Calcolatore di leasing IFRS 16: Organizzazioni non profit | ciferi

Le organizzazioni non profit affrontano sfide specifiche nell'applicazione dello IAS 16 Leasing. A differenza delle entità commerciali, le...

Introduzione

Le organizzazioni non profit affrontano sfide specifiche nell'applicazione dello IAS 16 Leasing. A differenza delle entità commerciali, le organizzazioni non profit spesso gestiscono immobili, attrezzature e veicoli utilizzati per missioni pubbliche con condizioni contrattuali diverse. Questo calcolatore è progettato per guidare i revisori legali nel riconoscimento e nella misurazione degli asset da diritto d'uso secondo lo IAS 16, con considerazioni per le circostanze particolari delle organizzazioni non profit italiane.
Lo IAS 16 (adottato in Italia attraverso il sistema contabile IFRS) richiede di riconoscere un asset da diritto d'uso e una passività da leasing al momento dell'inizio del contratto di leasing, salvo che il contratto abbia una durata breve (massimo 12 mesi) o riguardi asset di basso valore. La metodologia di calcolo rimane identica per tutte le tipologie di entità; questa variante affronta i rischi specifici di valutazione che emergeono nei file di revisione di enti del terzo settore.

Quando si applica lo IAS 16 alle organizzazioni non profit

Lo IAS 16 si applica a tutti i contratti di leasing (indipendentemente dalla forma legale della transazione) quando il contratto fornisce il diritto di controllare l'uso di un asset identificato per un periodo di tempo in cambio di corrispettivo. Per le organizzazioni non profit, questo include:
Leasing di immobili. Edifici per la sede legale, strutture sanitarie, centri comunitari o sale riunioni affittate per periodi estesi. Anche i comodati d'uso di lungo periodo da fondazioni o enti pubblici rientrano nello scopo dello IAS 16.
Leasing di attrezzature e veicoli. Apparecchiature mediche, computer, automezzi per servizi di trasporto sociale, macchinari per officine gestite da organizzazioni sociali.
Contratti misti entità-finanziamento. Un'organizzazione non profit riceve un immobile da una fondazione con l'accordo implicito di mantenere la struttura e di utilizzarla per specifici servizi sociali. Se il diritto di uso dell'asset è controllato dall'organizzazione e il contratto non è revocabile in modo univoco dal concedente, lo IAS 16 si applica.
Contratti con il settore pubblico. Molte organizzazioni non profit operano in strutture di proprietà municipale o regionale. Un accordo che assegna all'organizzazione il diritto di uso esclusivo della struttura per un periodo determinato comporta il riconoscimento di un asset da diritto d'uso.

Le cinque domande critiche per le organizzazioni non profit

Prima di calcolare l'asset da diritto d'uso, verificare le seguenti cinque questioni specifiche della non profit:

1. Il contratto è revocabile dal concedente a discrezione assoluta?


Lo IAS 16.B32 esclude dal perimetro del principio i contratti che il concedente può recedere in qualsiasi momento senza corrispettivo. Molte organizzazioni non profit utilizzano strutture ove il diritto d'uso è subordinato alla missione sociale svolta. Se il concedente (comune, fondazione, ente di beneficenza) può revocare il diritto d'uso unilateralmente e senza causa (in assenza di clausole di protezione dell'inquilino), lo IAS 16 non si applica e il bene rimane fuori bilancio.
Verificare nel contratto la presenza di clausole di tutela: durata minima garantita, corrispettivo per la risoluzione anticipata, diritto di ricorso dell'inquilino, procedure di preavviso.

2. Qual è la durata economica dell'asset rispetto alla durata del leasing?


Lo IAS 16.B34 richiede di valutare se la durata del leasing copre la maggior parte della vita economica dell'asset. Per le organizzazioni non profit, questo spesso significa confrontare la durata dell'accordo con la vita economica della struttura o dell'attrezzatura:
Se il leasing copre almeno il 75% della vita economica dell'asset, ciò è un indizio che il locatario acquisisce i rischi e i benefici dell'asset.

