Definition
Nei fascicoli che riesaminiamo, la valutazione della competenza dell'esperto della direzione è quasi sempre il punto debole. Si trova il nome dello studio incaricato, l'importo del compenso e una copia del rapporto, ma non si trova quasi mai una verifica documentata delle credenziali della persona fisica che ha firmato il lavoro. Le carte sono leggere proprio dove la CONSOB guarda per prima.
Come funziona
Il principio è chiaro. Cosa succede davvero nei fascicoli è un'altra storia.
Nella maggior parte dei dossier che abbiamo riesaminato, quando la direzione si appoggia a un esperto (perito industriale, attuario, valutatore di proprieta intellettuale, ingegnere edile per stime di fair value), il team di revisione raccoglie il rapporto, lo allega al fascicolo e ticca la procedura come completata. La valutazione della competenza si esaurisce in una frase del tipo "studio specializzato indipendente, iscritto al relativo albo professionale". Tradotto: nessuno ha guardato il CV del singolo professionista che ha firmato. Questo è il rilievo che genera più osservazioni in sede di vigilanza CONSOB sulle valutazioni complesse.
L'ISA Italia 500.8(a) richiede invece che il revisore ottenga elementi probativi sulla competenza, sull'obiettivita e sulla diligenza professionale dell'esperto, valutando anche se i metodi e le ipotesi siano appropriati nelle circostanze (ISA Italia 500.A56–A61). La valutazione precede l'esame dei numeri. Qualora l'esperto non sia competente o sia palesemente di parte, nessuna mole di documentazione tecnica reggera l'asserzione.
La zona grigia è dove si gioca il giudizio professionale. Quanto basta per dichiarare la competenza adeguata? L'iscrizione all'albo è sufficiente, oppure servono lavori similari recenti? Un valutatore di marchi che ha 30 anni di esperienza ma nessuna pubblicazione sul settore specifico del cliente è competente per quella valutazione? Riteniamo di no, perché la competenza ai sensi dell'ISA Italia 500 è specifica alla materia tecnica e al contesto di applicazione, non astratta. Un altro revisore potrebbe ritenere che l'iscrizione all'albo, unita all'esperienza generale, sia sufficiente quando il cliente è di dimensioni contenute. Entrambe le posizioni sono difendibili. La differenza si vede in fase di review, quando l'ispettore CONSOB chiede perché si è ritenuto adeguato un perito generalista per un asset altamente specialistico.
Perché il default è accettare il rapporto senza scavare? Per tre ragioni concrete che la lettura del solo principio non rivela. I budget tempo per i fascicoli di PMI non prezzano un'analisi seria della competenza dell'esperto. I template metodologici diffusi nei software di revisione hanno spesso un campo "indipendenza esperto" da spuntare con un sì/no, senza prompt qualitativi. La pressione tariffaria spinge a "scrivere le carte dopo" il sopralluogo, replicando la procedura dell'anno precedente quando nessuno aveva sollevato eccezioni. Si finisce per documentare la conformità procedurale, non il giudizio sostanziale.
Diciamo le cose come stanno: l'asserzione resta della direzione. L'esperto ha fornito una valutazione. La direzione ha scelto di usarla. Il revisore ne valuta la ragionevolezza per ottenere elementi probativi. Non sostituisce il giudizio del revisore. Lo informa.
Esempio pratico: Italwood S.r.l.
Cliente: società manifatturiera italiana, sede a Como, esercizio FY2024, principi contabili IFRS adottati per esigenze di gruppo. Italwood produce mobili su misura di fascia alta. A luglio 2024 ha acquisito una collezione di brevetti di design industriale da un competitor francese per EUR 2,8M. La contabilita: brevetti classificati come immobilizzazioni immateriali con vita utile stimata di 8 anni. Revisore legale incaricato ai sensi del D.Lgs. 39/2010.
Passo 1: Identificazione dell'esperto della direzione La direzione ha commissionato la valutazione a uno studio di consulenza specializzato (Valor Consulting, sede Milano). L'esperto ha redatto un rapporto di 40 pagine usando il metodo del reddito, considerando flussi di cassa storici e proiezioni di royalty per i prossimi 10 anni.
Nota di documentazione: nel fascicolo di revisione registrare nome dello studio, persona fisica firmataria, data del rapporto, compenso pattuito, modello tariffario.
