Definition

La maggior parte dei team calcola l'EPS diluito una volta a chiusura, archivia il foglio Excel nel fascicolo e si fida del numero finale. Sui rilievi CONSOB documentati sull'IAS 33, il problema riscontrato non è quasi mai la formula. Sono il numero medio ponderato di azioni nel denominatore e l'ordinamento incoerente del test di diluitività strumento per strumento.

Dove vive davvero il rischio sul fascicolo

La formula è ben compresa. Si concorda parzialmente: il metodo prescritto dall'IAS 33.31-37 è meccanico una volta applicato correttamente, e un junior con un foglio Excel ben costruito arriva al numero giusto. Il rischio di revisione non vive nella formula. Vive in due posti che la formula assume risolti: il numero medio ponderato di azioni nel denominatore e l'ordinamento del test di diluitività strumento per strumento. Sui fascicoli di società quotate che si vedono in aula, il foglio del calcolo medio ponderato è raramente legato al libro soci, e il test di diluitività viene spesso eseguito in aggregato invece che per singolo strumento.

L'errore più frequente non è la formula del treasury stock method. È l'ordinamento del test di diluitività, perché lo IAS 33.36 richiede di aggiungere gli strumenti al denominatore in ordine crescente di impatto, fino al punto in cui il calcolo margine per margine smette di ridurre l'EPS. È il passaggio che si salta quando l'impostazione di partenza assume diluitive tutte le posizioni in circolazione, e nessuno torna indietro a tickare lo step.

Come funziona

Il fallimento tipico arriva prima della formula. Sul fascicolo: la direzione fornisce il numero di azioni a fine esercizio, il revisore lo accetta come denominatore e il calcolo medio ponderato (quando le emissioni o i riacquisti hanno avuto luogo intra-anno) viene saltato. CONSOB e OIC hanno documentato lo schema più volte. La formula viene poi applicata correttamente su un denominatore già sbagliato.

L'IAS 33.10 richiede una media ponderata nel tempo: numero di azioni in circolazione a ogni data di emissione o riacquisto, moltiplicato per il numero di giorni di circolazione, diviso per i giorni dell'esercizio. Cosa accade in pratica: sui fascicoli con calcolo manuale in Excel, la ponderazione per data viene riassunta in due o tre righe medie, e la nota di una società quotata non riconcilia mai con un libro soci tenuto giorno per giorno.

L'EPS diluito assume che tutti gli strumenti diluitivi in circolazione vengano esercitati o convertiti, e che i proventi ricevuti vengano usati per riacquistare azioni al prezzo medio di mercato del periodo. Questo approccio, noto come treasury stock method, è prescritto dall'IAS 33.31-37. Il risultato è sempre un numero di azioni ordinarie superiore, che porta a un EPS più basso.

L'EPS diluito non è una formula. È un test di diluitività ripetuto strumento per strumento. L'IAS 33.17 definisce uno strumento come diluitivo se la sua conversione o esercizio ridurrebbe l'utile per azione. Nella pratica, un'opzione è diluitiva quando il prezzo di esercizio è inferiore al prezzo medio di mercato dell'azione durante il periodo; un'obbligazione convertibile è diluitiva quando la sua conversione comporterebbe un EPS inferiore rispetto al mantenimento dell'obbligazione come debito. Sul fascicolo: il test si esegue separatamente, mai in aggregato.

L'IAS 33.36 richiede che gli strumenti diluitivi siano ordinati per effetto diluitivo e aggiunti al denominatore in ordine crescente di impatto, fino al punto in cui il calcolo margine per margine smette di ridurre l'EPS. Sui rilievi CONSOB: il fascicolo che regge sotto un controllo di qualità non è quello con il calcolo corretto, è quello che mostra il test di diluitività eseguito per ciascuno strumento, non assunto a monte.

La zona grigia che resta (quella che la formula non risolve) è la stima del prezzo medio di mercato intra-anno per il treasury stock method. Media aritmetica delle chiusure giornaliere o media ponderata per volumi scambiati? L'IAS 33 lascia la scelta alla direzione, purché si applichi in modo coerente tra periodi e tra strumenti. Sul fascicolo va documentata e tickata.

