Indice

1. Quando si applica lo IAS 27 (e quando non si applica) 2. I tre criteri: costo, IFRS 9, patrimonio netto 3. Costo e impairment: dove cade quasi sempre il fascicolo 4. Esempio: Rossi Holding S.p.A. 5. Checklist operativa 6. Errori più comuni 7. Contenuti correlati

Quando si applica lo IAS 27 (e quando non si applica)

Si parte dalla falla pratica. Capita di leggere bilanci separati di SRL non quotate dove la voce "partecipazioni" è valutata richiamando lo IAS 27, anche se quell'entità applica gli OIC. È un errore di inquadramento. Lo IAS 27 vale soltanto per gli IFRS adopters: in Italia, di norma, SPA quotate, EIP, banche, intermediari finanziari, controllate consolidate da gruppi IFRS che scelgano gli IFRS anche per la separata. Per chi applica gli OIC, si guarda all'OIC 17 (e all'art. 2426 C.C., punti 3 e 4, sulle valutazioni delle immobilizzazioni finanziarie). Non confondere i due regimi è il primo controllo del revisore.

Lo IAS 27.4 definisce il bilancio separato come quello presentato da una controllante (o da un investitore in joint venture o collegate) nel quale le partecipazioni sono iscritte sulla base della quota di interessenza diretta, non della quota dei risultati e degli attivi netti delle partecipate. La distinzione conta: se il cliente non ha controllate, joint venture o collegate, le partecipazioni si valutano direttamente secondo l'IFRS 9. Lo IAS 27 non entra in gioco. Se invece il cliente ha quei rapporti partecipativi e produce un separato (per obbligo di legge ex art. 9 D.Lgs. 38/2005, oppure per scelta), lo IAS 27.10 governa la policy di valutazione.

Cosa significa nella pratica: prima di toccare il foglio di lavoro sulle partecipazioni, si verifica chi è il cliente, quale framework adotta, e se esiste un consolidato. Se questi tre dati non sono nelle carte di lavoro entro il primo memo di pianificazione, le carte erano leggere già in partenza.

I tre criteri: costo, IFRS 9, patrimonio netto

Criterio del costo

La partecipazione si iscrive al costo di acquisizione, al netto delle eventuali perdite per riduzione di valore. I dividendi ricevuti dalla partecipata transitano a conto economico nell'esercizio in cui matura il diritto a riceverli (IAS 27.12). Nella prassi italiana è il criterio dominante: semplice, allineato al trattamento OIC 17 per chi viene da bilanci non IFRS, leggibile per CONSOB e collegio sindacale. Costa poco a manutenere. Espone però la partecipazione al rischio di sopravvalutazione silenziosa: il valore non si muove finché qualcuno non decida di muoverlo.

IFRS 9

La partecipazione viene trattata come strumento finanziario e valutata secondo l'IFRS 9. Per quote in strumenti rappresentativi di capitale, il default è fair value through profit or loss. L'IFRS 9.5.7.5 consente la designazione irrevocabile al fair value through OCI senza riclassifica successiva a conto economico, purché lo strumento non sia detenuto per la negoziazione. Si trovano applicazioni di questo criterio soprattutto su partecipazioni di minoranza in società quotate o quotabili dove esiste un fair value osservabile. Su partecipazioni in controllate non quotate, il criterio IFRS 9 produce più costo che informazione: chi sceglie questa strada di solito lo fa per ragioni gestionali o di reporting di gruppo, non perché sia il criterio più informativo.

Patrimonio netto

Lo IAS 27.10(c) rinvia allo IAS 28 per il metodo del patrimonio netto. La partecipazione si rileva inizialmente al costo, poi si adegua per riflettere la quota dell'investitore nelle variazioni del patrimonio netto della partecipata. È il criterio che mostra la performance economica della controllata anche nella separata, ma richiede un flusso informativo costante dalle controllate: bilanci tempestivi, rettifiche di uniformità, eliminazione degli utili infragruppo. Si vede su entità con strutture finanziarie complesse, dove la direzione vuole che la separata "parli" della redditività operativa del gruppo anche prima del consolidato.

Lo IAS 27.10 ammette criteri diversi per categorie diverse, ma chiede coerenza all'interno della stessa categoria. Tutte le controllate al costo, tutte le collegate al patrimonio netto: ammesso. Due controllate al costo e una terza al patrimonio netto: non ammesso, salvo riclassifica. La direzione lo sa? Si verifica.

Costo e impairment: dove cade quasi sempre il fascicolo

Quando si sceglie il criterio del costo, lo IAS 27.12 fissa la regola sui dividendi: si rilevano a conto economico nell'esercizio in cui matura il diritto a riceverli, indipendentemente dal fatto che si riferiscano a utili pre o post-acquisizione. Sembra una regola asciutta. Lo IAS 27.13 introduce un'eccezione che è il vero fulcro del lavoro del revisore: se i dividendi ricevuti superano il totale degli utili complessivi maturati dalla partecipata dall'acquisizione, esiste un indicatore di possibile riduzione di valore della partecipazione, e va attivato il test di impairment ai sensi dello IAS 36.

