Cosa imparerai

Dopo aver letto questa guida, sarai in grado di:

- Identificare e documentare gli indicatori richiesti dallo IAS 36.12 senza affidarsi alla rappresentazione della direzione - Calcolare il valore recuperabile con i due metodi ammessi e capire quando la differenza fra i due segnala un problema - Strutturare le procedure di verifica che reggono ai requisiti dell'ISA Italia 540 sulle stime contabili - Valutare l'adeguatezza delle informazioni integrative ai sensi dello IAS 36.130

Indice

- Dove cedono i fascicoli sull'impairment - Gli indicatori dello IAS 36.12 e perché la direzione li sottostima - Come calcolare il valore recuperabile - Esempio pratico: una CGU che si complica a giugno - Checklist operativa per il fascicolo - Errori comuni nelle verifiche - Contenuti correlati

Dove cedono i fascicoli sull'impairment

L'errore più frequente nei fascicoli che esaminiamo non è di calcolo. È di tempistica: la verifica degli indicatori avviene in chiusura, sui dati del 31 dicembre, anche quando il trigger si è materializzato a marzo. Il paragrafo .12 richiede la valutazione a ogni data di bilancio, ma il paragrafo .9 obbliga a riconoscere la perdita appena il valore contabile eccede il valore recuperabile (qualunque sia il momento in cui ciò sia accertato).

Cosa significa nella pratica: se il revisore individua un indicatore in interim e accetta che il management rinvii la verifica, il fascicolo non sopravvive a un controllo del MEF che voglia ricostruire la cronologia delle informazioni a disposizione della direzione. Il riferimento normativo è chiaro (art. 2426, comma 1, n. 3 del Codice Civile rinvia ai principi internazionali e all'OIC 9 per le società che applicano il bilancio civilistico), eppure nei nostri incarichi italiani vediamo ancora la stessa procedura ricalcata anno su anno: SALY sull'impairment, con qualche aggiornamento del WACC se il junior se ne ricorda.

La sequenza procedurale secondo l'ISA Italia 540

Sul piano teorico, l'impairment è una stima contabile complessa che richiede l'applicazione integrale dell'ISA Italia 540 (Revised). Il revisore deve comprendere come la direzione identifichi gli indicatori, valutare la metodologia adottata per determinare il valore recuperabile e verificare i dati sottostanti. I controlli dell'entità su questo processo diventano controlli chiave da testare ai sensi dell'ISA Italia 315.25.

Nella pratica dei nostri incarichi sulle PMI, il problema è che la direzione non ha un processo strutturato di identificazione degli indicatori. Esiste un foglio Excel, predisposto dal controller la settimana prima del bilancio, che elenca i sette punti dello IAS 36.12 e li liquida con un "no" per ciascuno. Tickare quel foglio non è testare un controllo. Il revisore che lo accetta come tale sta scrivendo le carte dopo, non valutando un sistema di controllo interno.

Gli indicatori dello IAS 36.12 e perché la direzione li sottostima

Lo IAS 36.12 elenca sette indicatori, suddivisi in esterni (.12(a)-(c)) e interni (.12(d)-(g)). Ogni indicatore richiede una valutazione indipendente. La struttura dello standard è cumulativa: la presenza di anche un solo indicatore innesca l'obbligo di calcolo del valore recuperabile ai sensi del paragrafo .18.

Indicatori esterni (IAS 36.12(a)-(c))

Il primo indicatore è il declino significativo del valore di mercato. "Significativo" non è quantificato dallo standard, ma il paragrafo .A6 specifica che il declino debba eccedere quello atteso dal normale passaggio del tempo. Per gli immobili, un declino del 10% può essere significativo qualora il mercato locale sia stabile; per le attrezzature tecnologiche la soglia può essere più alta dato l'ammortamento accelerato.

Il secondo indicatore riguarda i cambiamenti nell'ambiente tecnologico, di mercato, economico o legale. Il paragrafo .A7 fornisce esempi: obsolescenza del prodotto, perdita di quote di mercato, cambiamenti normativi che limitino l'uso dell'attività. La pandemia COVID-19 è stato un cambiamento di questo tipo per turismo, ristorazione, eventi e fiere.

Il terzo indicatore è l'aumento dei tassi di interesse di mercato che influenzi il tasso di sconto del valore d'uso. Un aumento dei tassi base di 200 punti riduce sensibilmente il valore attuale dei flussi futuri, soprattutto per attività con vita utile lunga. Sul piano teorico, questo dovrebbe innescare automaticamente una rivalutazione del WACC. In pratica, nei fascicoli italiani che vediamo, il WACC dell'esercizio precedente viene riportato senza ricalcolo.

