Definition

Indicatore del rapporto fra attivo corrente e passivo corrente, che misura la capacità dell'entità di estinguere le obbligazioni a breve con le risorse disponibili nei dodici mesi successivi alla data di bilancio. Inquadrato dallo IAS 1.69 (presentazione corrente / non corrente) e dallo IAS 7 (rendiconto finanziario), entra nel fascicolo di revisione attraverso l'ISA Italia 315 (procedure di analisi comparativa di pianificazione) e l'ISA Italia 570 (continuità aziendale).

Come funziona

Lo IAS 1.69 chiede una cosa sola: separare attivo e passivo entro dodici mesi da quanto sta oltre. Non chiede di calcolare il rapporto. Non chiede al revisore di valutarlo. Il rapporto entra dalla porta laterale, attraverso l'ISA Italia 315.A14-A17 (procedure di analisi comparativa in fase di pianificazione) e l'ISA Italia 570.10 (eventi e condizioni che possono far sorgere dubbi significativi sulla continuità).

In teoria, dunque, il revisore divide attivo corrente per passivo corrente, confronta con i tre esercizi precedenti e con la media di settore, documenta lo scostamento e prosegue. In pratica accade altro. Si calcola il numero, si appoggia in una colonna del foglio di analisi comparativa, e nel memorandum di pianificazione si scrive che "il rapporto risulta in linea con il settore". Il benchmark da cui viene la conclusione "in linea" non sta da nessuna parte.

Qui si apre la zona grigia. Lo IAS 1.69 stabilisce solo come si presenta la voce. L'ISA Italia 570.10(b) cita esplicitamente "indicatori finanziari negativi importanti" tra gli elementi che generano dubbi sulla continuità, ma non fornisce soglie. Il giudizio professionale (giudizio prognostico, per usare la formula di Cristarella) sta tutto in chi sceglie e difende il benchmark. Senza questa scelta esplicita nel fascicolo, l'ISA Italia 230.8 sulla documentazione non è soddisfatto: un revisore terzo non capirebbe perché si è concluso quanto si è concluso.

Il rapporto va sempre letto contro il ciclo operativo. Una società di costruzioni con incassi a 90 giorni e magazzino di materiali a rotazione lenta convive senza problemi con un rapporto di 1,2. Una catena della GDO opera tranquillamente a 0,7 perché incassa cash e paga i fornitori a 60 giorni. Il numero da solo non dice nulla.

Esempio pratico: Mediolano Costruzioni S.r.l.

Cliente: società di costruzioni italiana, esercizio 2024, bilancio IFRS volontario. Ricavi EUR 18,5M. Soggetta a revisione ai sensi dell'art. 2409-bis C.C. e del D.Lgs. 39/2010, con collegio sindacale incaricato anche della revisione legale (sindaco unico-revisore non applicabile per dimensione).

Passo 1. Identificare attivo e passivo corrente dal bilancio

- Attivo corrente: crediti verso clienti EUR 4,2M, magazzino EUR 2,1M, liquidità EUR 1,8M. Totale EUR 8,1M. - Passivo corrente: debiti verso fornitori EUR 3,5M, ratei passivi EUR 0,8M, rata corrente mutuo EUR 1,2M. Totale EUR 5,5M.

Nota di documentazione: si verifichi la classificazione secondo IAS 1.66-1.69. Per i crediti, si tracci l'incasso post-chiusura nel mese successivo (subsequent events review) a supporto della classificazione corrente.

Passo 2. Calcolare il rapporto

Current ratio = 8,1 / 5,5 = 1,47.

Nota di documentazione: si inserisca il numero nella tabella di analisi comparativa di pianificazione e si motivi se sia coerente con i tre esercizi precedenti.

Passo 3. Posizionare il rapporto nel contesto industriale e di ciclo

La media del settore costruzioni in Italia, dai bilanci pubblici depositati al Registro Imprese, si colloca fra 1,3 e 1,6. Mediolano sta al limite superiore della banda. Il magazzino contiene però materiali (cemento, ferro, finiture) che richiedono in media 4-6 mesi per essere incorporati nei progetti e fatturati. I crediti verso clienti hanno un tempo medio di incasso di 90 giorni, in linea con la prassi di settore ma non con la liquidità "sulla carta" che il rapporto suggerisce.

Nota di documentazione: si documenti il ciclo operativo. Se il ciclo fosse di 180 giorni e i fornitori venissero pagati a 60, la posizione di liquidità sarebbe più stretta di quanto il rapporto faccia pensare.

Passo 4. Verificare la coerenza interperiodale

- 2023: 1,42 - 2022: 1,51

Il rapporto è stabile sui tre esercizi.

Complicazione che richiede giudizio. A fine 2024, il principale committente di Mediolano (un'amministrazione comunale per il 38% dei ricavi) annuncia un ritardo di pagamento di sei mesi su lavori già fatturati per EUR 1,8M, classificati a corrente. Il rapporto pro forma, riclassificando quel credito a non corrente, scende a (8,1 - 1,8) / 5,5 = 1,15. Il numero pubblicato resta 1,47, ma il numero che descrive la realtà sostanziale è 1,15. Cosa fa il revisore.

