Definition
Quasi tutti i fascicoli che apriamo su entità quotate riportano la formula "bilancio redatto in conformità agli IFRS come adottati nell'UE". Poi, dentro, troviamo riferimenti a IAS 16, IAS 37, IAS 38. Il revisore meno esperto dell'incarico ci chiede se sia un errore. Non lo è, ma la confusione fra denominazione storica e set effettivamente applicato produce uno dei rilievi più frequenti nei controlli MEF sulle non-EIP: la dichiarazione di conformità c'è, la mappatura principio-per-principio nel memorandum di pianificazione no.
Cosa va sapere prima del prossimo incarico
- I sei IAS ancora in vigore (IAS 16 immobilizzazioni, IAS 37 fondi, IAS 38 intangibili, IAS 21 cambi, IAS 23 oneri finanziari, IAS 36 impairment) sono parte integrante degli IFRS. Non sono un set alternativo. - L'IFRS 16 ha sostituito completamente l'IAS 17 dal gennaio 2019. Un leasing contabilizzato secondo IAS 17 in un bilancio post-2018 dichiarato IFRS è un errore di applicazione, non una variante consentita. - Il MEF, nei controlli avviati a partire da gennaio 2025 sulle non-EIP, sta segnalando come carenza ricorrente l'assenza di una matrice di conformità nel memorandum di pianificazione.
Dove vive la confusione
Lo IAS è un termine storico che continua a comparire perché lo IASB, dal 2001, ha scelto di mantenere in vigore i principi non ancora oggetto di revisione integrale. Quando lo IASB rivede uno IAS, gli assegna un nuovo numero IFRS: l'IFRS 15 ha sostituito lo IAS 18 (Ricavi), l'IFRS 16 ha sostituito lo IAS 17 (Leasing), l'IFRS 9 ha sostituito lo IAS 39 (Strumenti finanziari). I principi non ancora rivisti — IAS 16, IAS 37, IAS 38 — restano attivi con la loro denominazione originale.
Questo crea l'apparenza di due set distinti che in realtà non esistono. Nei fascicoli che esaminiamo, capita di leggere "applichiamo gli IFRS, non gli IAS", come se la scelta esistesse. Non esiste. L'entità che dichiara conformità agli IFRS applica automaticamente anche i sei IAS ancora denominati come tali. La dichiarazione "conformità agli IFRS come adottati nell'UE" comprende l'intero corpus.
Esiste un caso residuale, in alcune giurisdizioni extra-UE, in cui un'entità non quotata può dichiarare conformità a un sottoinsieme storico degli IAS senza adottare il framework IFRS completo. In Italia, per le entità che applicano gli IFRS ai sensi del D.Lgs. 38/2005, questa opzione non si pone: l'adozione è del framework integrale.
In sede di pianificazione il revisore deve verificare due cose: cosa dichiara la nota integrativa, e quale principio specifico l'entità ha applicato per ciascuna voce di bilancio. Se l'entità dichiara IFRS ma applica IAS 17 ai leasing, il fascicolo ha un problema. Se l'entità dichiara IFRS e applica IFRS 16 ai leasing e IAS 37 ai fondi, il fascicolo è coerente.
Esempio pratico: Rossi & Associati Manufatture S.p.A.
Cliente: azienda manifatturiera italiana quotata su Euronext Milano, esercizio 2024, ricavi per EUR 127M.
Passo 1. Apriamo la nota integrativa al paragrafo "Principi contabili applicati". Rossi & Associati dichiara: "Il bilancio consolidato e il bilancio d'esercizio sono stati redatti in conformità ai principi contabili internazionali (IFRS) come adottati nell'Unione Europea."
Nota di documentazione: registriamo nel memorandum di pianificazione il set di principi formalmente dichiarato. La dichiarazione nel bilancio è la fonte; nessuna assunzione.
Passo 2. Costruiamo la matrice di conformità per le voci significative del bilancio. Per i ricavi, IFRS 15. Per i leasing, IFRS 16. Per i fondi rischi (contestazioni con clienti, garanzie su prodotti), IAS 37. Per le immobilizzazioni materiali, IAS 16. Per gli intangibili (software interno capitalizzato), IAS 38. Per le differenze cambio sui debiti commerciali in USD, IAS 21.
Nota di documentazione: la matrice viene allegata al fascicolo di revisione, sezione pianificazione. Una colonna per la voce di bilancio, una per il principio applicato, una per il paragrafo del principio che governa il riconoscimento, una per il riferimento alla carta di lavoro che documenta il test.
Passo 3. Durante la fase interim emerge una complicazione. Rossi & Associati ha tre contratti di noleggio operativo per macchinari sottoscritti nel 2017. Nel 2019, in sede di prima applicazione dell'IFRS 16, la società li ha iscritti retroattivamente come right-of-use asset e passività di leasing. Tuttavia, nella nota integrativa 2024 compare una voce "Altri impegni" che include un contratto di noleggio breve termine sottoscritto a luglio 2024. La direzione lo classifica come "spesa operativa" senza valutazione IFRS 16.
