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L'IFRS 16 è il principio contabile internazionale che disciplina la contabilizzazione dei leasing sia dal lato locatario che dal lato locatore. In...

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IFRS 16 in Italia

L'IFRS 16 è il principio contabile internazionale che disciplina la contabilizzazione dei leasing sia dal lato locatario che dal lato locatore. In Italia, le entità quotate e le entità di interesse pubblico (società per azioni quotate su Borsa Italiana, banche, società di assicurazioni) devono applicare l'IFRS 16 nei loro bilanci consolidati. Le società non quotate possono scegliere di applicare l'IFRS 16 (se redigono il bilancio in IFRS) oppure i Principi Contabili OIC (Organismo Italiano di Contabilità) per la contabilizzazione dei leasing, che seguono approcci diversi e più conservativi rispetto all'IFRS 16.
L'IFRS 16 è entrato in vigore il 1° gennaio 2019 e ha sostituito l'IAS 17, cambiando significativamente il modello di contabilizzazione. A differenza dell'IAS 17, l'IFRS 16 elimina la classificazione tra leasing finanziario e operativo per il locatario: tutti i leasing (ad eccezione dei leasing a breve termine e di basso valore) devono essere iscritti nello stato patrimoniale come diritti di utilizzo (right-of-use asset) e corrispondenti passività di leasing.

Aspettative della CONSOB e focus ispettivo

La CONSOB (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) ha reso l'applicazione dell'IFRS 16 un'area di attenzione ricorrente nelle sue verifiche ispettive e nei comunicati sulla rendicontazione finanziaria. I revisori che assistono entità quotate devono affrontare criticità specifiche nell'applicazione del principio che emergono dalle osservazioni CONSOB.
Le principali aree di focus della CONSOB riguardano:

  • Identificazione del leasing: Molte entità non applicano coerentemente i criteri dell'IFRS 16.9 per identificare se un contratto è o contiene un leasing. In particolare, le entità spesso non riconoscono leasing impliciti in contratti di fornitura di servizi (ad esempio, contratti di facility management che includono diritti di utilizzo di immobili) o in accordi con fornitori dove il controllo dell'asset è identificabile.
  • Determinazione della durata del leasing: La durata deve includere la "parte non revocabile del leasing" più qualsiasi periodo opzionale che il locatario abbia ragionevole certezza di esercitare (IFRS 16.23). Molti fascicoli contengono errori nel calcolo della durata quando sono presenti opzioni di rinnovo, estensione o acquisto. La CONSOB ha osservato entità che ignorano completamente le opzioni oppure le includono sempre, senza valutare la ragionevole certezza.
  • Tasso di sconto: L'IFRS 16.26 richiede che il locatario utilizzi il tasso implicito del leasing se disponibile; diversamente, il tasso marginale di finanziamento (incremental borrowing rate, IBR). Molte entità utilizzano il tasso sbagliato, applicano tassi genericità anziché specifici per locatario/leasing, o non documentano adeguatamente la metodologia di calcolo dell'IBR.
  • Riconciliazione e disclosure: Le disclosure richieste dall'IFRS 16.51-54 (riconciliazione della variazione della passività di leasing, analisi di scadenza dei pagamenti futuri, informazioni sui leasing a breve termine e di basso valore) sono frequentemente incomplete o aggregate in modo eccessivamente generico. La CONSOB richiede specifiche tracciabili e disclose che permettano ai lettori del bilancio di comprendere l'impatto quantitativo del leasing su ciascun periodo.

Albero decisionale IFRS 16: Modello a cinque step

L'IFRS 16 fornisce un modello strutturato per la contabilizzazione dei leasing per il locatario. Il calcolatore ciferi applica questo modello passo per passo.