Non è una svalutazione automatica. È un trigger. La differenza è enorme nel fascicolo: il primo è una valutazione, il secondo è un fatto contabile. Confonderli è la falla più frequente nei controlli di qualità su questa voce.

Lo IAS 36 si applica alle partecipazioni valutate al costo ogni volta che esistano indicatori di impairment. La direzione li valuta, le carte li documentano, il revisore li sfida. Gli indicatori interni ed esterni più comuni per partecipazioni in controllate non quotate:

- Perdite significative o protratte della partecipata (due esercizi consecutivi o un esercizio con perdita superiore a una soglia rilevante rispetto al patrimonio netto) - Deterioramento dell'ambiente economico o regolamentare in cui opera la partecipata - Dividendi che superano gli utili complessivi post-acquisizione (IAS 27.13) - Fair value della partecipazione, dove osservabile, inferiore al valore contabile - Variazioni significative negli assetti operativi (chiusura di linee di business, cambio di management, perdita di clienti chiave)

Si parla di un'opinione: il triplo accumulo di perdita post-acquisizione, dividendi superiori agli utili complessivi e patrimonio netto della partecipata sceso sotto il costo storico è una combinazione che, secondo la direzione, "non vuol dire necessariamente impairment". Spesso si dissenta. Tre indicatori che convergono trasformano l'onere della prova: non spetta più al revisore dimostrare che esiste impairment, spetta alla direzione dimostrare che non esiste. Perché il valore recuperabile, in quei casi, deve essere supportato da una stima esplicita (valore d'uso da un piano industriale aggiornato, oppure fair value meno costi di dismissione da una transazione comparabile o da una perizia). Senza quella stima nel fascicolo, le carte erano leggere.

Esempio: Rossi Holding S.p.A.

Scenario. Rossi Holding S.p.A. detiene il 75% di Manifatture Lombarde S.r.l. dal 1° gennaio 2022. Costo di acquisizione: EUR 2,4M. Bilancio separato Rossi Holding redatto secondo gli IFRS (controllante di gruppo IFRS adopter ex D.Lgs. 38/2005). Criterio scelto per le partecipazioni in controllate: costo.

Dati della controllata (Manifatture Lombarde):

- 2022: utile netto EUR 120.000, patrimonio netto al 31.12 EUR 2,8M - 2023: utile netto EUR 85.000, patrimonio netto al 31.12 EUR 2,9M (dopo distribuzione dividendi EUR 60.000) - 2024: perdita netta EUR 180.000, patrimonio netto al 31.12 EUR 2,7M

Dividendi incassati da Rossi Holding: - 2023: EUR 45.000 (75% di EUR 60.000) - 2024: nessuna distribuzione

Passaggio 1: indicatori di impairment al 31 dicembre 2024.

Si parte dagli indicatori. Perdita 2024: significativa rispetto al patrimonio netto (oltre il 6% in un solo esercizio). Tendenza degli utili: in calo da EUR 120k a EUR 85k a una perdita di EUR 180k in tre anni. Esiste almeno un indicatore interno ai sensi dello IAS 36.12. Si procede al test.

Documentazione richiesta nel fascicolo: memorandum sulla valutazione degli indicatori IAS 36.12, firmato dal manager dell'incarico, con riscontro dei dati della partecipata e analisi di settore.

Passaggio 2: confronto dividendi vs utili complessivi (IAS 27.13).

Utili complessivi della partecipata dall'acquisizione: EUR 120.000 + EUR 85.000 - EUR 180.000 = EUR 25.000. Dividendi totali ricevuti: EUR 45.000. I dividendi superano gli utili complessivi di EUR 20.000. Esiste un secondo indicatore di possibile impairment ai sensi dello IAS 27.13.

In termini concreti: parte dei dividendi 2023 ha rappresentato un rimborso dell'investimento, non un ritorno. Il valore contabile della partecipazione, lasciato fermo a EUR 2,4M, sta sopravvalutando di una quota corrispondente.

Documentazione richiesta nel fascicolo: foglio di calcolo con il confronto cumulato utili-dividendi anno per anno dall'acquisizione, firmato dal senior dell'incarico.

Passaggio 3: stima del valore recuperabile.

Patrimonio netto Manifatture Lombarde al 31.12.2024: EUR 2,7M. Quota di pertinenza Rossi Holding (75%): EUR 2,025M. Valore inferiore al costo storico di EUR 2,4M. La direzione non ha predisposto un piano industriale aggiornato che supporti un valore d'uso superiore al patrimonio netto contabile. In assenza di flussi di cassa attualizzati credibili e in assenza di transazioni comparabili recenti, si assume come miglior stima del valore recuperabile la quota di patrimonio netto contabile: EUR 2,025M.

