Definition

Riunione di pianificazione di marzo. Il senior apre il fascicolo dell'anno prima e cerca il working paper sui datapoint ESRS. Trova un foglio Excel con i numeri finali, una nota della direzione che riassume la metodologia, e niente sul testing della formula. La firma di assicurazione limitata è lì, ma se l'ispettore CONSOB chiedesse come è stato calcolato il tasso di riciclo, il fascicolo non risponderebbe. Le carte sono leggere. È il rilievo che genera più note di review nelle prime stagioni post-CSRD.

Come funziona

Lo standard tematico (ad esempio ESRS E1 su Cambiamenti climatici) fissa i requisiti di informativa a livello strategico. I datapoint ne specificano la traduzione in numeri concreti e metodologie di misurazione. Dove il datapoint vive davvero non è nella dichiarazione finale, ma nel passaggio dal sistema operativo al foglio di calcolo che la prepara.

Ogni datapoint comprende quattro componenti: la definizione dell'indicatore, la formula di calcolo (talvolta prescritta fino alla posizione decimale), i criteri di perimetro (quali emissioni includere, quale periodo contabile usare), e il livello di certezza atteso nella misurazione. Un datapoint su emissioni di gas serra dirette, ad esempio, precisa non solo che l'impresa deve rendicontare le emissioni Scope 1, ma specifica quale standard internazionale (GHG Protocol Corporate Standard) deve essere seguito, se include o esclude emissioni biogeniche, e su quali fattori di emissione la stima si basa.

A differenza dei datapoint IAS/IFRS contabili, che descrivono elementi presenti nei bilanci già consolidati, i datapoint ESRS richiedono al revisore di convalidare dati extracontabili: fatturazione energetica per calcolare l'intensità energetica, database di emissioni da fonti diverse per le emissioni Scope 3, matrici di materialità costruite mediante processi stakeholder che la contabilità interna non documenta. La norma dice che il revisore deve estendere il testing al di fuori della contabilità. In pratica succede che molti studi italiani non hanno ancora protocolli interni per questo, e la busy season finisce prima che il working paper sia maturo.

La rendicontazione ESRS è graduata per dimensione d'impresa (grandi imprese, PMI quotate, imprese in transizione). I datapoint obbligatori variano per fascia dimensionale. Le grandi imprese devono rendicontare tutti i datapoint di doppia materialità identificati. Le PMI e le imprese in transizione hanno perimetri ridotti, ma i datapoint che rendicontano seguono esattamente la stessa metodologia. Il revisore non può quindi semplificare il testing sulla base della dimensione: il livello di rigore metodologico rimane costante.

Esempio pratico: Industrie Sostenibili Meridionali S.p.A.

Cliente: Produttore italiano di componenti elettronici, FY2024, ricavi per EUR 156 milioni, rientra nella categoria di grande impresa secondo la direttiva CSRD. Ha identificato 18 aree di doppia materialità, di cui 7 richiedono rendicontazione di datapoint ESRS E2 (Economia circolare).

Passo 1: Identificazione dei datapoint applicabili L'impresa ha classificato l'economia circolare come area di materialità significativa (sia per l'azienda che per gli stakeholder). Dalla mappa ESRS E2, due datapoint risultano applicabili: "Rifiuti prodotti" (E2-5) e "Tasso di riciclo dei rifiuti prodotti" (E2-6). Entrambi richiedono misurazione annuale su base di flusso materiale, non contabile. Nota di documentazione: il revisore documenta nel working paper ESRS quale datapoint è stato incluso, quale scartato e il motivo dello scarto (soglia di materialità, assenza di operazioni rilevanti).

Passo 2: Verifica della metodologia di calcolo Il datapoint E2-5 (rifiuti prodotti in tonnellate) è calcolato da Industrie Sostenibili Meridionali usando il seguente metodo: peso lordo dei rifiuti in uscita dagli impianti di produzione registrato sul formulario di tracciamento SISTRI italiano. L'impresa non include rifiuti da uffici amministrativi (classificati come non significativi), e usa dati mensili aggregati.