Esempio pratico: Fabbrica Tessile Marche S.p.A.

Cliente: Società manifatturiera italiana, esercizio 2024, fatturato EUR 47M, quotata su Borsa Italiana, IFRS reporter.

Passo 1 – Calcolo dell'EPS ordinario

Risultato netto attribuibile ai soci della capogruppo (2024): EUR 2.840.000. Numero medio ponderato di azioni ordinarie in circolazione: 2.000.000 azioni. Calcolo: EUR 2.840.000 / 2.000.000 = EUR 1,42 per azione.

Nota di documentazione: nel fascicolo di revisione, il calcolo del numero medio ponderato deve documentare il numero di azioni in circolazione a ogni data di emissione o riacquisto, e il numero di giorni di circolazione. Esempio: 1.800.000 azioni per 365 giorni più 200.000 azioni per 180 giorni = (1.800.000 × 365 + 200.000 × 180) / 365 = 2.000.000 azioni medie.

Passo 2 – Identificazione degli strumenti diluitivi

La società ha in circolazione: - 120.000 stock option con prezzo di esercizio EUR 11,50 (prezzo medio di mercato nel 2024: EUR 14,00) - Obbligazione convertibile 3,5% per EUR 1.500.000 convertibile in 125.000 azioni

Le opzioni sono diluitive perché il prezzo di esercizio (EUR 11,50) è inferiore al prezzo medio (EUR 14,00). L'obbligazione è diluitiva se la sua conversione comporta un EPS inferiore a quello mantenendo il debito.

Complicazione di giudizio: durante il 2024 la società ha anche assegnato un piano di performance option (tranche tecniche) che vesta solo qualora il fatturato 2025 superi EUR 55M e l'EBITDA margin superi il 12%. La direzione ritiene "altamente probabile" il raggiungimento dei target sulla base del budget. L'IAS 33.52 (regola sulla contingency) richiede che le azioni emettibili sotto condizione siano incluse nel calcolo dell'EPS diluito soltanto se le condizioni alla data di chiusura sarebbero state soddisfatte. Il giudizio della direzione sul "probabile" non basta. Conta lo stato del trigger al 31/12. Si esclude pertanto il piano performance dal calcolo 2024, e la carta di lavoro documenta la condizione, la valuta sui dati a chiusura e conclude la non-inclusione. Cosa accade in pratica: è qui che le carte sono leggere. La valutazione viene scritta in una riga, senza il calcolo controfattuale che dimostri l'esito.

Nota di documentazione: documentare il calcolo della diluitività per ogni strumento, incluse le assunzioni su prezzo di mercato, tassi di interesse e metodo usato (treasury stock method per le opzioni, approccio if-converted per le obbligazioni convertibili).

Passo 3 – Calcolo dell'effetto diluitivo delle opzioni (treasury stock method)

Proventi dall'esercizio: 120.000 opzioni × EUR 11,50 = EUR 1.380.000. Numero di azioni riacquistabili al prezzo medio: EUR 1.380.000 / EUR 14,00 = 98.571 azioni. Azioni ordinarie nette da aggiungere al denominatore: 120.000 - 98.571 = 21.429 azioni.

Nota di documentazione: il calcolo del treasury stock method deve essere separato per ogni serie di opzioni se le condizioni variano. Documentare il prezzo di esercizio, il prezzo medio di mercato, la data di origine di ciascuna serie.

Passo 4 – Calcolo dell'effetto diluitivo dell'obbligazione convertibile

Approccio if-converted: se l'obbligazione viene convertita, il risultato aumenta perché gli interessi (netti di imposte) non vengono più sostenuti. Interesse lordo (3,5% su EUR 1.500.000): EUR 52.500. Effetto fiscale al 24%: EUR 12.600. Interesse netto: EUR 39.900. Questo importo si aggiunge al numeratore (risultato netto). Denominatore: aggiungi 125.000 azioni (azioni risultanti dalla conversione).

Nuovo EPS se convertito: (EUR 2.840.000 + EUR 39.900) / (2.000.000 + 125.000) = EUR 2.879.900 / 2.125.000 = EUR 1,3546 per azione. Confronto: EPS ordinario EUR 1,42 vs EPS con conversione dell'obbligazione EUR 1,3546. L'obbligazione è diluitiva perché riduce l'EPS.

