Definition
Il ROA è uno dei pochi indicatori che il revisore può ricalcolare in due minuti e usare per intercettare anomalie nelle stime. Pochi fascicoli che vediamo lo sfruttano in questo modo. La maggioranza riporta il ROA dopo l'approvazione della direzione o lo cita nella relazione gestionale, senza usarlo come strumento di analytical review nel senso dell'ISA Italia 520. È uno spreco di una procedura che costa pochissimo e produce molto.
Cosa va storto nei fascicoli prima di applicare l'ISA Italia 520
Il pattern che vediamo è quasi sempre lo stesso. Il team calcola il ROA dell'esercizio in corso, lo trascrive nella sezione di analytical review, e chiude la procedura. Manca il passaggio centrale: il confronto con un valore atteso costruito ex ante sulla base del trend storico, dei benchmark di settore, e delle informazioni note sulla strategia dell'entità. Senza il valore atteso, l'ISA Italia 520 non si soddisfa: la procedura comparativa richiede un confronto, e un confronto richiede due termini.
L'ISA Italia 520.5 chiede che le procedure di analisi comparativa siano progettate sviluppando un'aspettativa sui dati registrati e confrontando l'aspettativa con i dati effettivi. Il ROA dell'esercizio in corso, da solo, è un dato. Diventa una procedura di analisi quando viene confrontato con il ROA atteso, e la differenza viene investigata con il livello di precisione richiesto dalla rilevanza dell'area.
Sull'altro lato, lo IAS 36.12 elenca tra gli indicatori esterni di impairment "il valore di mercato dell'attività diminuito significativamente" e tra gli indicatori interni "evidenze di obsolescenza o danni fisici" e "performance economiche delle attività inferiori alle attese." Una caduta significativa del ROA è quasi sempre il sintomo aggregato di uno di questi indicatori. Il revisore che osserva la caduta ma non estende il test di impairment ai cespiti interessati sta perdendo il collegamento centrale tra ratio di efficienza e valutazione del capitale investito.
Esempio pratico: Manifatture Della Valle S.p.A.
Cliente: ditta manifatturiera italiana, FY2024, IFRS reporter, ricavi EUR 67M.
Passo 1 — Costruzione del valore atteso
| Esercizio | Utile netto | Totale attivi | ROA |
|---|---|---|---|
| 2022 | EUR 4,2M | EUR 89M | 4,7% |
| 2023 | EUR 5,1M | EUR 98M | 5,2% |
| Atteso 2024 | EUR 5,5M | EUR 101M | ~5,5% |
Il valore atteso del ROA per il 2024 è del 5,5%, costruito sulla base del trend storico (in moderato miglioramento) e delle informazioni di pianificazione fornite dalla direzione (assenza di acquisizioni significative previste, mantenimento del mix produttivo).
Nota di documentazione: si riporti nel memorandum di pianificazione il calcolo del ROA storico, l'aspettativa per l'esercizio in corso, e la soglia di variazione che attiverà l'investigazione (di norma il 10-15% di scostamento dall'atteso, calibrato sulla materialità di esecuzione).
Passo 2 — ROA effettivo preliminare
Utile netto preliminare: EUR 4,8M. Totale attivi preliminare: EUR 112M. ROA: 4,3%.
Il delta tra atteso (5,5%) ed effettivo (4,3%) è del 22%, sopra la soglia. Anomalia confermata. Tickando i dati di consuntivo notiamo che gli attivi sono cresciuti del 14% (EUR 98M a EUR 112M) mentre l'utile è calato del 5,8%. La giustificazione iniziale della direzione (nuovi macchinari) non regge: i macchinari risultano operativi solo da novembre, due mesi non spiegano l'effetto sull'esercizio.
Nota di documentazione: la variazione del ROA è stata calcolata e flaggata come anomalia in fase di analytical review (ISA Italia 520.7). La causa proposta dalla direzione è stata respinta come non coerente con la documentazione disponibile.