3. I termini del contratto contengono opzioni di rinnovo che il locatario eserciterà praticamente con certezza?


Lo IAS 16.B32 (e il materiale applicativo B33-B36) richiede di includere nella durata del leasing i periodi di rinnovo quando c'è ragionevole certezza che il locatario li eserciterà. Per le organizzazioni non profit, "ragionevole certezza" si valuta considerando:
Esempio pratico. Un'organizzazione di assistenza sociale ha in leasing una casa protetta per anziani. Il contratto ha una durata iniziale di 5 anni con opzione di rinnovo di 5 anni per i successivi 20 anni. Storicamente, l'organizzazione rinnovò il contratto precedente per tre volte senza eccezione. La struttura è l'unica struttura di questo tipo nel comune e l'organizzazione dipende da essa per fornire i servizi. La durata del leasing per il calcolo dello IAS 16 include tutti i periodi di rinnovo ragionevolmente certi? Si. La ragionevole certezza è supportata dall'uso critico della struttura e dalla storia di rinnovo.

4. Il locatario ha il diritto di acquistare l'asset al termine del leasing a un prezzo inferiore al valore di mercato?


Lo IAS 16.B33 richiede di includere l'intero leasing nel perimetro se il locatario ha un'opzione di acquisto che è ragionevolmente certa di essere esercitata. Se l'opzione di acquisto è a un prezzo sostanzialmente inferiore al valore di mercato atteso dell'asset alla data di esercizio, è probabile che il locatario la eserciterà.
Per le organizzazioni non profit, verificare se il contratto di leasing include opzioni di riscatto a prezzo agevolato. condizione frequente in accordi finanziati da fondazioni o enti pubblici che intendono favorire l'acquisto della struttura da parte dell'organizzazione sociale.

5. Quali importi variabili sono contenuti nel contratto di leasing?


Lo IAS 16.B30 prevede che i pagamenti variabili dipendenti da un indice (tasso di interesse, inflazione, prezzo di mercato) siano inclusi nella misurazione della passività da leasing utilizzando l'indice al momento della misurazione iniziale. I pagamenti variabili che dipendono da fattori diversi da indici (ad es. prestazioni, utilizzo della struttura) non sono inclusi nella passività iniziale ma sono riconosciuti direttamente come costo operativo quando si sostengono.
Per le organizzazioni non profit, le spese variabili frequenti includono:

  • Un leasing di 5 anni di un edificio con vita economica di 50 anni rappresenta il 10% della vita economica. non è un leasing di intera vita economica.
  • Un leasing di 30 anni della stessa struttura rappresenta il 60%: si avvicina al criterio di intera vita economica.
  • Se la struttura o l'attrezzatura è critica per le operazioni dell'organizzazione (ad es. un centro medico di comunità che serve una funzione pubblica essenziale).
  • Se esistono incentivi economici significativi a rinnovare (ad es. il costo di trovare una struttura alternativa è proibitivo).
  • Se il locatario ha manifestato storicamente l'intenzione di rinnovare contratti simili.
  • Canoni che aumentano con l'inflazione (collegati a un indice ISTAT in Italia).
  • Corrispettivi variabili per i servizi (utenze, manutenzione, assicurazione) che la non profit rimborsa in base all'uso.
  • Pagamenti di prestazione legati ai risultati di outcome (ad es. il canone si riduce se l'organizzazione non raggiunge target di servizio. situazione rara ma possibile in servizi pubblici delegati).

Metodologia di calcolo dell'asset da diritto d'uso

Il calcolatore segue il metodo di valutazione iniziale previsto dallo IAS 16.22-24:
Asset da diritto d'uso = Costo del leasing + Pagamenti da effettuare prima o alla data di inizio + Costi di smantellamento/ripristino. Incentivi ricevuti
Costo del leasing = Valore attuale dei pagamenti di leasing futuri scontati al tasso di interesse implicito del leasing (o, se non determinabile, al tasso incrementale di finanziamento del locatario).

Stima del tasso incrementale di finanziamento


Per le organizzazioni non profit, il tasso incrementale di finanziamento (il tasso al quale l'organizzazione potrebbe prendere in prestito fondi a lungo termine) è critico. Questo tasso dipende dalla creditworthiness dell'organizzazione e dai termini di finanziamento disponibili nel mercato.
Entità commerciale. Una società manifatturiera con rating di credito A accede a finanziamenti a lungo termine al 4,5% annuo.
Organizzazione non profit. Una fondazione di beneficenza senza rating ma con storia di raccolta fondi stabile potrebbe accedere a finanziamenti attraverso fondazioni bancarie o linee di credito speciali per il terzo settore. Il tasso potrebbe essere 5,5%: superiore all'entità commerciale per il rischio di credito più elevato.
Verificare: i prospetti informativi della Banca d'Italia pubblicati sul sito offrono tassi di riferimento per segmenti di mercato. Consultare anche i tassi applicati a organizzazioni non profit da istituti di credito con linee dedicate al terzo settore.

