Definition

Nessuno ammette di tenere strumenti finanziari per negoziarli. Quando però si conta il numero di vendite parziali nell'esercizio, i conti spesso non tornano e il memorandum sull'intent strategico, se esiste, è stato scritto a giugno per coprire decisioni prese a marzo. Da qui parte la maggior parte dei rilievi sulla classificazione FVTPL: non da un errore di calcolo del fair value, ma da una base contabile che non regge se qualcuno la legge davvero.

Punti chiave

> - La classificazione FVTPL si applica quando l'entità detiene lo strumento per negoziarlo o quando designa volontariamente la fair value option per evitare asimmetrie contabili. > - Utili e perdite, sia realizzati sia non realizzati, vanno a conto economico nel periodo, non a patrimonio netto. > - Il rilievo ispettivo più frequente non riguarda il numero, riguarda la documentazione: chi ha deciso, quando, e perché quel criterio invece di un altro.

Come funziona

Fair value through profit or loss (FVTPL) è la classificazione contabile di uno strumento finanziario il cui valore viene rivalutato a ogni data di bilancio, con le variazioni riconosciute direttamente a conto economico. Il riferimento normativo è IFRS 9 paragrafo 4.1.2, oppure IAS 39 paragrafo 9 per le entità che non hanno ancora adottato IFRS 9.

Nella pratica si decidono due cose, in ordine. Prima: lo strumento è detenuto per negoziarlo, ovvero acquistato e venduto con frequenza per generare profitti dalle fluttuazioni di breve termine? Se la risposta documentata è sì, FVTPL è obbligatorio. Seconda: se non rientra nella prima categoria, ha senso designare la fair value option per eliminare asimmetrie contabili rispetto a una passività correlata, come previsto da IFRS 9.4.3.5? Questa scelta va formalizzata al momento dell'iscrizione iniziale, non dopo.

Una volta classificato come FVTPL, lo strumento viene iscritto al fair value a ogni data di reporting. IFRS 9.5.7 chiede che le variazioni passino dal conto economico della gestione ordinaria. La riclassificazione successiva non è ammessa, salvo cambiamenti del modello di business che, nella pratica, accadono raramente. Se uno strumento detenuto al costo presenta caratteristiche significative di un FVTPL, il revisore verifica che la classificazione iniziale sia coerente con le intenzioni gestionali documentate al momento dell'acquisizione, non con quelle riscritte a posteriori.

Cosa succede davvero in incarico

Si parte quasi sempre dallo stesso problema. La direzione dichiara intent strategico, l'evidenza del trading desk dice altro, e il memorandum di classificazione è stato preparato dopo la chiusura per rispondere alla nostra richiesta. Nei fascicoli che esaminiamo, la sequenza tipica è: acquisto a marzo senza memo, prime vendite parziali a maggio, richiesta del revisore ad aprile dell'anno successivo, memo datato 15 marzo prodotto a metà maggio. Il problema non è solo formale. Quando si scrivono le carte dopo, le ragioni dell'intent originario diventano una ricostruzione, non una contemporaneità, e questo cambia il peso probatorio dell'evidenza ai sensi di ISA Italia 500.

Una nostra opinione, dopo molti incarichi su gruppi industriali con partecipazioni in fornitori: la classificazione FVTPL è strutturalmente impopolare con la direzione perché ogni fluttuazione del fair value entra nel risultato dell'esercizio e si vede negli indici. La pressione a sostenere FVOCI o costo ammortizzato è raramente contabile, è quasi sempre legata alla volatilità degli earnings comunicata al mercato. Capire questa pressione, prima ancora di leggere il memo, aiuta a calibrare le richieste di evidenza.

Esempio pratico: Italferr Industrial S.p.A.

Cliente: società manifatturiera italiana, esercizio 2024, capogruppo quotata su Borsa Italiana, valore dei portafogli finanziari EUR 28M, reporter IFRS.

Fase 1: Identificazione dei candidati FVTPL Si esamina l'inventario degli strumenti finanziari al 31 dicembre 2024. Italferr detiene 1.200.000 azioni di fornitori strategici (costo storico EUR 16,5M), 850.000 quote di un fondo bilanciato obbligazionario (EUR 8,2M), e titoli di debito corporate con scadenza a 18 mesi (EUR 3,3M). Documentazione: identificare ogni partita e verificare se è detenuta per negoziazione attiva consultando le evidenze del trading desk.

Fase 2: Valutazione della base contabile Il controller di Italferr afferma che le azioni sono detenute per mantenere relazioni strategiche con i fornitori, non per negoziazione. Si verificano i flussi di cassa annuali sui conti di negoziazione: 47 transazioni di vendita parziale negli ultimi 24 mesi. Il pattern non sostiene l'intent strategico dichiarato. Ai sensi di IFRS 9.4.1.2(a), frequenza e volume suggeriscono una classificazione FVTPL. Documentazione: registrare la conclusione, citare il paragrafo, allegare il verbale della discussione con la direzione sulla riclassificazione.

Fase 3: Stima del fair value Il fondo bilanciato ha un valore unitario quotato giornalmente (EUR 9,65 per quota). Non serve una valutazione tecnica: la quotazione di mercato è il fair value ai sensi di IFRS 13.76. Per le azioni non quotate, si acquisisce una valutazione indipendente prodotta da un perito; la direzione concorda con EUR 19,8M (incremento di EUR 3,3M rispetto al costo). Si verifica la ragionevolezza dei presupposti tramite analisi di sensitività sui multipli (EBITDA multiples) e sul tasso di sconto.