Passo 3 — Investigazione della causa
Il libro cespiti mostra la capitalizzazione dei nuovi macchinari (EUR 18M) con avvio ammortamento dal 1° novembre 2024. Corretto. La sorpresa arriva dalla riga successiva: la direzione ha modificato il valore residuo dei macchinari precedenti (EUR 4,2M) abbassandolo a EUR 1,8M, citando "riconfigurazione tecnologica." La svalutazione di EUR 2,4M giustifica buona parte del calo dell'utile rispetto all'atteso.
La carta di lavoro che sostiene la modifica è leggera: una mezza pagina di motivazione generica ("i macchinari sono diventati obsoleti a causa di nuovi processi"), nessun supporto tecnico esterno, nessun riferimento a IAS 16.51 sulla rivalutazione delle stime, nessuna verifica indipendente del nuovo valore residuo.
Nota di documentazione: l'analisi della modifica di stima del valore residuo dei macchinari preesistenti è stata documentata in carta di lavoro separata. Si è richiesto alla direzione il supporto tecnico esterno (perizia, manuali tecnici, documenti del fornitore) per verificare la fondatezza della rivalutazione.
Passo 4 — La complicazione che cambia il giudizio
A gennaio la direzione consegna una valutazione tecnica di un ingegnere indipendente datata 5 dicembre 2024. La valutazione conferma la riduzione del valore residuo, ma indica anche che alcuni dei macchinari preesistenti, considerati obsoleti, sono in realtà ancora pienamente utilizzati nei processi standard e lo saranno per altri 3-4 anni. La modifica di stima del valore residuo è giustificata; la modifica della vita utile no, e nel calcolo originario la direzione aveva contestualmente accorciato anche la vita utile.
Discutiamo con il CFO. La direzione accetta di stornare la modifica della vita utile, mantenendo solo la modifica del valore residuo. Effetto netto: il ROA rivisto sale dal 4,3% al 4,6%, ancora sotto l'atteso ma giustificato dalla documentazione tecnica. Lo scostamento residuo (5,5% atteso vs 4,6% effettivo) viene ricondotto ai costi non ancora ammortizzati di installazione e training dei nuovi macchinari, supportato dalla nota integrativa.
Nota di documentazione: la conclusione sulla ragionevolezza della modifica di stima è stata registrata nel file di conclusioni con riferimento a IAS 16.51 (valore residuo), IAS 16.55 (modifica prospettica), IAS 36.12 (indicatori di impairment esclusi). La modifica della vita utile è stata stornata.
Conclusione: la procedura di analisi comparativa basata sul ROA ha intercettato una modifica di stima inizialmente non supportata. Il ROA rivisto del 4,6% è giustificato e documentato. Senza il valore atteso costruito ex ante (5,5%), il delta non sarebbe stato visibile e la modifica non supportata sarebbe entrata nel bilancio.
Cosa cambia chi vigila e dove batte la CONSOB
I controlli CONSOB sui fascicoli di revisione di EIP hanno indicato la procedura di analisi comparativa (ISA Italia 520) come area frequentemente sottoutilizzata. Il rilievo ricorrente non è l'assenza del calcolo, è l'assenza del confronto: ROA documentato, valore atteso non documentato, scostamento non investigato.
Cosa significa nella pratica: quando il controllore apre la sezione di analytical review, cerca tre elementi. Il valore atteso costruito ex ante con la documentazione del razionale. Il valore effettivo. Il commento sullo scostamento, con la procedura aggiuntiva svolta se lo scostamento supera la soglia. Se anche solo uno di questi tre elementi manca, il rilievo arriva. Vale anche se il giudizio finale sul bilancio è corretto: si discute la procedura.
Partner A: richiederebbe il valore atteso documentato per ogni indicatore chiave (ROA, ROE, margini operativi, rotazione del capitale circolante) su tutti i fascicoli sopra una soglia di rilevanza. La sua ragione: l'ISA Italia 520 non distingue tra indicatori più o meno importanti; la procedura va eseguita in modo strutturato e coerente, e l'omissione su un solo indicatore espone il fascicolo al rilievo.