Step 1: Identificare se esiste un leasing


Un contratto contiene un leasing se conferisce al cliente il diritto di controllare l'utilizzo di un asset identificato per un periodo di tempo in cambio di corrispettivi (IFRS 16.9).
Criteri per identificare un leasing:
Un asset è identificato nel contratto quando il fornitore non ha il diritto sostanziale di sostituirlo nel corso del periodo di utilizzo (IFRS 16.9(a) e B13-B15). Indicatori di identificazione:
Il cliente (locatario) ottiene il diritto di controllo quando ha sia il diritto di ottenere sostanzialmente tutti i benefici economici derivanti dall'uso dell'asset sia il diritto di dirigere l'utilizzo dell'asset (IFRS 16.9(b) e B20-B33).
Domande di controllo durante l'identificazione:
Esempio pratico: Metallurgica Adriatica S.r.l. (società manifatturiera con sede a Trieste) stipula un contratto con un fornitore di attrezzature per lo stampaggio dei metalli. Il contratto copre tre anni e specifica "una pressa idraulica modello XYZ, numero di serie 4521". Metallurgica Adriatica paga EUR 45.000 annui. Nel corso dei tre anni, Metallurgica può dirigere completamente l'utilizzo della pressa (orari di produzione, materiali da lavorare, manutenzione ordinaria). Il fornitore non ha il diritto di sostituire la pressa. Questo contratto contiene un leasing per Metallurgica Adriatica: l'asset (la pressa) è identificato, Metallurgica controlla il suo utilizzo, e Metallurgica ottiene i benefici economici.
Documentazione di revisione: Nel fascicolo della revisione, annotare in un memo che il contratto soddisfa i criteri di identificazione del leasing. Indicare l'asset, il periodo del leasing (tre anni), il corrispettivo totale (EUR 135.000), il tasso implicito (se disponibile) o il metodo di stima dell'IBR.

Step 2: Determinare la durata del leasing


La durata del leasing è il periodo non revocabile durante il quale il locatario ha il diritto di utilizzo dell'asset, più eventuali periodi opzionali per i quali il locatario abbia ragionevole certezza di esercitare l'opzione (IFRS 16.23).
Valutazione della ragionevole certezza per le opzioni:
L'IFRS 16 non definisce esattamente che cosa significhi "ragionevole certezza", ma la Basis for Conclusions fornisce indicazioni: la ragionevole certezza è valutata considerando se il locatario ha incentivi economici a esercitare l'opzione. Fattori da considerare:
Se il locatario ha ragionevole certezza di esercitare un'opzione di rinnovo, la durata del leasing si estende. Se ha ragionevole certezza di esercitare un'opzione di acquisto (purchase option), il leasing continua fino alla data in cui il locatario acquista l'asset.
Domande durante la valutazione della durata:
Esempio pratico: Trasporti Nord S.p.A. (società di logistica con sede a Milano) stipula un contratto di leasing per un'autocisterna per i trasporti di carburante. Il contratto specifica un periodo di "tre anni". La lettera del contratto contiene un'opzione di rinnovo per ulteriori due anni al prezzo di EUR 18.000 annui. Il valore di mercato stimato dell'autocisterna a tre anni di distanza è EUR 140.000, ma il prezzo di rinnovo (EUR 36.000 per due anni, ovvero EUR 18.000 annui) risulta inferiore al costo di mercato di un'autocisterna nuova. Inoltre, le autocisterne sono critiche per le operazioni di Trasporti Nord, e storicamente la società ha sempre rinnovato i leasing di veicoli critici. Di conseguenza, il revisore conclude che Trasporti Nord ha ragionevole certezza di esercitare l'opzione di rinnovo. La durata del leasing è quindi cinque anni (tre anni + due anni opzionali), non tre anni.
Documentazione di revisione: Nel memo di valutazione del leasing, annotare il periodo non revocabile, identificare tutte le opzioni, e documentare le conclusioni sulla ragionevole certezza di esercizio di ogni opzione. Includere le prove che supportano la conclusione (storico dei rinnovi, analisi dei costi, descrizione delle operazioni critiche).

Step 3: Misurare il diritto di utilizzo (right-of-use asset) e la passività di leasing