Indicatori interni (IAS 36.12(d)-(g))

L'indicatore più frequentemente trascurato è l'evidenza di obsolescenza o deterioramento fisico. Non si limita al danneggiamento visibile, ma include l'inefficienza operativa causata dall'invecchiamento dell'attrezzatura, i costi di manutenzione crescenti e la riduzione della capacità produttiva. Una macchina che produce il 70% della capacità nominale presenta evidenze di deterioramento anche se fisicamente integra.

Il penultimo indicatore riguarda i cambiamenti nell'uso previsto dell'attività. Lo IAS 36.A8 ricomprende piani di dismissione, ristrutturazione o cessazione anticipata. La direzione che "rimanda" una dismissione non elimina l'indicatore qualora la decisione originale abbia una base economica solida. Il revisore che accetta la rappresentazione orale della direzione senza richiedere evidenza scritta della revisione del piano sta solo ritardando il rilievo.

Come documentare la valutazione

Ogni indicatore richiede una conclusione documentata. Non basta elencare i sette punti e marcare "No" senza spiegazione. Per gli indicatori esterni, si documenta la fonte dell'informazione (rapporti di mercato, indici di settore Banca d'Italia, comunicazioni normative). Per quelli interni, si riporta l'evidenza fisica o economica esaminata.

Nota di documentazione: predisporre un memorandum separato con i sette indicatori IAS 36.12, la conclusione per ciascuno e la fonte dell'informazione. Allegare l'evidenza sottostante (foto per il deterioramento fisico, reportistica per i dati di mercato).

Come calcolare il valore recuperabile

Quando almeno un indicatore è presente, lo IAS 36.18 richiede di stimare il valore recuperabile come il maggiore tra fair value meno costi di dismissione e valore d'uso. Non è una scelta. Entrambi i valori vanno considerati, anche quando la direzione ne calcoli uno solo. Nei fascicoli che vediamo, però, il secondo metodo non viene quasi mai sviluppato: il revisore eredita il modello della direzione e lo testa, senza considerare l'alternativa.

Fair value meno costi di dismissione

Il fair value segue la definizione di IFRS 13: il prezzo che si riceverebbe per vendere l'attività in una transazione ordinaria tra partecipanti al mercato. Per attività quotate, il prezzo del mercato attivo basta. Per attività non quotate, si ricorre a tecniche di valutazione basate su dati osservabili (input di Livello 2) o non osservabili (Livello 3).

I costi di dismissione includono spese legali, imposte di trasferimento, costi di rimozione e spese incrementali dirette per rendere l'attività pronta alla vendita (IAS 36.28). Non includono costi di riorganizzazione o ristrutturazione che l'acquirente sosterrebbe comunque.

Valore d'uso

Il valore d'uso riflette i flussi di cassa specifici dell'entità derivanti dall'uso continuato dell'attività. I paragrafi .30-.57 stabiliscono i requisiti di calcolo: le proiezioni dei flussi devono basarsi su assunzioni ragionevoli che rappresentino la miglior stima della direzione delle condizioni economiche future, fermo restando che le proiezioni oltre i cinque anni richiedano una giustificazione esplicita ai sensi del paragrafo .35.

Il tasso di sconto deve riflettere le valutazioni correnti del mercato del valore temporale del denaro e i rischi specifici dell'attività. Per le Cash Generating Unit (CGU) si parte dal weighted average cost of capital (WACC) aggiustato per i rischi specifici dell'unità.

Qui si apre un disaccordo legittimo fra partner. Il partner A pretende che il team rifaccia il build del WACC in modo indipendente: beta del settore da Damodaran, ERP da Banca d'Italia, costo del debito dai contratti effettivi del cliente, perché ritiene che accettare il WACC della direzione su una stima di EUR 4M di valore contabile esponga il fascicolo alla prima domanda del MEF. Il partner B accetta il WACC della direzione qualora rientri in un range di tolleranza ragionevole rispetto a un benchmark esterno, perché ricalcolarlo per ogni CGU brucia ore che il compenso non copre. Entrambe le posizioni sono difendibili e nei nostri incarichi vediamo l'una e l'altra. Quello che non è difendibile è non documentare il ragionamento che ha portato alla scelta.

Quando i due valori differiscono significativamente

Qualora il fair value meno costi di dismissione sia EUR 2,1M e il valore d'uso EUR 3,8M, il valore recuperabile è EUR 3,8M. La differenza può segnalare che l'attività ha più valore nell'uso specifico dell'entità che in una vendita di mercato. Frequente per attività specializzate o integrate in processi produttivi specifici.

