L'ESRS E5 si applica nel contesto della CSRD (Direttiva 2022/2464/UE) per le grandi imprese che superano almeno due delle tre soglie: 250 dipendenti, €40 milioni di ricavi, €20 milioni di attivo totale. La prima fase di reporting inizia per gli esercizi con decorrenza dal 1° gennaio 2025.
Sommario
Quadro normativo e requisiti di assurance
L'ESRS E5 si applica nel contesto della CSRD (Direttiva 2022/2464/UE) per le grandi imprese che superano almeno due delle tre soglie: 250 dipendenti, €40 milioni di ricavi, €20 milioni di attivo totale. La prima fase di reporting inizia per gli esercizi con decorrenza dal 1° gennaio 2025.
Punti di divulgazione obbligatori
L'ESRS E5.28 richiede informazioni sui flussi di risorse in entrata, specificando:
L'ESRS E5.31 governa la divulgazione sui prodotti e servizi, richiedendo:
L'ESRS E5.34 disciplina i flussi di risorse in uscita, inclusi:
Livello di assurance richiesto
Per il periodo 2025-2027, l'assurance limitata si applica a tutte le informazioni ESRS, incluso l'ESRS E5. I fornitori di assurance devono verificare:
Dal 2028, la transizione verso l'assurance ragionevole richiederà procedure aggiuntive sui controlli di gestione dei dati e sulla tracciabilità dei flussi lungo la catena del valore.
- Materiali rinnovabili e non rinnovabili utilizzati (tonnellate)
- Percentuale di materiali riciclati o riutilizzati nel processo produttivo
- Valutazione dell'impatto dei materiali critici e delle dipendenze da fornitori unici
- Percentuale di prodotti progettati per la durabilità, riparabilità e riciclabilità
- Strategie di estensione del ciclo di vita implementate
- Indicatori di performance sui servizi di economia circolare offerti
- Rifiuti totali generati per categoria e metodo di smaltimento
- Rifiuti pericolosi e non pericolosi (divulgazione separata obbligatoria)
- Tassi di recupero e riciclo conseguiti nei processi di fine vita
- La completezza dei flussi di risorse identificati nella valutazione di materialità
- L'accuratezza dei sistemi di misurazione e dei controlli interni sui dati
- La coerenza delle informazioni quantitative con i processi operativi documentati
Identificazione dei flussi di risorse materiali
La valutazione di materialità secondo l'ESRS E5 inizia dall'identificazione dei flussi di risorse che generano impatti significativi sull'ambiente e rischi finanziari per l'entità.
Flussi di risorse in entrata
Si documenti l'inventario completo dei materiali utilizzati nei processi produttivi. L'ESRS E5.29 richiede la classificazione tra:
Nota di documentazione: per ciascuna categoria, documentare il tonnellaggio annuale, il fornitore principale, la percentuale di contenuto riciclato quando disponibile.
Valutazione dei prodotti e servizi
L'ESRS E5.32 richiede di valutare i propri prodotti secondo i principi di design circolare. Si considerino:
Per i servizi, si valuti il contributo alla circolarità dei clienti: servizi di sharing economy, programmi di take-back, piattaforme di scambio di materiali di scarto.
Classificazione dei rifiuti in uscita
L'ESRS E5.35 distingue tra:
Nota di documentazione: documentare il peso in tonnellate per ogni categoria, il metodo di smaltimento (discarica, incenerimento, riciclo, riutilizzo) e la percentuale effettiva di recupero.
- Materiali rinnovabili: risorse che si rigenerano naturalmente entro un ciclo temporale ragionevole (legno da foreste gestite, bioplastiche, fibre naturali)
- Materiali non rinnovabili: risorse estratte che non si rigenerano (metalli, combustibili fossili, minerali rari)
- Materiali critici: risorse con alta concentrazione geografica di fornitura e alta vulnerabilità alla disruption
- Durabilità: vita utile attesa del prodotto rispetto agli standard di settore
- Riparabilità: disponibilità di pezzi di ricambio e servizi di manutenzione
- Riciclabilità: percentuale di materiali recuperabili a fine vita
- Rifiuti pericolosi: classificati secondo il regolamento europeo sui rifiuti (codici CER da 01 a 20 con asterisco)
- Rifiuti non pericolosi: tutti gli altri scarti del processo produttivo
- Sottoprodotti: materiali che escono dal processo ma vengono utilizzati direttamente da terzi senza ulteriori trasformazioni
Metodologia di misurazione e calcolo
Il sistema di misurazione deve garantire completezza, accuratezza e comparabilità dei dati sui flussi di risorse.
Sistemi di raccolta dati
Si implementi un sistema di tracciabilità che colleghi:
Il sistema deve consentire la riconciliazione tra i flussi: materiali in entrata = prodotti finiti + sottoprodotti + rifiuti + variazione scorte.
Calcolo degli indicatori di circolarità
Tasso di materiali circolari in entrata:
(Materiali riciclati + Materiali rinnovabili) / Materiali totali in entrata × 100
Tasso di recupero dei rifiuti:
(Rifiuti riciclati + Rifiuti riutilizzati) / Rifiuti totali generati × 100
Indice di durabilità dei prodotti:
Vita utile media del prodotto / Vita utile standard del settore × 100
Nota di documentazione: per ogni indicatore, documentare la metodologia di calcolo, le fonti dei dati, i controlli di qualità applicati e le eventuali limitazioni o esclusioni.
