Strumento di Analisi | ciferi
Lo strumento applica fattori di conversione specifici alle 15 categorie Scope 3 del GHG Protocol. Per il settore manifatturiero, le categorie critiche...
Come funziona lo strumento
Lo strumento applica fattori di conversione specifici alle 15 categorie Scope 3 del GHG Protocol. Per il settore manifatturiero, le categorie critiche sono la Categoria 1 (beni e servizi acquistati), la Categoria 4 (trasporto a monte) e la Categoria 9 (trasporto a valle). Il calcolatore consente di inserire dati di attività (chilometri percorsi, tonnellate, dipendenti) oppure dati di spesa (importi in euro), in funzione del livello di dettaglio disponibile.
Ogni categoria è dotata di un fattore di emissione predefinito basato su dati pubblici europei (DEFRA 2024, EXIOBASE, ProBas). È possibile sostituire questi fattori con dati specifici dell'azienda (per esempio, fattori di emissione forniti dai fornitori stessi, nel caso di grandi acquisti di materie prime).
Il risultato è un totale Scope 3 espresso in kg CO2e. I risultati possono essere scaricati in formato Excel con note di documentazione per ogni categoria.
Contesto normativo italiano
In Italia, la rendicontazione delle emissioni di gas serra segue il quadro CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive) per le grandi imprese e i gruppi di interesse pubblico. La CONSOB, quale autorità di vigilanza sui mercati finanziari, e il Ministero dell'Economia e delle Finanze (attraverso la Ragioneria dello Stato) presiedono all'implementazione delle ESRS (European Sustainability Reporting Standards).
Le ESRS E1 (Cambiamento climatico) richiedono che le entità rendicontino le emissioni Scope 1, Scope 2 e Scope 3, con specificazione delle categorie Scope 3 che risultano rilevanti per l'attività. Il GHG Protocol rimane lo standard internazionale di riferimento per le metodologie di calcolo.
Le entità italiane che rientrano nel perimetro CSRD (non-piccole e medie imprese, con alcuni limiti temporali per le PMI quotate) devono iniziare la rendicontazione nel 2025 per l'esercizio 2024. Per i revisori, questa scadenza significa che le verifiche di bilancio per l'esercizio 2024 dovranno includer una valutazione della completezza e della correttezza dei dati di emissione, qualora inclusi nella relazione di sostenibilità allegata.
Guidance pratica per le emissioni Scope 3 nel settore manifatturiero
Categoria 1: Beni e servizi acquistati
Per un'azienda manifatturiera, questa è spesso la categoria Scope 3 più significativa. Include tutte le materie prime, i componenti, i materiali di consumo e i servizi acquistati dalla società.
Metodo basato sulla spesa: Se non si dispone di dati di attività dettagliati per ogni categoria di acquisto, il metodo per spesa usa un fattore medio di emissione per euro speso. Il fattore predefinito è 0,42 kg CO2e per euro (derivato da EXIOBASE, media intersettoriale). Per una società come Metalli e Leghe Italia S.r.l. con sede a Milano e costi di materiali pari a 2.500.000 euro annui, il calcolo sarebbe: 2.500.000 € × 0,42 = 1.050.000 kg CO2e (1.050 tonnellate CO2e).
Metodo basato sull'attività: Se l'azienda traccia separatamente gli acquisti per tipologia (acciaio, alluminio, plastica, gomma, etc.), è possibile applicare fattori di emissione specifici per materiale. Ad esempio, l'acciaio prodotto da fonti europee genera mediamente 1,8 kg CO2e per chilogrammo di acciaio finito. Per un impianto che utilizza 450 tonnellate di acciaio all'anno, il calcolo sarebbe: 450.000 kg × 1,8 = 810.000 kg CO2e.
Documentazione in carta di lavoro: inserire il metodo scelto (spesa versus attività), il fattore di emissione applicato, la fonte del fattore, e la motivazione della scelta.
Categoria 4: Trasporto a monte e Categoria 9: Trasporto a valle
Nel settore manifatturiero, questi due elementi rispecchiano il flusso fisico della produzione: i materiali in ingresso e i prodotti finiti in uscita.
Per la Categoria 4, il calcolatore consente di stimare il trasporto stradale (HGV), ferroviario, marittimo e aereo. I fattori predefiniti derivano dal DESNZ 2024:
Un produttore di componenti automobilistici a Torino che riceve 1.200 tonnellate di acciaio da fornitori europei, con una distanza media di 800 km via camion, avrebbe: 1.200 tonnellate × 800 km × 0,107 = 102.720 kg CO2e per anno.