Il revisore deve comprendere le cause della differenza. Se il valore d'uso è significativamente superiore, si verifica che le proiezioni dei flussi siano ragionevoli e supportate da evidenze. Se il fair value è superiore, si indaga perché l'entità non consideri la dismissione come alternativa economica.

Cosa significa nella pratica: nei fascicoli italiani sulle PMI il valore d'uso supera quasi sempre il fair value, e quasi sempre per la stessa ragione. La direzione prepara il modello di cash flow, il revisore lo testa con procedure di sensitività che non spostano il risultato di più del 10%, e nessuno ha l'incentivo a chiedere se le proiezioni siano ottimistiche. Il cliente paga il revisore, il budget tempo è già stretto, e una rivalutazione che faccia emergere un'impairment significativo è la conversazione che nessuno vuole avere a fine maggio. Questo è il motivo strutturale per cui i modelli di value-in-use, nelle revisioni italiane delle SME, sovrastimano sistematicamente il valore recuperabile: non perché qualcuno bari, ma perché l'intera architettura di incentivi spinge in quella direzione.

Esempio pratico: una CGU che si complica a giugno

Tecnoservice Lombardia S.r.l. opera nella manutenzione industriale con ricavi 2024 di EUR 12,3M. La società possiede un capannone industriale nella periferia di Bergamo, acquistato nel 2019 per EUR 1,8M, ammortizzato al 31 dicembre 2024 per EUR 540.000 (valore contabile EUR 1,26M). Il capannone è una CGU autonoma in quanto i flussi sono separabili dalle altre attività.

Nel marzo 2025, il Comune di Bergamo approva un piano di riqualificazione urbana che classifica l'area come residenziale e vieta attività industriali a partire dal gennaio 2027. La direzione informa il revisore solo a giugno, durante la pianificazione del bilancio 2024 (il limite è quello civilistico: bilancio 2024 approvato entro fine giugno 2025). A questo punto la prima domanda non è "esiste un trigger di impairment". È: il fatto che la direzione non abbia comunicato la delibera per tre mesi rappresenta un fatto successivo da considerare ai sensi dello IAS 10? E il WACC che la direzione ha usato nel modello che ci ha appena consegnato è quello del piano industriale 2024, non aggiornato per il movimento dei tassi del primo semestre 2025.

identificazione degli indicatori

Si applica la checklist IAS 36.12:

- (a) Declino valore di mercato: Le quotazioni immobiliari della zona sono aumentate del 15% nel 2024 per effetto della riqualificazione. Indicatore assente. - (b) Cambiamenti nell'ambiente legale: Il cambio di destinazione urbanistica impedisce l'uso industriale futuro. Indicatore presente. - (c) Aumento tassi di interesse: Il WACC della direzione (4,2%) non riflette il movimento dei tassi del primo semestre 2025. Indicatore presente sull'aggiornamento. - (d) Obsolescenza fisica: Il capannone è in buone condizioni, costruzione del 2018. Indicatore assente. - (e) Cambiamenti nell'uso previsto: L'azienda dovrà dismettere l'immobile entro il 2027. Indicatore presente. - (f) Performance economica: L'immobile genera flussi positivi fino alla dismissione obbligatoria. Indicatore assente. - (g) Altro: Nessun altro elemento rilevante identificato.

Tre indicatori presenti richiedono il calcolo del valore recuperabile (e una rivalutazione del WACC indipendente).

Nota di documentazione: memorandum che riassume i sette punti con riferimento alla delibera comunale n. 47/2025 del 15 marzo 2025 allegata al fascicolo. Memorandum separato sul WACC ricalcolato in working paper VU-3.

calcolo del fair value meno costi di dismissione

La direzione ha ottenuto una perizia immobiliare da un esperto indipendente che valuta l'immobile EUR 2,4M come residenziale (uso futuro consentito). La perizia adotta il metodo comparativo con transazioni recenti nella zona per edifici simili convertiti.

Costi di dismissione stimati: - Imposte di registro e trasferimento: EUR 84.000 (3,5%) - Spese notarili e legali: EUR 12.000 - Commissioni agenzia: EUR 48.000 (2%) - Totale costi: EUR 144.000

Fair value meno costi di dismissione: EUR 2,256M

Nota di documentazione: perizia immobiliare del 10 gennaio 2025 a firma dell'ing. Marco Rossi (iscritto albo CTU Tribunale di Bergamo) allegata. Dettaglio calcolo costi di dismissione in working paper FV-1.

calcolo del valore d'uso

L'immobile genera valore attraverso l'uso fino al gennaio 2027 (24 mesi residui). Flussi di cassa incrementali: - Risparmio affitto alternativo: EUR 8.000/mese - Costi di manutenzione incrementali: EUR 1.200/mese - Flusso netto mensile: EUR 6.800

Valore terminale al gennaio 2027: EUR 2,4M (stesso valore residenziale della perizia).