Cosa significa nella pratica: la direzione potrebbe contestare assumendo che il valore d'uso sia superiore (ipotizzando una ripresa). Si chiede allora il piano industriale 2025-2027 con assunzioni quantificabili e un tasso di sconto coerente con il rischio. Senza quel piano, EUR 2,025M è la stima che regge.

Passaggio 4: rilevazione della perdita per riduzione di valore.

Svalutazione = EUR 2,4M − EUR 2,025M = EUR 375.000

Imputazione a conto economico Rossi Holding 2024 ai sensi dello IAS 36.60. Nuovo valore contabile della partecipazione al 31.12.2024: EUR 2,025M.

Documentazione richiesta nel fascicolo: nota tecnica con sintesi degli indicatori, calcolo del valore recuperabile, riconciliazione con il patrimonio netto contabile della partecipata, e parere sulla congruità del valore d'uso (o motivata assenza di stima alternativa). Firma del partner.

Una complicazione che si vede di frequente: la direzione potrebbe sostenere che la perdita 2024 sia non ricorrente (un evento straordinario, una ristrutturazione, un'ammortamento accelerato). Anche fosse vero, lo IAS 36 non distingue tra perdite ricorrenti e non ricorrenti per la valutazione del valore recuperabile. Il flusso atteso conta, non la natura della perdita storica. Questo è un punto su cui esperti ragionevolmente divergono nella prassi: il partner X potrebbe accettare il piano industriale con tasso di sconto al 9% perché la struttura finanziaria della controllata è solida e il margine industriale storicamente alto; il partner Y richiederebbe un tasso al 12% per coprire il rischio specifico della concentrazione clienti. Entrambe le posizioni sono difendibili. Quella che non lo è: nessuna stima nel fascicolo.

Checklist operativa

1. Inquadramento del framework. Verificare che il cliente applichi gli IFRS (D.Lgs. 38/2005). Se applica gli OIC, si va all'OIC 17 e all'art. 2426 C.C., non allo IAS 27.

2. Scelta del criterio. Identificare il criterio scelto dalla direzione (costo, IFRS 9, patrimonio netto) per ciascuna categoria di partecipazione (controllate, joint venture, collegate). Verificare la coerenza interna a ciascuna categoria ai sensi dello IAS 27.10.

3. Disclosure. Le note al bilancio devono indicare il criterio scelto per categoria (IAS 27.16(a)). Nessuna ambiguità ammessa, soprattutto su entità EIP soggette a vigilanza CONSOB.

4. Test di impairment annuale (criterio del costo). Documentare la valutazione degli indicatori IAS 36.12 ogni esercizio. Non è facoltativo, è una condizione per la fedele rappresentazione ex art. 2423 C.C.

5. Dividendi-trigger ex IAS 27.13. Confrontare cumulativamente dividendi ricevuti e utili complessivi della partecipata dall'acquisizione. Eccedenza = indicatore di impairment.

6. Coordinamento con il collegio sindacale. Il collegio sindacale (ex art. 2403 C.C.) valida il bilancio separato sotto il profilo della vigilanza sull'amministrazione. Sulla voce partecipazioni, il collega sindacale richiede di norma evidenza che il revisore abbia testato gli indicatori IAS 36. Si tenga la documentazione pronta.

Errori più comuni

Criterio applicato incoerentemente. Due controllate al costo, una al patrimonio netto, senza giustificazione. Lo IAS 27.10 lo vieta dentro la stessa categoria. È un finding ricorrente nei controlli di qualità.

Test di impairment saltato. Partecipazioni al costo lasciate ferme per anni, anche con controllata in perdita strutturale. Non è una svista: è il caso in cui scrivere le carte dopo costa zero finché non arriva un controllo.

Dividendo-rimborso classificato come ricavo. Distribuzioni di utili pre-acquisizione o eccedenti gli utili complessivi post-acquisizione iscritte come ricavi nel separato. Lo IAS 27.13 chiede di valutare se siano un recupero dell'investimento. La sostanza prevale sulla forma (art. 2423-bis C.C., principio della prevalenza della sostanza sulla forma).

Perizia mancante su partecipazioni significative. Quando la partecipazione è materiale per il bilancio della controllante, una perizia indipendente sul valore recuperabile non è una formalità. Senza, la direzione si trova in difficoltà davanti a un controllo di qualità o a una richiesta CONSOB.

Criterio cambiato senza memoria del cambio. Passaggio dal costo al patrimonio netto senza disclosure dell'effetto cumulativo (IAS 8). Cambiamento di policy, retrospettivo, restatement dei comparativi. Non un aggiustamento corrente.

Contenuti correlati

- Glossario: Test di impairment secondo lo IAS 36 — Indicatori interni ed esterni e misurazione del valore recuperabile - Calcolatore: valutazione partecipazioni metodo del patrimonio netto — Strumento per applicare lo IAS 28 nel bilancio separato - Guida: Bilancio consolidato vs bilancio separato — Quando si redige l'uno, quando entrambi, e le implicazioni operative

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