Cosa imparerai

> - Perche la CONSOB tratta le disclosures IFRS 7 come una proxy del processo di risk management della direzione, non come testo da concordare con la fonte > - Come strutturare la carta di lavoro IFRS 7 quando il giudizio sul livello di fair value e oggetto di disaccordo legittimo tra revisori senior > - Come collegare le procedure IFRS 7.27-29 e 7.31-42 al testing ISA Italia 540 sulle stime contabili e ISA Italia 315 sui controlli dell'entita > - Quando l'ISA 620 sull'esperto del revisore diventa quasi inevitabile per le disclosures di sensitivita di Livello 3

Indice dei contenuti

1. La falla strutturale: come si testa di solito una disclosure IFRS 7 2. Cosa chiede davvero l'IFRS 7 (e cosa la CONSOB legge dentro) 3. Struttura della carta di lavoro per categorie e fair value 4. Esempio pratico: la banca con due tabelle che non si parlano 5. Lista di controllo pratica per l'incarico 6. Errori che la CONSOB ha riscritto come carenze ISA Italia 540 7. Contenuti correlati

La falla strutturale: come si testa di solito una disclosure IFRS 7

Si parte dal piano di lavoro. Il budget orario destina la sezione IFRS 7 al membro piu junior del team, perche sulla carta e "agree to source": prendere il numero in nota e ritrovarlo in bilancio o in un report interno. Il senior la rivede in trenta minuti. Il partner la firma con il resto del fascicolo.

Il problema e che l'IFRS 7 quantitativo (analisi di sensitivita, scadenze contrattuali, concentrazioni di rischio di credito) non e un'asserzione di accuratezza aritmetica. E un'asserzione sul processo che produce quei numeri. Se la tabella di sensitivita ai tassi mostra un impatto di -EUR 4,2 milioni per uno shift di 100 basis points, il revisore non sta verificando solo l'aritmetica. Sta implicitamente attestando che la metodologia con cui la direzione misura quel rischio e coerente con cio che effettivamente fa nel risk management. E qui, nei fascicoli che vediamo, le carte sono leggere.

Cosa succede davvero. La direzione produce due documenti dallo stesso modello Treasury: il report mensile di risk management che il consiglio approva e la tabella IFRS 7 che finisce in nota integrativa. Il junior tickka l'una contro l'altra. Concordano. Il file procede. Nessuno ha testato il modello sottostante. Il collegio sindacale, dal canto suo, esamina la stessa tabella ai sensi dell'art. 2403 C.C. ma con un'altra lente: per loro e prova del fatto che esista un sistema di controllo interno sui rischi finanziari. Stesso numero, due lettori, due verita parziali. Se il modello sbaglia, sbagliano entrambi.

Cosa chiede davvero l'IFRS 7 (e cosa la CONSOB legge dentro)

L'IFRS 7.21 stabilisce che l'entita debba fornire informazioni che consentano agli utilizzatori del bilancio di valutare l'importanza degli strumenti finanziari per la situazione patrimoniale-finanziaria e per il risultato economico. Non e un requisito generico di trasparenza. E un obbligo di classificazione strutturata, con conseguenze operative pesanti.

Il paragrafo IFRS 7.8 richiede informazioni per ciascuna categoria di attivita e passivita finanziarie definita dall'IFRS 9: costo ammortizzato, fair value rilevato nelle altre componenti di conto economico complessivo (FVOCI), fair value rilevato a conto economico (FVTPL). Per ogni categoria l'informativa deve includere il valore contabile, i ricavi e i costi dell'esercizio, le perdite per riduzione di valore.

La gerarchia del fair value (IFRS 7.27-29) classifica le tecniche di valutazione in tre livelli. Livello 1: prezzi quotati in mercati attivi. Livello 2: input osservabili diversi dai prezzi quotati. Livello 3: input non osservabili. Il revisore verifica che ogni strumento sia classificato nel livello corretto e che i trasferimenti tra livelli siano giustificati da cambiamenti effettivi nelle circostanze di mercato. Decorrenza del giudizio: data di bilancio.

L'IFRS 7.31-42 richiede informazioni sui rischi derivanti dagli strumenti finanziari (rischio di credito, di liquidita, di mercato), incluse analisi di sensitivita e concentrazioni. Non basta elencare i rischi. L'entita deve descrivere come ciascun rischio derivi dalle attivita e come venga gestito. Il paragrafo B25 dell'appendice impone che l'analisi di sensitivita rifletta l'effettiva esposizione alla data di bilancio, non un'esposizione tipica o media.

E qui sta la lettura della CONSOB. L'autorita non legge la tabella IFRS 7 isolatamente. La legge come finestra sul processo di stima della direzione. Se le assunzioni dichiarate in nota non coincidono con quelle usate dal Treasury per gestire il rischio, la disclosure e fuorviante anche se aritmeticamente corretta. Per il revisore, questo significa che il testing IFRS 7 e inseparabile da quello ISA Italia 540 sulle stime contabili. Trattarli come capitoli separati del fascicolo e una scelta che non sempre regge in ispezione.