Fase 4: Variazione di fair value e complicazione Al 31 dicembre 2023, le azioni dei fornitori erano iscritte al costo (EUR 16,5M). Al 31 dicembre 2024, il fair value è EUR 19,8M; la variazione di EUR 3,3M va riconosciuta a conto economico. Il fondo passa da EUR 8,1M a EUR 8,2M (+EUR 0,1M). La complicazione: poiché la conclusione è che le azioni dovevano essere FVTPL fin dall'iscrizione iniziale (non da quest'anno), si apre la questione del comparativo 2023 da rideterminare ai sensi di IAS 8. La direzione inizialmente rifiuta, sostenendo che si tratta di un cambio di stima. Discutere con la direzione che 47 vendite parziali in 24 mesi non sono compatibili con un intent strategico è la conversazione più scomoda dell'incarico, e il punto dove ci fermiamo è quando la lettera di incarico diventa il documento da rileggere insieme. Si chiude con riesposizione del comparativo e nota esplicativa.

Fase 5: Presentazione in bilancio IFRS 7.8 chiede di distinguere tra strumenti FVTPL detenuti per negoziazione e quelli designati con la fair value option. Italferr presentava un'unica linea "Strumenti finanziari a FVTPL" senza la distinzione. Si chiede una nota che specifichi la composizione e la base contabile per ciascuna sotto-categoria.

Conclusione: Italferr riclassifica EUR 16,5M a FVTPL, riconosce EUR 3,3M di utile nel periodo corrente, riespone il comparativo. La presentazione completa le distinzioni di IFRS 7.8 e il fascicolo documenta giudizio ed evidenze in modo difendibile a ispezione.

Una zona grigia legittima

Su 1.200.000 azioni con 47 vendite parziali in 24 mesi, due revisori senior possono leggere l'evidenza in modo diverso. Una posizione: 47 transazioni sono una frequenza incompatibile con un intent di lungo periodo, FVTPL obbligatorio. Posizione opposta: si tratta di gestione attiva di una partecipazione strategica (ribilanciamento dell'esposizione, monetizzazione tattica di plusvalenze), non di trading nel senso di IFRS 9.4.1.2(a). Entrambe le letture sono difendibili se il fascicolo ricostruisce il modello di business effettivo, non solo i numeri di transazioni. Il punto debole nei fascicoli che vediamo non è la conclusione, è l'assenza di confronto esplicito tra le due letture.

Cosa i revisori e i professionisti sbagliano

- Rilievo ispettivo: assenza di documentazione sulla base contabile. Le ispezioni di CONSOB e IVASS rilevano frequentemente entità che classificano strumenti come FVTPL senza allegare il memorandum sull'intent di negoziazione o sull'applicazione della fair value option. IFRS 9.4.3.5 chiede che la designazione sia documentata al momento della classificazione iniziale, non quando arriva il revisore. Ai sensi del D.Lgs. 39/2010 sulla revisione legale, la base contabile è parte integrante dell'evidenza di audit, non un complemento. - Errore pratico ricorrente: riclassificazione non documentata. Quando l'entità riclassifica uno strumento (per esempio da held to maturity a FVTPL al cambiare dell'intent), IFRS 9 chiede di rivedere la base contabile originaria. I team spesso non documentano quando il cambiamento di intent sia avvenuto e perché sia giustificato. Senza questa ricostruzione, la riclassificazione si presta a essere letta come correzione di errore ai sensi di IAS 8, con effetti sul comparativo che la direzione non ha previsto. - Lacuna documentale: fair value option applicata di fatto senza designazione formale. Un'entità detiene uno strumento ibrido, sceglie di non designarlo al fair value, ma poi presenta le fluttuazioni di fair value a conto economico. Quando le carte erano leggere su questo punto, l'ispezione successiva ha riqualificato il trattamento come violazione di IFRS 9.4.3.5: il revisore in quel caso commette un errore di principio se non rileva la mancata designazione formale.

Strumenti correlati

Se l'entità detiene portafogli complessi di derivati o strumenti finanziari ibridi, il Calcolatore di classificazione ISA cita i paragrafi IFRS 9 rilevanti e supporta la documentazione della base contabile per ciascuna categoria di valutazione.

Termini correlati

- Fair value – Il prezzo al quale uno strumento verrebbe scambiato tra parti consapevoli, come definito in IFRS 13.24. - Strumenti finanziari a costo ammortizzato – La categoria alternativa di valutazione per debiti che non sono detenuti per negoziazione. - Fair value through other comprehensive income (FVTOCI) – Categoria di valutazione per strumenti di capitale designati, con variazioni riconosciute in patrimonio netto. - Derivati impliciti – Componenti di strumenti ibridi che rientrano nella scope di IFRS 9 e richiedono valutazione separata se non designati FVTPL. - Testing di impairment su strumenti finanziari – Procedura di revisione per verificare che le riduzioni di valore siano riconosciute secondo IFRS 9.5.5. - IFRS 13 Valutazione del fair value – Lo standard che governa la misurazione del fair value per tutti gli strumenti FVTPL.

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