Definition

Quando arriva una "fusione paritetica" tra holding di famiglia, il primo istinto del cliente è chiedere se si possa evitare di registrare il goodwill. La risposta breve è no: il pooling of interests è vietato dal 2004. La risposta che serve scrivere nel fascicolo è più lunga, perché il commercialista interno spesso ricorda il vecchio principio e prepara una scrittura che assomiglia molto al pooling, sotto un altro nome. È il punto in cui il revisore deve riportare il consolidato dentro l'IFRS 3.

Come funziona

L'IFRS 3.4 richiede che ogni aggregazione aziendale sia contabilizzata con il metodo dell'acquisizione. Si identifica l'acquirente (la parte che ottiene il controllo), si misura il corrispettivo trasferito al fair value, si rilevano le attività e passività identificabili dell'acquisita al fair value alla data di acquisizione, e si determina il goodwill come differenza positiva (o si registra l'utile da acquisizione a titolo gratuito quando la differenza è negativa).

Il pooling of interests, in vigore con i principi pre-IFRS, non è più consentito. Quel metodo permetteva di non rilevare il goodwill nelle aggregazioni cosiddette "paritarie" in cui i proprietari delle due entità restavano sostanzialmente gli stessi. Non misurava al fair value: utilizzava i valori contabili pregressi di attività e passività dell'acquisita.

La differenza pratica è significativa. Sotto il metodo dell'acquisizione il consolidato della holding contiene goodwill, plusvalori sugli asset acquisiti, e una base di costo più alta su cui calcolare ammortamenti e impairment futuri. Sotto il pooling (se ancora consentito), il goodwill non si rileva, gli asset acquisiti rimangono ai valori contabili pregressi, e gli utili consolidati dell'esercizio di aggregazione risultano più alti perché privi del peso dell'ammortamento dei plusvalori.

L'IFRS 3.5 specifica che il metodo dell'acquisizione si applica a tutte le aggregazioni, indipendentemente dalla forma giuridica (acquisto di asset, acquisto di azioni, fusione statutaria). Quindi anche una fusione per incorporazione si contabilizza come acquisizione, misurando il corrispettivo al fair value, non ai valori contabili.

Dove inizia il giudizio

La parte difficile non è il principio. È il caso in cui il cliente porta una "operazione di riorganizzazione di gruppo" — fusione tra società sotto comune controllo, conferimento d'azienda fra socie, scissione asimmetrica — e la documentazione del consulente fiscale prepara una scrittura in continuità di valori. Si dovrebbe applicare l'IFRS 3? Dipende. Se l'operazione comporta cambio di controllo, sì. Se è una pura riorganizzazione tra società già controllate dallo stesso soggetto e l'IFRS 3.2(c) la esclude, il principio non si applica e la scelta del metodo è una policy contabile dell'entità. È la zona in cui il fascicolo deve raccontare una storia: l'analisi sull'esistenza o meno del cambio di controllo è il punto su cui poi si gioca tutto il resto.

Esempio pratico: Bianchi Holding S.p.A.

Cliente: Bianchi Holding S.p.A., holding italiana con partecipazioni immobiliari, ricavi consolidati 28 milioni di euro, IFRS reporter. L'entità acquisisce il 100 per cento di Rossi Costruzioni S.r.l., società marchigiana di costruzioni con ricavi 8,5 milioni; prezzo dell'acquisizione 12,3 milioni di euro.

Passaggio 1: identificare l'acquirente e il corrispettivo

L'acquirente è Bianchi Holding (la parte che ottiene il controllo). Il corrispettivo è 12,3 milioni in contanti al closing, fissato al 30 giugno 20X1.

Documentazione: nel memorandum di pianificazione del consolidato si registrano il diagramma dei flussi di controllo, la data di acquisizione, e il corrispettivo versato con supporto del bonifico bancario.

Passaggio 2: misurare il fair value delle attività e passività identificabili

Il revisore acquisisce la perizia indipendente sulle attività nette identificabili di Rossi Costruzioni al 30 giugno 20X1 (oppure, in assenza, una valutazione interna del team). Valore contabile netto pregresso 4,2 milioni (attivi 7,8 meno passivi 3,6). La perizia rileva:

- Crediti commerciali 1,8 milioni: fair value 1,7 (svalutazione per crediti dubbi 0,1) - Terreni e fabbricati 4,2 milioni: fair value 5,5 (plusvalore 1,3) - Magazzino 1,8 milioni: fair value 1,6 (minusvalore per lentezza di smaltimento) - Passivi 3,6 milioni: fair value 3,6 (nessuna variazione)

Documentazione: si allega al fascicolo di consolidato la perizia indipendente, la riconciliazione tra valori contabili e fair value per categoria, e il calcolo della base di costo nel consolidato.

