Definition

La confusione che genera il rilievo più frequente nelle prime rendicontazioni CSRD italiane è una sola: si pubblica come "fatturato idoneo" il numero che in realtà è "fatturato allineato," oppure il contrario. Il responsabile della sostenibilità non distingue le due fasi della classificazione tassonomica. Il revisore arriva, apre la nota integrativa al rendiconto, e legge una cifra unica senza capire quale dei due concetti la direzione abbia voluto comunicare. Le carte sono leggere: una pagina, un numero, una percentuale. La separazione fra idoneità (passaggio 1) e allineamento (passaggio 2) non c'è.

La sequenza che salta sempre

Cosa dice la norma. Il Regolamento delegato 2021/2139 elenca le attività economiche per codice NACE per ciascun obiettivo ambientale. Una società apre il Regolamento, identifica il codice NACE delle proprie attività, lo cerca nell'elenco. Se il codice è elencato, l'attività è idonea per quell'obiettivo. Se non è elencato, l'attività è non eligibile (out of scope) e va esclusa dal calcolo. La fase è oggettiva: non c'è giudizio, c'è una ricerca in una tabella.

Cosa succede davvero. Il responsabile della sostenibilità riceve il framework dal commercialista o dal consulente esterno e parte direttamente dall'allineamento, perché è la fase che genera il KPI presentabile (il "% allineato"). Salta la documentazione dell'idoneità, e quindi non distingue il fatturato che è dentro il perimetro tassonomico (idoneo) da quello che soddisfa anche i criteri tecnici (allineato). In nota integrativa pubblica una cifra unica, e il fascicolo di assurance non ha la base per validarla.

Disaccordo legittimo. Partner A esige la documentazione delle due fasi separatamente, sempre, anche se l'allineamento dichiarato è zero. Crede che la disciplina del passaggio 1 sia il prerequisito per la difendibilità del passaggio 2 in ispezione. Partner B accetta una documentazione semplificata se l'idoneità è ovvia (codice NACE chiaramente elencato, attività principale dell'impresa). Crede che la duplicazione sia burocratica e che la sostanza sia l'allineamento. Entrambe le posizioni sono difendibili. La differenza si vede quando il MEF entra in ispezione: il Partner A non riceve rilievi sulla classificazione, il Partner B riceve un rilievo se non ha annotato la versione della tassonomia utilizzata. La versione cambia (2021/2139, 2022/1214, 2023/2486), e una società che ha dichiarato idoneità nel 2024 deve specificare quale versione ha applicato.

Esempio pratico: Industria Sostenibile Veneta S.r.l.

Cliente: produttore italiano di componenti in plastica riciclata, sede a Mogliano Veneto, esercizio 2024, ricavi EUR 18M. La società produce granuli di plastica riciclata da rifiuti post-consumo e li vende a produttori di imballaggi. Bilancio IFRS, rendicontazione CSRD ai sensi del D.Lgs. 125/2024.

Passaggio 1: Identificazione del codice NACE. Il revisore verifica il codice NACE principale: 38.32 (recupero di materiali selezionati). Apre il Regolamento delegato 2021/2139, Allegato I, e cerca il codice fra le attività che contribuiscono all'obiettivo "economia circolare e prevenzione dei rifiuti." Il codice è elencato nella sezione 5.5 (recupero di rifiuti non pericolosi). L'idoneità è confermata.

Carta di lavoro: "Codice NACE 38.32 verificato come idoneo per l'obiettivo Economia circolare. Fonte: Regolamento delegato (UE) 2021/2139, Allegato I, sezione 5.5. Versione tassonomia applicata: 2023/2486 consolidata. Fatturato idoneo: EUR 18M, 100% dei ricavi dell'esercizio."

Passaggio 2: Documentazione dell'idoneità prima di tutto il resto. Si chiude il passaggio 1 con il numero del fatturato idoneo (EUR 18M). Non si parte dall'allineamento. Questa disciplina sequenziale è ciò che il fascicolo deve poter dimostrare in ispezione. Se il MEF chiede dove si trova la verifica del codice NACE, esiste una pagina dedicata con la firma del responsabile della sostenibilità.