Rischi specifici di revisione per organizzazioni non profit

Rischio 1: Classificazione scorretta di comodati d'uso come non-leasing


Molte organizzazioni non profit ricevono strutture da proprietari pubblici o privati con accordi informali o verbali. Un comodato d'uso non formalizzato (consegna di un bene senza corrispettivo) è spesso considerato una donazione e tenuto fuori bilancio. Tuttavia, se l'accordo contiene elementi di controllo del bene (durata determinata, diritti di uso esclusivo, responsabilità della manutenzione), lo IAS 16 si applica e l'asset deve essere riconosciuto.
Evidenza da cercare nel file. Contratti di comodato, scambi di email o verbali tra il presidente dell'organizzazione e il proprietario, accettazione di donazioni con allegati relativi a diritti d'uso, fatture di manutenzione e assicurazione intestate all'organizzazione (indicative di controllo).

Rischio 2: Esclusione scorretta di leasing di breve durata o di basso valore


Lo IAS 16 offre due esenzioni:
Le organizzazioni non profit spesso possiedono molti leasing di questo tipo (attrezzature informatiche, arredi, piccoli veicoli). Un'esclusione corretta richiede però di valutare:
Indizio di revisione. Se l'organizzazione non profit ha registrato 15 leasing di attrezzature per complessivi EUR 25.000, con esclusione totale dalla bilancia, verificare che la durata di ciascun contratto sia effettivamente fino a 12 mesi. Una durata di 24 mesi con esclusione è un errore.

Rischio 3: Valutazione errata dell'incentivo di leasing


Molte organizzazioni non profit ricevono strutture a canone agevolato da enti pubblici o fondazioni, talvolta con periodi di canone zero all'inizio del leasing. Lo IAS 16.24 richiede di dedurre gli incentivi ricevuti dalla valutazione iniziale dell'asset da diritto d'uso. Un incentivo non dedotto comporta una sopravvalutazione dell'asset e una sottovalutazione della risultanza di esercizio nel primo anno.
Esempio. Un'organizzazione riceve una struttura in leasing per 10 anni a EUR 10.000 annui, ma i primi due anni sono gratuiti come incentivo del proprietario. Il costo totale dei pagamenti futuri è EUR 80.000 (8 anni × EUR 10.000). Scontato al 5% annuo, il valore attuale è circa EUR 63.500. L'incentivo di EUR 20.000 (2 anni × EUR 10.000) deve essere dedotto: asset da diritto d'uso = EUR 63.500: EUR 20.000 = EUR 43.500.

Rischio 4: Omissione di costi di smantellamento e ripristino


Se il contratto di leasing obbliga l'organizzazione a ripristinare la struttura alle condizioni iniziali al termine del leasing, lo IAS 16.24(a) richiede di includere nella valutazione iniziale dell'asset il valore attuale dei costi di smantellamento stimati. Ciò è frequente nei leasing di immobili.
Verificare. Le clausole di restituzione nel contratto che impongono pulizia, riparazioni, ripristino di impianti, verniciatura, rimozione di installazioni dell'inquilino. Stimare i costi probabili utilizzando preventivi di fornitori o dati storici da contratti precedenti.

Rischio 5: Mancata ricognizione della durata del leasing nei rinnovi


Le organizzazioni non profit raramente lasciano scadere i contratti di leasing. tendono a rinnovarli implicitamente per continuità di servizi. Se il file di revisione non documenta una valutazione consapevole della durata del leasing inclusi i rinnovi ragionevolmente certi, il revisore rischia di accettare una durata sottostimata e quindi un asset da diritto d'uso sottovalutato.
Domanda di revisione da porre. "Negli ultimi 5 anni, quali contratti di leasing sono stati rinnovati? Qual è stato l'esito di ogni rinnovamento?" Una risposta che mostra rinnovi regolari è prova della ragionevole certezza.