Al primo riconoscimento, il locatario misura:
Costo del leasing:
Include i pagamenti di leasing fissi, i pagamenti variabili dipendenti da un indice o da un tasso (es. pagamenti che variano in funzione dell'inflazione), gli importi pagabili per esercitare opzioni di acquisto se il locatario ha ragionevole certezza di esercitarle, e le penalità per terminazione anticipata se la durata del leasing riflette il ragionevole certezza del locatario di esercitare l'opzione di estensione (IFRS 16.26).
Tasso di sconto:
L'IFRS 16.26 richiede l'uso del tasso implicito del leasing, definito come il tasso che fa sì che il valore attuale dei pagamenti di leasing e del valore residuo garantito (guaranteed residual value) sia uguale al valore equo dell'asset.
Se il tasso implicito non è facilmente disponibile, il locatario utilizza il tasso marginale di finanziamento (IBR), ovvero il tasso di interesse che il locatario avrebbe dovuto pagare per prendere in prestito i fondi necessari per acquistare un asset simile, per la stessa durata, con garanzie comparabili (IFRS 16.26). L'IBR non è il tasso generale medio della banca; è specifico per ogni locatario e ogni leasing.
Come stimare l'IBR:
L'IBR si compone di: (a) il tasso senza rischio (es. il rendimento dei titoli di Stato italiani a 10 anni); più (b) uno spread di credito specifico per il locatario.
Lo spread di credito riflette il rischio che il credito del locatario non paghi. Può essere stimato attraverso:
Esempio pratico: Costruzioni Lombarde S.r.l. (società di costruzioni edili con sede a Como) stipula un leasing immobiliare per un capannone produttivo per cinque anni. I pagamenti di leasing sono EUR 50.000 annui (EUR 250.000 totali su cinque anni). Il fornitore non comunica il tasso implicito del leasing. Costruzioni Lombarde non ha rating pubblico, ma la sua banca le offre finanziamenti a tasso del 6% annuo (in quanto società di medio-piccole dimensioni con profilo di credito moderato). Il tasso privo di rischio italiano a cinque anni è stimato al 3% annuo. Lo spread di credito è quindi 6% – 3% = 3%. Costruzioni Lombarde stima il suo IBR al 6% annuo.
Ora Costruzioni Lombarde calcola il valore attuale della passività di leasing:
| Anno | Pagamento EUR | Fattore di sconto a 6% | Valore attuale EUR |
|------|-----------------|----------------------|-------------------|
| 1 | 50.000 | 0,9434 | 47.170 |
| 2 | 50.000 | 0,8900 | 44.500 |
| 3 | 50.000 | 0,8396 | 41.980 |
| 4 | 50.000 | 0,7921 | 39.605 |
| 5 | 50.000 | 0,7473 | 37.365 |
| Totale passività di leasing | | | 210.620 |
Documentazione di revisione: Nel fascicolo, documentare il calcolo dell'IBR, includendo il tasso privo di rischio, lo spread di credito e le fonti di stima. Allegare il piano di ammortamento della passività di leasing. Verificare che il valore contabile della passività diminuisca man mano che i pagamenti vengono effettuati e che gli interessi siano contabilizzati correttamente.

Step 4: Contabilizzare ammortamenti, interesse e variazioni della passività


Nel corso della durata del leasing, il locatario contabilizza:
Variazioni della passività di leasing:
Se durante la durata del leasing si verificano modifiche del contratto, variazioni nei pagamenti (es. per indicizzazione, cambio di tassi variabili), o cambiamenti nella stima della durata del leasing (es. il locatario decide di esercitare un'opzione di rinnovo che inizialmente non era certa), la passività di leasing deve essere rivista. La rivalutazione cambia il saldo contabile del diritto di utilizzo (IFRS 16.36).
Esempio pratico (continuazione): Nel corso del primo anno, Costruzioni Lombarde contabilizza:
Contabilizzazione:
Dr. Onere finanziario EUR 12.637
Dr. Passività di leasing EUR 37.363 (= EUR 50.000 – EUR 12.637)
Cr. Cassa EUR 50.000
Dr. Ammortamento EUR 42.124
Cr. Diritto di utilizzo (accum. ammort.) EUR 42.124
Al 31 dicembre, la passività di leasing residua è EUR 210.620 – EUR 37.363 = EUR 173.257.
Documentazione di revisione: Nel fascicolo della revisione, verificare il piano di ammortamento per ogni leasing. Controllare che l'ammortamento annuale sia corretto e coerente. Verificare che gli oneri finanziari riflettano il tasso di sconto appropriato applicato al saldo della passività. Se ci sono variazioni nel leasing (pagamenti variabili, cambiamenti di opzioni), documentare la revisione e l'impatto sul diritto di utilizzo e sulla passività.