Passaggio 3: Verifica dell'allineamento (fase separata). Ora si valutano i criteri tecnici dell'attività di recupero per l'obiettivo "economia circolare." Il Regolamento delegato richiede: percentuale minima di recupero materia (75% per i rifiuti non pericolosi), conformità ai criteri DNSH per gli altri cinque obiettivi, garanzie minime di sostenibilità (codice etico, governance fiscale, anticorruzione). Si verifica ogni criterio.

La società documenta un tasso di recupero del 78% sui flussi di rifiuti in ingresso. Il revisore ricalcola con i dati di tracciamento gennaio-dicembre 2024 e conferma. La conformità DNSH viene verificata per gli altri obiettivi: la società non utilizza solventi pericolosi (chimica), opera con consumo idrico documentato e a norma (acqua), non ha emissioni significative oltre i limiti AIA (inquinamento). Le garanzie minime: la società ha codice etico, ha pubblicato la policy whistleblowing nel 2023, ha governance fiscale documentata. Allineamento confermato.

Carta di lavoro: "Allineamento: confermato per il 100% del fatturato idoneo. Criteri verificati: tasso di recupero 78% (soglia 75%), DNSH per cinque obiettivi, garanzie minime documentate. Fonte: Regolamento delegato 2021/2139, Allegato I, sezione 5.5. Fatturato allineato: EUR 18M."

Passaggio 4: La complicazione del cambio di versione. A novembre 2024 la Commissione pubblica un aggiornamento dei criteri tecnici per il recupero materia. La nuova soglia per l'attività 5.5 sale dal 75% all'80% per gli esercizi rendicontati nel 2025. Il responsabile della sostenibilità chiede al revisore se applicare la nuova soglia all'esercizio 2024. Tecnicamente la nuova versione si applica dall'esercizio successivo, ma la decisione è strategica: se la società applica già la soglia 80% per il 2024 (anche se non obbligatorio), la rendicontazione non sarà esposta a "regressione" nel 2025. Il dato è 78%, sotto l'80% nuovo. Si decide di mantenere l'allineamento per il 2024 con la versione 2023/2486 (78% supera il 75% richiesto), e di registrare nella nota integrativa il rischio di non-allineamento per il 2025 se non si raggiunge l'80%. La società pianifica un investimento per arrivare all'82% nel 2025.

Conclusione del fascicolo. Industria Sostenibile Veneta dichiara per il 2024: fatturato idoneo EUR 18M (100%), fatturato allineato EUR 18M (100%). La rendicontazione separa esplicitamente le due fasi. La nota integrativa al rendiconto CSRD descrive la versione della tassonomia applicata, i criteri verificati e il rischio prospettico legato all'aggiornamento dei criteri.

Cosa rilevano i revisori e cosa viene spesso sbagliato

Idoneità saltata, fatturato idoneo dedotto. Si pubblica il fatturato allineato come se fosse il fatturato idoneo, comprimendo le due fasi. Il fascicolo non documenta la verifica del codice NACE contro l'elenco vigente. Il rilievo standard nelle ispezioni AFM e FRC sulla CSRD pilota 2023-2024 è proprio questo: "Il revisore non ha ottenuto evidenze sull'idoneità separatamente dall'allineamento. La conformità all'articolo 8 della CSRD richiede la divulgazione di entrambe le grandezze."

Versione della tassonomia non documentata. Il Regolamento delegato è stato aggiornato più volte (2021/2139, 2022/1214, 2023/2486 e successivi). Una società che ha applicato una versione obsoleta nel 2024 potrebbe avere classificato come idonea un'attività che la versione corrente esclude, o viceversa. Il fascicolo deve registrare la versione utilizzata. La sua assenza è una carenza di controllo interno, non un dettaglio formale.

Mappatura NACE narrativa. Si descrive l'attività in prosa ("produzione di componenti in plastica riciclata") senza ancorarla al codice NACE. Il Regolamento ragiona per codici, non per descrizioni. Una mappatura solo narrativa è invalida ai fini dell'idoneità: il MEF in ispezione richiederà il codice NACE specifico e l'evidenza che è stato cercato nell'elenco vigente.

Fatturato idoneo aggregato per gruppo eterogeneo. Una holding con tre divisioni (agricoltura biologica, produzione di acciaio, consulenza IT) può avere idoneità diversa per divisione. Aggregare il fatturato idoneo a livello di gruppo senza separare le divisioni produce un dato sovrastimato, perché include attività non eligibili. Ogni divisione richiede la propria verifica del codice NACE.