Passaggio 3: calcolare il goodwill

Corrispettivo versato: 12,3 milioni Fair value delle attività nette identificabili: 1,7 + 5,5 + 1,6 - 3,6 = 5,2 milioni Goodwill: 12,3 - 5,2 = 7,1 milioni

Il goodwill si iscrive nel consolidato come attivo non ammortizzato (IFRS 3.55) e si sottopone a test di impairment annuale (IAS 36.10).

Documentazione: nel consolidato si espone il goodwill generato dall'acquisizione di Rossi in nota integrativa. Si descrivono l'operazione, il corrispettivo, il fair value delle attività acquisite, il goodwill, la data di acquisizione, l'impatto sui ricavi consolidati dal 30 giugno 20X1.

Passaggio 4: riconciliare il goodwill al registro delle partecipazioni

Si verifica che il goodwill di 7,1 milioni transiti correttamente nel consolidamento, che il valore di carico della partecipazione sia 12,3 milioni, e che gli utili della controllata dal 30 giugno 20X1 entrino nel consolidato per la quota di controllo (100 per cento).

Si immagini, per contrasto, l'acquisizione contabilizzata con il pooling (vietato): il corrispettivo di 12,3 milioni non riconcilia con il fair value delle attività acquisite. Gli asset rimarrebbero ai valori contabili (4,2 milioni netti) e nessun goodwill sarebbe rilevato. L'errore non si vedrebbe immediatamente nel separato di Bianchi: passerebbe nel consolidato sotto forma di goodwill assente e di ammortamenti futuri inferiori — esattamente quello che il cliente vorrebbe ottenere quando chiede "non si può fare a meno del goodwill?".

Conclusione: l'acquisizione di Rossi genera goodwill di 7,1 milioni nel consolidato. Sorge perché il corrispettivo (12,3 milioni) eccede il fair value degli asset netti acquisiti (5,2 milioni). Senza il metodo dell'acquisizione, l'eccedenza non sarebbe esposta e il consolidato non sarebbe conforme all'IFRS 3.

Cosa il revisore non deve dare per scontato

Tier 1 — Rilievi ispettivi. L'IFRIC non pubblica rilievi specifici sulla scelta tra acquisizione e pooling perché il pooling è vietato da oltre vent'anni. Restano i rilievi sulle aggregazioni: misurazione del corrispettivo al fair value (con earn-out, passività di transazione, tutto il resto); identificazione completa di attività e passività al fair value; riconciliazione del goodwill con il fair value misurato. Sono errori frequenti nei fascicoli di PMI dove l'aggregazione non è supportata da una perizia indipendente strutturata. Le carte sono leggere e si vede.

Tier 2 — Errore standard-based. Il team classifica una "fusione paritaria" come acquisizione di fatto (perché uno dei soci esercita il controllo) ma non misura il corrispettivo al fair value e non calcola il goodwill. Viola l'IFRS 3.4. Il corrispettivo può essere zero (apporto gratuito) o stabilito da accordo tra soci, ma deve essere misurato al fair value della controprestazione, includendo l'eventuale assunzione di passivi dell'acquisita. Senza questa misurazione, il goodwill non è calcolato correttamente e il consolidato non lo è.

Tier 3 — Gap di pratica documentata. In molte aggregazioni minori il metodo è applicato correttamente nei numeri, ma il fascicolo non contiene la riconciliazione esplicita tra (a) corrispettivo, (b) fair value delle attività nette, (c) goodwill risultante. La riconciliazione è richiesta implicitamente dallo IAS 36.130(f) e dovrebbe comparire nella nota integrativa sulle business combination. Il revisore che chiude il fascicolo senza questa tabella si espone al rilievo MEF.

Quando i partner non sono d'accordo

Partner A: l'operazione tra società sotto comune controllo non rientra nell'IFRS 3 (paragrafo 2(c)). La scelta del metodo è una policy contabile, e nella prassi italiana si applica il principio di continuità dei valori contabili — è quello che fa l'OIC, è quello che il commercialista ha proposto, è coerente con la sostanza economica (i soci ultimi non sono cambiati). Si lascia scritta la policy nel principio contabile e si chiude.

Partner B: anche nelle business combination under common control, l'IFRS 3 richiede di valutare se ci sia stato cambio di controllo del business. Se Bianchi Holding ha trasferito Rossi Costruzioni dal socio A al socio B (entrambi soci di Bianchi), e Bianchi non controllava Rossi prima, l'esclusione del paragrafo 2(c) può non applicarsi. Il fair value e il goodwill sono dovuti. La policy di continuità dei valori senza analisi del controllo è scorciatoia, non scelta contabile.

Posizioni entrambe difendibili davanti al MEF, purché il fascicolo documenti l'analisi. La posizione che non si difende è il fascicolo che applica la continuità dei valori senza dichiarare di averla scelta e perché.