Per la Categoria 9, il metodo è identico, ma i dati riflettono il trasporto dei prodotti finiti ai clienti. Se la stessa azienda spedisce 950 tonnellate di componenti finiti con una media di 600 km di trasporto stradale, il calcolo sarebbe: 950 × 600 × 0,107 = 61.030 kg CO2e.
Documentazione in carta di lavoro: specificare per ogni canale di trasporto (stradale, ferroviario, marittimo, aereo) la tonnellata-km stimata, il fattore di emissione applicato, e le fonti dei dati di distanza (fatture di trasporto, accordi logistici, piattaforme di tracking).
Categoria 5: Rifiuti generati dalle operazioni
Le aziende manifatturiere generano rifiuti di produzione (scarti di lavorazione, ritagli, imballaggi usati). Il calcolatore propone fattori di emissione per le modalità di smaltimento più comuni:
Un'azienda di stampaggio in plastica a Napoli che genera 180 tonnellate annue di rifiuti plastici, di cui il 60% avviato a riciclaggio e il 40% a discarica, avrebbe: (180 × 0,60 × 21,3) + (180 × 0,40 × 586) = 2.297,4 + 42.192 = 44.489,4 kg CO2e.
Documentazione: documentare il peso dei rifiuti per categoria di rifiuto, la percentuale assegnata a ciascuna modalità di smaltimento, e la fonte dei dati (certificati di smaltimento, registri di carico e scarico rifiuti, accordi con gestori autorizzati).
- Trasporto stradale (camion pesante): 0,107 kg CO2e per tonnellata-km
- Trasporto ferroviario: 0,028 kg CO2e per tonnellata-km
- Trasporto marittimo: 0,016 kg CO2e per tonnellata-km
- Trasporto aereo: 0,602 kg CO2e per tonnellata-km
- Discarica: 586 kg CO2e per tonnellata
- Incenerimento: 21,3 kg CO2e per tonnellata
- Riciclaggio: 21,3 kg CO2e per tonnellata
- Compostaggio: 10,2 kg CO2e per tonnellata
Aspettative della revisione
I revisori contabili che esaminano le relazioni di sostenibilità secondo l'ISAE 3410 (Assurance Engagements on Greenhouse Gas Statements) o secondo l'ISAE 3000 (Revised) verificano che la metodologia di calcolo sia coerente, che i fattori di emissione siano documentati e tracciabili, e che il perimetro sia completo.
In base alle verifiche tematiche condotte da organismi internazionali di vigilanza, emerge frequentemente che le aziende che forniscono dati Scope 3 non specificano chiaramente quale delle 15 categorie GHG Protocol sia inclusa o esclusa dalla cifra rendicontata. Il revisore deve accertarsi che il confine sia dichiarato esplicitamente. Per le aziende manifatturiere, la Categoria 1, la Categoria 4 e la Categoria 9 sono quasi sempre rilevanti; altre categorie (come la Categoria 11, uso dei prodotti venduti) possono essere rilevanti solo se l'azienda vende prodotti che generano emissioni significative durante l'uso (per esempio, motori, impianti energetici).
Il revisore verifica anche la percentuale di dati Scope 3 basati su misurazioni effettive rispetto a stime. Qualora una porzione significativa sia stimata, il revisore accerta che la metodologia di stima sia ragionevole e documentata.
Contesto specifico per l'Italia
In Italia, il grid factor (fattore di emissione della rete elettrica) è circa 0,240 kg CO2e per kWh (basato su dati TERNA 2023), superiore ai fattori del Regno Unito ma inferiore a quelli della Germania. Ciò riflette il mix energetico italiano, che include gas naturale (prevalente nel mix termoelettrico), fonti rinnovabili in crescita, e un contributo storico del nucleare importato via interconnessioni.
Per le aziende manifatturiere con consumo energetico significativo (per esempio, impianti di fusione, riscaldamento processi, movimentazione), la Categoria 3 (attività legate a combustibili ed energia) assume importanza. Il fattore predefinito per l'energia a monte è 0,025 kg CO2e per kWh (perdite di trasmissione e distribuzione, 2024). Per una fonderia a Brescia che acquista 850.000 kWh annui di energia elettrica, il calcolo sarebbe: 850.000 kWh × 0,025 = 21.250 kg CO2e.
La scadenza CSRD per le grandi imprese italiane è il 2025 per la rendicontazione dell'esercizio 2024. Le aziende manifatturiere medio-grandi dovranno avere a disposizione processi consolidati di raccolta dati di emissione. Il revisore deve verificare che questi processi siano operativi prima della data di rendicontazione.