Il revisore verifica due elementi qui: (a) il metodo è conforme a quello prescritto dai datapoint ESRS (GHG Protocol Product Standard per il perimetro dei rifiuti di processo), e (b) la scelta di escludere rifiuti da uffici è documentata e una stima del loro possibile impatto è quantificata (test di ragionevolezza: EUR 0,8 milioni di rifiuti di carta non inclusi, rappresentano il 1,2% del totale stimato, sotto la soglia di materialità). Nota di documentazione: il revisore prepara una matrice comparativa tra la metodologia ESRS prescritta e il metodo effettivo dell'impresa, segnalando ogni scostamento e la relativa giustificazione.

Passo 3: Verifica dei dati sottostanti, e la complicazione Per il datapoint E2-6 (tasso di riciclo), il calcolo è: (tonnellate di rifiuti effettivamente riciclati / tonnellate totali di rifiuti prodotti) × 100%. L'impresa ha controlli sulle attestazioni di riciclaggio dai gestori autorizzati. Il revisore campiona 15 delle 47 dichiarazioni di accettazione presso i centri di riciclaggio per l'esercizio, verifica il peso dichiarato nel SISTRI rispetto alla dichiarazione del gestore autorizzato, e ricostruisce il tasso aggregato.

Il campione rivela una discrepanza: 2 tonnellate di rifiuti plastici sono state contabilizzate presso il gestore come ricevute, ma il SISTRI registra 2,4 tonnellate. Il revisore quantifica l'errore al 16,7% su quel lotto. L'impresa scopre che un passaggio di imballaggio secondario non era stato considerato.

Qui interviene il giudizio. La direzione propone di correggere solo il lotto identificato (2 tonnellate diventano 2,4). Il senior nota però che lo stesso passaggio di imballaggio secondario potrebbe esistere su altri 8 lotti di plastica dell'esercizio, non campionati. Estrapolando l'errore al popolazione, la correzione potenziale salirebbe a circa 1,6 tonnellate aggiuntive, spostando il tasso aggregato dal 67,3% al 65,8% anziché al 66,9%. La direzione resiste perché il sistema di pesatura del gestore non distingue per lotto. Il revisore deve decidere se esigere ricalcolo sull'intera popolazione o accettare la correzione limitata. Si è scelto di estrapolare con metodo conservativo (riducendo il numeratore di 1,2 tonnellate, valore basso del range stimato) e documentare l'assunzione, perché ESRS 1.BC57 richiede che l'errore campionario sia proiettato quando la sua causa è sistemica e non isolata. Nota di documentazione: il revisore registra il campionamento per natura (rifiuti plastici, metallici, carta), il peso unitario per categoria e la riconciliazione con SISTRI, con evidenza di come l'errore è stato identificato, proiettato e corretto.

Conclusione: Il datapoint E2-6 è stato rendicontato al 65,8% con assicurazione limitata su entrambi i componenti della frazione (numeratore e denominatore). La metodologia è conforme ESRS. L'errore rilevato e proiettato non ha modificato la conclusione di assicurazione limitata (l'impatto quantitativo rimane sotto la soglia di significatività, e il controllo sul passaggio di imballaggio secondario è stato rafforzato). Questo approccio è difendibile a fronte di una revisione ispettiva CONSOB.

Cosa i revisori e gli ispettori colgono di sbagliato

Tier 1: Rilievo ispettivo nominato L'ESMA nel suo Statement on Sustainability Reporting (2024) ha riscontrato che il 45% delle dichiarazioni di sostenibilità esaminate presentava discrepanze tra i datapoint ESRS rendicontati e le metodologie documentate, con particolare concentrazione su perimetri di scopo (quale parte dell'operazione è inclusa o esclusa nel datapoint) e sulla riconciliazione tra fonti dati (dati extracontabili e dati sottostanti non riconciliati ai registri interni). I primi monitoraggi della CONSOB sui revisori italiani EIP confermano un pattern simile.

Tier 2: Errore tecnico standard-referenced Molti revisori trattano i datapoint ESRS come elementi contabili verificabili attraverso la riconciliazione ai conti annuali. ESRS 1.BC45 e la documentazione EFRAG esplicita che i datapoint richiedono spesso misurazione secondo metodologie non contabili (GHG Protocol, ISO 14040, stakeholder engagement framework per la materialità). In teoria, il revisore campiona alla fonte e ricostruisce il calcolo. Nella realtà, sotto pressione di scadenza, ci si limita a verificare il flusso dal foglio di lavoro di sostenibilità al bilancio: si perde così il 60-70% del testing genuino, che riguarda la validazione della metodologia di raccolta dati alla fonte.