Passo 2: Valutazione della competenza Si verifica chi ha firmato il rapporto, non solo chi lo ha emesso. Valor Consulting impiega 3 valutatori specializzati in proprietà intellettuale. L'incaricato principale, Dott. Marco Fiorini, è iscritto all'Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano dal 2015, con oltre 60 valutazioni di brevetti negli ultimi 5 anni e specializzazione documentata in valutazione di intangibili. Il revisore acquisisce il CV professionale, la copia dell'iscrizione all'albo e un elenco sintetico di lavori similari.
Nota di documentazione: allegare al fascicolo CV, certificazione professionale, evidenza di lavori similari recenti.
Passo 3: Valutazione dell'obiettivita Cosa succede davvero qui: i team accettano una dichiarazione generica di indipendenza e proseguono. La domanda corretta è se lo studio avesse interessi finanziari nella cifra finale. Valor Consulting è stata pagata EUR 18.000 a tariffa oraria fissa, non contingente al valore attribuito ai brevetti. Non risultano altri rapporti commerciali con Italwood negli ultimi 3 esercizi.
Nota di documentazione: ottenere dichiarazione di indipendenza dell'esperto. Registrare il modello di compenso (fisso versus contingente) nel fascicolo.
Passo 4: Valutazione dei metodi e delle ipotesi Il revisore non rifa la valutazione. Verifica però che metodi e ipotesi siano ragionevoli (ISA Italia 500.A56–A61). Valor Consulting ha usato il metodo del reddito con proiezioni a 10 anni basate sugli ultimi 3 anni di royalty da brevetti similari della concorrenza e su una discussione con il direttore commerciale di Italwood. Tasso di sconto applicato: 9,2%, basato sul costo medio ponderato del capitale del settore. Il revisore verifica le fonti delle royalty storiche, la plausibilita dell'orizzonte decennale per design industriale, la coerenza del tasso di sconto con il profilo di rischio di Italwood.
Complicazione che vediamo spesso: il direttore commerciale, in una riunione informale con l'esperto, ha indicato royalty attese del 6% del fatturato, mentre l'analisi storica di brevetti similari nel settore fornisce un range del 3,5–5,2%. L'esperto ha adottato il 5,5% come compromesso, senza documentare il razionale. Qualora il revisore ritenga che il compromesso non sia supportato, deve richiedere all'esperto di ricalcolare l'intervallo o di documentare per iscritto il razionale del valore adottato. Il rilievo CONSOB tipico in questi casi è proprio l'assenza di tracciabilita tra l'input fornito dalla direzione e l'ipotesi finale dell'esperto.
Nota di documentazione: copiare gli estratti chiave del rapporto a supporto delle ipotesi critiche. Registrare le domande poste all'esperto e le sue risposte.
Passo 5: Valutazione della conclusione Il rapporto conclude con un valore equo dei brevetti pari a EUR 2.650.000, inferiore di EUR 150.000 rispetto al costo di acquisizione. La contabilita di Italwood propone di iscrivere il valore a EUR 2.650.000 e registrare la differenza come perdita di valutazione iniziale.
Il revisore verifica la conclusione rispetto alle ipotesi sottostanti. I flussi di cassa proiettati e il tasso di sconto producono effettivamente EUR 2.650.000? Sì. Esiste un controllo incrociato con un secondo metodo? Il rapporto originario non lo prevede. Il revisore richiede a Valor Consulting un intervallo calcolato con metodo dei multipli di settore. Lo studio fornisce un intervallo di EUR 2.450.000–EUR 2.800.000. La conclusione di EUR 2.650.000 rientra nell'intervallo e resta ragionevole.
Nota di documentazione: registrare l'intervallo coerente con il metodo di supporto. Documentare la conclusione di revisione: il valore iscritto è supportato dall'esperto della direzione e coerente con un range verificato in modo indipendente.
Conclusione del passo: Si è ottenuto evidenza sufficiente sulla competenza dell'esperto, sull'obiettivita e sulla ragionevolezza del metodo. L'asserzione del fair value resta della direzione. Il revisore può ora formare un'opinione su di essa. Qualora Valor Consulting non fosse stata indipendente, o qualora il metodo non fosse stato supportato, il revisore avrebbe dovuto ottenere elementi probativi aggiuntivi o valutare una modifica della relazione ai sensi dell'ISA Italia 705.