Nota di documentazione: per ogni strumento convertibile, documentare l'importo lordo e netto dell'interesse o del dividendo che non sarebbe più sostenuto, il numero di azioni ordinarie risultanti dalla conversione, il nuovo EPS calcolato. Mostrare il confronto con l'EPS ordinario per confermare la diluitività.

Passo 5 – Ordinamento per effetto diluitivo margine per margine

Aggiungere prima le opzioni (effetto per azione: (EUR 2.840.000 + 0) / (2.000.000 + 21.429) = EUR 1,3997 per azione). Nuovo EPS: EUR 1,3997. Questo è inferiore all'EPS ordinario di EUR 1,42, quindi le opzioni vengono incluse. Aggiungere poi l'obbligazione (effetto cumulativo: (EUR 2.840.000 + EUR 39.900) / (2.000.000 + 21.429 + 125.000) = EUR 2.879.900 / 2.146.429 = EUR 1,3410 per azione). Questo è inferiore a EUR 1,3997, quindi l'obbligazione viene inclusa.

Risultato finale

EPS ordinario: EUR 1,42. EPS diluito: EUR 1,3410. La società presenta entrambi i dati nel conto economico ai sensi dell'IAS 33.66.

Nota di documentazione conclusiva: la riconciliazione tra il numero ordinario e il numero diluito di azioni deve apparire nel fascicolo come tabella che mostra il calcolo passo per passo. Una presentazione chiara riduce il rischio di rilievo.

Cosa i revisori e i professionisti sbagliano

Tier 1 – Rilievo ispettivo: CONSOB e l'Organismo Italiano di Contabilità hanno segnalato che il calcolo del numero medio ponderato di azioni viene spesso eseguito usando un numero di fine esercizio invece di una media ponderata nel tempo, in violazione dell'IAS 33.10. L'errore è più comune tra le entità che calcolano l'EPS manualmente anziché tramite sistemi di bilancio integrati. Sul fascicolo: le carte sono leggere quando il foglio Excel del denominatore è scollegato dal libro soci e dalle date di emissione/riacquisto.

Sull'incentivo perverso che produce lo schema. I compensi irrisori sulle quotate di taglia minore non finanziano l'acquisto di software dedicato per la riconciliazione EPS, e il budget tempo del partner premia il riuso del template dell'esercizio precedente. Il foglio manuale non è una scelta tecnica. È una scelta economica, e la "metodologia" che lo accompagna è, in pratica, "si ricalcola come l'anno scorso, salvo che qualcosa non sia cambiato in modo evidente". Il test di diluitività strumento per strumento è la prima cosa che salta quando il manager taglia le ore alla terza settimana di busy season.

Tier 2 – Errore standard-referenziato: le opzioni "out of the money" (prezzo di esercizio superiore al prezzo medio di mercato) vengono talvolta incluse nel calcolo dell'EPS diluito quando la loro inclusione aumenterebbe l'EPS invece di ridurlo. L'IAS 33.32 richiede che le opzioni out-of-the-money siano escluse perché non sono diluitive. In pratica: il test di diluitività si esegue per ogni strumento singolarmente, non in aggregato. Stessi dati. EPS diverso.

Disaccordo legittimo tra partner. Il partner A include nel calcolo le opzioni con prezzo di esercizio molto vicino al prezzo medio di mercato (poche centinaia di euro di differenza al di sopra) per prudenza davanti a un eventuale controllo CONSOB, sostenendo che la differenza rientra nel margine di stima del prezzo medio. Il partner B le esclude con un test stringente in/out of the money perché la lettera dell'IAS 33.32 non ammette il "quasi" e l'inclusione di uno strumento anti-diluitivo violerebbe la norma. La posizione di B è più aderente all'IAS 33.32; quella di A è più difendibile davanti a un'ispezione qualora il prezzo di mercato del periodo successivo si chiarisca a favore della diluitività. Entrambe le posizioni si tengono soltanto se documentate con la motivazione e con il calcolo controfattuale che mostra l'effetto sul numero finale.