Step 5: Disclosure e riconciliazione


L'IFRS 16.51-54 richiede specifiche disclosure sul leasing per consentire ai lettori del bilancio di comprendere:
Molte entità presentano disclosure aggregate e generiche. La CONSOB richiede specifiche tracciabili.
Esempio di disclosure: Costruzioni Lombarde dischiuderebbe nella nota sui leasing:
| | Diritto di utilizzo EUR | Passività di leasing EUR |
|---|---|---|
| Saldo al 1° gennaio | 210.620 | 210.620 |
| Ammortamento | (42.124) | |
| Interesse | | 12.637 |
| Pagamenti | | (50.000) |
| Saldo al 31 dicembre | 168.496 | 173.257 |
Analisi di scadenza dei pagamenti di leasing futuri:
| Periodo | EUR |
|---|---|
| Entro 1 anno | 50.000 |
| 1-5 anni | 200.000 |
| Oltre 5 anni | |
| Totale pagamenti futuri | 250.000 |
| Meno: oneri finanziari futuri | (36.743) |
| Valore attuale della passività di leasing | 173.257 |
Documentazione di revisione: Verificare che le disclosure nel bilancio siano complete e specifiche. Se le disclosure sono aggregate in modo eccessivo, chiedere entità di desaggregnare. Verificare che la riconciliazione tra saldi inizi e finali sia tracciabile e coerente con i movimenti contabilizzati.
  • L'asset è fisicamente distinto (es. un immobile, un macchinario, un veicolo specifico).
  • L'asset è fisicamente integrato in altri asset e non può essere estirpato o sostituito senza danno significativo all'altro asset (es. un impianto di riscaldamento integrato permanentemente in un edificio).
  • L'asset è specificato per natura (es. il numero di serie è indicato), e non per descrizione (es. "uno qualsiasi tra i 100 veicoli disponibili nel pool").
  • Il contratto specifica un asset particolare, oppure il fornitore ha il diritto di sostituirlo?
  • Il cliente ha il diritto di ricevere i benefici economici (es. i flussi di cassa, il valore residuo) dell'asset?
  • Il cliente può dirigere come e per quale scopo l'asset viene utilizzato durante il periodo contrattuale (es. può scegliere che cosa produrre, quando produrre, in che ordine)?
  • Il contratto trasferisce diritti di controllo al cliente, o è semplicemente un accordo di fornitura di servizi?
  • Il valore dell'opzione (es. il prezzo di rinnovo è inferiore al valore di mercato atteso?).
  • L'importanza strategica dell'asset per il locatario.
  • Il costo di sostituzione dell'asset.
  • Le condizioni contrattuali specifiche (es. se la manutenzione futura è responsabilità del locatario o del locatore).
  • La storia passata del locatario con asset similari (es. ha mai rinnovato leasing precedenti quando aveva l'opzione?).
  • Qual è il periodo non revocabile specificato nel contratto?
  • Ci sono opzioni di rinnovo? Se sì, il locatario ha ragionevole certezza di esercitarle?
  • Ci sono opzioni di acquisto (purchase options)? Se sì, il prezzo è sufficientemente basso da fare presumere che il locatario acquisterebbe l'asset?
  • Ci sono penalità per il mancato rinnovo (es. penalità per terminazione anticipata)? Se sì, aumentano gli incentivi a proseguire il leasing?
  • Qual è lo stato dell'asset al termine della durata prevista (usura normale, deterioramento, valore residuo)?
  • Diritto di utilizzo (ROU asset): Costo del leasing meno qualsiasi incentivo di leasing ricevuto, più i costi diretti iniziali e i costi di smantellamento/ripristino (se applicabili).
  • Passività di leasing: Valore attuale dei pagamenti di leasing futuri, scontato al tasso implicito del leasing (se disponibile) o al tasso marginale di finanziamento (incremental borrowing rate, IBR) del locatario (IFRS 16.26).
  • I tassi offerti dalla banca del locatario per finanziamenti non garantiti della stessa durata.
  • I tassi impliciti nei prezzi di obbligazioni aziendali emesse dal locatario (se disponibili).
  • I rating di credito del locatario (se disponibili).
  • Le comparazioni con debitori di profilo di credito simile.
  • Ammortamento del diritto di utilizzo (ROU asset): Dedotto in modo lineare sulla durata del leasing (salvo indicatori di svalutazione). L'ammortamento parte al primo riconoscimento e prosegue fino alla fine della durata del leasing.
  • Oneri finanziari sulla passività di leasing: Interesse pagato sulla passività in sospeso, calcolato applicando il tasso di sconto iniziale (IBR o tasso implicito) al saldo della passività all'inizio di ogni periodo.
  • Riduzione della passività di leasing: Man mano che vengono pagati i canoni di leasing, la passività si riduce. La parte dell'importo pagato che eccede l'onere finanziario va a ridurre il capitale della passività.
  • Ammortamento del diritto di utilizzo: EUR 210.620 / 5 = EUR 42.124 all'anno.
  • Onere finanziario del primo anno: EUR 210.620 × 6% = EUR 12.637.
  • Pagamento del leasing (year-end): EUR 50.000.
  • La natura, la portata, e gli effetti finanziari del leasing.
  • La conciliazione tra il diritto di utilizzo iniziale e quello finale.
  • La conciliazione tra la passività di leasing iniziale e quella finale.
  • L'analisi di scadenza dei pagamenti di leasing futuri, suddivisa per periodi (entro 1 anno, 1-5 anni, oltre 5 anni).
  • Le informazioni sui leasing a breve termine e di basso valore (esenti dalle regole generali se il locatario sceglie di non riconoscerli).

