Indice dei contenuti

- L'errore che abbiamo visto in sette fascicoli su otto - Cosa dice ESRS 1 (e cosa non dice) - Il D.Lgs. 125/2024 e il ruolo di CONSOB - Le tre zone grigie: soglie, orizzonti, catena del valore - Esempio lavorato: una mid-cap tessile - Il disaccordo legittimo sulla materialita finanziaria - Dove il budget del primo anno produce fascicoli deboli - Contenuti correlati

L'errore che abbiamo visto in sette fascicoli su otto

Nei fascicoli che vediamo, la prima versione dell'IRO assessment ha quasi sempre la stessa forma. Una tabella derivata dal template EFRAG IG1, in cui ogni riga corrisponde a una sottotematica ESRS 1 Appendice B (E1 clima, E2 inquinamento, E3 acqua e risorse marine, fino a G1 condotta aziendale). Tre colonne di punteggio da 1 a 5 per scala, portata e irrimediabilita. Una colonna finale con "materiale / non materiale". Il documento chiude a due pagine.

Questo e il pattern che chiamiamo IRO come registro ISO. Deriva dall'esperienza pregressa con i sistemi di gestione ambientale ISO 14001, dove l'aspetto ambientale significativo si identifica con una matrice simile. Sembra la stessa procedura. Non lo e. ESRS 1 § AR9 richiede che la valutazione dell'impatto consideri severita (scala, portata, carattere irrimediabile) e probabilita, ma chiede anche che la metodologia sia documentata in modo da permettere a un terzo di ripercorrere il ragionamento. Una matrice 1-5 senza rationale documentata per ciascun punteggio non soddisfa AR9. Lo dice il paragrafo, lo dicono le prime FAQ EFRAG del novembre 2023, lo confermano gli studi pilota pubblicati da Assonime e da EFRAG sui report di prima ondata.

Nella pratica succede che il "5" nella colonna scala significhi "mi sembra alto" e il "3" significhi "non so ma voglio passare avanti". A posteriori non esiste documentazione che distingua i due. Sebbene la soglia di materialita d'impatto sia discrezionale, la discrezionalita richiede un ragionamento tracciabile, non una scelta non firmata in un foglio Excel.

C'e una seconda forma dell'errore, meno evidente ma piu grave. Riguarda le opportunita. Su otto fascicoli di prima ondata che abbiamo rivisto, sette hanno la sezione "opportunita" sostanzialmente vuota, o compilata con frasi di posizionamento ("nuovo mercato tessuti riciclati", "efficienza energetica") senza alcuna quantificazione. La ragione e semplice: la prospettiva outside-in delle opportunita richiede un esercizio prospettico simile a quello della pianificazione strategica, con orizzonti temporali e scenari, e nel primo anno CSRD quel lavoro non si fa. Si tickano due righe per non lasciare vuoto il capitolo. Poi l'assurance provider chiede le assunzioni sottostanti e il fascicolo si svuota.

Cosa dice ESRS 1 (e cosa non dice)

ESRS 1 capitolo 3 (paragrafi 23-52) e i paragrafi applicativi AR7-AR16 definiscono il processo di doppia materialita. Il principio e chiaro nei sommari e diventa scivoloso nei dettagli. Benche ESRS 1 § 43 richieda la valutazione di impatti effettivi e potenziali lungo l'intera catena del valore, AR10 precisa che l'entita "applica il proprio giudizio" sul livello di dettaglio con cui guardare monte e valle. Non c'e una regola su quanti livelli di fornitori considerare. Non c'e una regola sulla granularita geografica. Non c'e una soglia percentuale sopra cui un impatto diventa materiale.

Il Delegated Act 2023/2772 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale UE il 22 dicembre 2023) incorpora ESRS 1 come testo vincolante. I paragrafi AR hanno status giuridico, non sono "linee guida non vincolanti". Gli Implementation Guidance EFRAG (IG1 sul processo di materialita, IG2 sul value chain, IG3 sui datapoint) non hanno invece status normativo: sono raccomandazioni. La distinzione conta. Un assurance provider puo contestare la metodologia EFRAG IG1 se ritiene che non soddisfi AR9 nel caso specifico. L'abbiamo visto accadere su almeno due fascicoli.