  • Leasing a breve termine (durata non superiore a 12 mesi): l'entità può scegliere di non riconoscere un asset da diritto d'uso, registrando i pagamenti direttamente come costo.
  • Leasing di asset di basso valore (inferiore a USD 5.000 circa, o EUR 4.500): l'entità può non riconoscere un asset da diritto d'uso.
  • Se il leasing è effettivamente a breve termine (12 mesi inclusa durata massima stimata di rinnovo pratico).
  • Se il valore dell'asset è veramente basso (verificare il costo di sostituzione, non il valore contabile).
  • Se il locatario ha applicato l'esenzione sistematicamente per tutti i leasing idonei (non selettivamente per alcuni soli).

Istruzioni per l'uso del calcolatore

Passo 1: Raccogliere i dati del contratto


Iniziare con il contratto di leasing sottoscritto o l'accordo che definisce i termini di uso. Estrarre:

Passo 2: Determinare il tasso di sconto


Se il tasso di interesse implicito del leasing non è noto (situazione frequente per le organizzazioni non profit), stimare il tasso incrementale di finanziamento:
Intervallo ragionevole per organizzazioni non profit. Tra il 4,5% e il 6,5% annuo, a seconda della creditworthiness e della struttura finanziaria.

Passo 3: Inserire i dati nel calcolatore


Il calcolatore richiede di inserire i parametri in una serie di campi:

Passo 4: Revisionare il risultato


Il calcolatore genera:

Passo 5: Documentare le assunzioni critiche


Nel file di revisione, documentare in forma scritta le assunzioni sottostanti al calcolo:

  • Data di inizio del leasing (giorno, mese, anno).
  • Durata contrattuale (numero di anni o mesi).
  • Importo del pagamento di leasing (annuale, semestrale, mensile).
  • Periodicità dei pagamenti (all'inizio o alla fine di ogni periodo?).
  • Importi variabili (indicizzazione, bonus, penali).
  • Opzioni di rinnovo (durata aggiuntiva, termini, probabilità di esercizio).
  • Opzioni di acquisto (prezzo, probabilità di esercizio).
  • Incentivi ricevuti al momento dell'inizio (periodi a canone zero, sconti, contributi al ripristino).
  • Costi di smantellamento/ripristino stimati.
  • Consultare le curve dei tassi di mercato per il debito a lungo termine di organizzazioni non profit (Banca d'Italia).
  • Verificare i tassi applicati dalla propria banca per linee di credito a lungo termine.
  • Aggiustare per il rischio di credito specifico dell'organizzazione.
  • Inizio leasing (data): giorno della prima data di effettuazione del leasing.
  • Durata iniziale (mesi): durata del contratto iniziale.
  • Durata totale inclusi rinnovi (mesi): se il locatario eserciterà opzioni di rinnovo ragionevolmente certe.
  • Canone mensile/annuale: importo fisso pagato per ogni periodo.
  • Data del primo pagamento: se i pagamenti sono anticipati o posticipati.
  • Incrementi indicizzati: importo dell'aumento annuale se vincolato a indici (ISTAT, Euribor).
  • Incentivi ricevuti: importo totale, descrizione della natura (canone agevolato, periodo gratuito, contributo).
  • Costi di ripristino stimati: valore attuale dei costi di smantellamento/restituzione.
  • Tasso di sconto: il tasso incrementale di finanziamento determinato al passo 2.
  • Valore attuale dei pagamenti di leasing futuri: somma scontata di tutti i flussi di cassa del leasing.
  • Asset da diritto d'uso (valutazione iniziale): il valore da riconoscere in bilancio al momento dell'inizio del leasing.
  • Passività da leasing (valutazione iniziale): l'importo parallelo della passività da registrare.
  • Prospetto di ammortamento: la tabella di sviluppo della passività nei periodi successivi, con scansione tra componenti di interesse e rimborso del capitale.
  • Inclusione dei rinnovi: spiegare il motivo per cui i rinnovi sono ragionevolmente certi (o non sono inclusi).
  • Tasso di sconto: citare la fonte del tasso incrementale di finanziamento e la base per la stima.
  • Costi di ripristino: descrivere il metodo di stima (preventivi, dati storici, valutazione tecnica).
  • Applicazione delle esenzioni: se si escludono leasing a breve termine o di basso valore, verificare che i criteri siano soddisfatti.

Domande frequenti

D: Un comodato d'uso gratuito di una struttura da parte di un ente pubblico rientra nello scopo dello IAS 16?