Errori comuni e osservazioni ispettive CONSOB

Sulla base delle verifiche ispettive CONSOB, i seguenti errori ricorrono frequentemente nei fascicoli di revisione:
Identificazione incompleta dei leasing: Molte entità non identificano leasing in contratti di servizi (es. facility management con utilizzo di immobili), in accordi di outsourcing (es. gestione di magazzini), o in contratti con sospensioni (es. linee di credito con diritti di utilizzo di impianti). Il revisore non sempre approfondisce adeguatamente per identificare se il contratto contiene un leasing.
Errori nel calcolo della durata: Entità spesso includono opzioni di rinnovo senza valutare la ragionevole certezza di esercizio, o viceversa, escludono opzioni che erano evidentemente esercitabili. Questo produce durate di leasing errate e di conseguenza ammortamenti e oneri finanziari errati.
Tassi di sconto insufficientemente documentati: Il metodo di calcolo dell'IBR non è sufficientemente documentato. L'entità applica il "tasso medio della banca" anziché uno specifico al leasing; oppure utilizza il tasso implicito senza verificare se è effettivamente disponibile nel contratto.
Assenza di rivalutazione delle passività: Se durante l'esercizio si verificano modifiche del leasing (es. il locatario decide di esercitare un'opzione inizialmente incerta, oppure i pagamenti variano per indicizzazione), molte entità non rivalgono la passività di leasing e il diritto di utilizzo. Il diritto rimane congelato al valore iniziale.
Disclosure inadeguate: Le disclosure sulla scadenza dei pagamenti di leasing sono aggregate; mancano informazioni sui leasing a breve termine e di basso valore; le riconciliazioni non sono tracciabili.

Leasing a breve termine e di basso valore

L'IFRS 16 consente al locatario di non applicare le regole generali ai leasing a breve termine (durata non superiore a 12 mesi, senza opzione di acquisto) e ai leasing di basso valore (valore equo dell'asset sottostante non superiore a USD 5.000, approssimativamente EUR 4.600).
Per questi leasing, il locatario può riconoscere il canone di leasing come una spesa nell'esercizio in cui viene sostenuto (metodo "straight-line" sulla durata).
L'applicazione di questa esenzione richiede però una valutazione corretta: la durata deve essere stimata correttamente (incluse le opzioni se il locatario ha ragionevole certezza di esercitarle), e il valore equo dell'asset deve essere valutato al momento del primo riconoscimento, non sulla base della sua condizione finale o del valore residuale.

Focus di revisione: quattro aree critiche

Quando riesamini bilanci che contengono leasing, concentra la tua attenzione su questi quattro aspetti specificamente segnalati dalla CONSOB:

1. Completezza del leasing identificati


Chiedi all'entità di fornire una lista di tutti i contratti che potrebbero contenere leasing (immobili in uso, macchinari, veicoli, diritti di utilizzo di infrastrutture). Esamina i contratti di facility management, di outsourcing, di fornitura di servizi con componenti di utilizzo di beni. Verifica se l'entità ha identificato correttamente il diritto di controllo dell'asset in ogni contratto.

2. Durata e opzioni


Per ogni leasing, ricostruisci la durata calcolata dall'entità. Verifica se le opzioni sono state correttamente valutate. Chiedi prove della ragionevole certezza (storico dei rinnovi, analisi economica, criticità strategica dell'asset).