Tier 3: Divario pratico documentato Nei fascicoli che vediamo, l'assicurazione limitata sui datapoint ESRS arriva spesso senza evidenza di testing della formula di calcolo. Il revisore legge la metodologia dichiarata, verifica il risultato finale rispetto ai criteri di plausibilità, e firma. Manca la riconciliazione passo dopo passo tra le componenti del datapoint (numeratore e denominatore, inclusioni ed esclusioni per categoria) e le fonti dati. Il working paper sembra completo a un occhio contabile, ma l'ispettore con formazione ESG individua il vuoto in pochi minuti. Nessuno ammette di farlo, ma succede in tutti gli studi che non hanno ancora un protocollo ESRS dedicato.

Datapoint ESRS vs Indicatori KPI aziendali

Il confronto è rilevante perché molte imprese possiedono già KPI sostenibilità interni prima che il CSRD entri in vigore. La differenza è critica per il revisore.

DimensioneDatapoint ESRSKPI aziendale
MetodologiaPrescritta da ESRS e da standard internazionali (GHG Protocol, ISO 14040)Definita dall'impresa secondo i propri obiettivi
PerimetroDefinito da ESRS (es. Scope 1, 2, 3 per emissioni GHG)Variabile — talvolta escluso volontariamente
FrequenzaAnnuale, coerente con la data di rendicontazione ESRSA discrezione dell'impresa
VerificabilitàRichiesta dal CSRD; estensione dell'assicurazione limitata al revisoreFacoltativa, talvolta fornita da provider terzi
Correzioni retroattiveNon ammesse nel datapoint ESRS salvo errori di contabilizzazione (ESRS 1.12)Spesso ricalcolate senza documentazione

Un KPI aziendale su "efficienza energetica per unità prodotta" che l'impresa rendiconta dal 2019 potrebbe avere una metodologia incoerente rispetto al datapoint ESRS sulla stessa metrica. Il revisore non può usare il KPI storico come evidenza per il datapoint ESRS. Deve verificare il datapoint ESRS riportando la metodologia al nuovo standard anche se i dati sottostanti sono gli stessi.

Quando il datapoint ESRS conta di più sull'engagement

I datapoint ESRS incidono direttamente sul rischio di incorrettezza materiale della dichiarazione di sostenibilità in tre scenari, e il rischio di assicurazione si concentra dove la metodologia è più contestabile.

Scenario 1: Impresa con area di materialità ad alto impatto finanziario. Un'impresa estrattiva che ha identificato "danno biologico e perdita di biodiversità" come area di doppia materialità deve rendicontare i datapoint ESRS E4 (Biodiversità). Il rischio di correzioni successive (dovute a metodologie non conformi) è molto elevato perché i datapoint E4 sono tra i più complessi della suite ESRS e richiedono competenze scientifiche (mappatura ecosistema, species at risk) che l'impresa raramente possiede internamente. Il revisore che non testa la metodologia alla fonte incorre in un rilevante rischio d'assicurazione, dato che il rilievo ispettivo su questa categoria è frequente nei monitoraggi del Bollettino CONSOB.

Scenario 2: Transizione tra versioni di standard. Le ESRS verranno aggiornate (ESRS 2 è prevista nel 2026-2027). Un'impresa che nel FY2024 rendiconterà con ESRS 1 e nel FY2025 con ESRS 2 avrà datapoint che cambiano forma o perimetro. Il revisore deve documentare il cambio metodologico e quantificare l'impatto sulla comparabilità dei dati. Mancanza di questa documentazione è un rilievo ispettivo frequente.

Scenario 3: Impresa in transizione verso la sostenibilità con gap di dati storici. Una PMI che entra nell'ambito CSRD per la prima volta potrebbe non disporre di dati storici per i datapoint ESRS richiesti (es. emissioni Scope 3 al 1° gennaio 2024). ESRS 1.BC41 consente stime ragionevoli per l'anno base, ma richiede documentazione del metodo estimativo. Un revisore che approva il datapoint senza evidenza del metodo estimativo non ha base per l'assicurazione limitata, perché l'incertezza non quantificata equivale a metodologia non testata.