Ecco cosa il professionista si aspetta di trovare in un fascicolo ESRS che tenga:

1. Una descrizione della catena del valore con confini motivati (non "tutti i fornitori": i fornitori fino a quale tier, in quali settori, perche) 2. Per ogni tematica ESRS 1 Appendice B, un giudizio di applicabilita che cita chi e stato consultato e perche si e esclusa (o inclusa) la tematica 3. Soglie di materialita d'impatto e finanziaria con rationale, non con numeri estratti da un template 4. Per ogni IRO materiale, il collegamento esplicito al disclosure requirement ESRS tematico che lo indirizza 5. La data della valutazione e la procedura di aggiornamento previsto (ESRS 1 § 42 richiede riesame "periodico", senza definire la frequenza)

Nel primo anno, quel punto 5 manca nella meta dei casi.

Il D.Lgs. 125/2024 e il ruolo di CONSOB

La CSRD e stata trasposta in Italia dal D.Lgs. 125/2024, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 10 settembre 2024. Il decreto modifica il D.Lgs. 254/2016 (che aveva trasposto la NFRD) e introduce la rendicontazione di sostenibilita come sezione obbligatoria della relazione sulla gestione per le imprese nel perimetro. L'art. 8 del D.Lgs. 125/2024 assegna a CONSOB il potere di vigilanza sulla rendicontazione di sostenibilita delle EIP, parallelamente alla vigilanza sull'informativa finanziaria.

La revisione (limited assurance) e affidata al revisore legale o a un assurance provider indipendente abilitato secondo l'art. 9. Sebbene il livello di assurance richiesto sia limited (non reasonable), la documentazione richiesta al revisore per sostenere il proprio giudizio non e piu leggera di quella di un audit contabile standard. Nei fascicoli che vediamo questa e la sorpresa piu frequente: il team CSRD del cliente si aspettava un controllo "di forma", e si trova davanti richieste documentali di sostanza sull'IRO.

Cosa significa nella pratica: se l'assessment IRO e una tabella da due pagine con punteggi 1-5, il file del cliente non sostiene un giudizio di assurance, neanche limited. Deve esserci una carta di lavoro separata sulla metodologia, un elenco tracciabile degli stakeholder consultati, i verbali o le note di intervista, le soglie con la loro giustificazione. Se questi elementi non ci sono, si torna indietro a chiederli. E di solito si scopre che non esistono.

Le tre zone grigie: soglie, orizzonti, catena del valore

Soglie di materialita

ESRS 1 § 44 richiede soglie "appropriate" senza quantificarle. Nella pratica emergono due scuole. Una sostiene che la soglia di materialita finanziaria debba essere quantitativa e collegata a un parametro (tipicamente 5% EBITDA o 1% ricavi su orizzonte a 5 anni, in analogia con le soglie di materialita dei principi di revisione contabile). L'altra sostiene che la materialita ESG sia per natura qualitativa, soprattutto per i rischi fisici climatici dove gli scenari rendono artificioso qualunque threshold numerico.

Ne abbiamo una opinione, e lo diciamo chiaramente: la soglia quantitativa va fissata, perche senza essa ogni decisione di escludere un tema diventa non replicabile. Se un rischio di transizione ha un impatto stimato del 2% EBITDA su orizzonte medio, e la soglia e 5%, quel rischio resta divulgato ma non materiale. Se la soglia non esiste, lo stesso rischio puo essere escluso, incluso, o riclassificato l'anno dopo senza che nessuno possa contestare la decisione. Pero la soglia da sola non basta. Va accompagnata da un test qualitativo che copra i casi di severita alta e probabilita bassa, dove il numero sotto-rappresenta l'impatto (tipico dei rischi fisici di coda).

Orizzonti temporali

ESRS 1 § 77 suggerisce breve (fino a un anno), medio (uno a cinque anni), lungo (oltre cinque). Nella pratica la scelta dell'orizzonte lungo conta molto. Un mid-cap tessile europeo che usi un orizzonte di 10 anni su E1 clima otterra un'esposizione materiale al rischio di transizione che non emerge a 5 anni. Accorciare l'orizzonte e un modo silenzioso per ridurre il numero di IRO materiali. Abbiamo visto fascicoli dove l'orizzonte "lungo" era definito come 5-7 anni per ragioni mai documentate.

Confini della catena del valore

ESRS 1 § 63 richiede di considerare tutta la catena del valore, ma AR13 ammette che la prospettiva sia piu granulare sui partner direttamente controllati e meno sui tier-2 o tier-3. La decisione sul cut-off e critica. Nel tessile il rischio di lavoro minorile e concentrato tier-2 e tier-3 (cotone, lavorazione fibre). Se il perimetro si ferma al tier-1, S2 (lavoratori della catena del valore) quasi sicuramente non emergera materiale. Se si estende al tier-2, emerge quasi certamente. Il preparatore deve motivare la scelta del cut-off, non limitarsi ad applicarla.