Qui il giudizio inizia. L'IFRS 16 prevede l'esenzione per i leasing di durata inferiore a 12 mesi (IFRS 16.5), ma richiede che la valutazione sia documentata. Il contratto in questione ha durata 9 mesi rinnovabili automaticamente per altri 9. Si applica l'esenzione? Il revisore Partner A direbbe sì: la durata contrattuale è 9 mesi, e l'IFRS 16.B34 chiede di valutare se l'opzione di rinnovo sia ragionevolmente certa. Se la direzione documenta che non lo è, l'esenzione regge. Il revisore Partner B direbbe che il rinnovo automatico inverte l'onere della prova: l'esenzione si applica solo se l'entità dimostra che intende cessare il leasing entro 12 mesi, non semplicemente che potrebbe farlo. La differenza non è teorica: una decisione sposta EUR 180.000 dalla riga "spese operative" alle voci di bilancio "right-of-use" e "passività di leasing".
Nota di documentazione: documentiamo la posizione adottata dalla direzione, le evidenze fornite per supportare l'esenzione (verbale di consiglio sulla cessazione prevista entro 9 mesi), e la nostra valutazione di accettabilità ai sensi di IFRS 16.B34. La tickatura sulla carta di lavoro non basta; serve la motivazione scritta.
Conclusione. Rossi & Associati applica il framework IFRS integrale, comprensivo dei sei IAS ancora denominati come tali. La matrice di conformità documentata supporta l'opinione senza eccezioni. Il caso del leasing breve termine richiede una nota gestionale alla direzione sulla documentazione delle valutazioni IFRS 16.5.
Cosa sbagliano i fascicoli che riceviamo in revisione qualitativa
- Confusione fra denominazione e set. "L'entità applica IAS 37" non significa "non applica IFRS". Significa che applica il principio IFRS denominato storicamente IAS 37. Nei fascicoli ciferi controllati nel 2024, circa un terzo conteneva almeno una formulazione che lasciava intendere l'esistenza di una scelta fra IAS e IFRS. La scelta non esiste. - IAS 17 ancora in uso. L'IFRS 16 ha sostituito l'IAS 17 dal gennaio 2019. Una contabilizzazione IAS 17 in un bilancio dichiarato IFRS è un errore. Quando il fascicolo lo riporta, non è una variante metodologica, è un rilievo. Confessiamo: in due fascicoli ereditati da rotazione partner abbiamo trovato carte di lavoro 2023 che continuavano a citare IAS 17 come riferimento. Le carte erano leggere su quel punto, e il rilievo è stato confermato dal MEF. - Mancata matrice di conformità. Lo ISA Italia 230 richiede che il fascicolo racconti la storia della revisione. La storia inizia da quale set di principi l'entità dichiara di applicare e quale principio specifico governa ciascuna voce significativa. Senza questa matrice, il reviewer del MEF non può ricostruire la logica del lavoro svolto.
IFRS vs IAS: confronto diretto
| Dimensione | IAS | IFRS |
|---|---|---|
| Periodo di emissione | 1989–2001 | 2001–oggi |
| Status attuale | Sei principi storici ancora in vigore con quella denominazione | Framework moderno; tutti i nuovi principi sono denominati IFRS |
| Esempi attuali | IAS 16, IAS 21, IAS 23, IAS 36, IAS 37, IAS 38 | IFRS 9, IFRS 15, IFRS 16, IFRS 17 |
| Status come set | Non esiste come set autonomo; sono parte integrante degli IFRS | Framework completo che include i sei IAS ancora in vigore |
| Conseguenza per il revisore | Verifica che il principio sia applicato secondo l'ultima versione consolidata IASB | Verifica che la dichiarazione di conformità copra l'intero corpus, IAS inclusi |
| Errore tipico nei fascicoli | Applicazione di un IAS già sostituito (es. IAS 17 al posto di IFRS 16) | Trattamento degli IAS come set alternativo invece che integrato |
Dove inizia il giudizio
Il giudizio inizia quando la nota integrativa è generica ("conformità agli IFRS") e il revisore deve costruire la matrice principio-per-principio. Due fascicoli con la stessa dichiarazione di conformità possono avere matrici molto diverse a seconda di quali voci di bilancio l'entità tratta come significative e di quali principi sceglie come riferimento per le valutazioni borderline. Il caso del leasing breve termine, dell'intangibile generato internamente al confine fra ricerca e sviluppo, della provision per garanzia su contratti pluriennali: tutti casi dove la matrice del fascicolo non si limita a leggere la dichiarazione, ma sceglie come applicarla.
L'incentivo perverso
Il MEF chiede la matrice. La direzione non vuole produrla, perché obbliga a dichiarare scelte che potrebbero essere riviste. Il junior trova più rapido scrivere "IFRS" nella nota di pianificazione e tickare il box di completezza. Il senior, sotto pressione di tempo, lascia passare. Il rilievo arriva due anni dopo, quando il fascicolo viene campionato. La matrice dovrebbe essere il punto di partenza, non il punto in cui si torna dopo che il MEF ha già scritto la lettera.
Termini correlati
- IFRS 1 Adozione per la prima volta: il principio che governa la transizione da uno standard contabile locale a IFRS. - IFRS 16 Leasing: il principio moderno che ha sostituito completamente IAS 17 dal 2019. - IAS 37 Fondi rischi: uno dei sei IAS ancora in vigore con quella denominazione. - Dichiarazione di conformità: la dichiarazione nel bilancio che specifica quale set di principi l'entità ha adottato. - IASB: l'organismo che emette tanto gli IAS storici quanto gli IFRS moderni.
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