Tier 3 – Pratica documentativa: il fascicolo spesso non contiene una riconciliazione chiara tra il numero ordinario di azioni e il numero diluito, e ciò rende difficile al reviewer replicare il calcolo. Una tabella di una pagina con due colonne (calcolo ordinario, calcolo diluito margine per margine) è lo standard di documentazione atteso. Un rilievo CONSOB sulla riconciliazione EPS può cascare male sul partner firmatario: l'esposizione mediatica della società quotata si traduce in attenzione disciplinare, e una nota di revisione che non quadra con il prospetto è la prova più diretta che il reviewer trova.

L'osservazione di secondo ordine è questa: il fascicolo che regge sotto un rilievo CONSOB sulla diluitività non è quello con il calcolo corretto, è quello che mostra il test di diluitività eseguito per ciascuno strumento, non assunto a monte. Gli ispettori non controllano il numero finale. Controllano la traccia che porta al numero finale.

Quando la distinzione conta sull'incarico

La distinzione tra EPS ordinario e diluito pesa in due contesti su un incarico di revisione. Primo: se l'entità è quotata o soggetta a contratti che si basano sull'EPS (covenant di prestito, patti azionari, EIP collegate a EPS), l'inclusione o l'esclusione di strumenti diluitivi ha conseguenze economiche immediate. Un calcolo errato dell'EPS diluito potrebbe esporre l'entità a violazioni di covenant o a contenziosi azionari. Secondo: l'IAS 33.66 richiede che entrambi gli importi siano presentati nel conto economico o nelle note qualora l'entità abbia strumenti diluitivi in circolazione. L'omissione di una delle due misure è un errore di completezza nel bilancio rilevabile dal reviewer in seconda lettura.

Sui fascicoli che vediamo, l'errore pratico più frequente è il trattamento incoerente dei dati intra-anno. Quando il numero ordinario di azioni viene aggiornato a ogni emissione o riacquisto ma il prezzo medio di mercato per il calcolo delle opzioni viene aggiornato solo per trimestri, emerge un'incongruenza temporale che il reviewer trova. Tutti i dati devono restare coerenti per lo stesso periodo (stesso numeratore di risultato netto, stesso intervallo temporale per medie ponderate e prezzi di mercato), e la coerenza si dimostra sul fascicolo, non si dichiara.

Tabella di confronto

La tabella che segue compatta le differenze tecniche utili in fase di pianificazione. Va letta sapendo che le righe meccaniche (numeratore, denominatore) sono quelle che reggono in automatico, mentre l'ultima riga (calcolo della diluitività) è quella su cui si gioca il rilievo CONSOB.

DimensioneEPS ordinarioEPS diluito
NumeratoreRisultato netto attribuibile ai sociRisultato netto più interessi netti di strumenti diluitivi (convertibili)
DenominatoreMedia ponderata di azioni ordinarie in circolazioneMedia ponderata di azioni ordinarie più effetto di strumenti diluitivi (opzioni, warrant, convertibili)
Quando è più altoSempre (denominatore minore)Mai (denominatore sempre maggiore o uguale)
Requisito IAS 33Presentazione obbligatoria se l'entità ha azioni ordinariePresentazione obbligatoria se l'entità ha strumenti diluitivi in circolazione
Calcolo della diluitivitàNon applicabileOgni strumento deve essere testato singolarmente per confermarne la diluitività

Termini correlati

- Risultato per azione: La categoria generale di metriche di reddito per azione, che include sia EPS ordinario sia diluito. - Metodo del tesoro: La tecnica prescritta dall'IAS 33 per calcolare l'effetto diluitivo delle opzioni e dei warrant. - Obbligazione convertibile: Uno strumento di debito che può essere convertito in azioni ordinarie, uno dei componenti più complessi del calcolo dell'EPS diluito. - Strumento diluitivo: Qualsiasi titolo la cui conversione o esercizio riduce l'utile per azione. - Media ponderata di azioni in circolazione: Il denominatore base per entrambi i calcoli di EPS, che richiede una ponderazione temporale precisa. - Covenant di bilancio: Patto contrattuale basato su metriche come l'EPS, dove un errore di calcolo si traduce in violazione contrattuale.

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