Struttura della carta di lavoro per categorie e fair value

La carta di lavoro IFRS 7 si articola in quattro sezioni, ciascuna con riferimenti incrociati alle poste di bilancio e, dove pertinente, alle carte ISA Italia 540.

Sezione 1: Riconciliazione per categoria. Ogni categoria di strumenti finanziari richiede una tabella che riconcili il valore contabile in bilancio con l'ammontare esposto nelle note. Per la categoria "costo ammortizzato" la tabella include saldi iniziali, nuove erogazioni, rimborsi, perdite per riduzione di valore, saldi finali. Si confrontano questi dati con i registri contabili e si verifica che ogni movimento abbia supporto documentale indipendente. Conferme bancarie, contratti firmati, estratti conto. Niente "agree to GL" come unica evidenza.

Sezione 2: Analisi dei fair value per livello. Una matrice a tre colonne (Livello 1, 2, 3) elenca ogni strumento al fair value con il metodo di valutazione. Per il Livello 1 si documentano le fonti dei prezzi (quotazioni Bloomberg, Reuters, Borsa Italiana). Per il Livello 2 si verifica la correttezza degli input (curve dei tassi, credit spread) contro fonti di mercato terze, mai contro un report Treasury. Per il Livello 3 si esaminano le assunzioni chiave (tassi di sconto, flussi attesi) e qui, nutra il revisore quanta fiducia voglia nei modelli interni della direzione, il rischio che un esperto del revisore ai sensi dell'ISA 620 sia necessario diventa concreto.

Su questo punto i revisori senior si dividono. Una scuola sostiene che il team di revisione possa testare le assunzioni di Livello 3 usando i modelli del cliente con prove di sensitivita proprie, purche documenti il proprio giudizio professionale ai sensi dell'ISA Italia 540.A65. Un'altra scuola, piu prudente, ritiene che ogni qualvolta la disclosure di sensitivita IFRS 7.B25 dipenda da input non osservabili materiali, l'esperto indipendente non sia opzionale. Entrambe le posizioni sono difendibili. La differenza si vede in ispezione: la prima reggera se la carta documenta il ragionamento; la seconda reggera quasi sempre.

Sezione 3: Controlli sui rischi. Per ogni tipologia di rischio si documentano le procedure svolte e le conclusioni raggiunte. Rischio di credito: verifica dell'esposizione massima, delle garanzie ricevute, delle concentrazioni per settore o area geografica, riconciliata con la tabella delle scadenze. Rischio di liquidita: esame delle scadenze contrattuali e della disponibilita di linee di credito. Rischio di mercato: analisi di sensitivita per variazioni dei tassi di interesse, cambi, prezzi azionari. Qui sta il punto critico. Si confrontano le assunzioni dichiarate in nota con quelle che la direzione usa internamente. Se divergono, si chiede perche.

Sezione 4: Verifica completezza informativa. Una checklist paragrafo per paragrafo dell'IFRS 7, con riferimento alla sezione della nota integrativa. Si segna ogni paragrafo come verificato solo dopo aver controllato l'accuratezza del dato e la coerenza con i registri. Il rischio di scrivere le carte dopo, ricostruendo a posteriori cosa il junior abbia effettivamente fatto, e altissimo se la checklist viene compilata in chiusura. Va compilata mentre si testa.

Esempio pratico: la banca con due tabelle che non si parlano

Contesto dell'entita. Banca commerciale media italiana, totale attivo EUR 3,8 miliardi, portafoglio crediti verso clientela EUR 2,1 miliardi. La nota integrativa IFRS 7 contiene la tabella di concentrazione del rischio di credito (esposizione per settore e per cliente top-10) e la tabella di analisi delle scadenze contrattuali per fasce temporali. L'entita applica l'IFRS 9 dal 2018.

La discrepanza. La tabella di concentrazione mostra che i primi dieci clienti rappresentano il 18% dell'esposizione totale del portafoglio. La tabella delle scadenze contrattuali mostra che il 65% dell'esposizione verso questi stessi nominativi rientra nella fascia "meno di un anno". Il revisore senior nota la cosa solo perche, leggendo la nota integrativa in continuita, gli torna in mente che il piano di rinnovo del Treasury aveva previsto rinnovi per il 35%. Le due tabelle non si parlano. Una delle due e sbagliata.

Cosa scopre il follow-up. Il junior aveva ticchettato la tabella di concentrazione contro il report di risk management mensile (entrambi prodotti dal modulo CRM del Treasury) e la tabella delle scadenze contro il sistema di gestione dei prestiti. Due fonti, due sistemi, zero riconciliazione tra loro. Il modulo CRM classifica per data di scadenza contrattuale del rapporto complessivo; il sistema prestiti per data di scadenza della singola tranche. Per i top-10, che hanno linee multiple revolving, la differenza tra le due classificazioni e enorme. La tabella di concentrazione era corretta. La tabella delle scadenze sovrastimava il rinnovo a breve di EUR 240 milioni.