Quando la distinzione conta in un incarico

Un team di revisione assiste un'azienda agricola siciliana di 2.400 ettari, specializzata in mandorle e pistacchio biologici, con ricavi EUR 7,5M. La società rivendica il 100% del fatturato come idoneo per l'obiettivo "protezione e ripristino della biodiversità e degli ecosistemi."

Idoneità. Il codice NACE principale è 01.30 (coltivazione di colture permanenti). Il revisore verifica nel Regolamento delegato 2021/2139, Allegato II (obiettivi della biodiversità). Il codice è elencato. Idoneità confermata. Fatturato idoneo: EUR 7,5M, versione tassonomia 2023/2486.

Allineamento. I criteri tecnici per l'agricoltura biologica richiedono certificazione biologica (la società ha la certificazione ICEA, valida e rinnovata), test del suolo periodici (il MIPAAF richiede triennali), documentazione della rotazione colturale, conformità ai vincoli sull'uso del suolo. Il revisore esamina la documentazione. La certificazione biologica c'è. La rotazione colturale è documentata. I test del suolo non sono stati eseguiti negli ultimi tre anni, mentre il criterio richiede l'aggiornamento periodico. Il team non può attestare l'allineamento integrale. Conclusione: fatturato idoneo EUR 7,5M, fatturato allineato EUR 5M (i due settori con test del suolo aggiornati a giugno 2024 e ottobre 2024). I rimanenti EUR 2,5M sono idonei ma non allineati: l'attività rientra nel perimetro tassonomico ma non soddisfa tutti i criteri tecnici.

Conseguenza pratica. Se il fascicolo avesse aggregato i due concetti, avrebbe pubblicato "Attività tassonomica EUR 7,5M" senza distinguere quanto era effettivamente allineato. La rendicontazione corretta è: idoneo EUR 7,5M, allineato EUR 5M, gap di EUR 2,5M dovuto all'assenza di test del suolo aggiornati nel terzo settore. La direzione pianifica i test entro il primo trimestre 2025.

Idonea vs. allineata

DimensioneAttività idoneaAttività allineata
Criterio di inclusioneCodice NACE elencato nella delegated actTutti i criteri tecnici, DNSH e garanzie minime soddisfatti
DeterminazioneOggettiva, ricerca in elencoValutativa, basata su evidenze quantitative e qualitative
Fase temporalePassaggio 1 della classificazione tassonomicaPassaggio 2, dopo conferma dell'idoneità
Documentazione richiestaCodice NACE, versione tassonomia, obiettivo ambientaleCriteri tecnici verificati, conformità DNSH, matrice di allineamento
Errore tipicoIgnorata o aggregata con l'allineamentoRiportata senza prima documentare l'idoneità

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Il Calcolatore di Tassonomia UE ciferi automatizza la mappatura NACE, recupera la versione corrente del Regolamento delegato, e separa le due fasi (idoneità e allineamento) nel fascicolo di assurance. Inserito il codice NACE e il fatturato, restituisce la conferma di idoneità per obiettivo, la versione applicata, e il prospetto dei criteri tecnici da verificare per l'allineamento. È uno strumento di pianificazione, non un sostituto del giudizio professionale.

Termini correlati

- Attività allineata — un'attività idonea che dimostra il contributo sostanziale all'obiettivo ambientale e la conformità ai criteri tecnici di screening, alle garanzie minime e al DNSH. - Codice NACE — la classificazione statistica delle attività economiche utilizzata nell'UE; in Italia è la classificazione ATECO derivata dalla NACE. - Tassonomia dell'UE — il framework normativo che definisce quali attività economiche contribuiscono agli obiettivi climatici e ambientali della Commissione (Regolamento 2020/852 e Regolamenti delegati successivi). - DNSH (Do No Significant Harm) — il criterio per cui un'attività allineata non deve causare danno significativo agli altri obiettivi ambientali. - Rendicontazione CSRD — la disciplina europea che richiede la divulgazione del fatturato idoneo e allineato (Direttiva 2022/2464; D.Lgs. 125/2024 in Italia). - Garanzie minime di sostenibilità — i requisiti di rispetto dei diritti umani, anticorruzione, concorrenza leale e governance fiscale richiesti dall'articolo 18 del Regolamento.

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