Esempio lavorato: una mid-cap tessile

Tessile Europa S.r.l., Biella, ricavi 2024 di EUR 42M, 180 dipendenti, stabilimenti a Biella e Barcellona, clienti tier-1 automotive. Seconda ondata CSRD, primo bilancio CSRD sull'esercizio 2025.

Catena del valore documentata: fornitori fibre sintetiche in Asia (tier-1 e tier-2 per la parte di cotone), chimici e coloranti europei (tier-1), trasporti internazionali, operations in due stabilimenti, clienti automotive tier-1 (che a loro volta rendicontano CSRD e quindi pongono domande strutturate sulla nostra decarbonizzazione), consumatore finale non direttamente raggiunto.

Una complicazione reale. Nel primo draft IRO, S2 (lavoratori catena del valore) era classificato come non materiale, con il razionale: "i fornitori tier-1 europei hanno certificazioni SA8000". A questo punto e emerso che il 40% del cotone arriva via trader da un fornitore tier-2 in Uzbekistan, non coperto da SA8000 e con profilo di rischio lavoro forzato noto in letteratura (studi ILO, rapporti OIL 2022). L'esclusione iniziale era difendibile solo se il perimetro si fermasse al tier-1. Esteso al tier-2, S2 diventa materiale.

La resolution ha richiesto una scelta di perimetro documentata, non un nuovo punteggio. Il fascicolo finale include: una nota metodologica che spiega perche il perimetro viene esteso al tier-2 per le materie prime critiche (cotone, fibre tecniche), riferimenti agli studi ILO citati come fonte del rischio settoriale, una descrizione del processo di due diligence che verra avviato sui trader ex-SA8000, e il collegamento a ESRS S2 disclosure requirements SBM-3 e S2-1. Il punteggio 1-5 non e stato toccato. La documentazione attorno e triplicata.

Soglie applicate: materialita d'impatto qualitativa con test di severita (scala, portata, irrimediabilita) calibrato sulla popolazione impattata; materialita finanziaria quantitativa al 5% EBITDA su orizzonte 5 anni, piu test qualitativo per rischi fisici acuti. La scelta e motivata in una carta di lavoro separata.

Orizzonte: 1 anno / 1-5 / 5-10. La scelta di estendere il lungo a 10 anni e motivata dalla vita utile media degli asset produttivi (circa 12 anni) e dalla traiettoria di decarbonizzazione richiesta dai clienti automotive (target 2035 di alcuni OEM). Questo fa emergere il rischio di transizione tecnologica come materiale.

IRO finali materiali: E1 clima, E2 inquinamento, E3 acqua, S1 forza lavoro, S2 lavoratori catena del valore, piu una opportunita quantificata su tessuti riciclati (ricavi potenziali stimati EUR 8,5M su orizzonte 3-5 anni, investimento EUR 1,2M, rationale documentato, non solo una riga nella tabella).

Il disaccordo legittimo sulla materialita finanziaria

Due partner esperti di assurance ESG disagree onestamente su una questione. Partner A sostiene che la materialita finanziaria nella rendicontazione ESRS vada trattata con la stessa logica della materialita ISA 320: soglia quantitativa su EBITDA, fattori qualitativi applicati come overlay, decisione tracciabile. Il vantaggio e la coerenza con il framework finanziario e l'auditabilita. Lo svantaggio e che molti rischi climatici di coda (bassa probabilita, alta severita) escono dalla soglia numerica.

Partner B sostiene che la materialita ESG sia per natura qualitativa e che le soglie numeriche producano una falsa oggettivita. Preferisce un framework di giudizio basato su dimensioni (severita, orizzonte, reversibilita, stakeholder impattati) con soglie specifiche per tema. Il vantaggio e che cattura meglio i rischi fisici e i temi sociali. Lo svantaggio e che ogni fascicolo diventa un caso a se e l'assurance provider fatica a sviluppare una posizione stabile.

Entrambi i professionisti hanno ragioni. L'ESRS 1 non risolve la questione, e anzi permette esplicitamente entrambi gli approcci in § 47. La nostra posizione e ibrida: soglia quantitativa come base, test qualitativo obbligatorio per i rischi con severita alta indipendentemente dalla probabilita, motivazione scritta in carta di lavoro. Ma chi adotti l'approccio puro di Partner B non sta violando la norma, sta facendo una scelta metodologica diversa e difendibile.

