Definition

La maggior parte dei fascicoli che esaminiamo sopravvaluta o sottovaluta la perdita di credito attesa, e la causa è quasi sempre la stessa: la PD non è documentata. Si trova un numero in bilancio, ma quando si chiede da dove arriva, le carte erano leggere. Il riferimento normativo è IFRS 9 paragrafi 5.1.1 e B5.4.1, ripreso in Italia dal CNDCEC nelle linee guida di revisione e rilevante per le società vigilate dalla CONSOB ai sensi del D.Lgs. 39/2010.

Come funziona

IFRS 9 chiede all'entità di stimare la ECL per tutti i crediti finanziari non valutati a fair value through profit or loss. Diversamente dal modello IAS 39, che riconosceva le perdite solo al verificarsi dell'evento, IFRS 9 adotta un approccio forward-looking: si stima la perdita probabile sulla base di informazioni passate, attuali e prospettiche (IFRS 9 paragrafo B5.4.1).

La misurazione poggia su tre componenti. La probabilità di insolvenza (PD) misura la probabilità che il debitore non paghi entro il periodo di riferimento. L'esposizione al momento dell'insolvenza (EAD) è l'importo dovuto nel momento in cui si verifica il default. La perdita in caso di insolvenza (LGD) è la percentuale dell'esposizione che l'entità non recupererà, al netto dei recuperi attesi. La formula è elementare: ECL = PD × EAD × LGD.

Il problema non è la formula. Il problema è il giudizio dietro ogni componente, e qui si accumulano i rilievi di revisione.

IFRS 9 paragrafo 5.1.1 chiede di raggruppare i crediti in portafogli a rischio di insolvenza simile e di stimare la ECL per ogni portafoglio in modo coerente. Non si tratta di una stima cliente per cliente per tutti i debitori, ma di una segmentazione per profilo di rischio omogeneo, salvo i casi di volumi contenuti o concentrazione del rischio. La segmentazione è una decisione della direzione, e il revisore deve validarla, non subirla.

Cosa succede nei fascicoli, prima del requisito

Si apre il fascicolo, si va alla nota sui crediti, si cerca il file di calcolo della ECL. Nel migliore dei casi si trova un foglio Excel con tre segmenti, una percentuale di PD per ognuno, un aging schedule (o scadenzario) e una LGD stimata. Nel peggiore, si trova una percentuale unica applicata al monte crediti senza alcuna segmentazione.

IFRS 9 paragrafo B5.5.17 chiede che le stime storiche siano corrette per fattori attuali e prospettici. Nei fascicoli che vediamo, succede che la direzione usi la PD storica a tre anni senza aggiornarla per la ciclicità del settore o per gli eventi specifici dell'esercizio. È il rilievo che genera più note di review nei fascicoli ECL, e si capisce perché: aggiornare la PD significa giustificare un numero, e giustificare un numero richiede tempo che spesso non c'è.

La zona grigia sta qui. IFRS 9 non specifica quanti anni di dati storici servano. Il CNDCEC suggerisce di coprire almeno un ciclo economico completo. Tra revisori competenti si discute legittimamente se tre anni bastino o se serva una finestra più ampia, e la risposta dipende dal settore e dalla volatilità del mercato di riferimento.

Esempio pratico: Tessuti Adriatici S.r.l.

Cliente: società produttrice di tessuti, FY2024, ricavi € 28M, IFRS reporter, crediti verso clienti € 7,2M.

Passo 1 – Identificare i portafogli di rischio simile

Tessuti Adriatici categorizza i crediti in tre segmenti: vendite a fornitori della moda (clienti AAA), vendite a confezionisti regionali (clienti BB), vendite a dettaglianti diretti (clienti C). I segmenti hanno tassi di pagamento e provenienza geografica diversi.

Nota di documentazione: Nel foglio CdL 4.3.1 si tickano la ragione della segmentazione e il numero di debitori per segmento. Esempio: "Segmento AAA: 6 clienti con pagamenti storicamente puntuali, sedi in Italia del Nord. Segmento BB: 32 clienti, ritardo medio 30 giorni, sedi Italia centrale. Segmento C: 18 clienti dettaglianti, volatilità di pagamento 45–90 giorni, sedi diffuse."