In studio non eravamo d'accordo. Il Partner A sosteneva che lo IAS 1.66 vincola la classificazione al diritto contrattuale all'incasso entro dodici mesi: se il diritto esiste, la classificazione resta corrente, e nel memorandum si nota la concentrazione di rischio cliente con sensitivity. Il Partner B ribatteva che il principio della prevalenza della sostanza sulla forma (OIC 11 e Conceptual Framework IFRS) impone un'analisi della aspettativa ragionevole di incasso: se la direzione sa che l'incasso slitta a oltre dodici mesi, mantenere la classificazione corrente è una rappresentazione fuorviante. Entrambe le posizioni difendibili. La differenza non è teorica: cambia il giudizio sulla continuità ai sensi dell'ISA Italia 570.

Conclusione operativa. Nel fascicolo di Mediolano abbiamo documentato 1,47 come rapporto contabile, 1,15 come rapporto sostanziale, la divergenza fra le due interpretazioni e la procedura aggiuntiva svolta (lettera di conferma alla tesoreria comunale sul piano di pagamento). Senza questa documentazione, una verifica MEF su carte di lavoro (i controlli previsti dal D.Lgs. 39/2010, art. 20) avrebbe segnalato il rilievo classico: analisi comparativa svolta meccanicamente, benchmark non motivato, scostamento non investigato.

Cosa i revisori e gli ispettori non comprendono

Il revisore non deve limitarsi a calcolare il rapporto. Deve dichiarare quale benchmark sta usando, perché quel benchmark è appropriato alla società, e cosa farà se il rapporto se ne discosta. Senza queste tre risposte, il numero in carta è ornamento, non procedura.

La maggior parte dei fascicoli sanzionati dalla CONSOB nel biennio 2023-2024 condivide lo stesso pattern: il rapporto risulta calcolato, il foglio di analisi comparativa è ticcato, ma la motivazione del benchmark non c'è. Le carte erano leggere proprio sul punto che la verifica avrebbe potuto difendere. La sanzione tipica cita l'ISA Italia 230.8 (documentazione insufficiente) e l'ISA Italia 520.5 (procedure analitiche inadeguate).

Si confonde il current ratio con il quick ratio, soprattutto in società industriali con magazzino stagionale rilevante. Il quick ratio esclude scorte e ratei attivi presupponendo minore liquidità. Per una società commerciale la differenza è marginale; per una società di moda con collezioni stagionali i due rapporti raccontano due storie diverse, e ignorarne uno significa perdere il segnale.

L'idea che un rapporto inferiore a 1,0 indichi automaticamente crisi di liquidità non regge nei settori a rotazione veloce. La GDO opera strutturalmente fra 0,7 e 0,9 perché incassa cash e paga i fornitori a 60 giorni. Una società con rapporto 0,8 può essere completamente solvibile se la cassa entra prima che i debiti diventino esigibili.

Current Ratio vs Quick Ratio

ElementoCurrent RatioQuick Ratio
Attivo inclusoLiquidità, crediti, inventario, ratei attiviLiquidità, crediti
Attivo esclusoNessunoInventario, ratei attivi
Quando usarloValutazione generale della liquidità a breveQuando l'inventario è lentamente liquidabile o stagionale
FormulaAttivo corrente / Passivo corrente(Liquidità + Crediti) / Passivo corrente

Quando la distinzione importa in un incarico

Una società di moda con collezioni stagionali ha un current ratio di 1,35 e un quick ratio di 0,8. Prima della stagione di vendita il magazzino è gonfio; dopo, è quasi esaurito. Se la data di bilancio cade alla fine di giugno (chiusura sull'anno solare per società italiane non IFRS, ipotesi atipica ma accade per gruppi controllati da parent estere con anno fiscale luglio-giugno) e il magazzino è al picco di accumulo per la stagione autunno-inverno, il current ratio di 1,35 sembra rassicurante. Il quick ratio di 0,8 dice altro: la pressione di cassa nei mesi precedenti al picco di vendita è stata reale.

Nei dossier che abbiamo visto, il revisore che esamina solo il current ratio in queste situazioni perde l'informazione che conta per la valutazione di continuità ai sensi dell'ISA Italia 570.10. La direzione, intervistata, sa benissimo qual è il rapporto rilevante: lo guarda mensilmente per gestire il fido. Il fascicolo, no.

Termini correlati

- Continuità aziendale: capacità dell'entità di proseguire l'operatività nel prevedibile futuro, valutata dal revisore secondo l'ISA Italia 570 e dal collegio sindacale secondo l'art. 2403 C.C. Il current ratio è uno degli indicatori, non l'indicatore.

- Working capital: differenza fra attivo corrente e passivo corrente, espressa in valore assoluto. Un working capital positivo si correla in genere a un current ratio superiore a 1,0, ma le due misure rispondono a domande diverse.

- Attivo corrente: elementi patrimoniali la cui realizzazione è attesa entro dodici mesi dalla data di bilancio, classificati secondo lo IAS 1.66.

- Passivo corrente: obbligazioni la cui estinzione è attesa entro dodici mesi dalla data di bilancio, classificate secondo lo IAS 1.69.

- Cash conversion cycle: numero di giorni fra il pagamento ai fornitori e l'incasso dalle vendite. Un ciclo lungo rende il current ratio meno significativo della struttura dei flussi.

- Solvibilità: capacità di onorare le obbligazioni nel medio-lungo termine, valutata attraverso indicatori di indebitamento e redditività oltre che di liquidità.

Calcolatore di rapporto di liquidità

Si veda il Calcolatore di rapporto di liquidità corrente per il calcolo automatico dal trial balance, il confronto con i tre esercizi precedenti, e l'output simultaneo di quick ratio e working capital assoluto. Lo strumento produce anche la sensitivity sul ciclo di conversione, utile per ancorare il benchmark alle circostanze dell'entità nel memorandum di pianificazione.

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