Cosa sbagliano i revisori e gli ispettori
La CONSOB ha riscontrato che i fascicoli con valutazioni di esperti della direzione documentano spesso il nome dello studio e il costo del rapporto, ma omettono la valutazione della competenza tecnica specifica del professionista incaricato. Una formula del tipo "studio specializzato indipendente" non è sufficiente. La competenza va verificata a livello di persona fisica firmataria.
Il secondo errore frequente: confondere l'obiettivita dell'esperto con l'indipendenza del revisore rispetto alla direzione. Un esperto della direzione può essere il perito storico della società da anni e restare comunque appropriato, qualora la metodologia sia valida e il revisore ne valuti competenza e obiettivita. L'obiettivita dell'esperto è una questione di ragionevolezza del lavoro svolto e di assenza di interessi finanziari nel risultato, non di assenza di rapporti pregressi con il cliente.
Un terzo errore, più raro ma grave: accettare la conclusione dell'esperto senza verificare che metodi e ipotesi siano plausibili nel contesto specifico. "Lo studio ha concluso EUR 2,5M" non è elemento probativo sufficiente. Si deve documentare quale metodo è stato usato, quali ipotesi critiche sono state applicate e perché restano ragionevoli per il cliente specifico. Riteniamo che la documentazione delle ipotesi sia il punto su cui i fascicoli reggono o cedono in fase di revisione qualita, perché è l'unico elemento che permette al reviewer di ricostruire il giudizio professionale a distanza di mesi.
Confronto: Esperto della direzione vs. Esperto del revisore
Entrambi forniscono valutazioni specialistiche. La responsabilita è opposta.
| Dimensione | Esperto della direzione | Esperto del revisore |
|---|---|---|
| Chi lo sceglie | La direzione | Il revisore |
| Di chi è l'asserzione | Della direzione (supportata dall'opinione dell'esperto) | Dell'esperto (il revisore la usa come elemento probativo) |
| ISA di riferimento | ISA Italia 500.8(a) | ISA Italia 620 |
| Indipendenza richiesta | Obiettivita rispetto alle pressioni della direzione; il revisore la valuta | Indipendenza dal revisore e dalla direzione |
| Valutazione da parte del revisore | Competenza, obiettivita e ragionevolezza dei metodi | Competenza, obiettivita e qualita della relazione tecnica |
| Quando il numero cambia | Se il revisore contesta il metodo, la direzione decide se rivolgersi nuovamente al suo esperto o modificare l'asserzione | Se il revisore contesta l'opinione dell'esperto, modifica direttamente la conclusione del proprio lavoro |
Un fascicolo può contenere entrambe le figure. Esempio: la direzione si affida a uno studio di valutazione per il fair value di uno strumento derivato complesso. Il revisore ne valuta competenza e obiettivita ai sensi dell'ISA Italia 500. Qualora successivamente il revisore abbia dubbi metodologici, può incaricare un proprio esperto per una valutazione indipendente ai sensi dell'ISA Italia 620. Se le due conclusioni divergono, si ottengono ulteriori elementi probativi per risolvere lo scarto.
Quando il revisore incarica un proprio esperto
Qualora la direzione non disponga di un esperto, oppure qualora l'esperto della direzione non risulti competente o obiettivo, il revisore affronta direttamente la questione tecnica. Si incarica allora un esperto del revisore per ottenere elementi probativi su un'asserzione complessa. In questo caso si applica l'ISA Italia 620, non l'ISA Italia 500, e il revisore assume pienamente la responsabilita della conclusione raggiunta dal proprio esperto. Decorrenza: già operativa.
Sussiste un dibattito legittimo tra revisori sulla soglia di intervento. Una posizione: si incarica un esperto del revisore solo quando l'esperto della direzione è palesemente inadeguato, perché la responsabilita primaria dell'asserzione resta della direzione e moltiplicare gli esperti aumenta i costi senza migliorare la qualita probativa. Posizione opposta: in presenza di asserzioni complesse e ad alto rischio (fair value di intangibili, valutazioni attuariali, contenziosi fiscali rilevanti), il revisore dovrebbe disporre sistematicamente di una verifica indipendente, perché l'asimmetria informativa tra direzione e revisore non si chiude valutando la sola ragionevolezza del rapporto dell'esperto della direzione. Nella nostra esperienza la prima posizione prevale nei fascicoli di PMI, la seconda nei fascicoli di EIP e gruppi quotati.
Termini correlati
- Esperto del revisore (ISA Italia 620) - Valore equo - Asserzione - Elementi probativi - Stima contabile - Valutazione di immobilizzazioni immateriali
---