3. Tasso di sconto e calcolo della passività


Traccia il tasso utilizzato per scontare i pagamenti di leasing. Se l'entità ha utilizzato l'IBR, verificane il calcolo (tasso privo di rischio, spread di credito). Ricalcola il valore attuale della passività di leasing e verifica che sia coerente con il tasso applicato.

4. Ammortamento e variazioni successive


Verifica il piano di ammortamento: durata del leasing, importo da ammortizzare, linearità dell'ammortamento. Se ci sono state variazioni del leasing (modifiche contrattuali, cambiamenti delle opzioni), verifica che la passività e il diritto di utilizzo siano stati rivalutati correttamente.

Riferimenti normativi

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  • IFRS 16 Leasing: Principio contabile internazionale adottato dalle entità quotate italiane.
  • Principi Contabili OIC (per entità non quotate): Organismo Italiano di Contabilità fornisce guidance alternativa per le società non quotate.
  • ISA Italia 315: Identificazione e valutazione dei rischi di errore (inclusi i rischi relativi ai leasing).
  • ISA Italia 330: Risposta ai rischi individuati (esecuzione di procedure di revisione sui leasing).
  • D.Lgs. 39/2010: Implementazione della Direttiva Revisione nell'ordinamento italiano; contiene requisiti sulla revisione legale per entità quotate e di interesse pubblico.

Domande frequenti

L'IFRS 16 si applica a tutti i leasing?


L'IFRS 16 si applica a tutti i leasing, ad eccezione di: (a) leasing a breve termine (durata non superiore a 12 mesi) che il locatario sceglie di non riconoscere; (b) leasing di basso valore (valore equo dell'asset non superiore a circa EUR 4.600) che il locatario sceglie di non riconoscere; (c) leasing di beni biologici agricoli. Se il locatario utilizza l'esenzione per leasing a breve termine o di basso valore, deve comunque documentare quale esenzione applica e il motivo.

Qual è la differenza tra il tasso implicito e l'IBR?


Il tasso implicito è il tasso offerto dal locatore nel contratto di leasing; se disponibile, il locatario deve utilizzarlo. Se il tasso implicito non è disponibile (es. il locatore non lo comunica), il locatario utilizza l'IBR, che è il tasso di finanziamento specifico del locatario. L'IBR è più conservativo dell'IFRS 17 (che permetteva l'uso di "incremento medio del locatario"), perché deve essere specifico per ogni leasing.

Se il locatario non conosce l'IBR con precisione, che cosa fa?


L'IFRS 16 richiede la "migliore stima disponibile". Il locatario può servirsi di tassi di finanziamento offerti dalla banca, di rendimenti su obbligazioni aziendali (se emesse), o di comparazioni con debitori di profilo simile. Se la stima dell'IBR cambia nel corso della durata del leasing (es. perché migliora il profilo di credito dell'entità), la passività di leasing non viene rivalutata retroattivamente; il nuovo IBR si applica da quel momento in avanti solo per variazioni dei termini del leasing.

Quando la passività di leasing viene rivalutata?


La passività di leasing viene rivalutata (IFRS 16.36) quando: (a) si modifica l'importo dei pagamenti di leasing futuri (es. per indicizzazione, per cambio di tassi variabili, o per esercizio/non esercizio di opzioni); (b) cambia la durata del leasing (es. il locatario decide di esercitare un'opzione di rinnovo inizialmente non certa); (c) il locatario decide di esercitare/non esercitare un'opzione di acquisto; (d) si verifica una modifica dei termini del leasing che non costituisce una modifica del leasing ai sensi dell'IFRS 16.44-50. Una rivalutazione della passività comporta un aggiustamento corrispondente al diritto di utilizzo.

Come il revisore verifica che i leasing siano contabilizzati correttamente?


Il revisore applica i seguenti step: (1) Ottenere una lista di tutti i contratti che potenzialmente contengono leasing; (2) Esaminare un campione di contratti per verificare se l'entità ha correttamente identificato i leasing; (3) Ricostruire la durata di ogni leasing (incluse le opzioni) e verificare la ragionevole certezza; (4) Tracciare il tasso di sconto e ricalcolare la passività di leasing; (5) Verificare che l'ammortamento sia lineare e coerente con la durata; (6) Controllare le disclosure e le riconciliazioni; (7) Valutare se ci sono state variazioni del leasing e verificare che siano state contabilizzate.
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