Partner B: preferirebbe un approccio basato sul rischio, costruendo valori attesi formali solo per gli indicatori più rilevanti per il giudizio (ROA in industria capital-intensive, ROE in finanziarie, margini in retail) e accettando una documentazione più leggera per gli altri. La sua ragione: l'ISA Italia 520 ammette diversi livelli di precisione in funzione della rilevanza, e una documentazione formale per indicatori secondari aggiunge volume al fascicolo senza aggiungere assurance.
Entrambe le posizioni reggono. Quella che non regge è la posizione di fatto comune: ROA calcolato, valore atteso assente, scostamento non investigato.
L'incentivo perverso: il ROA è uno degli indicatori più sensibili a modifiche delle stime di valore residuo, vita utile, e svalutazioni. Una direzione che vuole "lisciare" il risultato dell'esercizio ha un incentivo strutturale a lavorare sulle stime che impattano il denominatore del ROA. Il revisore che non costruisce un valore atteso ex ante perde la possibilità di intercettare queste modifiche prima che entrino nel bilancio. La costruzione del valore atteso, paradossalmente, è la procedura che la direzione vorrebbe che il revisore non eseguisse, ed è proprio per questo che ISA Italia 520 la richiede.
Cosa i revisori e i professionisti sbagliano
Il ROA non è un dato del cliente. È una procedura del revisore. Riportarlo nelle carte di lavoro come si trova nella relazione gestionale non soddisfa l'ISA Italia 520. La procedura richiede ricalcolo indipendente e confronto con un valore atteso costruito dal revisore.
Il ROA non è scollegato dall'impairment. Lo IAS 36.12 elenca tra gli indicatori interni di impairment le "performance economiche inferiori alle attese." Una caduta significativa del ROA è uno di questi indicatori. Il revisore che osserva la caduta ma non estende la procedura di impairment testing ai cespiti rilevanti sta saltando un collegamento esplicitamente previsto dallo standard.
Il ROA va costruito ex ante, non ex post. Calcolare il ROA effettivo e poi giustificarlo con il trend storico non è una procedura di analisi comparativa: è una giustificazione retrospettiva. La procedura richiede l'aspettativa documentata prima di vedere il dato, e lo scostamento misurato contro l'aspettativa.
ROA vs ROE
Il ROA misura la redditività rispetto al totale degli attivi (capitale proprio e di terzi). Il ROE misura la redditività rispetto al solo capitale proprio. Un'entità con ROA del 6% e ROE del 12% segnala leva finanziaria positiva: il debito amplifica il rendimento per gli azionisti.
La distinzione conta perché un'entità con leverage elevato può presentare un ROE robusto e un ROA debole. Il revisore che si limita al ROE perde la possibilità di vedere che la redditività operativa è compromessa e che l'apparente performance per gli azionisti è solo l'effetto della struttura finanziaria. Per il giudizio sulla continuità aziendale, il ROA è l'indicatore più informativo dei due.
Termini correlati
- Impairment test: la procedura attivata quando il ROA cala oltre la soglia attesa; il revisore verifica se i cespiti interessati richiedono svalutazione ai sensi di IAS 36. - Analytical review (ISA Italia 520): la procedura di revisione che richiede la costruzione di un valore atteso e il confronto con il valore effettivo. - IAS 36 — Impairment delle immobilizzazioni: lo standard che lega le variazioni di performance economica al test di impairment. - Ragionevolezza delle stime contabili: il quadro in cui il ROA opera come strumento di test sulle stime di ammortamento, valore residuo, e svalutazione. - Benchmark di settore: il confronto con il ROA medio del settore aiuta a calibrare il valore atteso quando il trend storico non è disponibile. - Return on Equity (ROE): l'indicatore complementare al ROA, utile per intercettare l'effetto leva finanziaria sulla performance per gli azionisti.
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