Passo 2 – Stimare la probabilità di insolvenza (PD) per segmento

La direzione esamina i dati di insolvenza storica degli ultimi tre anni. Nel segmento AAA nessun cliente è andato in default. Nel segmento BB due clienti su 32 hanno avuto ritardi oltre 180 giorni, ma solo uno ha versato l'importo completo dopo negoziazione. Nel segmento C tre clienti su 18 hanno avuto insolvenze parziali (60% del credito recuperato).

Sulla base di questa evidenza: - PD segmento AAA: 0% - PD segmento BB: 3% (1 default vero su 32 clienti nel triennio) - PD segmento C: 12% (3 insolvenze parziali o complete su 18 clienti)

C'è però una complicazione che il fascicolo deve riflettere. A novembre 2024 un cliente del segmento BB (Confezioni Marche S.r.l., EAD € 180k) è andato in default per insolvenza conclamata, dopo un piano di rientro fallito. Questo evento va incorporato come forward-looking adjustment ai sensi di IFRS 9 paragrafo B5.5.17. La direzione propone di lasciare la PD del segmento BB al 3%, sostenendo che il default era un caso isolato. Si è discusso il punto in chiusura. La nostra posizione: il default di novembre, combinato con i ritardi di pagamento generalizzati riscontrati nel quarto trimestre per il rincaro delle materie prime, giustifica un aggiustamento al rialzo della PD BB dal 3% al 4,5%. La direzione ha accettato.

Nota di documentazione: La PD storica è stata corretta al rialzo del segmento BB per il default di Confezioni Marche e l'aumento dei costi di materia prima nel 2024, riscontrato nei pagamenti ritardati fino a novembre. Riferimento IFRS 9 B5.5.17.

Passo 3 – Stimare l'esposizione (EAD)

L'EAD è l'importo del credito non ancora pagato alla data di bilancio. La direzione produce uno scadenzario (aging) dei crediti al 31 dicembre 2024.

Segmento AAA: € 1,2M (entro 30 giorni) Segmento BB: € 3,4M (entro 60 giorni; € 600k tra 60–120 giorni) Segmento C: € 1,8M (entro 90 giorni; € 800k oltre 120 giorni)

L'EAD per ogni segmento è il saldo totale non pagato, perché è questo l'importo esposto a rischio.

Nota di documentazione: Nel foglio CdL 4.3.2 (scadenzario) si verifica la riconciliazione tra somma degli aging per segmento e saldo del conto crediti in bilancio. IFRS 9 non consente di ridurre l'EAD per garanzie ricevute in questa fase: quello entra nel calcolo della LGD.

Passo 4 – Stimare la perdita in caso di insolvenza (LGD)

La LGD è la percentuale dell'esposizione che non sarà recuperata. Dipende dalle garanzie, dal valore di recupero stimato in caso di insolvenza e dalla durata media della riscossione coatta.

Per Tessuti Adriatici: - Segmento AAA: nessuna garanzia specifica, clienti di solidità massima. LGD: 15%. - Segmento BB: alcuni clienti hanno fornito garanzie di stock; altri no. LGD media: 35%. - Segmento C: crediti non garantiti, dettaglianti con strutture finanziarie fragili. LGD: 60%.

Nota di documentazione: Nel foglio CdL 4.3.3 si documenta il metodo usato. IFRS 9 paragrafo B5.5.25 consente l'uso di dati di settore, dati storici interni o dati regolatori (ad esempio i tassi di perdita pubblicati dalle agenzie di rating). Se la direzione usa dati storici interni, il periodo di osservazione deve coprire almeno due cicli economici.

Passo 5 – Calcolare la ECL totale

Mantenendo la PD originaria del 3% sul segmento BB per coerenza con l'esempio base:

Segmento AAA: € 1,2M × 0% × 15% = € 0 Segmento BB: € 4,0M × 3% × 35% = € 42.000 Segmento C: € 2,6M × 12% × 60% = € 187.200

Totale ECL: € 229.200

L'importo si registra a conto economico come rettifica di valore dei crediti (IFRS 9 paragrafo 5.1.1). Non è una voce di conto d'ordine: riduce il valore netto dei crediti in stato patrimoniale.