Controlli di qualità sui dati
Si stabiliscano procedure di controllo che includano:
I controlli devono identificare e correggere scostamenti superiori al 5% tra i flussi teorici e quelli misurati.
- I sistemi ERP per i dati di acquisto e inventario dei materiali in entrata
- I sistemi di produzione per i dati sui prodotti finiti e sui sottoprodotti
- I sistemi di gestione ambientale per i dati sui rifiuti e sui metodi di smaltimento
- Riconciliazione mensile tra i dati di acquisto e i consumi effettivi
- Verifiche fisiche trimestrali sui livelli di scorte di materiali critici
- Audit annuali sui processi di classificazione e pesatura dei rifiuti
Esempio pratico: Valutazione completa
Industrie Meccaniche Lombarde S.p.A. produce componenti per l'industria automobilistica. Ricavi 2024: €85 milioni. Dipendenti: 420. L'entità rientra nella prima fase CSRD e deve applicare l'ESRS E5 per l'esercizio 2025.
Fase 1: Inventario dei flussi di risorse
Materiali in entrata (tonnellate/anno):
Nota di documentazione: dati estratti dal sistema ERP, riconciliati con le fatture di acquisto. Percentuali di contenuto riciclato certificate dai fornitori.
Fase 2: Analisi dei prodotti
Caratteristiche di design circolare:
Nota di documentazione: dati tecnici confermati dal dipartimento R&D. Contratti di fornitura ricambi verificati.
Fase 3: Classificazione dei rifiuti
Rifiuti generati (tonnellate/anno):
Nota di documentazione: pesi certificati dal gestore dei rifiuti. Codici CER verificati con consulente ambientale.
Fase 4: Calcolo degli indicatori
Tasso di materiali circolari in entrata:
(15% × 2.400 + 35% × 800 + 5% × 150) / 3.395 = 647,5 / 3.395 = 19,1%
Tasso di recupero dei rifiuti:
(240 + 38 + 11,4) / 298 = 289,4 / 298 = 97,1%
Conclusione: L'entità presenta una performance elevata nel recupero dei rifiuti ma margini di miglioramento significativi nell'uso di materiali circolari in entrata. Il focus per il 2025 sarà l'incremento della percentuale di contenuto riciclato negli acquisti di acciaio e alluminio.
- Acciaio inossidabile: 2.400 t (15% contenuto riciclato)
- Alluminio: 800 t (35% contenuto riciclato)
- Plastica tecnica: 150 t (5% contenuto riciclato)
- Lubrificanti e oli: 45 t (0% contenuto riciclato)
- Componenti progettati per durare 15 anni (standard settore: 12 anni)
- 85% dei componenti riparabili con ricambi disponibili per 20 anni
- 78% dei materiali recuperabili a fine vita (acciaio e alluminio)
- Trucioli metallici (non pericolosi): 240 t → 100% venduti a fonderia per riciclo
- Oli esausti (pericolosi, CER 13.02.05*): 38 t → 100% conferiti per rigenerazione
- Imballaggi di carta e cartone: 12 t → 95% raccolti per riciclo
- Rifiuti urbani assimilati: 8 t → conferiti in discarica
Lista di controllo operativa
- Identificare tutti i flussi di risorse materiali secondo la valutazione di materialità ESRS 1. Documentare l'esclusione di flussi non materiali con motivazione scritta.
- Implementare sistemi di misurazione che consentano la tracciabilità completa da materiali in entrata a prodotti finiti e rifiuti. Verificare la riconciliazione dei flussi almeno trimestralmente.
- Classificare correttamente tutti i materiali secondo le categorie ESRS E5: rinnovabili, non rinnovabili, critici. Ottenere certificazioni dai fornitori sul contenuto riciclato.
- Documentare le caratteristiche di design circolare dei prodotti con evidenze tecniche verificabili. Non limitarsi a dichiarazioni generiche di sostenibilità.
- Gestire la classificazione dei rifiuti secondo i codici CER europei. Distinguere obbligatoriamente tra rifiuti pericolosi e non pericolosi nei reporting quantitativi.
- La chiave del successo: stabilire procedure di controllo di qualità sui dati che identifichino e correggano errori prima della pubblicazione del bilancio di sostenibilità.
Errori comuni e come evitarli
- Aggregazione impropria dei flussi: L'ESRS E5 richiede divulgazioni separate per flussi di risorse in entrata, prodotti e rifiuti. Non aggregare questi dati in un unico indicatore di "performance circolare".
- Classificazione errata dei materiali critici: Basarsi sulla lista ufficiale UE dei materiali critici, aggiornata ogni tre anni. Non creare classificazioni interne non allineate agli standard normativi.
- Sottostima dei rifiuti pericolosi: Oli esausti, solventi usati e componenti elettronici contengono spesso sostanze pericolose. Verificare tutti i codici CER con il consulente ambientale.
- Omettere la tracciabilità dei flussi a monte: il paragrafo ESRS E5.30 richiede che, quando la catena del valore upstream è significativa, i dati sui contenuti riciclati siano supportati da certificazioni dei fornitori. Per Industrie Meccaniche Lombarde, il revisore deve verificare che il 35% di contenuto riciclato dichiarato sull'alluminio sia sostenuto da una dichiarazione EPD o da un certificato ISO 14021 del fornitore, non da una semplice comunicazione commerciale.
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