raramente copre un esperto esterno. La zona grigia è esattamente questa.

Classificazione dei rifiuti in uscita

Questa è la parte del lavoro dove i dati esistono, perché il formulario dei rifiuti è già obbligatorio per legge italiana dal 2006. L'ESRS E5.35 distingue tra: - Rifiuti pericolosi: classificati secondo il regolamento europeo sui rifiuti, identificati dai codici CER con asterisco - Rifiuti non pericolosi: tutti gli altri scarti del processo produttivo - Sottoprodotti: materiali che escono dal processo ma vengono usati direttamente da terzi senza ulteriori trasformazioni

Cosa succede davvero: il registro di carico/scarico rifiuti è di solito tenuto bene perché c'è il rischio di sanzione ambientale. Qui il revisore trova il dato più affidabile dell'intero perimetro ESRS E5. Il problema sta altrove, e cioè nei sottoprodotti. Il confine tra sottoprodotto e rifiuto è giuridicamente sottile (art. 184-bis del D.Lgs. 152/2006), e la direzione ha tutto l'interesse a classificare come sottoprodotto ciò che l'ispettore ambientale classificherebbe come rifiuto.

Nota di documentazione: documentare il peso in tonnellate per ogni categoria, il metodo di smaltimento (discarica, incenerimento, riciclo, riutilizzo) e la percentuale effettiva di recupero.

Metodologia di misurazione e calcolo

Il sistema di misurazione deve garantire completezza e accuratezza dei dati sui flussi di risorse. Sulla carta suona semplice. Nella pratica, un'azienda che non ha mai fatto bilanci di massa si trova a doverne fare uno su richiesta ESRS, e il revisore deve valutare se quel bilancio sia affidabile quando è stato costruito ad hoc per il primo anno di reporting.

Sistemi di raccolta dati

Si colleghi un sistema di tracciabilità tra: - I sistemi ERP per i dati di acquisto e inventario dei materiali in entrata - I sistemi di produzione per i dati sui prodotti finiti e sui sottoprodotti - I sistemi di gestione ambientale per i dati sui rifiuti e sui metodi di smaltimento

La riconciliazione di base segue la formula del bilancio di massa: materiali in entrata = prodotti finiti + sottoprodotti + rifiuti + variazione scorte.

Qui i revisori esperti divergono legittimamente. Un primo approccio, tipico dei collegi che firmano PMI manifatturiere, considera sufficiente una riconciliazione annuale basata sulla variazione di inventario di magazzino, perché il costo di una riconciliazione mensile supera il beneficio informativo. Un secondo approccio, tipico delle Big 4 su incarichi EIP, richiede riconciliazioni trimestrali perché qualunque scostamento superiore al 5% tra flussi teorici e misurati va documentato come aggiustamento e non come fatto di gestione. Chi ha ragione dipende da come si interpreta "accuratezza" in ESRS 1.51: la mia opinione è che il revisore debba chiedere la riconciliazione trimestrale, perché senza quella il dato finale è una fotografia, non una misura.

Calcolo degli indicatori di circolarità

Tasso di materiali circolari in entrata: (Materiali riciclati + Materiali rinnovabili) / Materiali totali in entrata × 100

Tasso di recupero dei rifiuti: (Rifiuti riciclati + Rifiuti riutilizzati) / Rifiuti totali generati × 100

Indice di durabilità dei prodotti: Vita utile media del prodotto / Vita utile standard del settore × 100

Nota di documentazione: per ogni indicatore, documentare la metodologia di calcolo, le fonti dei dati, i controlli di qualità applicati, le eventuali limitazioni ed esclusioni.

Controlli di qualità sui dati

Si prevedano procedure di controllo che includano: - Riconciliazione mensile tra dati di acquisto e consumi effettivi - Verifiche fisiche trimestrali sui livelli di scorte di materiali critici - Audit annuali sui processi di classificazione e pesatura dei rifiuti

I controlli devono identificare e correggere scostamenti superiori al 5% tra flussi teorici e flussi misurati. L'insight che nessun manuale include: nelle aziende multi-sito, la perdita di dati storici durante le migrazioni ERP del 2023-2024 ha creato buchi nel dato di contenuto riciclato che nessuno colmerà mai. Il primo anno ESRS E5 è per molte aziende un esercizio di ricostruzione, non di misura. Il revisore che pretende rigore scientifico sul dato 2024 sta chiedendo una cosa che la direzione non può dare.