Nota di documentazione: Nel foglio CdL 4.3.4 (riconciliazione ECL) si verifica il movimento a conto economico e la coerenza con il saldo iniziale dell'esercizio precedente.

Conclusione

La stima di € 229.200 è documentata passo per passo, con dati storici corretti per circostanze attuali. Il segmento AAA non ha richiesto accantonamento, coerente con il profilo di rischio. I segmenti BB e C riflettono il rischio stimato. La metodologia è difendibile.

Dove i revisori competenti possono dissentire

La PD allo zero per cento sul segmento AAA è il punto in cui più spesso, nei fascicoli che esaminiamo, ci si divide. Una posizione: zero è giustificato se nessun cliente del segmento è andato in default nel triennio osservato. La posizione opposta: IFRS 9 ha un orientamento forward-looking, e una PD strutturalmente a zero implica che nessun evento futuro possa intaccare quei crediti, cosa che il modello matematico non sostiene. Alcune società di revisione applicano un floor minimo (0,1% o 0,2%) per evitare il punto di zero assoluto. Altre accettano lo zero se la documentazione storica è solida. Si consideri il caso, e si scelga, ma la scelta va motivata nel fascicolo.

C'è un secondo punto strutturale che spiega perché certe stime arrivano sempre basse: molte direzioni preferiscono una PD sottostimata perché riduce l'accantonamento, migliora il margine operativo e non genera scostamento rispetto al budget; il revisore deve resistere a questa tendenza, perché la conseguenza di una ECL sottostimata è una rettifica nell'esercizio successivo che la direzione poi attribuirà a "circostanze impreviste" anziché a una stima iniziale debole.

Cosa vedono i revisori e la pratica contraddice

La mancanza di documentazione della PD è il rilievo più frequente. Molte entità non hanno dati storici di insolvenza documentati, oppure hanno tassi così bassi (zero o quasi zero) da risultare poco credibili. Uno studio del CNDCEC del 2023 ha riscontrato che il 34% dei fascicoli esaminati conteneva stime di ECL non supportate da un calcolo metodico delle tre componenti.

Il secondo errore ricorrente è confondere la ECL con un fondo per rischi ai sensi di IAS 37. IAS 37 governa i fondi per rischi su controversie legali, garanzie e obblighi potenziali. La ECL secondo IFRS 9 governa i crediti finanziari, e quando si registra riduce il valore lordo dei crediti, non genera una voce separata di fondo.

Il terzo errore è non aggiornare la stima della LGD e della PD quando le condizioni economiche cambiano. IFRS 9 paragrafo B5.5.17 chiede che le stime siano corrette per informazioni prospettiche, non solo storiche. Quando il tasso di pagamento medio scende o emerge un pattern di insolvenze in una determinata area, la stima va aggiornata. Si consideri che la CONSOB, nelle proprie comunicazioni di vigilanza sui bilanci delle società quotate, ha richiamato più volte l'attenzione sulla qualità delle informazioni forward-looking nelle stime ECL.

Termini correlati

- Impairment loss – La perdita di valore di un'attività quando il valore contabile supera il valore recuperabile (IFRS 9 per strumenti finanziari, IAS 36 per attività tangibili). - Provisions under IAS 37 – Fondi per obblighi legali o costruttivi; distinti dalla ECL dei crediti finanziari. - Going concern and credit risk – La valutazione del rischio di credito è parte della procedura di valutazione della continuità aziendale secondo ISA 570. - Fair value through profit or loss (FVPL) – Crediti misurati a fair value con variazioni a conto economico; diversi dai crediti IFRS 9 ammortizzati dove si applica la ECL. - Allowance for credit loss – La rettifica di valore registrata in bilancio a fronte della ECL stimata. - Default rate and probability of default – I tassi storici di insolvenza usati per la stima della PD nell'approccio ECL.

Strumenti correlati

Ciferi offre il Modello di calcolo ECL per documentare le tre componenti della perdita attesa, generare lo scadenzario segmentato e riconciliare la ECL totale al bilancio. Il modello è conforme a IFRS 9 e include controlli di coerenza tra stime storiche e informazioni prospettiche.

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