Dove il budget del primo anno produce fascicoli deboli

C'e una ragione strutturale per cui i fascicoli IRO del primo anno CSRD sono deboli, e non ha nulla a che vedere con la competenza dei team. Il budget. La mid-cap tipica alloca tra EUR 40.000 e EUR 80.000 per il primo assessment CSRD esterno, cifra spesso inferiore al costo reale del processo se fatto con il livello di rigore che ESRS 1 AR9 richiede. I consulenti che operano a quel prezzo hanno un incentivo razionale a riusare il template EFRAG IG1 con minime personalizzazioni. Il risultato e che si tickano le righe, si conclude in due workshop da mezza giornata, si consegna un report pulito, e si passa al cliente successivo.

Non stiamo dicendo che i consulenti siano disonesti. Stiamo dicendo che con quella economia il fascicolo non puo essere denso. E il cliente, alla fine del primo anno, si ritrova con una rendicontazione "completa" e un sottostante documentale che il revisore ESG contestera sul secondo anno, costringendo a rifare il lavoro a costi maggiori. L'economia del primo anno genera debito metodologico che viene pagato al secondo.

Questa osservazione ha una conseguenza di secondo ordine che vale la pena condividere con un collega: nei fascicoli che vediamo, la differenza tra un IRO assessment che regge e uno che non regge non sta quasi mai nei punteggi. Sta nelle carte che documentano perche i punteggi sono quelli. Un fascicolo con punteggi identici a un altro, ma con carte dense di rationale, interviste tracciate, soglie motivate, regge l'assurance. Lo stesso punteggio senza quelle carte non regge. Questo cambia cosa si compra quando si commissiona l'assessment: non il numero finale, ma lo spessore del fascicolo attorno.

Serve ammetterlo onestamente. L'IRO assessment del primo anno e un lavoro difficile anche per team bravi. La complessita di doppia materialita, la catena del valore estesa, l'assenza di benchmark settoriali stabili nel 2024-2025, l'ambiguita su orizzonti e soglie — tutto questo lo rende il passaggio piu impegnativo della rendicontazione CSRD. Per le mid-cap di seconda ondata che stanno preparando il primo bilancio 2025 ora, la stanchezza del team sostenibilita a fine processo e reale e visibile. Riconoscerlo serve a dimensionare il tempo e il supporto necessari, invece di fingere che sia compilabile in due workshop.

Checklist operativa per l'assessment

1. Costituire il team di valutazione con competenze trasversali (sustainability, finance, operations, legal, procurement), definire responsabilita e soprattutto documentare chi decide cosa. La governance del processo e parte del fascicolo.

2. Mappare la catena del valore motivando il cut-off: quale tier e incluso, quale no, su quali criteri. Se il cut-off e tier-1, la motivazione deve reggere se il rischio materiale tipico del settore e tier-2 (come nel tessile).

3. Applicare ESRS 1 Appendice B come check di completezza, non come matrice da compilare. Per ogni sottotematica, documentare chi e stato consultato, se e stata esclusa e con quale rationale.

4. Fissare soglie di materialita d'impatto e finanziaria per iscritto, motivarle, e prevedere il test qualitativo per i casi dove il numero sotto-rappresenta l'impatto.

5. Definire gli orizzonti temporali coerentemente con la vita utile degli asset e con i target di decarbonizzazione dei clienti. Un orizzonte "lungo" a 5 anni e quasi sempre troppo corto per il settore industriale.

6. Per ogni IRO materiale, collegare esplicitamente al disclosure requirement ESRS tematico. Non lasciare che sia il revisore a ricostruire il collegamento.

Errori comuni e come evitarli

- Assessment della catena del valore fermato al tier-1. Sebbene AR13 permetta granularita decrescente, fermarsi al tier-1 per temi come S2 o per filiere a rischio settoriale noto e una scelta che richiede giustificazione esplicita, non un default implicito.

- Soglie di materialita troppo elevate o non scritte. Applicare soglie del 10-15% EBITDA senza motivazione e difficilmente difendibile. La prassi internazionale emergente dai primi report di prima ondata si colloca al 5-8% per rischi a orizzonte lungo, con test qualitativo in aggiunta.

- Scenari climatici obsoleti. Usare scenari pre-2021 (AR5) invece degli aggiornamenti IPCC AR6 e degli scenari IEA / NGFS aggiornati al 2023 segnala un fascicolo non mantenuto. Gli studi EFRAG pilota del 2024 citano esplicitamente questo come red flag.

- Opportunita vuote. Se la sezione opportunita e compilata con frasi di posizionamento senza quantificazione ne orizzonte, non sostiene la limited assurance. Meglio due opportunita quantificate che otto frasi generiche.

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