Calcolo valore attuale con tasso di sconto 6,5% (WACC ricalcolato dal nostro team, non quello aziendale del 4,2% che la direzione ha proposto): - Flussi operativi 24 mesi: EUR 163.200 ÷ 1,065^2 = EUR 143.890 - Valore terminale: EUR 2.400.000 ÷ 1,065^2 = EUR 2.116.580 - Valore d'uso totale: EUR 2.260.470

Qui sta la complicazione che l'esempio originale non aveva. Con il WACC della direzione (4,2%) il valore d'uso sarebbe stato EUR 2.345.000 circa: nessun gap negativo, conclusione di non-impairment lineare. Con il WACC ricalcolato (6,5%) il valore d'uso scende a EUR 2.260.470, lo scostamento rispetto al fair value è di soli EUR 4.470. Sotto l'1% del valore. Il giudizio professionale entra qui: lo scostamento è dentro il rumore del modello e non è materiale, ma la documentazione del fascicolo deve mostrare che il gap è stato testato con il tasso corretto, non con quello che la direzione ha proposto.

Nota di documentazione: working paper VU-1 con dettaglio calcolo flussi mensili. Working paper VU-2 con riconciliazione WACC originale del cliente. Working paper VU-3 con build indipendente del WACC e tabella di sensitività.

conclusione e misurazione della perdita

Valore recuperabile (maggiore tra i due): EUR 2.260.470 Valore contabile: EUR 1.260.000 Perdita per impairment: EUR 0 (valore recuperabile superiore al valore contabile)

L'attività non ha subito impairment. Il cambio di destinazione urbanistica ha aumentato il valore di mercato più di quanto abbia ridotto l'utilità operativa. La verifica documenta che la direzione ha identificato gli indicatori e applicato una metodologia ricostruita dal revisore con il tasso corretto.

Nota di documentazione: memorandum di conclusione che riassume i calcoli, identifica il valore recuperabile utilizzato e supporta la conclusione di assenza di impairment. Riferimento ai working paper di supporto.

Checklist operativa per il fascicolo

Su ogni incarico in cui sono presenti attività significative soggette a impairment:

1. Ottenere la valutazione degli indicatori della direzione con documentazione di supporto per ogni punto dell'elenco IAS 36.12, verificando che tutti e sette gli indicatori siano stati considerati. 2. Verificare le fonti informative esterne della direzione (indici di mercato, rapporti settoriali Banca d'Italia, comunicazioni normative) attraverso ricerche indipendenti o richieste di conferma. 3. Ispezionare fisicamente le attività significative per evidenze di deterioramento, obsolescenza o utilizzo ridotto che potrebbero segnalare impairment non identificato dalla direzione. 4. Per ogni indicatore presente, ottenere il calcolo del valore recuperabile e verificare che sia stato adottato il maggiore tra fair value meno costi di dismissione e valore d'uso (IAS 36.18). 5. Testare le assunzioni chiave nelle proiezioni dei flussi di cassa del valore d'uso, confrontandole con dati storici, budget approvati e previsioni di settore. Non accettare il WACC dell'esercizio precedente senza verifica del movimento dei tassi. 6. Verificare che le informazioni integrative richieste dallo IAS 36.130 siano complete, in particolare per le svalutazioni rilevanti e i cambiamenti nelle stime adottate.

Errori comuni nelle verifiche

Accettare la rappresentazione "non ci sono indicatori" senza verifica indipendente. La direzione può sottovalutare o non riconoscere cambiamenti nell'ambiente operativo. Il revisore deve condurre procedure indipendenti di identificazione, in particolare per indicatori esterni che potrebbero non essere immediatamente evidenti.

Testare solo il metodo di calcolo adottato dalla direzione. Se l'entità calcola solo il valore d'uso, il revisore deve comunque considerare se il fair value meno costi di dismissione possa essere superiore. L'omessa considerazione dell'alternativa porta a sottostimare il valore recuperabile e a riconoscere impairment inappropriati. Questo è uno dei rilievi che vediamo ricorrere nei controlli ispettivi sulle EIP.

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