R: Sì, se l'accordo conferisce il diritto di controllare l'uso della struttura per un periodo determinato. La gratuità del corrispettivo non esclude l'applicazione dello IAS 16. L'asset da diritto d'uso deve essere riconosciuto al valore zero (poiché non esistono pagamenti di leasing futuri), e la controparte deve essere registrata come donazione di capitale. Tuttavia, verificare se il contratto è revocabile a discrezione assoluta del proprietario; in tal caso, lo IAS 16 non si applica.

D: Come si tratta un leasing di un'attrezzatura medica da una clinica privata a un'organizzazione sanitaria non profit per 3 anni?


R: La durata è di 36 mesi, inferiore ai 12 mesi di esenzione per leasing di breve termine? No, 36 mesi è superiore. Il leasing rientra nello scopo dello IAS 16 e richiede il riconoscimento di un asset da diritto d'uso. Valutare se il contratto contiene opzioni di rinnovo e se l'attrezzatura è di basso valore (se inferiore a EUR 4.500 circa e priva di opzioni di rinnovo, potrebbe essere esente). Altrimenti, calcolare l'asset seguendo la metodologia descritta.

D: Una fondazione fornisce a un'organizzazione di assistenza sociale una struttura in leasing a EUR 5.000 annui per 20 anni. Il primo anno è gratuito. Qual è l'asset da diritto d'uso?


R: Il costo del leasing è il valore attuale dei pagamenti futuri: 19 anni × EUR 5.000 = EUR 95.000 (importo non attualizzato). Scontato al tasso incrementale di finanziamento (ad esempio, 5% annuo), il valore attuale è circa EUR 59.000. L'incentivo del primo anno (EUR 5.000) deve essere dedotto. L'asset da diritto d'uso iniziale è approssimativamente EUR 54.000. Se il ripristino della struttura alla fine del leasing comporta costi stimati di EUR 15.000, il valore attuale di questi costi (scontato a 20 anni) deve essere aggiunto. Il calcolo preciso richiede l'uso del calcolatore con i dati specifici.

D: Come si contabilizza una variazione del canone di leasing dovuta all'inflazione (collegata a ISTAT)?


R: I pagamenti variabili collegati a indici (ISTAT, Euribor) sono inclusi nella misurazione iniziale della passività da leasing utilizzando l'indice al momento della misurazione iniziale. Se il tasso ISTAT al momento dell'inizio del leasing è 2,0% annuo e il canone è EUR 10.000 + 2% ISTAT, il pagamento stimato per l'anno successivo è EUR 10.200. Questi importi sono inclusi nel valore attuale dei pagamenti di leasing e quindi nella passività da leasing iniziale. Nei periodi successivi, gli scostamenti tra gli importi stimati e gli importi effettivi dovuti a variazioni dell'indice sono riconosciuti come costi operativi.

D: Una organizzazione non profit ha scelto di non riconoscere vari leasing di piccole attrezzature (stampanti, router Wi-Fi, arredi) sotto l'esenzione per asset di basso valore. Nel secondo anno, sono acquisiti ulteriori asset simili dello stesso tipo per EUR 3.000. Deve l'organizzazione riconoscere questi ulteriori asset?


R: L'esenzione per asset di basso valore si applica a ogni leasing singolarmente, non a livello di categoria. Se il contratto di leasing per il secondo lotto di attrezzature è sottoposto alla stessa esenzione (asset di basso valore), l'organizzazione può non riconoscere anche questi asset. Tuttavia, la politica contabile deve essere coerente. Se l'organizzazione applica l'esenzione a alcuni leasing e non ad altri di valore simile, è necessario documentare il motivo della differenza (ad es., durata diversa, valore diverso del singolo asset). Una revisione coerente richiederebbe che tutti i leasing di basso valore siano trattati allo stesso modo.

D: Qual è l'impatto nel bilancio della contabilizzazione dello IAS 16?