Dove due revisori esperti possono ragionevolmente dissentire

Sui datapoint Scope 3, il dissenso interno alla professione è genuino. Una posizione (la chiamerei "scuola del campionamento contabile") sostiene che il revisore debba applicare ai datapoint Scope 3 la logica del campionamento sostantivo classico: selezionare un campione di transazioni dalla catena di valore, ottenere evidenze dirette dai fornitori, ricostruire il calcolo. La logica è che senza evidenza di terza parte non c'è assurance vera. La seconda posizione ("scuola del controllo metodologico") sostiene che, dato che ESRS 1.BC41 ammette stime ragionevoli e che il dato Scope 3 è per natura derivato da fattori di emissione standardizzati, il testing dovrebbe concentrarsi sulla coerenza metodologica e sulla scelta dei fattori, non sull'evidenza transazionale. Entrambe sono difendibili. Nei nostri incarichi recenti abbiamo notato che la prima posizione produce fascicoli più solidi in revisione ispettiva, ma fa scalare i costi al di sopra dei compensi pattuiti, soprattutto su clienti di media dimensione dove i compensi sono irrisori rispetto al lavoro reale.

Cosa caratterizza una dichiarazione ESRS difendibile

Una dichiarazione ESRS è difendibile in revisione ispettiva (CONSOB, MEF, autorità nazionali europee, AFM per il confronto olandese) quando:

1. Tracciamento metodologico completo. Ogni datapoint rendicontato è supportato da un documento di metodologia che cita lo standard ESRS pertinente (non solo il numero del datapoint, ma il paragrafo), lo standard internazionale di riferimento (GHG Protocol per E2, ISO 14040 per E3), e la scelta di ogni parametro di calcolo.

2. Riconciliazione dai dati alla fonte. Il revisore ha traccia della formazione del datapoint dal sistema informativo di origine (software di gestione energetica, database di emissioni, registri di conformità normativa) fino al numero finale nella dichiarazione. Questa riconciliazione è documentata in modo che un ispettore potrebbe replicarla in tre ore.

3. Quantificazione dell'incertezza. Per i datapoint che includono stime (Scope 3, dati da terzi), l'impresa ha documentato il range d'incertezza (es. "Scope 3 entro ±15% per le categorie 1, 2 e 9 basato su volatilità storica dei fattori di emissione") e ha verificato che il datapoint rendicontato rientra in tale range con ragionevole certezza.

4. Continuità nei periodi precedenti. Se il datapoint è stato rendicontato in anni precedenti, l'impresa ha documentato qualsiasi cambio metodologico (motivo del cambio, impatto quantificato, approvazione del management), oppure ha confermato la continuità di metodologia. Mancanza di questa continuità è un rilievo frequente nei fascicoli che vediamo.

Il punto di second'ordine, che lo standard non dice apertamente: i datapoint ESRS premiano il revisore che integra il testing nella raccolta dati alla fonte durante l'esercizio, non quello che cerca evidenza retrospettiva a marzo, perché la maggior parte dei dati extracontabili non lascia tracce ricostruibili dopo il fatto.

Termini correlati

- Dichiarazione di sostenibilità CSRD – Il documento nel quale l'impresa rendiconta i datapoint ESRS insieme a dichiarazioni qualitative su governance e strategie; governato dal CSRD articolo 8 e suoi allegati. - Doppia materialità – Il processo mediante il quale l'impresa identifica quali datapoint ESRS sono significativi per il contesto della specifica impresa. - Scope 1, 2, 3 emissioni – La ripartizione del datapoint di emissioni GHG secondo il GHG Protocol; Scope 1 (diretto), Scope 2 (da energia acquistata), Scope 3 (indiretto dalla catena di valore). - Assicurazione limitata ESRS – La forma di revisione applicata ai datapoint ESRS, con un livello di convinzione inferiore rispetto all'assicurazione ragionevole contabile ma metodologia rigorosa per il contesto extracontabile. - EFRAG guidance sulla rendicontazione – La documentazione tecnica dell'Agenzia europea che traduce i paragrafi ESRS in orientamenti operativi per le imprese. - GHG Protocol Corporate Standard – Lo standard internazionale che prescrive la metodologia per i datapoint su emissioni GHG nei datapoint ESRS E2 e altri.

Applicare la metodologia del datapoint al vostro engagement

Ciferi non ha ancora uno strumento specifico per il testing dei datapoint ESRS. Un calcolatore di doppia materialità è in fase di sviluppo (lancio previsto Q1 2025). Nel frattempo, questa voce può essere condivisa con il client per allinearsi sulla metodologia di calcolo prima che il revisore inizi il testing.

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