Riconciliazione e documentazione.

Tabella IFRS 7Fonte usataLogica di classificazioneProblema
Concentrazione (7.34)Modulo CRM TreasuryEsposizione totale per clienteCorretta
Scadenze (7.39)Sistema prestitiPer singola trancheSovrastima rinnovi <1 anno
Sensitivita tassi (7.40)Modello TreasuryDuration media ponderataCoerente con concentrazione, non con scadenze

Nota di documentazione del revisore: la riconciliazione tra le tre tabelle richiedeva un foglio aggiuntivo che il modulo CRM non produce automaticamente. Si e richiesta alla direzione una matrice di raccordo cliente-tranche-scadenza (EUR 2,1 miliardi totali) per riconciliare la tabella delle scadenze. Differenza identificata: EUR 240 milioni riclassificati dalla fascia <1 anno alla fascia 1-5 anni.

Conclusione dell'esempio. La carta di lavoro finale documenta la verifica di 19 paragrafi IFRS 7 su 23 applicabili e contiene una proposed adjustment alla nota integrativa con effetto sulla tabella delle scadenze. Il partner discute il rilievo con la direzione e con il collegio sindacale. La nota viene corretta prima dell'approvazione del bilancio. Senza la lettura incrociata delle due tabelle, il rilievo sarebbe stato perso. E sarebbe ricomparso, sei mesi dopo, in un verbale ispettivo non come errore IFRS 7 ma come carenza ISA Italia 540 sull'incoerenza delle assunzioni di stima.

Lista di controllo pratica per l'incarico

1. Riconciliare ogni categoria IFRS 9 con il bilancio: verificare che la somma delle categorie (costo ammortizzato + FVOCI + FVTPL) coincida con il totale delle attivita e passivita finanziarie in stato patrimoniale, con tracciabilita per posta.

2. Documentare la fonte per ogni fair value di Livello 1: allegare evidenza delle quotazioni ufficiali. Per i titoli italiani, Borsa Italiana come fonte primaria, Bloomberg o Reuters come conferma indipendente.

3. Verificare gli input di Livello 2 con fonti indipendenti: tassi di interesse da Reuters o Bloomberg, spread di credito da provider riconosciuti, cambi da BCE o Banca d'Italia per fine giornata. Mai dal report Treasury del cliente.

4. Controllare le assunzioni di Livello 3: ottenere dalla direzione la documentazione delle stime (business plan, proiezioni di flussi, tassi di sconto) e valutarne la ragionevolezza con benchmark di settore. Decidere in carta, prima del testing, se serva un esperto ai sensi dell'ISA 620.

5. Esaminare i trasferimenti tra livelli: documentare il motivo di ogni trasferimento (cambio di quotazione, perdita di osservabilita degli input) e verificare che sia avvenuto alla data corretta, non aggregato a fine esercizio.

6. Riconciliare le tabelle IFRS 7 tra loro: la tabella di concentrazione (7.34), la tabella delle scadenze (7.39) e l'analisi di sensitivita (7.40-41) devono raccontare la stessa storia. Se non lo fanno, una delle tre e sbagliata.

7. Confrontare le assunzioni dichiarate in nota con quelle del risk management interno: ogni rischio dichiarato dalla direzione deve avere supporto nelle politiche scritte dell'entita e nei verbali del consiglio di amministrazione. Le divergenze sono il segnale che la disclosure non riflette il processo.

8. Documentare il giudizio sull'esperto del revisore: anche quando si decide di non coinvolgerlo, la motivazione va in carta. ISA Italia 540 e ISA 620 richiedono il ragionamento, non solo la conclusione.

Errori che la CONSOB ha riscritto come carenze ISA Italia 540

- Mancata verifica delle categorie IFRS 9: i revisori spesso accettano la classificazione della direzione senza verificare il rispetto del modello di business e del test SPPI (solely payments of principal and interest) dell'IFRS 9.B4.1. In ispezione il rilievo arriva come errore di stima sul valore contabile, non come errore di classificazione.

- Controlli superficiali sulla gerarchia del fair value: secondo la lettura dei rapporti ispettivi della CONSOB, molti fascicoli non documentano adeguatamente perche uno strumento sia classificato in un livello piuttosto che in un altro, limitandosi ad accettare le rappresentazioni della direzione. Per gli strumenti di Livello 3 la carenza e quasi sistematica.

- Informazioni sui rischi generiche: le note che elencano rischi standard (credito, liquidita, mercato) senza quantificazioni specifiche o analisi di sensitivita coerenti con l'effettiva esposizione alla data di bilancio non soddisfano l'IFRS 7.31-42 ne il paragrafo B25.

- Disconnessione tra disclosures e processo di stima: e questo il pattern che la CONSOB sta consolidando. La carenza IFRS 7 raramente compare isolata. Compare come carenza ISA Italia 540 perche l'ispettore legge la tabella di sensitivita a ritroso fino al modello di stima e ci trova un'incoerenza.

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