R: Lo IAS 16 comporta il riconoscimento iniziale di un asset da diritto d'uso e una passività da leasing di importo identico. Nel primo anno, l'impatto sulla perdita o utile è limitato (registrazione di ammortamento dell'asset e interesse sulla passività, compensati dalla riduzione dei costi operativi relativi ai pagamenti di leasing precedentemente registrati come spese integralmente). Negli anni successivi, l'ammortamento decresce (lineare su tutta la durata del leasing) mentre l'interesse sulla passività diminuisce (il capitale della passività si riduce). Nel complesso, il profitto netto negli anni iniziali tende a migliorare rispetto al metodo di riconoscimento a costo operativo del leasing, a causa del minor ammortamento iniziale, ma poi peggiora negli anni finali quando il carico di ammortamento residuo supera la riduzione degli interessi passivi.

Approfondimenti su settori specifici

Organizzazioni sanitarie non profit


Le strutture sanitarie gestite come organizzazioni non profit frequentemente operano in immobili dati in leasing da comuni, dalle Regioni o da fondazioni bancarie. Il leasing di attrezzature diagnostiche (risonanza magnetica, sistemi di imaging, ventilatori) è comune e spesso subordinato a condizioni di performance (il canone si riduce se l'attrezzatura non è disponibile per una percentuale minima del tempo). Verificare le clausole di leasing relative a manutenzione e responsabilità di danno; la allocazione di questi rischi determina se l'asset è controllato dal locatario.

Organizzazioni di assistenza e educazione


Le organizzazioni che gestiscono case protette, orfanotrofi, scuole o centri di formazione operano spesso in strutture affittate per periodi estesi. Il leasing è raramente breve (solitamente 10-20 anni) e include opzioni di rinnovo implicite. Documentare la ragionevole certezza dei rinnovi mediante carteggio con il proprietario, verbali di riunioni fra il direttivo e il proprietario, o dati storici di rinnovo.

Organizzazioni internazionali non profit e ONG


Sebbene alcuni leasing internazionali siano subordinati a privilegi diplomatici (esenzioni tributarie, privilegi di proprietà), lo IAS 16 si applica comunque. Il tasso di sconto potrebbe differire se le organizzazioni internazionali hanno accesso a finanziamenti a tassi agevolati o garantiti da governi. Documentare la fonte di finanziamento e il tasso applicato.

Checklist pratica di revisione

Prima di concludere il lavoro su un leasing di organizzazione non profit, verificare:
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  • [ ] Il contratto di leasing è stata identificato e esaminato (non solo accordi informali).
  • [ ] È stata effettuata una valutazione consapevole di IFRS 16.9 sulla sussistenza di un contratto di leasing.
  • [ ] È stata valutata la revocabilità a discrezione assoluta del concedente (IFRS 16.B32); se esclusiva, il principio non si applica.
  • [ ] È stata determinata la durata del leasing includendo i rinnovi ragionevolmente certi, con documentazione della base della valutazione.
  • [ ] È stata stimata una ragionevole certezza dell'esercizio di opzioni di acquisto agevolate, se presenti.
  • [ ] Il tasso incrementale di finanziamento è stato determinato con tracciabilità e ragionevolezza per la categoria di entità.
  • [ ] L'asset da diritto d'uso è stato calcolato utilizzando il metodo del valore attuale dei pagamenti di leasing futuri.
  • [ ] Sono stati inclusi nella valutazione iniziale i costi di smantellamento e ripristino, con stima documentata.
  • [ ] Sono stati dedotti dalla valutazione iniziale gli incentivi ricevuti.
  • [ ] È stata verificata l'applicazione corretta delle esenzioni (leasing breve termine, basso valore) a livello di singolo leasing, con coerenza di politica contabile.
  • [ ] La durata del leasing è stata confrontata con la vita economica dell'asset e la percentuale calcolata (se ≥75%, indicativo di controllo dei rischi e benefici).
  • [ ] Le passività da leasing sono state misurate e riconciliate con il prospetto di ammortamento fornito dal calcolatore.
  • [ ] Gli ammortamenti dell'asset da diritto d'uso (lineare su durata del leasing) e gli interessi sulla passività (al tasso incrementale di finanziamento) sono stati riconosciuti nei periodi successivi all'inizio.
  • [ ] Il bilancio presenta correttamente l'asset da diritto d'uso nella sezione Immobilizzazioni immateriali e le passività da leasing in Passività non correnti/correnti, con suddivisione.
  • [ ] Le note al bilancio descrivono i leasing significativi e le assunzioni critiche (durata, tasso di sconto, costi di ripristino).
  • [ ] È stata verificata la coerenza con le rivelazioni sulla revisione precedente (se non è il primo anno di applicazione dello IAS 16).