L'incentivo perverso

Perché il pooling continua a riapparire travestito da "fusione in continuità di valori"? Perché il fair value costa. Costa la perizia, costa l'analisi del controllo, costa la negoziazione con il consulente fiscale che vorrebbe uniformare il bilancio civilistico al consolidato IFRS. Quando l'aggregazione si chiude a fine esercizio e il budget temporale è già esaurito, la tentazione di accettare la posizione del cliente è reale. Non è una decisione tecnica. È una decisione su quanto valga sforare il budget per documentare il fair value.

Quando la distinzione conta su un incarico

La distinzione tra acquisizione (obbligatorio) e pooling (vietato) è teoricamente netta, ma resta operativa perché molti soci e molti commercialisti di PMI italiane ricordano ancora il pooling e lo richiedono. Nelle aggregazioni paritarie tra due soci che restano proprietari della holding risultante, il desiderio di "non creare goodwill" è forte. Il revisore deve verificare che l'entità applichi il metodo dell'acquisizione nonostante il fair value del corrispettivo e l'avviamento risultante.

Un secondo punto rilevante è la "data di acquisizione." L'IFRS 3.8 la individua nel giorno in cui l'acquirente ottiene il controllo. Nelle ristrutturazioni societarie (fusione statutaria, scissione) può accadere che il controllo e l'efficacia legale dell'operazione non coincidano. Il revisore verifica quale data il bilancio abbia utilizzato e se il consolidamento applichi il controllo dalla data corretta. Un errore sulla data di acquisizione propaga sul risultato consolidato e sul goodwill — e si riflette su tutti gli esercizi successivi.

Metodo dell'acquisizione vs pooling of interests

AspettoMetodo dell'acquisizione (IFRS 3 corrente)Pooling of interests (vietato)
Standard applicabileIFRS 3 paragrafi 4-5 (obbligatorio dal 2004)Non consentito dal 2004
Misurazione del corrispettivoFair value alla data di acquisizione, inclusi earn-out e assunzione di passiviValori contabili pregressi, senza fair value
Rilevazione del goodwillDifferenza tra corrispettivo e fair value degli asset netti acquisitiNon rilevato; la differenza è ignorata
Impatto sul consolidatoGoodwill esposto, plusvalori su asset, ammortamento e impairment futuri, utili consolidati ridotti nel primo esercizioGoodwill assente, asset ai valori pregressi, utili consolidati artificialmente più alti
DecorrenzaTutte le aggregazioni dal 2004Ammesso fino al 2003 sulle aggregazioni paritarie; vietato dal 2004
Chi applica il metodoL'acquirente (chi ottiene il controllo)N/A

Cosa il revisore deve documentare

Sul fascicolo di consolidato, per ogni aggregazione contabilizzata nel bilancio:

1. Evidenza che l'entità ha identificato l'acquirente e l'acquisita ai sensi dell'IFRS 3.4-5. 2. Supporto del corrispettivo al fair value, con tutte le componenti (contanti, assunzione di passivi, earn-out, strumenti rappresentativi di capitale). Riconciliazione con i flussi di cassa e gli estratti conto. 3. Valutazione (interna o indipendente) delle attività nette identificabili al fair value alla data di acquisizione. Riconciliazione tra fair value e valore contabile per categoria. 4. Calcolo del goodwill: corrispettivo meno fair value degli asset netti. Riconciliazione con il goodwill esposto nel consolidato. 5. Nota integrativa sulle business combination secondo IFRS 3.B64-B67: descrizione dell'operazione, corrispettivo, fair value di asset e passivi acquisiti, goodwill, eventuale utile da acquisizione a titolo gratuito. 6. Se presente earn-out, calcolo del fair value alla data di acquisizione e valutazione della probabilità di pagamento futuro (IFRS 3.39-40). 7. Test di impairment del goodwill nel primo anno e in quelli successivi ai sensi dello IAS 36. Se emerge impairment, documentazione di flussi di cassa e tasso di sconto.

Termini correlati

- Business combination: aggregazione aziendale ai sensi dell'IFRS 3; richiede l'identificazione dell'acquirente e l'applicazione del metodo dell'acquisizione. - Goodwill: attivo immateriale generato dall'acquisizione, misurato come differenza tra corrispettivo e fair value degli asset netti; non ammortizzato ai sensi dello IAS 36. - Fair value: prezzo che parti consapevoli e indipendenti negozierebbero in una transazione ordinata; usato per misurare il corrispettivo e gli asset acquisiti ai sensi dell'IFRS 3. - Acquisita: entità su cui l'acquirente ottiene il controllo; le sue attività e passività sono ricondotte al fair value e consolidate dal giorno del controllo. - Earn-out: corrispettivo aggiuntivo pagato dall'acquirente se l'acquisita raggiunge determinati obiettivi; incluso nel corrispettivo al fair value ai sensi dell'IFRS 3.39-40. - Test di impairment: verifica annuale che il goodwill iscritto non ecceda il valore recuperabile; richiesto dallo IAS 36. - Data di acquisizione: giorno in cui l'acquirente ottiene il controllo; determina la decorrenza del consolidamento.

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