Esempio pratico: valutazione completa

Industrie Meccaniche Lombarde S.p.A. produce componenti per l'industria automobilistica. Ricavi 2024: €85 milioni. Dipendenti: 420. L'entità rientra nella prima fase CSRD e deve applicare l'ESRS E5 per l'esercizio 2025.

inventario dei flussi di risorse

Materiali in entrata, espressi in tonnellate/anno: - Acciaio inossidabile: 2.400 t, con 15% di contenuto riciclato - Alluminio: 800 t, con 35% di contenuto riciclato - Plastica tecnica: 150 t, con 5% di contenuto riciclato - Lubrificanti e oli: 45 t, con 0% di contenuto riciclato

Complicazione riscontrata in campo: il fornitore di plastica tecnica ha cambiato processo produttivo a giugno 2024, e non è in grado di certificare il contenuto riciclato per i primi cinque mesi dell'anno. La direzione vorrebbe applicare il 5% per tutto l'esercizio. Il revisore deve decidere se accettare l'estrapolazione, se richiedere un'esclusione del flusso con motivazione, oppure se qualificare la propria conclusione. La mia posizione è che si debba escludere il flusso non certificato e segnalarlo nella nota metodologica, perché includere un dato stimato in uno degli indicatori chiave E5-4 espone l'azienda a un rilievo CONSOB nel momento in cui la vigilanza inizierà a campionare questi datapoint.

Nota di documentazione: dati estratti dal sistema ERP, riconciliati con le fatture di acquisto. Percentuali di contenuto riciclato certificate dai fornitori, con eccezione della plastica tecnica come sopra descritto.

analisi dei prodotti

Caratteristiche di design circolare: - Componenti progettati per durare 15 anni, contro uno standard settore di 12 anni - 85% dei componenti riparabili, con ricambi disponibili per 20 anni - 78% dei materiali recuperabili a fine vita, in particolare acciaio e alluminio

Nota di documentazione: dati tecnici confermati dal dipartimento R&D. Contratti di fornitura ricambi verificati.

classificazione dei rifiuti

Rifiuti generati, espressi in tonnellate/anno: - Trucioli metallici, non pericolosi: 240 t, di cui 100% venduti a fonderia per riciclo - Oli esausti, pericolosi, CER 13.02.05: 38 t, di cui 100% conferiti per rigenerazione - Imballaggi di carta e cartone: 12 t, di cui 95% raccolti per riciclo - Rifiuti urbani assimilati: 8 t, conferiti in discarica

Nota di documentazione: pesi certificati dal gestore dei rifiuti. Codici CER verificati con consulente ambientale.*

calcolo degli indicatori

Tasso di materiali circolari in entrata: (15% × 2.400 + 35% × 800 + 5% × 150) / 3.395 = 647,5 / 3.395 = 19,1%

Tasso di recupero dei rifiuti: (240 + 38 + 11,4) / 298 = 289,4 / 298 = 97,1%

Conclusione: l'entità presenta una performance elevata nel recupero dei rifiuti ma margini di miglioramento significativi nell'uso di materiali circolari in entrata. Il focus per il 2025 sarà l'incremento della percentuale di contenuto riciclato negli acquisti di acciaio e alluminio. Il revisore, firmando la limited assurance, dovrà dichiarare nella relazione che il dato del 19,1% esclude il flusso di plastica tecnica per cinque mesi del 2024, e che questa esclusione è giustificata dall'impossibilità di ottenere certificazione dal fornitore.

Lista di controllo operativa

1. Identificare tutti i flussi di risorse materiali secondo la valutazione di materialità ESRS 1. Documentare l'esclusione di flussi non materiali con motivazione scritta che la direzione sottoscriva.

2. Prevedere sistemi di misurazione che permettano la tracciabilità completa da materiali in entrata a prodotti finiti e rifiuti. Verificare la riconciliazione dei flussi almeno trimestralmente.

3. Classificare correttamente tutti i materiali secondo le categorie ESRS E5, distinguendo tra rinnovabili, non rinnovabili, critici. Ottenere certificazioni scritte dai fornitori sul contenuto riciclato.

4. Documentare le caratteristiche di design circolare dei prodotti con evidenze tecniche verificabili. Il revisore non si accontenti di dichiarazioni generiche di sostenibilità.

5. Gestire la classificazione dei rifiuti secondo i codici CER europei. Distinguere obbligatoriamente tra rifiuti pericolosi e non pericolosi nei reporting quantitativi.

6. Stabilire procedure di controllo di qualità sui dati che identifichino e correggano errori prima della pubblicazione del bilancio di sostenibilità. Tickare le carte di lavoro nel fascicolo solo dopo aver verificato la riconciliazione del bilancio di massa.

Errori comuni e come evitarli

- Aggregazione impropria dei flussi. L'ESRS E5 richiede divulgazioni separate per flussi di risorse in entrata, prodotti e rifiuti. Chi aggrega questi dati in un unico indicatore di "performance circolare" perde l'informazione che lo standard richiede di preservare.

- Classificazione errata dei materiali critici. Ci si basi sulla lista ufficiale UE dei materiali critici, aggiornata ogni tre anni. Chi crea classificazioni interne non allineate agli standard normativi si espone a rilievo.

- Sottostima dei rifiuti pericolosi. Oli esausti, solventi usati e componenti elettronici contengono spesso sostanze pericolose. Verificare tutti i codici CER con il consulente ambientale, e non accettare la classificazione interna senza evidenza documentale.

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